La ragazza del gruppo

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La ragazza del gruppo
Titolo originale Sorority Girl
Paese di produzione USA
Anno 1957
Durata 61 min
Colore B/N
Audio sonoro
Genere drammatico
Regia Roger Corman
Soggetto Leo Lieberman
Sceneggiatura Ed Waters
Produttore Roger Corman, James H. Nicholson
Fotografia Monroe P. Askins
Montaggio Charles Gross
Musiche Ronald Stein
Costumi Gwen Fitzer
Trucco Curly Batson
Interpreti e personaggi

La ragazza del gruppo (Sorority Girl) è un film del 1957 diretto da Roger Corman. Il film è un capostipite dell'exploitation "classica", ed è stato omaggiato da Quentin Tarantino in Pulp Fiction: sulle pareti del Jack Rabbit Slim's, il locale dove cenano Vincent e Mia, è infatti presente la locandina del film. Il film prende spunto dalla pellicola di Jack Garfein, Un uomo sbagliato. Nel 1994 è stato ideato un remake della pellicola con il titolo di Confessions of a Sorority Girl.

Trama[modifica | modifica sorgente]

Sabra (Susan Cabot) è una ragazza bella e ricca, resa estremamente impopolare dall'egoismo e la maliziosità. La sua unica "amica" è un'obesa chiamata Ellie, della quale Sabra abusa di continuo e prende in giro sadicamente con battute e frecciate più o meno basse. Un giorno però, la badante Rita (Barboura Morris) scopre dei maltrattamenti e la ragazza usa il ricatto per evitare che la cameriera spifferi tutto ai genitori. I ricatti continueranno ad andare avanti, prima ai danni di una giovane donna incinta (June Kenney), poi ai danni del ragazzo di Rita (Dick Miller). Ma in verità, Sabra sta solo recitando perché sua madre (Fay Baker) dimostra di non amarla.

Commento[modifica | modifica sorgente]

La perfetta interpretazione ed il carisma della Cabot riescono a rendere simpatica Sabra al pubblico, elevando la pellicola molto al di sopra rispetto ai film collegiali del periodo. La Cabot avrebbe recitato in seguito nel classico di Roger Corman, La donna vespa del 1960, mentre June Kenney avrebbe recitato in L'adolescente bambola. Ciò che rende il film un classico sono senza dubbio i disegni nei titoli di testa, opera di Bill Martin e la sceneggiatura piuttosto solida di Ed Waters.

Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]

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