I Simpson

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I Simpson
serie TV cartone
Titolo orig. The Simpsons
Lingua orig. inglese
Paese Stati Uniti
Autore Matt Groening
Soggetto
Studio
Musiche
Rete Fox Broadcasting Company
1ª TV 17 dicembre 1989 – in corso
Episodi 560 / 574 Completa al 98%. in 26 stagioni
Durata ep. 22-25 minuti
Censura No
Reti it. Canale 5 (prime TV 1991-1996), Junior Tv (repliche 1997-1999), Italia 1 (prime TV 1997-presente), Fox (st. 1-19), Fox Animation (st. 20+) (repliche, 2003-presente)
1ª TV it. 1º ottobre 1991 – in corso
Episodi it. 552 (completa) in 25 stagioni
Censura it. Si
Dialoghi it.
Genere sitcom
Temi umorismo, satira, commedia

I Simpson (The Simpsons) è una popolare sitcom animata creata dal fumettista statunitense Matt Groening alla fine degli anni ottanta per la Fox Broadcasting Company. È una parodia satirica della società e dello stile di vita statunitensi, personificati dalla famiglia protagonista, di cui fanno parte Homer, Marge e i loro tre figli Bart, Lisa e Maggie.

Ambientato in una cittadina statunitense chiamata Springfield, la serie tratta in chiave umoristica molti aspetti della condizione umana, così come la cultura, la società in generale e la stessa televisione.

La famiglia fu ideata da Matt Groening e James L. Brooks in una serie di corti animati di un minuto, da mandare in onda durante il Tracey Ullman Show. La loro prima apparizione nel talk show si ebbe il 19 aprile 1987 in un corto intitolato Good Night. Da quel momento, per due anni, I Simpson andarono in onda durante gli intermezzi pubblicitari dello show ottenendo un buon successo. Lo show debuttò sotto forma di episodi di mezz'ora in prima serata il 17 dicembre 1989.

I Simpson fu subito uno show di punta della Twentieth Century Fox, grande casa produttrice di film; nel corso degli anni ha vinto numerosi e importanti premi televisivi.[1] Il numero del magazine TIME del 31 dicembre 1999 lo ha acclamato come "miglior serie televisiva del secolo".[2] Il 14 gennaio 2000 lo show ha ottenuto una stella nella Hollywood Walk of Fame. È, a tutt'oggi, la più lunga sitcom[3] e serie animata[4] statunitense mai trasmessa. Come prova dell'influenza che lo show ha avuto nella cultura popolare, l'esclamazione contrariata di Homer Simpson, "D'oh!", è stata introdotta nell'Oxford English Dictionary. I Simpson hanno inoltre influenzato diverse altre serie animate per adulti prodotte da metà anni novanta in poi[5]. Nel 2002, la rivista TV Guide ha classificato I Simpson all'8º posto tra I migliori 50 spettacoli televisivi di tutti i tempi[6], miglior posizione tra le serie animate.

In Italia, lo show è trasmesso dalle emittenti del gruppo Mediaset, la quale detiene i diritti e ne doppia gli episodi, e dalla piattaforma satellitare Sky. Il primo episodio è andato in onda il 1º ottobre 1991 su Canale 5 in seconda serata, mentre i successivi sono stati trasmessi in fascia pomeridiana, prima di Bim bum bam. Nell'ottobre 1997, la programmazione si è spostata sull'emittente Italia 1. Dal suo debutto, sono stati finora mandati in onda oltre 500 episodi per 24 stagioni. Nel 2007 è stato tratto un lungometraggio dalla serie, intitolato I Simpson - Il film (titolo originale The Simpsons Movie), uscito in quasi tutto il mondo il 27 luglio 2007, mentre in Italia il 14 settembre. L'8 ottobre 2011, dopo aver affrontato alcuni problemi finanziari con i doppiatori della sit-com animata, la Fox rinnova I Simpson per altre due stagioni, permettendo alla serie tv di raggiungere la venticinquesima stagione. Il 7 ottobre 2013, la Fox annuncia il rinnovo della serie per la ventiseiesima stagione.[7]

L'edizione italiana è curata da Ludovica Bonanome per Mediaset

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Cortometraggi de I Simpson.
Matt Groening, creatore di Life in Hell, I Simpson e Futurama
La prima apparizione dei Simpson

Groening concepì la famiglia Simpson con l'aiuto di Brooks. All'inizio Groening pensò ad un adattamento televisivo della sua striscia a fumetti Life in Hell, ma quando si rese conto che ciò avrebbe comportato la rescissione dei diritti di pubblicazione per quest'ultima opera decise di prendere un'altra strada. Ebbe l'idea di delineare come protagonista dei corti la sua versione di una famiglia disfunzionale,[8] e diede ai personaggi lo stesso nome di quello dei suoi familiari, tranne Bart.[9]

Nelle intenzioni di Groening, lo show avrebbe dovuto rappresentare una novità fin dalla prima apparizione. La scelta del colore giallo come colore della pelle dei personaggi animati ne è un esempio. Matt Selman, sceneggiatore della serie fin dai primi anni, ha affermato in un'intervista che «l'idea è stata di Matt Groening. Voleva che una volta accesi i televisori, il pubblico pensasse che il colore giallo fosse legato ad un problema tecnico. Si sarebbe domandato "Oh, perché sono gialli?" ed avrebbe provato a sintonizzare il canale senza peraltro riuscirci, perché il giallo era reale. Era un tentativo innovativo per far cadere in inganno i telespettatori; è una cosa che facciamo spesso nel mondo dello spettacolo».[10]

La famiglia Simpson fece il suo debutto nel Tracey Ullman Show, come protagonista di cortometraggi animati, con "Good Night", che andò in onda il 19 aprile 1987. La famiglia era rozzamente disegnata, poiché Groening aveva sottoposto schizzi di base agli animatori, supponendo che li avrebbero "puliti"; invece semplicemente ricalcarono i suoi disegni.[9]

