Abraham Zapruder

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Abraham Zapruder (Kovel', 15 maggio 1905Dallas, 30 agosto 1970) è stato un sarto statunitense di origine ebraica, divenuto celebre per aver ripreso con una cinepresa 8 millimetri il corteo presidenziale di John Fitzgerald Kennedy a Elm Street nel momento dell'omicidio del presidente degli Stati Uniti.

L'autore del filmato[modifica | modifica sorgente]

Nel 1963 Abraham Zapruder era un sarto cinquantottenne residente nella città di Dallas. Nato in Russia ed emigrato negli Stati Uniti d'America nel 1920, aveva lavorato a New York come assistente di un sarto e, trasferitosi nel Texas nel 1941, aveva intrapreso una piccola carriera imprenditoriale. Nel 1949 fondò la Jennifer Juniors, una ditta di confezione di abiti creata con il socio Irwin Schwartz. La piccola azienda, nel 1963, impiegava Marilyn Sitzman come receptionist, Beatrice Hester in veste di impiegata amministrativa e Lillian Rogers come segretaria e aveva sede al 501 di Elm Street, al quinto e al sesto piano del Dal-Tex Building, il palazzo costruito accanto al tristemente celebre Deposito dei libri della Texas School.

22 novembre 1963: Zapruder filma il corteo Kennedy[modifica | modifica sorgente]

JFK nella limousine a Dallas, pochi secondi prima di essere ucciso.
La cinepresa di Abraham Zapruder, oggi conservata negli US National Archives.

La mattina del 22 novembre 1963 Zapruder andò al lavoro e, pur sapendo della parata presidenziale che gli sarebbe passata sotto l’ufficio, decise di non portare con sé la cinepresa acquistata nel 1962, una Bell&Howell Zoomatic Director Series otto millimetri modello 414 PD. Fu proprio Marilyn Sitzman a convincerlo a tornare a casa per prenderla: così facendo avrebbe potuto filmare il presidente John Fitzgerald Kennedy e la consorte per mostrarli ai figli e ai nipoti. Sceso in Dealey Plaza con la signora Sitzman, Zapruder si mise alla ricerca del miglior luogo da cui filmare il passaggio del corteo: individuò, in cima al terrapieno sul lato destro di Elm Street, un muretto di cemento e decise di salire là sopra per documentare il passaggio di JFK con la sua cinepresa. In ventidue secondi (altri quattro che compongono i ventisei totali non riguardano il corteo presidenziale) impressi su una pellicola 8 millimetri Abraham Zapruder filmò la scena.

Dopo l'attentato[modifica | modifica sorgente]

Accortosi della tragedia che aveva appena documentato Zapruder tornò sconsolato verso il suo ufficio, passando davanti all’entrata del Deposito dei libri da cui erano partiti gli spari. Nel breve tragitto incontrò il giornalista Harry McCormick, un giornalista del Dallas Morning News, e gli raccontò di aver ripreso l’attentato. McCormick si mise d'accordo per andarlo a trovare nel pomeriggio in ufficio ma si premurò di informare immediatamente della cosa Forrest Sorrels, un agente del servizio segreto di Dallas. Schwartz, il socio di Zapruder, telefonò in ufficio pochi minuti dopo l’attentato e parlò con la segretaria. Si fece passare Zapruder che, in lacrime, gli disse: «Irwin, ho filmato tutto. Ho visto la sua testa esplodere!». Schwartz si precipitò in ufficio e, poco dopo, arrivarono anche McCormick e Sorrels. Insieme a due poliziotti del dipartimento di Dallas si recarono alla redazione del Dallas Morning News, poiché McCormick era certo che l’ufficio disponesse dell’apparecchio per riprodurre il nastro. Invece non era così, quindi i quattro, accompagnati dagli agenti, si recarono nel palazzo accanto, quello della rete televisiva WFAA. Non appena arrivò Zapruder fu fatto sedere accanto al direttore delle news di WFAA Jay Watson e intervistato in diretta televisiva. Zapruder raccontò ciò che aveva visto attraverso la lente della cinepresa. Disse di aver sentito un colpo, e poco dopo un altro sparo o altri due. Alla fine dell’intervista McCormick disse che solamente la Kodak poteva sviluppare il filmino e fu costretto a tornare in città alla notizia dell’arresto di un sospetto, Lee Harvey Oswald. Poco dopo, nello stabilimento della Kodak a Dallas, Zapruder e Schwartz videro per la prima volta il film dell’assassinio, aiutati da un impiegato di nome Phil Chamberlain e alla presenza di una decina di persone della Kodak. Furono fatte tre copie del filmato, due delle quali furono consegnate dallo stesso Zapruder, la sera del 22 novembre, agli agenti del servizio segreto presso la Centrale di polizia di Dallas. Nel pomeriggio del 22 novembre, però, si erano già mossi gli organi di stampa: il più veloce fu Richard Stolley, un dirigente della casa editrice proprietaria del periodico Life, intenzionato ad acquisire i diritti del filmato. La mattina del 23 novembre 1963 Stolley si recò nell’ufficio del sarto e trattò la cessione dei diritti: dopo una breve discussione Stolley offrì 50.000 dollari, cifra accettata da Zapruder per poter riprodurre i fotogrammi del filmato. Il giorno successivo l’editore di Life, C.D. Jackson, pagò a Zapruder altri 150.000 dollari per acquistare i diritti di riproduzione televisiva e cinematografica. Fu ancora Stolley a trattare con Zapruder e da questa trattativa scaturì un fatto spesso interpretato come “copertura di un complotto”. In realtà non corrisponde al vero che il filmato sia stato nascosto agli occhi della pubblica opinione per non doversi arrendere all’evidenza di una cospirazione, anche perché le immagini non mostrano l’esistenza di due o più sparatori in Dealey Plaza: si trattò di un accordo economico privato tra il proprietario del filmato e un editore. I fotogrammi più significativi furono pubblicati dalla rivista Life il 29 novembre 1963[1]. Fu poi C.D. Jackson che ritenne, autonomamente e in maniera opinabile, il pubblico non pronto a vedere le immagini e decise di conservare per qualche anno la pellicola negli archivi della Time-Life Corporation, limitandosi a pubblicare quei fotogrammi che non mostravano l’esplosione del cranio del presidente. Abraham Zapruder donò immediatamente 45.000 dollari alla vedova del poliziotto J.D. Tippit, l’agente ucciso, secondo le inchieste seguite all'attentato, da Lee Harvey Oswald pochi minuti prima del suo arresto. La pubblicazione del filmato di Zapruder avvenne 12 anni dopo, nel 1975 durante la trasmissione Good Night America di Geraldo Rivera[2].

