Joe Strummer

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« Scrivo canzoni di protesta, quindi sono un cantante folk. Un cantante folk con chitarra elettrica »
(Joe Strummer)
Joe Strummer
Joe Strummer in concerto
Joe Strummer in concerto
Nazionalità Gran Bretagna Gran Bretagna
Genere Punk rock
New wave
Reggae
Rock and roll
World music
Alternative rock
Rockabilly
Periodo di attività 1973 – 2002
Album pubblicati 22
Studio 1 The 101'ers
6 The Clash
1 solista (The Latino Rockabilly War)
3 The Mescaleros
5 partecipazioni
Live 2 The Clash
Colonne sonore 7
Raccolte 8 The Clash
1 The 101'ers

John Graham Mellor, meglio conosciuto come Joe Strummer (Ankara, 21 agosto 1952Broomfield, 22 dicembre 2002), è stato un cantautore, chitarrista e attore britannico membro del gruppo punk rock The Clash.

Strummer fu il cantante e chitarrista ritmico dei Clash dalla formazione del gruppo, nel 1976, fino allo scioglimento, nel 1985; le sue altre esperienze musicali includono gli 101'ers, di cui fu fondatore e membro, i Pogues e i Mescaleros, gruppo che formò nel 1995 e con cui lavorò fino alla morte. Joe Strummer fu anche, oltre all'attività musicale, attore e conduttore radiofonico.

Muore per infarto nel 2002; in seguito amici e parenti fondano la Strummerville Foundation, per promuovere la nuova musica, e mantenere la memoria e il pensiero di Joe Strummer.

Biografia[modifica | modifica sorgente]

Dall'infanzia alla formazione dei Clash (1952 - 1976)[modifica | modifica sorgente]

Le origini[modifica | modifica sorgente]

Joe Strummer nacque ad Ankara, in Turchia, il 21 agosto 1952[1], dove il padre lavorava come funzionario del Ministero degli esteri britannico. A causa dei frequenti trasferimenti del padre crebbe e studiò in diversi Paesi prima del rientro della famiglia in patria, all'età di due anni passò dalla Turchia all'Egitto (Il Cairo), poi in Messico (Città del Messico), in Germania (Bonn) e infine, all'età di nove anni il trasferimento definitivo in Inghilterra, a pochi chilometri da Londra.

« Ho avuto un'esistenza itinerante tra luoghi differenti. In Messico ho anche frequentato per due anni una scuola di lingua spagnola. In ogni situazione noi eravamo guardati come fenomeni da baraccone. Ho fatto il pieno di immagini e suoni in posti davvero strani. Da bambino ho avuto diverse cose piuttosto bizzarre. »
(Joe Strummer[2])

Joe non amava molto la vita scolastica e cercò di evadere ascoltando musica (con i suoi compagni di camera ascoltava sempre i Beatles, i Rolling Stones e gli Who). Fu proprio a scuola, infatti, che incominciò ad amare la musica, ma non era interessato a suonarla (credeva infatti che fosse un talento donato solo a persone divine come Pete Townshend degli Who, uno dei suoi compositori preferiti).

« Durante il periodo scolastico ero completamente negato per la musica. Ero convinto che soltanto degli esseri mitici, dotati di poteri superiori, potessero fare musica »
(Joe Strummer[3])

Proprio a scuola, nel 1964, all'età di 11 anni, Joe sentì Not Fade Away dei Rolling Stones nella sala del suo collegio situato nella campagna inglese, ed ebbe una rivelazione.

« Ero rinchiuso in uno schifoso collegio dove mi riempivano la testa di stronzate. Per me fu come intravedere la strada della liberazione. Vivi! Goditi la vita! Affanculo tutte le revisioni contabili di questo mondo! »
(Joe Strummer[4], 1988)

Guardare Mick Jagger che si agitava dentro alla televisione in bianco e nero della scuola, un sabato a pranzo, ispirò il giovane John Mellor a diventare cantante di uno dei più grandi gruppi musicali della storia degli anni '70 e del Punk-Rock.