Nel 1989, I Simpson furono adattati in una serie di mezz'ora per la Fox Network da una squadra di compagnie produttrici, inclusa l'attuale Klasky Csupo. Siccome la Fox era da poco nata e quindi alle prime armi, Jim Brooks ottenne un'inusuale clausola contrattuale dall'emittente, la quale assicurava che non avrebbe interferito col processo creativo dello show.[11] Groening ha affermato che l'obiettivo chiave dello show era «offrire un'alternativa al pubblico, e mostrare a loro che c'è qualcos'altro oltre alla spazzatura mainstream che gli viene presentato come l'unica scelta».[12]

James L. Brooks, produttore esecutivo della serie

La Fox era riluttante a trasmettere la serie, in quanto non credeva potesse reggere la durata di un normale episodio di venti minuti-mezz'ora.[13] Proposero agli autori di produrre tre corti da sette minuti ciascuno e quattro speciali, per vedere le reazioni del pubblico e farli abituare alla lunghezza dello show (anche se il vero problema, secondo gli ideatori, era quello di rendere plausibili e ben voluti dei personaggi così grotteschi).[13] Alla fine, però, vista l'insistenza degli ideatori, la Fox chiese tredici episodi dalla durata di trenta minuti[13]. Il primo episodio della serie vera e propria fu Un Natale da cani (in originale Simpsons Roasting on an Open Fire) scelto in un confronto con quello che alla fine fu l'ultimo episodio della prima stagione, Sola, senza amore (Some Enchanted Evening). Quest'ultimo episodio fu il finale di stagione poiché gli animatori lo dovettero ridisegnare, avendo visto la stessa povera qualità del disegno con cui Groening aveva realizzato i corti.[14]

I Simpson furono la prima serie televisiva della Fox Network ad apparire nella top 30 degli show più visti, nella stagione 1989-90.[15] Il successo dello show convinse la Fox che si poteva cambiare l'orario di messa in onda dello show, in modo da competere in audience con il The Cosby Show (noto in Italia come I Robinson), una mossa che abbassò gli ascolti de I Simpson.[16] Tracey Ullman, intanto, aveva intentato una causa legale, affermando che il suo show era la fonte del successo de I Simpson e richiedendo perciò una parte dei guadagni provenienti dai corti. Alla fine, fu la Fox Network a vincere la causa.[17]

Lo show fu anche coinvolto in più polemiche a causa della personalità di Homer Simpson - un marito alcolizzato, irresponsabile e pigro che scatenò la "Sindrome di Homer Simpson" che influenzò molti giovani che portarono molti psicologi e dottori a sostenere che Homer era un cattivo esempio per i giovani, e Bart Simpson – un ribelle ai dettami familiari da cui frequentemente scappava senza alcuna punizione – che spinse alcune associazioni di genitori e portavoce "conservatrici" a sostenere che Bart fosse un pessimo modello per i bambini.[18][19] George Bush senior, all'epoca presidente degli Stati Uniti, accusò: «stiamo provando a rafforzare la famiglia americana, in modo da farla assomigliare di più ai Waltons e di meno ai Simpsons».[20]

Le t-shirt dei Simpson, così come altro merchandise, furono bandite da diverse scuole pubbliche in diverse zone degli Stati Uniti.[20] Ciò nonostante, le vendite mondiali arrivarono, in solo 14 mesi, a 2 miliardi di dollari di ricavo.[20]

Personaggi[modifica | modifica wikitesto]

Protagonisti[modifica | modifica wikitesto]

Quella dei Simpson è una vita basata sul lifestyle della famiglia statunitense media.

  • Homer Simpson (Homer Jay Simpson) è il padre ed è un pigro, stupido, rozzo, egoista, obeso, inetto, irresponsabile ed incompetente ispettore di sicurezza della centrale nucleare di Springfield; all'apparenza senza sentimenti, adora strafogarsi di cibo, soprattutto ciambelle e costolette di maiale, e bere birra Duff. Adora guardare la TV con una birra in mano. Passa molto tempo al bar di Boe Szyslak con gli amici Barney, Lenny e Carl. Le sue frasi famose sono "D'oh", "Mi-ti-co!" e "Brutto Bagarospo" (quest'ultima la dice mentre strangola Bart).
    Doppiato da Dan Castellaneta (inglese), Tonino Accolla (italiano, st. 1-23), Massimo Lopez (italiano, st. 24+)
  • Marge Simpson (Marjorie Jacqueline Bouvier) è la madre ed è per la maggior parte della serie il ritratto della tipica madre e casalinga statunitense: iperprotettiva nei confronti dei figli, è dotata di una spiccata "moralità". Si fa coinvolgere nelle stramberie di Homer, ma alla fine riesce sempre a tenere unita la famiglia.
    Doppiata da Julie Kavner (inglese), Liù Bosisio (italiano, st. 1-22), Sonia Scotti (italiano, st. 23+)
  • Bart Simpson (Bartholomew JoJo Simpson) è il figlio di 10 anni primogenito, furbo e insofferente alle regole: ama lo skateboard e la TV. La sua attività preferita è combinare scherzi insieme al suo amico Milhouse Van Houten, soprattutto ai danni del barista Boe Szyslak e del preside della sua scuola, Seymour Skinner. Dimostra di avere un buon cuore e di voler bene alla sorella in più occasioni. La sua frase personale è "Ciucciati il calzino" (in inglese "Eat my shorts").
    Doppiato da Nancy Cartwright (inglese), Ilaria Stagni (italiano, st. 1-22), Gaia Bolognesi (italiano, st. 23)
  • Lisa Simpson (Elizabeth Marie Simpson) è la seconda figlia di 8 anni, con un altissimo Q.I., vegetariana, buddhista, intellettuale, femminista, sensibile e anticonformista si ritrova spesso coinvolta nell'attivismo progressista. La sua aspirazione è diventare presidente degli Stati Uniti e la sua passione è suonare il sassofono.
    Doppiata da Yeardley Smith (inglese), Monica Ward (italiano)
  • Maggie Simpson (Margaret Eve Simpson) è la figlia neonata. La sua unica attività è succhiare un ciuccio. Non riesce a camminare, ed ogni volta che ci prova cade in avanti; spesso viene dimenticata davanti al piccolo schermo. Non si è mai sentita la sua voce, tranne in estemporanee eccezioni: nella puntata La prima parola di Lisa, nella quale Maggie dice "papà"; in Bart sfida il giorno del ringraziamento dove Maggie accusa Bart in un sogno di quest'ultimo; in Arrivando in Homerica, dove parla in norvegese e in I Simpson - Il film, dove nei titoli di coda dice "Continua". Maggie molte volte si rivela una neonata piena di intelletto ed anche molto astuta, con un buon senso di responsabilità (molto più del padre e del fratello maggiore).
    Doppiata da doppiatori variabili in inglese (es. Liz Taylor nell'ep. La prima parola di Lisa), in italiano da Monica Ward nella maggior parte delle volte e da Jodie Foster nell'episodio Quattro Grandi Donne e Manicure (inglese) e da Laura Boccanera (italiano).