Lo studio del filmato[modifica | modifica sorgente]

Tra il novembre del 1963 e il gennaio del 1964 l’FBI esaminò, per conto proprio prima e insieme alla Commissione Warren poi, una copia del filmato. Si stabilì che la cinepresa impressionava 18,3 fotogrammi al secondo, la sparatoria iniziò circa al fotogramma 170 [3], momento in cui Kennedy colpito si portò le mani alla gola e finì al fotogramma 313, momento in cui si vedono gli effetti del colpo alla testa. Dato che 313-170=143, 143:18,3=7,8 dunque la sparatoria avvenne in circa 8 secondi [4]. Questi tempi corrispondono ai tempi della registrazione sonora della sparatoria, registrati per caso dalla Centrale di polizia di Dallas, per mezzo del microfono della moto dell'agente di polizia H. B. McLain [5]. Il documento fu usato dalla Commissione Warren, per completare il quadro probatorio a carico di Lee Harvey Oswald.

Randolph Robertson, radiologo al Cookeville Regional Medical Center, in uno studio del 2013, usando tecniche computerizzate, ha sincronizzato il filmato di Zapruder con la ripresa sonora dei colpi sparati nella Dealey Plaza [6]:

Ne esce un documento importante, nel quale si possono vedere quello che succede sia a John Kennedy che al Governatore Connally, i movimenti della testa di Jacqueline Kennedy, che si volta da sinistra a destra man mano che si sentono i colpi.

La morte di Zapruder ed eventi successivi[modifica | modifica sorgente]

Il 30 agosto 1970 Abraham Zapruder morì. Senza volerlo era diventato una superstar: non si prestò a diventare il simbolo di questa o quella bandiera, si espose solo per confermare la veridicità del suo documento filmato quando il procuratore distrettuale Jim Garrison lo volle utilizzare per perseguire Clay Shaw, uomo d’affari di New Orleans accusato da Garrison di aver tramato per attentare alla vita di JFK ma giudicato estraneo alla vicenda al termine di un celebre processo. Qualche ricercatore lo iscrisse d’ufficio al "partito dei complottisti" mentre a Zapruder si possono solo attribuire due convinzioni: la prima è che affermò di aver sentito due o tre colpi; la seconda è che, nella sua testimonianza davanti alla Commissione Warren, ribadì di non essere in grado di stabilire la fonte degli spari (“C’era un riverbero troppo forte, l'eco faceva sentire i colpi come se arrivassero da tutte le direzioni” [7H572]). Cinque anni dopo la morte di Zapruder la testata Life restituì i diritti alla sua famiglia mentre l'originale del filmato finì, per essere conservato con maggior cura, negli Archivi Nazionali. Il 3 agosto 1999 il Dipartimento di Giustizia staccò un assegno di 16 milioni di dollari a beneficio degli eredi di Zapruder per l’acquisizione da parte del Governo del documento.

Voci correlate[modifica | modifica sorgente]

Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ Key stills from the Zapruder. Life.
  2. ^  10Garmonbozia01. (EN) First time the Zapruder film was shown to the public. YouTube, 15 dicembre 2006. URL consultato in data 2 dicembre 2013.
  3. ^ (EN) Zapruder Film and the Shot that Missed. Kenneth R. Scearce. November 27th, 2007.
  4. ^ (EN) Zapruder frames. Assassination research.
  5. ^ (EN) Sci Justice 2001 Apr-Jun;41. Echo correlation analysis and the acoustic evidence in the Kennedy assassination.
  6. ^ Mathematical Synchronization of Zapruder Film and Dallas Police Department DictaBelt. Randolph Robertson, M.D. JFK Project.
  7. ^  roger2x3. (EN) JFK Kennedy shooting, Zapruder audiovideo. YouTube, 23 gennaio 2010. URL consultato in data 2 dicembre 2013.(Licenza Creative Commons)

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