Carson McCullers

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
Carson McCullers nel 1959, fotografata da Carl Van Vechten

Carson McCullers (Columbus, 19 febbraio 1917Nyack, 29 settembre 1967) è stata una scrittrice statunitense.

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Nata Lula Carson Smith, al n. 423 della 13ma strada di Columbus (Georgia), primogenita di Lamar, negoziante di orologi e gioielli, e Marguerite Waters Smith. A 10 anni iniziò a prendere lezioni di pianoforte, strumento al quale si dedicò a lungo, sognando di diventare concertista professionista. Nel 1932, riferì però a un'amica che aveva deciso piuttosto di diventare una scrittrice. Si mise quindi a leggere molto, tra i suoi favoriti Fëdor Dostoevskij, Anton Čechov, Lev Tolstoj e Eugene O'Neill e a scrivere opere teatrali che faceva recitare in casa al fratello e alla sorella.

Nel 1934 ella si trasferì da Savannah (Georgia) a New York, dove si iscrisse ai corsi di "creative writing" della Columbia University. L'anno seguente incontrò James Reeves McCullers, poi suo marito (il 20 settembre 1937, ella ha venti anni ed egli 24, ma i due si risposeranno ancora il 19 marzo 1945, dopo un divorzio di circa cinque anni). I due lasciarono NYC e andarono a Charlotte (Carolina del Nord), dove lei si dedicò alla letteratura. Ella soffriva però, e purtroppo vi soffrirà tutta la vita, per diversi problemi di salute.

Quando nel 1940 uscì il primo romanzo ebbe modo d'incontrare Eudora Welty, il poeta Louis Untermeyer e Katherine Anne Porter. Ricevette il Guggenheim Fellowship nel 1942 e nel 1946.

Nel 1948, dopo un ictus che le paralizzò il lato sinistro del corpo, tentò il suicidio in ospedale. Poi, mentre faceva visita a Tennessee Williams a Nantucket scrisse l'adattamento teatrale di The Member of the Wedding, la cui première fu il 5 gennaio 1950 presso l'Empire Theatre sulla Broadway. L'opera vinse il New York Drama Critics' Circle Award come miglior dramma della stagione.

I problemi di salute e matrimoniali però continuarono e nel 1953 Reeves, durante un viaggio in Francia, volle convincerla a un doppio suicidio. Lei spaventata lo lasciò e ritornò a casa, mentre il 19 novembre il marito si suicidò in un albergo di Parigi. Dopo la sua morte non volle partecipare al funerale, né riavere il corpo o le ceneri di lui e si rifiutò persino di pagare le spese.

Nel 1955 morì sua madre (il padre era morto già nel 1944), e Carson iniziò a soffrire anche di depressione. Cercò di sorpassare le crisi lavorando e viaggiò con Tennessee Williams a Key West (Florida) portandosi diversi manoscritti. Quando però nel 1957 andò in scena The Square Root of Wonderful le rappresentazioni furono interrotte inaspettatamente per mancanza di pubblico dopo 45 repliche.

Nel 1962 era ormai sulla sedia a rotelle e a giugno si operò di un tumore al seno destro. Nonostante l'ultimo libro di versi per bambini (Sweet as a Pickle, Clean as a Pig), due anni dopo fece testamento e non riusciva più a scrivere. Gli ultimi anni subì ancora problemi di salute, fino al colpo finale del 15 agosto 1967 che la lasciò in coma per 47 giorni.

Fu sepolta nell'Oak Hill Cemetery, lungo l'Hudson River.

Si fece conoscere fin da giovane con la pubblicazione di piccoli racconti su riviste locali. Scrisse il suo primo romanzo The Heart Is a Lonely Hunter -Il cuore è un cacciatore solitario- (1940) appena ventitreenne, dove si rivelò molto sensibile a temi introspettivi e psicologici; il romanzo, ambientato in una città del sud degli Stati Uniti, risente nel contenuto e nello stile della narrativa cruda e realista dei decenni appena precedenti e venne in seguito identificato dalla critica quale appartenente al "gotico" tipico del sud.

Il libro cominciò a scriverlo già dal 1936 con il titolo provvisorio e rivelatorio di The Mute. In "The Flowering Dream: Notes on Writing", pubblicato sul numero di Esquire di dicembre 1959, McCullers dichiarò di averci lavorato per un anno senza capire cosa stesse facendo. Tutti i personaggi parlavano a un certo Harry Minowitz, ma non c'era collegamento tra di loro. A un certo punto pensò persino di spezzettare il romanzo in una serie di racconti, ma la sola idea di farlo le provocava dolore, e poi all'improvviso durante una passeggiata capì che il protagonista doveva essere sordomuto e doveva cambiare nome: lo ribattezzò John Singer e tutto le sembrò funzionare. Di fatto, ancora prima di pubblicarlo, il libro ottenne l'attenzione di Houghton Mifflin che anticipò alla McCullers 500 dollari e le promise la pubblicazione nella propria casa editrice.