La famiglia ha anche due animali, i cui versi sono interpretati da Frank Welker:

Nonostante il fatto che passino gli anni e in vari episodi siano stati trattati compleanni, i personaggi della serie non invecchiano. Pochi sono i morti durante la serie, e ciò è avvenuto tanto in circostanze tragicomiche,[21] quanto più semplicemente in occasione di una grave malattia.[22] Molti personaggi sono stati invece soggetti a delle "resurrezioni", come Hans Uomo Talpa e Marvin Monroe.[23]

Altri co-protagonisti dello show, invece, non sono più comparsi nel corso degli anni, generalmente a causa della morte del doppiatore originale: l'esempio più famoso è rappresentato dai personaggi di Troy McClure e Lionel Hutz, ritirati dopo la morte di Phil Hartman,[24] e, più recentemente, Edna Caprapall ritirata dopo la morte di Marcia Wallace.

Personaggi secondari[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Categoria:Personaggi de I Simpson e Personaggi secondari de I Simpson.

Oltre ai membri della famiglia Simpson, sono presenti una serie di strambi personaggi, alcuni dei quali competono in popolarità con i protagonisti. Originariamente, molti di questi personaggi erano pensati per un'unica apparizione, ma diversi sono riusciti ad ottenere maggiore spazio e spesso sono divenuti protagonisti di molti episodi. Molti personaggi secondari de I Simpson nel doppiaggio italiano parlano dialetti Italiani, alcuni dei più frequenti sono il Veneto, il Calabrese, il Sardo e il Campano ma presenti sono anche il Siciliano, il Pugliese e altri.

Episodi[modifica | modifica wikitesto]

Sono state prodotte finora venticinque stagioni negli USA. In Italia sono andate in onda le prime venticinque ancora in corso su Mediaset Italia 1

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Episodi de I Simpson.

Edizione italiana[modifica | modifica wikitesto]

I Simpson arrivano per la prima volta in Italia il 1º ottobre 1991 per conto di Mediaset. La prima puntata trasmessa è stata Bart, il genio, in seconda serata su Canale 5. Il vero primo episodio della serie, Un Natale da cani è stato trasmesso il 24 dicembre 1991 come speciale natalizio.

Il cartone animato è il primo ad essere trattato come telefilm dalla Mediaset. Infatti, sebbene sia un cartone animato, non è mai stato parte integrante della fascia ragazzi gestita allora da Alessandra Valeri Manera. Lo testimonia il fatto che per molti anni, nelle guide TV, I Simpson venivano indicati come telefilm o sit-com.

Dopo il primo episodio, la serie inizia ad essere trasmessa a cadenza settimanale, senza il giusto ordine di trasmissione originale, saltando tra l'altro diversi episodi. Nel palinsesto di Canale 5, la serie non aveva orari fissi. Infatti alcuni episodi andavano in onda la domenica mattina, e alcuni prima del contenitore Bim bum bam. Trasmessi 18 episodi della settima stagione, dal 1996 fino al 1998, Mediaset non ha più acquistato nuovi episodi.

Dall'ottobre 1997, la programmazione de I Simpson si è spostata su Italia 1. Da allora I Simpson ottengono l'attuale collocazione dell'ora di pranzo, e cominciano ad essere trasmessi quotidianamente, alternando repliche e nuovi episodi, diventando così uno dei programmi di punta della terza rete Mediaset. Oltre l'acquisto di nuove stagioni, vengono inoltre recuperati gli episodi che sono stati saltati da Canale 5. Dal 1997 fino al 1999 anche il canale Junior Tv, allora appartenente a Publitalia (quindi a Mediaset), trasmette le prime tre stagioni della serie.

Dal 2003, la serie comincia ad essere trasmessa nell'appena nata edizione italiana del canale Fox presente nella piattaforma Sky Italia. Sebbene I Simpson, siano una produzione Fox, su tale rete vanno in onda solo i vecchi episodi (attualmente fino alla stagione 19), perché gli episodi nuovi vengono acquistati e doppiati dalla Mediaset.

Il 3 dicembre 2007, per la prima volta, I Simpson sono stati spostati dalla fascia dell'ora di pranzo, alla fascia preserale, alle 19:40. Inizialmente vanno in onda repliche, poi dal 21 gennaio 2008 all'11 febbraio 2008 vanno in onda gli inediti episodi della stagione 18. Il 25 marzo 2008 è stata ripristinata la collocazione all'ora di pranzo, e quindi, il cartone va in onda in entrambe le collocazioni, fino al 20 aprile 2008, quando è stata cancellata la collocazione preserale.

Il 26 gennaio 2009, è stata reintrodotta la collocazione preserale per la trasmissione degli episodi in prima TV stagione 19. Questa volta, però sono state mantenute entrambe le collocazioni: alle 14:30 andavano in onda le repliche, mentre alle 19:40 andavano in onda i nuovi episodi. Inoltre, sono andati in onda due episodi della stagione 17. Esauriti gli episodi inediti, sono ripartite le repliche anche nella fascia preserale.