« La musica era più importante delle lezioni, non parlavamo d'altro. Ogni nuovo album dei Beatles, di Dylan o degli Stones era per noi di importanza vitale. Costituivano lo sfondo delle nostre vite. Era il periodo ideale per essere coinvolti in una cosa del genere. Vivevamo in una specie di bolla privilegiata, ci creavamo il nostro mondo personale con tutta quella grande musica. »
(Ken Powell[4], compagno di scuola di Joe Strummer)

Nel 1965, in occasione di una visita per vedere i genitori, Joe comprò un EP di Chuck Berry[5], in cui era contenuta una versione della canzone Roll Over Beethoven, canzone che già conosceva perché faceva parte dell'album dei Beatles, With the Beatles. In questo modo Joe scoprì il R'n'B e il blues, capendo le radici più profonde del rock'n'roll.

La sua grande passione per la letteratura e specialmente per George Orwell lo portano ad avere una spiccata abilità nel comporre testi.

Il suicidio del fratello maggiore David, un personaggio con idee politiche di estrema destra e un particolare interesse per l'esoterismo (1970), lo sconvolge al punto da costringerlo ad andare via di casa per vivere sulla strada.

Gli esordi musicali[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi The 101'ers.
Famoso murale sito a New York in onore di Joe Strummer

Il primo strumento suonato da Joe fu un basso artigianale costruito da Pablo LaBritain, il batterista dei 999. Dopo aver lasciato la scuola diviene amico di un busker, cioè un musicista di strada, il quale lo convince a imparare a suonare la chitarra. Joe lo emula cominciando anche lui a suonare per le strade di Londra assumendo il soprannome di Woody (in onore del musicista Woody Guthrie). Successivamente suona l'ukulele al seguito del violinista folk Tymon Dogg, suo futuro compagno nei 101'ers per varie città d'Europa, tra cui anche Parigi. Entra a far parte prima dei Vultures, banda dell'istituto d'Arte al quale si era iscritto, la Newport Art School. Successivamente dei 101'ers, gruppo di rock'n'roll con i quali divideva una casa occupata. Ottenne un discreto successo nei pub di Londra e fece emergere il suo carattere di "frontman". In seguito si affibbia il soprannome di Strummer (dal verbo to strum e quindi "strimpellatore"), a causa della tecnica chitarristica piuttosto rozza e rinnega il precedente soprannome di Woody. In quel periodo scoprì l'esistenza di un mondo musicale che stava cominciando a formarsi, e a cui lui avrebbe preso parte pienamente, il Punk. Jiving Al Jones (amico di Joe durante la gioventù) testimonia come il cambiamento di Joe non fosse stato solo nel nome, ma anche nel modo di pensare e di relazionarsi con le altre persone; infatti andò a vederlo a un concerto (al Red Cow di Hammersmith) e le sue impressioni furono:

« Mi sono sentito un po', non so come dire, a disagio con lui. Ho avuto la netta sensazione che avesse cambiato personalità. Ti diceva in tono brusco: "Non chiamarmi Woody, il mio nome è Joe". Lo trovavo un po' strano, il fatto che ora si facesse chiamare Joe. C'era una buona dose, non dico di violenza, ma di forte determinazione nel suo atteggiamento. Era come se ti dicesse: "Non chiamarmi Woody o ti spacco la faccia". [...] Quando poi l'ho visto sul palco sono andato fuori di testa [...] Era molto più felice e molto più emotivo, evidentemente aveva trovato qualcosa che lo entusiasmava. Qualcosa era cambiato, [...] era come un uomo che ha dato un senso alla sua vita. »
(Jiving Al Jones[6])

Nel pubblico dello stesso concerto erano presenti anche delle persone che con lui avrebbero formato i Clash, Mick Jones e Paul Simonon. Erano andati al concerto per capire se Joe era realmente il cantante che stavano cercando.

Dei suoi anni coi 101'ers rimane l'album Elgin Avenue Breakdown, uscito postumo (cinque anni dopo lo scioglimento della band) nel 1981 e ripubblicato nel 2005 con sette brani inediti in più.

I Clash (1976 - 1985)[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi The Clash.

