Il cameraman

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Il cameraman
Il cameraman.png
Una scena del film con al centro il protagonista Buster Keaton
Titolo originale The Cameraman
Paese di produzione USA
Anno 1928
Durata 67 min
Colore B/N
Audio muto
Genere comico
Regia Edward Sedgwick, Buster Keaton
Sceneggiatura Clyde Bruckman, Lew Lipton
Produttore Buster Keaton, Lawrence Weingarten
Interpreti e personaggi

Il cameraman (The Cameraman) è un film del 1928 diretto da Edward Sedgwick e, non accreditato, Buster Keaton, che interpreta anche il protagonista Buster Shannon. Primo film di Keaton distribuito dalla Metro-Goldwyn-Mayer, è conosciuto in Italia anche col titolo di Io... e la scimmia.

Considerato uno dei grandi capolavori di Keaton[1][2], una "summa Keatoniana (Robinson) (...) un "film testamento" (Coursodon)"[3], nel 2005 è stato scelto per la conservazione nel National Film Registry della Biblioteca del Congresso degli Stati Uniti.[4]

Trama[modifica | modifica sorgente]

Buster, un giovane fotografo ritrattista, si invaghisce di Sally, una segretaria della Metro-Goldwyn-Mayer. Nel tentativo di impressionare la ragazza decide di diventare un cameraman, scambiando la sua macchina fotografica con una vecchia cinepresa e inizia a fare le riprese usando come soggetto qualsiasi cosa. Tuttavia, a causa della sua inesperienza, le riprese risultano sovraesposte e Buster diviene lo zimbello degli studi MGM. Sally per consolarlo gli dà un appuntamento per la sera, durante il quale la donna verrà conquistata da un cameraman rivale di Buster.

L'indomani, negli studi, Buster si presenta la mattina presto e riesce ad ottenere una soffiata da Sally: qualcosa di grosso accadrà a Chinatown. Il neo-cameraman si reca nel quartiere ma, durante il tragitto, inciampa in un suonatore di organetto e la sua scimmia, travolgendoli. Il musicista, credendo morta la scimmia, come risarcimento la vende a Buster. L'animale invece si sveglierà e comincerà a tormentare il povero Buster durante le riprese di una sfilata cinese che si trasformerà in una vera e propria sparatoria. La sua telecamera filmerà tutto e, all'arrivo degli altri operatori, Buster sarà l'unico ad aver filmato l'evento, peccato che la dispettosa scimmietta scambia la pellicola con il filmato con una pellicola vuota, facendo fare così una magra figura a Buster quando si presenta alla MGM. Buster viene così cacciato dagli studi.

Il cameraman tuttavia non si arrende: durante una gara di barche a motore riprende la corsa, e proprio in quella situazione si accorge di avere la pellicola che la scimmietta aveva tolto dalla camera. In quel momento sopraggiunge una barca dalla quale vengono sbalzati fuori i due conducenti. Buster porta a riva una di loro che si rivela essere proprio Sally, ma mentre va a cercare soccorsi, lei si risveglia tra le braccia del rivale di Buster e crede essere lui il suo salvatore. Buster torna dalla ragazza ma la vede andare via con l'uomo, decide quindi di arrendersi e tornare al suo vecchio lavoro, riprende la macchina fotografica e spedisce la pellicola alla MGM.

Gli operatori, per farsi due risate, guardano la pellicola scoprendo con stupore di avere il filmato della guerra a Chinatown. Nel finale vedono anche la corsa dei motoscafi e il salvataggio di Sally da parte di Buster che era stato ripreso fortunatamente dalla scimmietta. Alla MGM sono tutti entusiasti: Buster è il cameraman del secolo.

Colonna sonora[modifica | modifica sorgente]

Nei primi anni 2000 il compositore statunitense Arthur Barrow ha composto una nuova colonna sonora per il film[5].

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ Paolo Mereghetti, Dizionario del Cinema 2002, Baldini & Castoldi, p. 334
  2. ^ Morando Morandini, Il Morandini Dizionario dei film 2003, Zanichelli, p. 217
  3. ^ Cremonini, op. cit., p. 66.
  4. ^ (EN) Librarian of Congress Adds 25 Films to National Film Registry, Library of Congress, 20 dicembre 2005. URL consultato il 7 gennaio 2012.
  5. ^ (EN) Intervista ad Arthur Barrow - Planetzappa.com.

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

  • Buster Keaton - Charles Samuels, Memorie a rotta di collo, Milano, Feltrinelli, 1995
  • Giorgio Cremonini, Buster Keaton, Milano, Il Castoro cinema, 1996.ISBN

Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]

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