Il 7 settembre 2009, è stata nuovamente rimossa la collocazione pomeridiana della serie, così gli episodi vanno in onda solamente la sera. Questa volta, però il cartone è stato anticipato alle 19:25, per poi essere posticipato alle 20:05 il 1º ottobre, per poi essere spostato nuovamente alle 19:30 il 17 novembre 2010. L'11 gennaio 2010 torna nuovamente la collocazione pomeridiana, e dal 22 febbraio al 23 marzo nella fascia serale vanno in onda gli episodi inediti della stagione 20. Il 5 luglio è stata nuovamente soppressa la collocazione pomeridiana, ripristinata il 13 settembre 2010. Nella collocazione serale, dal 20 settembre al 20 ottobre vanno in onda le prime TV della stagione 21.

Il 10 gennaio 2011, dopo quasi due anni, la collocazione serale è stata nuovamente cancellata, lasciando così il cartone solo al pomeriggio. Tuttavia, il 23 gennaio 2012 è stata ripristinata nuovamente, stavolta alle 19:50, per la trasmissione degli episodi della stagione 22, la cui prima TV è terminata il 22 febbraio 2012. Anche questa volta dopo gli episodi inediti, sono partite le repliche, fino al 30 aprile, quando è stata soppressa nuovamente la collocazione serale. Da allora non è più stata reintrodotta.

Nel 2012, in occasione della trasmissione della stagione 23, per la prima volta i doppiatori di alcuni protagonisti sono stati cambiati perché quelli precedenti non hanno accettato la riduzione del compenso. I personaggi ad aver cambiato voce sono stati Marge (da Liù Bosisio a Sonia Scotti) e Bart (da Ilaria Stagni a Gaia Bolognesi). Un anno dopo, invece, un lutto colpisce il cast del doppiaggio: muore infatti Tonino Accolla, la voce di Homer. Dalla stagione 24, la nuova voce del protagonista è Massimo Lopez. Solo Monica Ward continua a doppiare Lisa come in tutte le precedenti stagioni.

Il 7 aprile 2014, Italia 1 ha deciso di collocare gli episodi inediti della stagione 24, alle 18:00, dopo le tre nuove produzioni del pomeriggio della rete (Vecchi bastardi, Urban Wild e Come mi vorrei), che hanno debuttato lo stesso giorno. All'ora di pranzo sono state mantenute le repliche. Tale collocazione è stata molto criticata dai fans. Infatti, seppur gli episodi trasmessi siano nuovi, ha avuto bassi ascolti, rispetto alle repliche del pomeriggio che hanno raggiunto paradossalmente ascolti più alti (quasi 10% di share rispetto al 3% degli episodi nuovi). Per questo motivo il 12 maggio, dopo la conclusione degli episodi inediti e dopo tre episodi in replica della stagione 23, è stata soppressa.

Il 29 settembre 2014, la rete ha deciso di trasmettere gli episodi inediti della stagione 25 nella classica collocazione pomeridiana (più precisamente quella delle 14:05).

La responsabile dell'edizione italiana è da sempre Ludovica Bonanome.

Maratone di episodi[modifica | modifica wikitesto]

Talvolta Italia 1 organizza delle maratone di episodi trasmesse in prima serata, in cui vengono proposti episodi in prima TV:

  • 2 febbraio 2004: Red Hot Chili Simpson, in cui vengono trasmessi quattro episodi della stagione 14 in anteprima, e uno della stagione 13 fino ad allora inedito.
  • 23 dicembre 2006: Merry Simpson, quattro episodi inediti della stagione 17
  • 10 settembre 2007: Simpson Premiere, quattro episodi inediti della stagione 18
  • 29 novembre 2008: Regala un sorriso a un bambino, maratona a scopo benefico in cui sono stati trasmessi cinque episodi della stagione 19

Adattamento[modifica | modifica wikitesto]

Nell'edizione italiana, le scritte in inglese sono state tradotte in italiano nel video (attraverso la completa sostituzione di quella inglese) e la frase alla lavagna di Bart è letta dalla sua doppiatrice, quando nella versione originale non viene letta. In questo caso però la frase rimane scritta in inglese.

Sono stati modificati alcuni nomi dei personaggi: i più evidenti sono Moe che è diventato Boe (poi Boh), con la modifica dell'insegna del suo bar, il cognome Krabappel che è diventato Caprapall e anche il cognome Wiggum che è diventato Winchester. Tutti i personaggi che hanno un aggettivo o titolo nel nome ce l'hanno tradotto in italiano (Preside Skinner, Tony Ciccione). Sideshow Bob diventa Telespalla Bob (sebbene la parola telespalla non esiste nel vocabolario italiano).

Alcuni personaggi vengono doppiati con un accento dei dialetti locali italiani.

Temi[modifica | modifica wikitesto]

La struttura di base de I Simpson è organizzata come quasi una normale sitcom. In teoria, è solo una serie narrante la vita di una tipica famiglia americana e di tutti i loro amici in una tipica cittadina americana.[25] In realtà, l'obiettivo comico dello show è maggiore di quello di una qualunque sitcom. La città di Springfield è un complesso microcosmo in cui sono affrontati tutti i temi della società moderna. Il fatto che Homer lavori in una centrale nucleare, può essere sfruttato per fare satira su questioni di carattere ambientale.[26] Le giornate che Bart e Lisa passano alla scuola elementare di Springfield possono essere fonte di ispirazione per una satira sul sistema scolastico pubblico statunitense. Rilevante è l'universo dei media locali come televisioni e radio, da cui prende spunto la presa in giro dell'industria dell'intrattenimento e dello showbiz.[27]