Dopo aver assistito nel 1976 a un concerto dei Sex Pistols, rimane folgorato dal punk e poco tempo dopo, sollecitato dall'ultimatum di Bernie Rhodes, manager dei futuri Clash, accetta di diventare cantante del complesso che lo porterà al successo planetario. I Clash in quel periodo erano formati da Mick Jones (voce e chitarra), Paul Simonon (basso), e Keith Levene (chitarra), che rimase nel gruppo per pochi mesi e partecipando alla realizzazione di una sola canzone (What's My Name?, contenuta nal primo album). Joe incontrò per la prima volta Mick e Paul giovedì 13 maggio 1976[7], in un ufficio di collocamento dove Jones era andato per ritirare il sussidio di disoccupazione, ma non fu scambiata alcuna parola tra i futuri membri del gruppo; Paul e Mick furono sorpresi di vedere il cantante degli 101'ers nella fila accanto alla loro, e notarono che Joe cominciò a fissarli, in seguito Strummer dichiarò che quel giorno aveva pensato di creare una rissa con gli altri due. In seguito si verificarono altri sporadici incontri tra Simonon, Jones e Strummer; ma l'incontro più significativo avvenne il 25 maggio durante un concerto dei Sex Pistols (una band che in seguito divenne una delle principali del movimento punk insieme ai Clash), Joe venne avvicinato da Bernard Rhodes, manager di un gruppo che voleva fargli incontrare. Pochi giorni dopo Joe fu fermato ancora da Rhodes che era assieme a Levene, il manager concesse a Strummer 48 ore di tempo per decidere se essere dentro o fuori dal gruppo. Probabilmente Mick e Paul non erano a conoscenza della proposta fatta da Rhodes a Joe; ma il cantante accettò e si incontrarono martedì 1º giugno 1976[8]. Quando Rhodes introdusse Joe nell'edificio dove era stato prefissato l'incontro, si trovò davanti Mick Jones e Paul Simonon che furono entrambi sorpresi nel scoprire che il cantante portato dal manager era proprio la persona con cui era quasi scoppiata una rissa poco meno di un mese prima.

Nel 1977, i Clash realizzano il loro primo album: The Clash, con Terry Chimes alla batteria, che in seguito venne escluso dal gruppo. L'album divenne uno dei principali del movimento punk; e contiene canzoni che divennero veri e propri inni di protesta, come White Riot (il primo singolo del gruppo), Remote Control e London's Burning. Il secondo album fu Give 'Em Enough Rope (tradotto, Date loro abbastanza corda) pubblicato e registrato nel 1978, e alla batteria presentava Nick "Topper" Headon, che divenne il batterista vero e proprio del gruppo e vi rimase fino al 1982. L'entrata di Topper portò il gruppo verso un livello musicale più alto. L'album contiene un minor numero di canzoni rispetto al primo, ma la musica conserva una base fortemente politica e di protesta. London Calling fu il titolo dell'album che il gruppo pubblicò nel 1979, e che prende il nome dall'omonima canzone. London Calling è uno degli album più interessanti di tutti i tempi e presenta una notevole commistione di stili musicali, dimostrando la notevole bravura e versatilità dei Clash, portando il gruppo a un livello di notorietà mondiale.

« Mi piaceva il fatto che non c'erano restrizioni. Quando sono entrato nei Clash ero un discreto batterista. Un normale batterista dalla mano leggera. Poi ho imparatato a picchiare forte sui tamburi e Mick e Joe hanno scoperto che riuscivano a scrivere moltissimi tipi di musica »
(Topper Headon[9])

Nel 1980 pubblicarono Sandinista! un triplo album venduto al prezzo di un doppio, contenente una grande mole di brani e stili musicali. Infine venne realizzato Combat Rock nel 1982. In seguito venne pubblicato un altro album sotto il nome del gruppo, ma con una formazione diversa, Cut the Crap, nel 1985.

London Calling e Sandinista!, in particolare, sono vere e proprie pietre miliari della storia del rock. In questi lavori sono mescolati generi diversi: il punk dei primi due dischi viene pian piano integrato con contaminazioni reggae, rockabilly funk, calypso, persino jazz e blues. Inoltre i Clash furono un gruppo fortemente politico e la loro visione del mondo e dei suoi problemi, che riportarono in musica, influenzò un gran numero di persone.

