Amebiasi

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Amebiasi
Codici di classificazione
ICD-9-CM (EN) 006
ICD-10 (EN) A06

Con il termine amebiasi si indicano tutte le principali sindromi dovute a infezione da Entamoeba histolytica. [1]I disturbi più frequenti sono rettocolite o dissenteria amebica, amebiasi epatica o intestinale cronica. Il focolaio può interessare anche cuore, peritoneo o polmoni.

Tipologia[modifica | modifica wikitesto]

Oltre alla più diffusa, la Entamoeba histolytica esistono anche altri parassiti responsabili come Entamoeba dispar

Epidemiologia[modifica | modifica wikitesto]

Studi hanno stimato una popolazione infetta di circa 500 milioni di persone nel mondo, ma di esse solo una piccola parte, intorno al 10% mostra segni riconoscibili. La malattia risulta più diffusa in determinate popolazioni del nord Africa, del Medio Oriente e del Centro-Sud America, si sono registrati numerosi casi anche in paesi industrializzati come USA e Giappone, in Italia i casi sono sporadici e in persone con passato di turismo nelle zone endemiche.[2]

Sintomatologia[modifica | modifica wikitesto]

I sintomi e i segni clinici mostrano anoressia, nausea, vomito, diarrea, colite, peritonite, ma capita anche che le persone non mostrino alcun sintomo.[3] o che il sintomo sia rappresentato soltanto da una possente orticaria.

Manifestazioni cliniche[modifica | modifica wikitesto]

Oltre ai sintomi base, si sono evidenziate diverse forme cliniche:

  • Amebiasi intestinale acuta, la forma più comune, la cui diffusione è condizionata dalle difese immunitarie del soggetto, ed è quindi più facilmente trasmissibile in bambini, in persone con malnutrizione, donne gravide e turisti occasionali
  • Colite amebica fulminante
  • Colite amebica cronica
  • Ameboma, una delle forme più rare
  • Amebiasi extraintestinale

Eziologia[modifica | modifica wikitesto]

La forma di infezione avviene quando il parassita penetra nell'organismo tramite ingestione di cibi o acqua infetti.

Esami[modifica | modifica wikitesto]

Per i vari sintomi espressi si potrebbe incorrere in una falsa diagnosi, ad esempio i tratti patologici ricordano la sindrome del colon irritabile, ma anche la diverticolite, la schistosomiasi, salmonellosi e la colite ulcerosa. Sono varie le metodiche per effettuare una diagnosi della malattia, la migliore rimane l'esame copromicroscopico usato con la tecnica di Ritchie,[4] altri esami sono:

  • Coprocoltura specifica
  • Endoscopia
  • Indagini sierologiche
  • Ecotomografia
  • Proctoscopia, dove si evincono lesioni mucose
  • Fra i test utilizzati ELISA e l'emoagglutinazione indiretta forniscono i migliori risultati

Terapia[modifica | modifica wikitesto]

Come trattamento farmacologico si somministrano particolari amebicidi:

  • Diloxanide furoato, 500 mg (3 volte al giorno per 10 giorni)
  • Metronidazolo, forma amebiasi extraintestinale 400-800 mg ( 3 volte al giorno per 5 massimo 10 giorni), forma Amebiasi intestinale acuta 800 (3 volte al giorno per 5 giorni)[5]
  • Tinidazolo 2 g (una volte al giorno, periodo massimo 5 giorni)

Inoltre vi sono terapie di supporto e occorre la reidratazione dei liquidi, da notare che per Entamoeba dispar non occorre alcuna terapia[6]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Joseph C. Segen, Concise Dictionary of Modern Medicine pag 30, New York, McGraw-Hill, 2006, ISBN 978-88-386-3917-3.
  2. ^ Claudio Genchi, Pozio Edoardo, Parassitologia generale e umana, 13ª edizione pag 200, Milano, Ambrosiana, 2004, ISBN 88-408-1269-5.
  3. ^ Douglas M. Anderson, A. Elliot Michelle, Mosby’s medical, nursing, & Allied Health Dictionary sesta edizione pag 55, New York, Piccin, 2004, ISBN 88-299-1716-8.
  4. ^ Claudio Genchi, Pozio Edoardo, Parassitologia generale e umana, 13ª edizione pag 203, Milano, Ambrosiana, 2004, ISBN 88-408-1269-5.
  5. ^ British national formulary, Guida all’uso dei farmaci 4 edizione pag 301, Lavis, agenzia italiana del farmaco, 2007.
  6. ^ Research Laboratories Merck, The Merck Manual quinta edizione pag 1654, Milano, Springer-Verlag, 2008, ISBN 978-88-470-0707-9.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Gaetano Filice, Malattie infettive, 2ª edizione, Milano, McGraw-Hill, 1998, ISBN 88-386-2362-7.
  • Claudio Genchi, Pozio Edoardo, Parassitologia generale e umana, 13ª edizione, Milano, Ambrosiana, 2004, ISBN 88-408-1269-5.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

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