Alcuni commentatori sostengono che lo show assume connotati politici con una propensione – che viene espressa attraverso la satira – a idee progressiste,[28] anche se in più occasioni sono state prese di mira entrambe le parti del panorama politico americano.[29] La serie irride l'abuso di potere che il governo e le grandi industrie hanno sulla gente comune:[30] i politici sono corrotti, i media sono asserviti al potere e fanno cattiva informazione, il reverendo Lovejoy è indifferente verso i suoi fedeli; e la polizia locale, in particolare il commissario Clancy Winchester, è totalmente inefficiente.[31] Anche la religione è un tema ricorrente: nei momenti di crisi, la famiglia si rivolge a Dio, che in alcune puntate è rappresentato come un uomo enorme dalla lunga barba bianca, di cui non si vede il volto. Dio è inoltre l'unico personaggio della serie animata ad essere raffigurato con le 5 dita, sia delle mani che dei piedi; infatti, tutti gli abitanti di Springfield ne presentano solo 4 (come anche personaggi più classici quali Topolino e Paperino). Nonostante tutto, lo show si è occupato delle maggiori religioni.[32]

Le trame di più episodi si concentrano su un particolare personaggio, o sulla relazione tra due. Nei casi più comuni, le trame di fondo riguardano Homer che ottiene un nuovo lavoro o che prova a diventare ricco velocemente; Marge che cerca di fuggire dalla monotonia del ruolo di casalinga, cercando anch'essa lavoro o dedicandosi a un hobby; Bart che causa un grave danno o problema e cerca di risolverlo, nascondendolo o ignorandolo interamente; Lisa che cerca di difendere o appoggiare una causa o un ente coinvolto nell'attivismo politico o ambientalista. Molti episodi si concentrano su personaggi minori, ma che coinvolgono anche la famiglia Simpson. Altri temi affrontati dalla serie sono le crisi fra Homer e Marge e i rapporti tra Bart e Lisa.

Ambientazione[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Springfield (I Simpson) e Luoghi de I Simpson.
La pensilina reclamizzante la première mondiale de I Simpson - Il film affissa all'entrata dello "Springfield Theater" della Springfield del Vermont

La serie è ambientata a Springfield, cittadina situata in uno Stato non meglio identificato:[33][34] nell'ultimo episodio dell'undicesima stagione, intitolato Dietro la risata, i Simpson sono descritti come "una ridente famiglia del Kentucky". Nell'episodio della decima stagione Lisa 10 e lode, il sovraintendente Chalmers afferma che la scuola elementare di Springfield era stata in passato nominata la più decadente del Missouri, aggiungendo però subito dopo come fosse stata spostata da là fino a Springfield. Invece nel lungometraggio dalla serie, Ned Flanders, mentre ammira il paesaggio attorno a Springfield insieme a Bart, afferma che la città è situata vicino ai confini con gli Stati dell'Ohio, del Nevada, del Maine e del Kentucky. Ma, mentre Ohio e Kentucky sono confinanti, Nevada e Maine si trovano da tutt'altra parte.

Groening ha dichiarato che Springfield ha molto in comune con Portland, città situata nell'Oregon in cui è cresciuto,[35] mentre il nome Springfield è stato scelto, secondo Matt Groening, ispirandosi alla cittadina di Springfield in Oregon, distante 160 chilometri da Portland, sua città natale.[36] La geografia di Springfield e delle sue vicinanze è particolarmente variabile, caratterizzata da zone costiere, deserti, vasti terreni agricoli, alte montagne, e qualunque cosa sia richiesta dalla sceneggiatura.[37] Anche se la città è relativamente piccola, contiene tutti gli edifici che normalmente si trovano solo nelle grandi metropoli (come l'aeroporto internazionale o gli studi televisivi).

Approfittando della presenza di molte città chiamate Springfield, la Fox e il quotidiano USA Today hanno indetto nell'estate del 2007 una votazione nella quale si chiedeva di scegliere quale fra le tante Springfield fosse la più verosimile all'ambientazione della serie. Il concorso si è poi concluso con la vittoria della Springfield del Vermont, di 9.200 abitanti, che ha così conseguito l'onore di ospitare la prima mondiale de I Simpson – Il film.[38]

Caratteristiche ricorrenti[modifica | modifica wikitesto]

Sequenza iniziale[modifica | modifica wikitesto]

Uno dei "marchi di fabbrica" de I Simpson è la sigla iniziale.

Quasi ogni episodio si apre con il titolo e una carrellata che, partendo da un primo piano delle nuvole, mostra una vista aerea della città di Springfield e finisce fino alla finestra di un'aula al piano terra della scuola elementare, dove Bart è intento a scrivere frasi (diverse per ogni episodio) sulla lavagna per castigo, fino al suono della campanella delle 15:00, quando esce da scuola con lo skateboard.

Successivamente vengono introdotti gli altri componenti della famiglia. Homer esce dalla centrale nucleare non accorgendosi che una barra di plutonio verde fosforescente, sulla quale stava lavorando, rimbalza sull'incudine e gli finisce tra colletto e collo, per poi accorgersene in macchina e gettarla dal finestrino con noncuranza; Marge e Maggie escono dal supermercato con la spesa, dopo che Maggie è stata passata sul lettore di codici a barre della cassa facendo apparire il prezzo, 847,63 dollari, che nel 1989, primo anno dei Simpson, era il costo medio annuo per il mantenimento di un neonato negli Stati Uniti d'America;[39] Lisa improvvisa un assolo di sassofono che si stacca dal resto della banda della scuola, venendo cacciata dall'aula di musica dal professore Dewey Largo. Intanto Bart passa davanti ad una fermata del bus zigzagando con lo skate tra Helen Lovejoy, Apu Nahasapeemapetilon, Boe Szyslak, Barney Gumble, Timothy Lovejoy, Gengive Sanguinanti Murphy e Clancy Winchester. Mentre è sullo skate la barra di plutonio gettata poco prima dal padre finisce in un tombino accanto a lui. In origine era presente una scena in cui Bart rubava il cartello della fermata (facendo così perdere il bus ai passanti, che iniziano a rincorrerlo), ma è stata tagliata dalla seconda stagione in poi. Prima di tornare ai 5 componenti, viene fatta una carrellata velocissima su tutti i personaggi secondari.