« I Clash erano dei poeti. In quanto artisti che lavoravano nel campo nel campo della musica [...] erano completamente liberi di esprimere e riflettere il loro disagio nei confronti del mondo che li circondava. Esprimevano rammarico anche per il fatto che le band che li avevano preceduti - come gli Who - non erano state abbastanza militanti »
(Pete Townshend[10])

Gli attriti tra i componenti della band, in particolare tra Joe e Mick Jones, si fanno sempre più stridenti finché, nel 1982, venne allontanato il batterista Topper Headon. Headon fu obbligato a uscire dal gruppo per il notevole utilizzo di eroina, che ormai stava compromettendo anche lo svolgimento dei concerti. L'uscita di Topper portò i Clash in una difficile situazione, infatti fu l'avvenimento che segnò l'inizio del declino musicale del gruppo, declino che porterà alla sua disintegrazione.

« La fine è cominciata il giorno in cui abbiamo fatto fuori Topper »
(Joe Strummer[11])

In seguito viene estromesso anche Mick Jones, e la band smette praticamente di esistere. Mick Jones fu allontanato dal gruppo nel settembre del 1983[12], da Joe e Paul Simonon, ma probabilmente il piano per estromettere Jones era stato ideato dal manager dei Clash, Bernard Rhodes, che nutriva forti rancori verso Mick; Rhodes riuscì a convincere Joe e Paul e così ottenne l'espulsione del chitarrista (Rhodes in precedenza era stato escluso dal ruolo di manager del gruppo su proposta principalmente di Mick, ma in seguito venne richiamato da Joe).

« C'era un sacco di tensione tra Mick e Bernie... Credo che Bernie volesse provare cosa significava essere Mick. Il manager voleva essere l'artista. »
(Joe Strummer[13], 2001)

Con l'allontanamento di Mick Jones il gruppo perse l'elemento trainante della formazione, e Joe in particolare, perse la persona con cui si era dedicato alla scrittura e alla composizione delle canzoni sin dal 1977.

Bill Price, un collaboratore dei Clash, riguardo al rapporto tra Joe e Mick disse:

« C'era qualcosa di magico tra Joe e Mick, un po' come nel rapporto Lennon - McCartney. Erano complementari: la tenacia che aveva Joe e la musicalità di Mick. Era la frizione tra di loro che rendeva la faccenda così interessante »
(Bill Price[14])

Mick Jones in seguito descrisse così il loro rapporto:

« Io e Joe avevamo un grandissimo rapporto di collaborazione e amicizia, ma tra noi c'era anche una fortissima rivalità. È normale che succeda tra chi scrive le canzoni in un gruppo. È quello che serve per andare sempre avanti »
(Mick Jones[15])

Nel 1985, Joe si presenta con una nuova formazione nel discutibile album Cut the Crap, che si rivela un vero fiasco. Della formazione originaria rimangono solo Joe Strummer e Paul Simonon. Dalla biografia del gruppo a cura di Pat Gilbert emerge che la causa sarebbe stata la produzione dell'album lasciata nelle mani del manager Bernard Rhodes; quest'ultimo nega ogni fiasco, sottolineando invece come nell'album fossero stati utilizzati strumenti e tecniche di registrazione, ripresi poi come modello da altri produttori. In seguito l'album non verrà citato nelle documentazioni ufficiali dei Clash e sarà riconosciuto soltanto dopo l'inserimento del singolo This Is England nel box The Essential Clash uscito nel 2003. I Clash riconosceranno solo in anni recenti l'esistenza di una formazione post-Mick.

« Non abbiamo mai venduto tantissimi dischi. I Clash non sono come questi gruppi punk di oggi, che vendono dieci milioni di album o roba del genere »
(Joe Strummer[16])

I Clash hanno fortemente influenzato molti gruppi e la loro visione politica. Hanno convinto migliaia di ragazzi britannici in età scolare che la cultura nera andava capita e ammirata e hanno rivoluzionato gli stili musicali mischiandoli e adattandoli ad altri. I Clash e Joe Strummer non hanno venduto grandi quantità di dischi, ma il loro impatto musicale è stato enorme.