La McCullers riesce senza sforzo a raccontare rabbia e incredulità di personaggi marginali e incompresi della provincia georgiana (il sordomuto, il lavorante a cottimo sempre in viaggio, la ragazzina, il dottore, il vedovo che ha un piccolo bar), a volte dipinta in modo grottesco e secondo la visione incantata e fragile che sta dietro il tono e la visione meravigliati, quasi da adolescenti un poco persi per il mondo. Come dice Joyce Carol Oates, il suo "talento era quello di riuscire a evocare, attraverso l'accumulazione d'immagini e frasi ripetute in modo musicale, la singolarità dell'esperienza senza ergersene a giudice"[1].

Reflections in a Golden Eye (1941, lo scrisse con il titolo di lavorazione di Army Post, mentre viveva a Fayetteville (Carolina del Nord), e apparve su Harper's Bazaar in due puntate (sui numeri di ottobre e novembre 1940) e poi in volume l'anno successivo. Qui Carson esplorò in modo scioccante la violenza del desiderio.

The Ballad of the Sad Café (1943) lo scrisse per lo più a Yaddo, rifugio d'artisti a Saratoga Springs. Anche questa narrazione uscì dapprima su Harper's Bazaar (in agosto) e poi nel volume The Ballad of the Sad Café: The Novels and Stories of Carson McCullers (1951).

The Member of the Wedding (1946), per alcuni il suo capolavoro, parla della fascinazione di una ragazzina, Frankie Addams, verso il matrimonio del fratello. Nel periodo della sua maturità stilistica scrisse poi Clock Without Hands (1960), dove è ben evidenziato il rapporto fra un uomo sofferente di un male incurabile e un episodio della sua vita specchio dei conflitti razziali di quei tempi.

Opere[modifica | modifica wikitesto]

  • The Heart Is a Lonely Hunter (1940, romanzo)
  • Reflections in a Golden Eye (1941, romanzo)
    • trad. di Irene Brin, Riflessi in un occhio d'oro, Milano: Longanesi ("La gaja scienza" n. 15), 1947; ivi ("I libri pocket" n. 137), 1968; ivi ("I super pocket" n. 71), 1970; ivi ("I libri pocket" n. 528), 1975; Milano: Guanda ("Prosa contemporanea"), 1991; Milano: TEA ("TEAdue" n. 431), 1996 ISBN 88-7818-045-9; con postfazione di Valeria Gennero, Torino: Einaudi ("Stile libero"), 2009 ISBN 978-88-06-19226-6
  • The Member of the Wedding (1946, romanzo)
    • trad. di Gino Dallari e Leo Longanesi, Invito di nozze, Milano: Longanesi ("Piccola biblioteca", n. 35-37), 1951; come Invito a nozze, introduzione di Barbara Lanati, Milano: Mondadori ("Oscar narrativa" n. 1669), 1983
  • The Ballad of the Sad Cafe (1951, raccolta di una novella e 6 racconti)
    • trad. di Franca Cancogni, La ballata del caffè triste e altri racconti, Milano: Mondadori ("Medusa" n. 435), 1960; con introduzione di Laura Caretti, ivi ("Oscar" n. 1011), 1979; Milano: Guanda ("Prosa contemporanea"), 1991 ISBN 88-7746-551-4; Milano : TEA ("TEAdue" n. 519), 1997 ISBN 88-7818-167-6. Comprende:
      • The Ballad of the Sad Cafe (1951)
      • Wunderkind (1936)
      • The Jockey (1941)
      • Madame Zilensky and the King of Finland (1941)
      • The Sojourner (1950)
      • A Domestic Dilemma (1951)
      • A Tree, a Rock, a Cloud (1942)
  • The Square Root of Wonderful (1958, opera teatrale)
  • Clock Without Hands (1961, romanzo)
  • Sweet as a Pickle and Clean as a Pig (1964, poesie per bambini)
  • The Mortgaged Heart (1972, raccolta postuma di scritti editi dalla sorella Margarita Gachet Smith, detta "Rita")
  • Illumination and Night Glare. The Unfinished Autobiography of Carson McCullers, a cura di Carlos Dews (1999, autobiografia incompiuta)

Adattamenti cinematografici[modifica | modifica wikitesto]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ riportato da Carlos Dews nell'edizione presso la Library of America di Complete Novels (2001).

Bibliografia critica minima[modifica | modifica wikitesto]

  • Oliver Evans, Carson McCullers: Her Life and Work, London: Peter Owen, 1965 (biografia)
  • Virginia Spencer Carr, The Lonely Hunter, New York: Doubleday & Company, 1975
  • Harold Bloom (a cura di), Carson McCullers, New York: Chelsea House Publishers, 1986
  • Virginia SpencerCarr, Understanding Carson McCullers, Columbia: University of South Carolina Press, 1990; 20052
  • Beverly Lyon Clark e Melvin Friedman (a cura di), Critical Essays on Carson McCullers, New York: Hall, 1996
  • Josyane Savigneau, Carson McCullers: A Life, Boston: Houghton, 2001

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]


Controllo di autorità VIAF: 95151447 LCCN: n79059038