Tutti i componenti della famiglia arrivano a casa quasi contemporaneamente: Homer parcheggia l'auto nel vialetto di casa, con Bart che ne colpisce il tettuccio atterrando dopo un ollie con lo skateboard; Lisa entra in garage con la bici tagliando la strada al padre, il quale la scansa emettendo il suo tipico D'oh!. Infine arriva Marge con Maggie in auto, rischiando di investire Homer che corre in garage urlando ed entra in casa dalla porta di servizio.

La sequenza termina con la famiglia che si raduna davanti al televisore sul divano del soggiorno. Il finale della sigla cambia per ogni puntata (con poche eccezioni). La sigla si ispira in parte alla sequenza iniziale dei Flintstones, i quali, in una delle molte varianti, sostituiscono la famiglia Simpson davanti alla televisione.[40]

Dal decimo episodio della ventesima stagione intitolato Prendi la mia vita, per favore, andato in onda negli USA il 15 febbraio del 2009 (in Italia il 5 marzo 2010), la serie ha iniziato ad essere prodotta in alta definizione a 720p adottando un nuovo rapporto di 16:9 rispetto al classico 4:3, di conseguenza è stata creata una nuova sigla. Oltre a quelle dal punto di vista della definizione e della fluidità del movimento dei personaggi, sono presenti diverse differenze nelle varie scene, la cui successione rimane comunque fedele allo storyboard originale (anche se adattato ora al nuovo formato[41]) con l'aggiunta di diversi dettagli o con l'ampliamento di alcune di esse,[42] spesso con riferimenti al cambiamento dei personaggi nel corso degli anni. Per esempio, nella scena della fermata Apu è ora presente accompagnato dai suoi otto figli. Nella parte finale della sigla, però, non è mai stato rimosso un errore: infatti, nel primo fotogramma in cui viene mostrato il garage dei Simpson, a destra della porta c'è una scopa, ma poco dopo (nella scena in cui Homer corre in casa) al suo posto compaiono misteriosamente due scatole. Inoltre cambia misteriosamente anche il colore della porta (che da rossa diventa marrone).

Il concetto degli elementi variati della sigla è stato ripreso in Futurama, dove ogni episodio è introdotto da un sottotitolo differente e dove la navicella "Planet Express" impatta contro un grande monitor, che ogni volta mostra un differente cartone degli anni trenta. Lo stesso vale per American Dad!, dove dall'auto del protagonista, Stan Smith, spunta Roger con un travestimento diverso ogni volta. Anche nella serie italiana Rat-Man, vi è un finale diverso nella sigla per ogni episodio.

Nell'edizione italiana, fino alla stagione 23, Mediaset sostituiva il titolo The Simpsons con I Simpson. Dalla stagione 24 invece, anche nell'edizione italiana viene utilizzato il titolo inglese, in quanto sono state aggiunte delle gag nella title card, e la sua sostituzione ne comportava la perdita.

Sequenza di coda[modifica | modifica wikitesto]

La sequenza di coda maggiormente utilizzata mostra su uno sfondo nero, i titoli di coda (doppiatori indicati con "Starring", e staff di produzione della serie) scritti in giallo con un font creato per l'occasione. Certi episodi però presentano una sigla di coda diversa creata per l'occasione: infatti in diversi episodi appaiono, il luogo della tradizionale schermata nera, delle gag aggiuntive con i personaggi del cartone più o meno lunghe, con sovvrapposti i titoli di coda. Ancora, nell'episodio Cosa aspettarsi quando si vuole aspettare (stagione 24), i titoli di coda sono scritti in corsivo. Negli episodi di "La paura fa novanta", invece i titoli di coda sono scritti in carattere verde, e i nomi dello staff sono storpiati in maniera horror (es. Bat Groening al posto di Matt Groening).

Nell'edizione italiana vengono invece trasmessi i titoli di coda relativi all'edizione italiana (sempre in giallo, però il font è diverso, anche se simile), ed una volta esauriti essi, vengono trasmessi i titoli di coda americani, con velocità accelerata. Fino alla stagione 22 i titoli di coda con i doppiatori americani (quelli riportanti "Starring") venivano saltati, mentre dalla stagione 23 vengono trasmessi anch'essi. Le gag presenti nella sigla di coda vengono doppiate in italiano, e non saltate.

Terminati i titoli di coda viene trasmesso il bumper della Gracie Films seguito da quello della 20th Century Fox.

Nell'edizione italiana è raro vedere i titoli di coda italiani al completo, visto che le emittenti Mediaset spesso tagliano dopo pochi secondi le sigle di coda per lasciar spazio alla pubblicità, eccetto se ci sono gag.

Il tema utilizzato generalmente per i titoli di coda è una versione riarrangiata del tema de I Simpson di Danny Elfmann, anche se che per diversi episodi vengono utilizzate altre canzoni cantate dai protagonisti del cartone.

Special Halloween[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi La paura fa novanta I-X e La paura fa novanta XI-XX.

La paura fa novanta (Treehouse of Horror) è una serie di episodi dei Simpson che ricorrono in ogni stagione (tranne la prima) in occasione della festa di Halloween, il 31 ottobre. Questi episodi sono divisi in tre corti le cui trame non seguono il canone originale della serie. Negli episodi, infatti i protagonisti del cartone sono coinvolti in situazioni il cui genere va dall'horror alla fantascienza e al soprannaturale; spesso questi brevi episodi nascono come parodia di film appartenenti a questi generi.[43]

I normali personaggi interpretano ruoli speciali. Infatti, molto spesso, il ruolo del "cattivo" di turno (che può per esempio essere uno zombie, un vampiro, o un serial killer) è interpretato da personaggi che hanno qualche affinità con queste figure (un esempio è il ruolo del signor Burns, che ha interpretato, fra gli altri, una parodia del conte Dracula) o ne differiscono totalmente (per esempio, Ned Flanders ha interpretato il Diavolo in persona in La paura fa novanta IV). Inoltre, solo in questi episodi speciali fanno la loro comparsa personaggi come i bizzarri alieni Kang e Kodos.