« Vorrei che non si dicesse che i Clash sono stati solo un gruppo punk. Il punk è uno spirito molto più ampio della musica grezza e semplice che solitamente si identifica con quella parola. I Clash sono stati un gruppo di fusione, non una band di genere. Abbiamo mischiato reggae, soul e rock and roll, tutte le musiche primitive, in qualcosa di più della somma dei singoli elementi. Soprattutto in qualcosa di più del semplice punk di tre accordi »
(Joe Strummer,[senza fonte])
« Non mi piace che si facciano passare i Clash per un gruppo che ha fatto promesse e che non le ha mantenute. Noi non abbiamo mai promesso niente. Abbiamo solo cercato di risvegliare l'attenzione su una serie di cose che ci sembravano sbagliate. Quelle cose sbagliate esistono ancora e i Clash no. Questo che significa? Che abbiamo perso? Non lo so. Certamente i Clash sono stati una voce forte. Se hanno cambiato la vita di una sola persona, hanno raggiunto il loro scopo »
(Joe Strummer,[senza fonte])

Dallo scioglimento dei Clash alla morte (1985 - 2002)[modifica | modifica sorgente]

Gli anni della desolazione[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Earthquake Weather e The Pogues.

Nel 1986, Joe partecipa alla realizzazione del secondo album del gruppo fondato da Mick Jones in seguito alla sua esclusione dai Clash, i Big Audio Dynamite; Joe scrive insieme a Mick sette canzoni, e sempre insieme a Jones co-produce l'album.

Negli anni successivi Strummer si dedica soprattutto al cinema, sia come autore di colonne sonore, sia come attore, in una serie di pellicole a produzione indipendente: tra le altre, Diritti all'inferno di Alex Cox nel 1987 e Mystery Train - Martedì notte a Memphis di Jim Jarmusch nel 1989. In entrambi i campi Strummer non avrà fortuna.

Nel 1989 esce il suo primo disco da solista: Earthquake Weather, un omaggio al rockabilly che si distanzia molto dallo "stile Clash" e che, soprattutto per questa ragione, viene largamente ignorato da pubblico e critica.

Tra il 1991 e il 1992 accompagna in tour la band irlandese Pogues (alla quale è legato da profonda amicizia), eseguendo anche alcuni noti brani dei Clash.

Mescaleros: la rinascita[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Joe Strummer & The Mescaleros.

Joe vive praticamente di rendita fino al 1995, quando forma una nuova band, Joe Strummer & The Mescaleros, composta da una serie di talentuosi polistrumentisti coi quali nel 1999 fa uscire Rock Art & The X-Ray Style. Le canzoni più famose scritte dal gruppo sono la reinterpretazione di Redemption Song di Bob Marley e "Coma Girl", pezzo del gruppo.

Dopo una lunga serie di tour che lo portano a più riprese anche in Italia, nel 2001 Strummer e i suoi realizzano Global A Go-Go, che viene salutato dai più come il suo lavoro migliore dai tempi di Sandinista!.

Con i Mescaleros, il 15 novembre 2002, durante una serata a favore del sindacato dei pompieri, si esibisce assieme a Mick Jones[17].

« Quando ho sentito gli accordi di Bankrobber ho pensato: "Devo salire sul palco". Così ho detto alla persona che si trovava con me "Tienimi il soprabito, vado su a suonare..." »
(Mick Jones[18])

Mick e Joe eseguirono diverse canzoni dei Clash, tra cui White Riot e London's Burning.

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La mattina del 22 dicembre del 2002 Joe muore a causa di un infarto[19], dovuto a una malformazione congenita al cuore[20]. Aveva da poco compiuto 50 anni.

« Ho incontrato gente a cui il punk ha cambiato il modo di vivere. Mi sento come se avessi letteralmente incontrato ognuno di loro! Ed è la stessa storia anche per tutti loro: abbiamo cambiato il loro modo di pensare e influenzato le decisioni che hanno preso nella vita. Non è stata una faccenda di massa, la folla che assalta il palazzo. Piuttosto, un sacco di individui che hanno afferrato qualcuna delle cose che stavano strombazzando noi. Coi Clash è stato come scendere agli inferi e ritornare. Non puoi immaginare cosa abbiamo passato per fare i dischi che abbiamo fatto. Abbiamo dato il 110 per cento, ogni giorno. Ma quando incontri questa gente, persone che ti dicono che hai avuto qualche effetto sulla loro vita, allora senti che valeva assolutamente la pena. »
(Joe Strummer[21])

Nel 2003 esce postumo quello che avrebbe dovuto essere il terzo album di Joe Strummer & The Mescaleros: Streetcore, un ritorno al rock più grezzo e "stradaiolo" con innesti di country-folk.

