I vivi e i morti

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
I vivi e i morti
HouseofUsher.jpg
I titoli di testa del film
Titolo originale House of Usher
Paese di produzione Stati Uniti d'America
Anno 1960
Durata 80 minuti
Colore Colore
Audio Sonoro
Genere orrore
Regia Roger Corman
Soggetto Edgar Allan Poe
Sceneggiatura Richard Matheson
Produttore Roger Corman
Produttore esecutivo James H. Nicholson
Casa di produzione Alta Vista Productions
Fotografia Floyd Crosby
Montaggio Anthony Carras
Effetti speciali Larry Butler, Pat Dinga e Ray Mercer
Musiche Les Baxter
Scenografia Daniel Haller
Costumi Marjorie Corso
Interpreti e personaggi

I vivi e i morti (House of Usher) è un film del 1960, diretto da Roger Corman.

Tratto dal racconto La caduta della casa degli Usher, è il primo film della serie di Corman ispirata ai racconti di Edgar Allan Poe e costituisce l'inizio della sua collaborazione con Price e lo sceneggiatore Richard Matheson.

Nel 2005 il film venne scelto per essere conservato nel National Film Registry della Biblioteca del Congresso degli Stati Uniti.[1]

Trama[modifica | modifica wikitesto]

Philip Winthrop (Mark Damon) è in viaggio verso la Casa degli Usher, un castello desolato che si trova nel mezzo di una palude aquitrinosa, per rivedere la sua fidanzata, Madeline Usher (Myrna Fahey), a cui era legato mentre i due vivevano a Boston.

Il fratello di Madeline, Roderick (Vincent Price), vuole ostacolare la volontà di Philip, raccontandogli di come la famiglia degli Usher sia condannata da una genìa maledetta che ha portato tutti i suoi antenati alla follia; Rodelick gli prospetta che i mali della famiglia verranno propagati alle generazioni future grazie al matrimonio che lui vuole contrarre con Madeline, e per questo si oppone con forza alla loro unione.

Malgrado ciò, Philip si convince di dover portare via Madeline, e anche lei vuole lasciare disperatamente la casa e suo fratello.

Nel corso di un colloquio infuocato con Rodelick, Madeline improvvisamente viene a mancare, e dopo poco viene portata nella cripta di famiglia che si trova sotto la casa. Mentre Philip, Rodelick e il maggiordomo Bristol (Harry Ellerbe) sono di fronte alla bara prima dell'interramento, Madeline dà segni di vita muovendo le dita della mano: suo fratello se ne accorge, chiude immediatamente la bara e fa allontanare tutti dalla cripta. La mattina seguente Philip, prima di lasciare la casa, parla col maggiordomo che si lascia sfuggire che Madeline soffriva di catalessi, una patologia che può portare a uno stato di morte apparente.

Philip, dopo aver parlato con Rodelick, va nei sotterranei e scoperchia la bara di Madeline, ma la trova vuota. A quel punto inizia per lui una ricerca affannosa attraverso i passaggi segreti che dalla cripta portano alla casa, seguendo le tracce di sangue lasciate da Madeline.

Alla fine riesce a rintracciarla ma, oramai in preda alla follia, lei si scaglia contro di lui cercando di soffocarlo. Philip se ne libera, e ora Madeline cerca di vendicarsi contro il fratello. Una tempesta di vento si scaglia sulla casa e alcuni tizzoni ardenti volano dal camino sul pavimento del salone, e allo stesso tempo Madeline riesce a strangolare il fratello. Ma tutti e due muoiono nell'incendio, e Philip fugge mentre la casa degli Usher sprofonda nelle terre paludose che la circondano.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ (EN) Librarian of Congress Adds 25 Films to National Film Registry, Library of Congress, 20 dicembre 2005. URL consultato il 7 gennaio 2012.

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

(EN) I vivi e i morti in Internet Movie Database, IMDb.com Inc.

Cinema Portale Cinema: accedi alle voci di Wikipedia che trattano di Cinema