I Simpson e la cultura pop[modifica | modifica wikitesto]

La serie è, inoltre, particolarmente famosa per i riferimenti culturali e le citazioni che coprono un ampio spettro della cultura pop internazionale, specialmente quella americana (in particolare, sono presenti riferimenti, omaggi o parodie più o meno indirette di film, canzoni, o trasmissioni televisive), in modo che spettatori di generazioni differenti possano trarre pieno godimento dallo show. Ad esempio,[44] in questa vasta gamma di citazioni e riferimenti al "mondo reale", rilevante è la presenza della stessa Fox, più volte presa in giro dagli autori dello show.

Una celeberrima serie di gag ricorrenti è rappresentata dagli scherzi telefonici che Bart fa alla taverna di Boe, cui chiede se sono presenti persone dai nomi costruiti con molti "doppi sensi". Un altro esempio si trova nei crediti degli special di Halloween, in cui i nomi dello staff sono storpiati con sfumature horror, come "Bat Groening" al posto di Matt Groening o "Chains Hell Brooks"al posto di James L. Brooks. Lo show è anche conosciuto per gag di tipo testuale (scritte divertenti come i nomi dei negozi, l'ordine del giorno del municipio affisso sui cartelli, o anche il programma della messa domenicale).[45] Sono inoltre presenti le cosiddette gag del freeze frame, ovvero immagini o scritte divertenti che appaiono sullo schermo troppo velocemente per essere identificate normalmente, ma che possono essere visibili stoppando ad un preciso fotogramma la trasmissione.[45]

Doppiaggio[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Doppiaggio de I Simpson.

Di seguito sono elencati i principali personaggi e i doppiatori (sia in inglese che in italiano):[46]

Personaggio Voce originale Voce italiana Personaggio Voce originale Voce italiana
Homer J. Simpson Dan Castellaneta Tonino Accolla (st. 1-23)

Massimo Lopez (st. 24+)

Marge Simpson Julie Kavner Liù Bosisio (st. 1-22)

Sonia Scotti (st. 23+)

Bart Simpson Nancy Cartwright Ilaria Stagni (st.1-22)

Gaia Bolognesi (st. 23+)

Lisa Simpson Yeardley Smith Monica Ward
Abraham Simpson (anziano) Dan Castellaneta Mario Milita (st. 1-22)

Mino Caprio (st. 23+)

Abraham Simpson (giovane) Dan Castellaneta Mario Milita (st. 1-22) [47]

Tonino Accolla (st. 1-23)[48]
Massimo Lopez (st. 24+)

Patty e Selma Bouvier Julie Kavner Liù Bosisio (st. 1-21)

Antonella Alessandro (st. 22+)

Milhouse Van Houten Pamela Hayden Giorgio Borghetti (st.1)

Davide Lepore (st. 2+)

Ned Flanders Harry Shearer Teo Bellia (st.1-2)

Pino Insegno (st. 3)
Francesco Prando (st. 4+)

Clancy Winchester Hank Azaria Enzo Avolio (ep. 1x01-5x04)

Angelo Maggi (ep. 5x05+)

Krusty il Clown Dan Castellaneta Fabrizio Mazzotta Boe Szyslak Hank Azaria Mino Caprio (st. 1-7)

Pino Insegno (st. 8)
Teo Bellia (st. 9+)

Barney Gumble Dan Castellaneta Mario Bombardieri (st. 1-4)

Mauro Magliozzi (st. 5)
Stefano Mondini (st. 6+)

Waylon Smithers Harry Shearer Vittorio Amandola (st. 1-12 e st.14-20)

Maurizio Reti (st. 13)
Pasquale Anselmo (st. 21+)

Charles Montgomery Burns Harry Shearer Sandro Iovino Seymour Skinner Harry Shearer Piero Tiberi (st. 1, 4 ed ep. 9F10)

Renato Cortesi (st. 2-3)
Massimo Corvo (st. 5-8)
Stefano Mondini (st. 9+)

Timothy Lovejoy Harry Shearer Enzo Avolio (prima voce)

Angelo Maggi (seconda voce)
Nino D'Agata (terza voce)

Kent Brockman Harry Shearer Federico Neri
Apu Nahasapeemapetilon Hank Azaria Manfredi Aliquò

Guest star[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Lista di guest star de I Simpson.

Molti episodi della serie sono doppiati da guest star che danno voce o a personaggi fittizi o a loro trasposizioni animate. Alcuni di questi doppiatori possono essere considerati come parte del cast principale, avendo da anni un ruolo fisso nello spettacolo (come avviene per Kelsey Grammer, che interpreta Telespalla Bob; o Phil Hartman, che interpretava Lionel Hutz e Troy McClure).

Decine sono comunque le celebrità che hanno contribuito al doppiaggio originale almeno in un episodio.[49] Anche al doppiaggio italiano hanno spesso collaborato personaggi noti, che, a differenza della versione originale, hanno alle volte prestato la propria voce a personaggi già presenti nel cast della serie da diversi anni (ad esempio, Paolo Bonolis ha doppiato in un'unica occasione il personaggio di Lionel Hutz, Luciana Littizzetto la giudice Grazia Negata, Mike Bongiorno ha doppiato in uno speciale di Natale Babbo Natale. Francesco Totti e Ilary Blasi hanno doppiato un campione di baseball e la bella moglie, riferimento alla vita reale).

La serie attualmente detiene il Guinness World Record per "Più celebrità partecipanti ad una serie animata".[50]

Colonna sonora[modifica | modifica wikitesto]

Le musiche sono state composte da Danny Elfman e musicate dall'orchestra di Alf Clausen. Oltre alle composizioni orchestrali, fanno parte della colonna sonora molte canzoni, originali e non. Sono stati pubblicati diversi album di musica originale, fin dalla messa in onda della seconda stagione, come ad esempio Songs in the Key of Springfield e Go Simpsonic with The Simpsons.