Eventi successivi alla morte[modifica | modifica sorgente]

  • Nell'album Helldorado dei Negrita, uscito nel 2008, è presente una traccia chiamata "Brother Joe" dedicata a Joe Strummer[23]
  • Nel novembre del 2009 nel comune sardo di Tonara venne proposto di dedicare una via a Joe Strummer[24], sarebbe stato il primo caso in Italia di intestazione di una via a un personaggio del punk ma poco tempo dopo il diffondersi della notizia questa venne smentita dall'assessore ai lavori pubblici[25].
  • Nel gennaio 2013 il comune di Granada ha deciso di intitolare una piazza a Joe Strummer. La città andalusa venne citata in Spanish Bombs ed è stata più volte meta dei soggiorni spagnoli di Strummer.
  • Il 4 luglio 2013 il comune di Bologna dedicò l'Arena Parco Nord a Joe Strummer, che proprio in quella location si esibì in uno dei suoi ultimi concerti nel 1999. La giornata venne celebrata all'interno dello Strummer Live Festival[26][27].

Vita privata e relazioni personali[modifica | modifica sorgente]

Nel 1975, dopo essergli stata offerta la somma di 120 sterline, Strummer sposò Pamela Moolman, una sudafricana, in modo che ella potesse ottenere la cittadinanza britannica. Con i soldi successivamente ci comprò una Fender Telecaster con la sua firma, poi ridipinta di nero. Nel 1978, Joe cominciò ad avere un rapporto con Gaby Salter, poco dopo il suo 17º compleanno. La coppia rimase unita per ben quattordici anni ed ebbe due figli, Jazz e Lola. Durante il suo rapporto con Salter, affrontò molteplici vicende che abbracciano tutti gli anni '80 e che li portarono allo scioglimento.

Nel 1993, lo stesso anno in cui chiese il divorzio dalla Moolman, Strummer divenne molto intimo con Lucinda TaitTemplate:SFN. Strummer e Tait si sposarono due anni dopo e così rimasero fino alla morte del cantante, avvenuta nel 2002 a causa di un'aritmia cardiaca. SI dice che Strummer fosse stato il padrino di Lily Allen. Anche se questo non è vero, egli e la sua famiglia erano amici intimi degli Allen, con cui partecipavano spesso al Festival di Glastonbury. Lily ricordò come Joe avesse verso i suoi confronti un atteggiamento quasi paterno, e facendo un esempio, si ricordò di quando una volta egli l'accompagnò a Glastonbury per vedere i suoi amici.[28]

Importanza ed eredità culturale[modifica | modifica sorgente]

Strumentazione[modifica | modifica sorgente]

Fender Telecaster

  • La chitarra che venne utilizzata principalmente da Joe Strummer fu una Fender Telecaster del 1966 con tastiera in palissandro (la chitarra aveva il corpo in acero fiammato e successivamente Strummer decorò il corpo in nero), decorata originariamente con tre colori differenti. Joe acquistò la chitarra nella metà del 1975, quando suonava con gli 101'ers; dopo essersi unito ai Clash, Joe fece ridipingere lo strumento di nero. Dal 1979 in poi la chitarra venne ricoperta di adesivi, Joe utilizzò lo strumento per tutta la durata sua carriera sia con i Clash, sia con i Mescaleros. La Fender Custom Shop, una divisione produttiva della Fender, realizza una copia fedele della chitarra di Joe Strummer. Raramente durante la carriera dei clash usa una Telecaster del 1975.

Discografia[modifica | modifica sorgente]

Joe Strummer in concerto.

La discografia ufficiale comprende:

Discografia dei Clash[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Discografia dei The Clash.

Album studio

Discografia dei 101'ers[modifica | modifica sorgente]

Studio

Album con materiale registrato dal 1974 al 1976, pubblicato dopo lo scioglimento del gruppo.
Versione postuma dell'album Elgin Avenue Breakdown, con brani inediti.

Colonne sonore e partecipazioni[modifica | modifica sorgente]

Partecipazioni

Secondo album del gruppo fondato da Mick Jones, i Big Audio Dynamite, Joe Strummer scrive insieme a Mick sette brani, e sempre con Jones co-produce l'album.
Joe Strummer canta nella prima canzone, Let Me Show You.
Joe Strummer partecipa a una canzone.
Joe Strummer canta in Redemption Song, con Johnny Cash.
Joe Strummer partecipa a una canzone.

Colonne sonore

Discografia solista[modifica | modifica sorgente]

Studio The Latino Rockabilly War

Discografia dei Mescaleros[modifica | modifica sorgente]

Filmografia[modifica | modifica sorgente]

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ Pagina 18, Pat Gilbert, The Clash, Death Or Glory; 2007, Arcana Editore.
  2. ^ Pagina 19, Pat Gilbert, The Clash, Death Or Glory; 2007, Arcana Editore.
  3. ^ Pagina 25, Pat Gilbert, The Clash, Death Or Glory; 2007, Arcana Editore.
  4. ^ a b Pagina 21, Pat Gilbert, The Clash, Death Or Glory; 2007, Arcana Editore.
  5. ^ Pagina 22, Pat Gilbert, The Clash, Death Or Glory; 2007, Arcana Editore.
  6. ^ Pagina 101, Pat Gilbert, The Clash, Death Or Glory; 2007, Arcana Editore.
  7. ^ Pagina 110, Pat Gilbert, The Clash, Death Or Glory; 2007, Arcana Editore.
  8. ^ Pagina 113, Pat Gilbert, The Clash, Death Or Glory; 2007, Arcana Editore.
  9. ^ Pag. 287, Pat Gilbert, The Clash, Death Or Glory; 2007, Arcana Editore.
  10. ^ Pagina 158, Pat Gilbert, The Clash, Death Or Glory; 2007, Arcana Editore.
  11. ^ Pagina 433, Pat Gilbert, The Clash, Death Or Glory; 2007, Arcana Editore.
  12. ^ Pagina 418, Pat Gilbert, The Clash, Death Or Glory; 2007, Arcana Editore.
  13. ^ Pagina 427, Pat Gilbert, The Clash, Death Or Glory; 2007, Arcana Editore.
  14. ^ Pagina 343, Pat Gilbert, The Clash, Death Or Glory; 2007, Arcana Editore.
  15. ^ Pagina 45, Pat Gilbert, The Clash, Death Or Glory; 2007, Arcana Editore.
  16. ^ Pagina 439, Pat Gilbert, The Clash, Death Or Glory; 2007, Arcana Editore.
  17. ^ Pagina 450, Pat Gilbert, The Clash, Death Or Glory; 2007, Arcana Editore.
  18. ^ Pagina 450, Pat Gilbert, The Clash, Death Or Glory; 2007 Arcana Editore.
  19. ^ Pagine 437 - 438, Pat Gilbert, The Clash, Death Or Glory; 2007, Arcana Editore.
  20. ^ Pagina 238, Pat Gilbert, The Clash, Death Or Glory; 2007, Arcana Editore
  21. ^ Pagina 443, Pat Gilbert, The Clash, Death Or Glory; 2007, Arcana Editore.
  22. ^ Articolo sul film Il futuro non è scritto - Joe Strummer da repubblica.tv
  23. ^ √ Negrita, 'Helldorado': 'La rinascita dopo la crisi: liberi, non barricaderi' - Rockol
  24. ^ Sardegna punk, una via per Joe Strummer, L'Unita'.it. URL consultato il 5 novembre 2011.
  25. ^ Tonara: La musica è cambiata. Niente via dedicata a Joe Strummer, subarralliccu.wordpress.com. URL consultato il 5 novembre 2011.
  26. ^ Strummer Live Festival: il programma completo, eventireggae.it.
  27. ^ Strummer Live Festival: a Bologna per ricordare il leader dei Clash con Manu Chao e Modena City Ramblers, radiomusik.it.
  28. ^ Lily Allen: uncertain smile in The Telegraph (London), 16 gennaio 2009. URL consultato il 29 marzo 2010.

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

  • Pat Gilbert, The Clash, Death Or Glory; 2007, Arcana Editore.

Altri progetti[modifica | modifica sorgente]

Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]

Controllo di autorità VIAF: 69116945 LCCN: n91120062