Molte canzoni sono state composte con lo scopo di un'uscita su CD singolo o di un album, e molte di queste non sono presenti nello show. Il singolo più conosciuto è "Do the Bartman", co-scritto e prodotto da Michael Jackson,[51] singolo pubblicato nel novembre del 1990 e divenuto un successo internazionale, arrivato alla posizione numero 1 nella "UK Singles Chart" dove è rimasto per tre settimane,[52] ed è stato certificato disco d'oro.[53] Un secondo singolo prodotto da DJ Jazzy Jeff, "Deep, Deep Trouble" fu pubblicato l'anno seguente. Altri album tratti dalla serie, come The Simpsons Sing the Blues e The Yellow Album, rilasciati nella seconda metà degli anni novanta, contengono diverse cover, come anche diverse composizioni originali.

Critica[modifica | modifica wikitesto]

I Simpson sono stati a lungo lodati da vari critici americani come "lo spettacolo televisivo più irriverente e impertinente mai andato in onda".[54] Nel 1990 la rivista americana Entertainment Weekly lo definì come "la rappresentazione della famiglia americana più complessa, disegnata come semplice cartone animato. È questo fantastico paradosso a portare via milioni di telespettatori dai tre principali network per concentrarsi sui Simpson".[55] Ken Tucker, autore dell'articolo, aggiunse in seguito che lo show è "un fenomeno pop-culturale, un cartone da prime time che attira l'intera famiglia".[56]

Premi e record[modifica | modifica wikitesto]

I Simpson hanno vinto dozzine di premi dal debutto della serie televisiva, tra cui 23 Emmy Awards.[57] Nel 1999 la rivista americana TIME li definì come la miglior serie televisiva del secolo[2] e, nella stessa rivista, Bart Simpson venne inserito nella lista dei 100 personaggi più influenti dello scorso secolo.[58] Il 14 gennaio del 2000, la fama de I Simpson è stata premiata con una stella nella Hollywood Walk of Fame.

I Simpson sulla Hollywood Walk of Fame

Il 9 febbraio 1997, con l'episodio Lo show di Grattachecca e Fichetto e Pucci, I Simpson ha sorpassato I Flintstones come più lunga serie a cartoni animati statunitense trasmessa in prima serata. Nel gennaio 2003 la Fox ha annunciato la continuazione degli episodi fino a tutto il 2005, rendendo I Simpson la sitcom americana (animata o live action) con il maggior numero di stagioni prodotte.[3] È, inoltre, la serie con il maggior numero di episodi mai trasmesso negli Stati Uniti.[4]

Il creatore della serie, Matt Groening, ha dichiarato l'ambizione di concludere la serie nel 2008 con la realizzazione del 365º episodio, uno per ogni giorno dell'anno. Questa ambizione è stata superata, in quanto il 26 febbraio 2006 è uscito il 367º episodio. La diciottesima stagione si è conclusa con uno speciale di un'ora composto da due episodi, 24 minuti e Non puoi sempre dire quello Kent ti pare, il 400º episodio. Il 2007 ha inoltre portato alla celebrazione del ventesimo anniversario dalla nascita del marchio dei Simpson. Con la trasmissione della ventunesima stagione, la serie ha superato il record di stagioni prodotte per una serie statunitense in onda nel prime time, le 20 di Gunsmoke e Law & Order.[59]. La ventesima stagione (serie di produzione LABF) viene trasmessa negli Stati Uniti dal 28 settembre 2008 al 17 maggio 2009 ed è la prima volta che viene mandata in onda in alta definizione, a partire dall'episodio Prendi la mia vita, per favore.

Critiche sul declino della qualità della serie[modifica | modifica wikitesto]

Per anni i critici hanno lodato lo show per il suo spirito, il realismo e l'intelligenza dei testi.[60] Nell'ultima parte degli anni novanta, però, lo show iniziò a cambiare a tal punto che i critici lo definirono come "stanco".[61] I fan iniziarono a disilludersi, interpretando il nuovo tono umoristico dello show come decadente.[62][63] Nel 2003 dopo la celebrazione del 300º episodio, USA Today pubblicò una lista degli episodi preferiti dai fan[64] e dagli sceneggiatori[65] de I Simpson: nella prima lista, l'episodio più recente era addirittura del 1997, "La fobia di Homer", mentre nella seconda, era l'episodio "Dietro la risata" del 2000. Anche all'interno del cast di doppiatori ci furono dei malumori: Harry Shearer, doppiatore di personaggi come Montgomery Burns, Waylon Smithers e Ned Flanders, dichiarò di ritenere "le ultime tre stagioni tra le peggiori".[66]

Nonostante le critiche, I Simpson hanno continuato ad andare avanti alla ricerca di nuovi fan anche con un vertiginoso calo di ascolti (se la prima serie vantava più di 13 milioni di spettatori per episodio,[15] la diciassettesima serie ha avuto una media di quasi 9 milioni di spettatori[67]). Nell'aprile del 2006, Matt Groening rispondendo alle critiche disse: "Onestamente non vedo una fine in vista. Penso sia probabile che lo show, dal punto di vista finanziario, possa diventare sempre più complesso" (in merito soprattutto al continuo cambio dei produttori), "ma attualmente, dal punto di vista della creatività, lo show è buono tanto quanto prima, se non migliore. L'animazione è incredibilmente dettagliata e fantasiosa, e ci sono storie che raccontano cose che non avevamo mai fatto prima. Quindi dal punto di vista creativo non c'è ragione di chiudere lo show".[68]

Censura[modifica | modifica wikitesto]

La serie, a causa dei temi trattati, è incorsa più volte nella censura da parte delle emittenti o anche dei governi dei paesi esteri. La FOX non ha mai adottato politiche di censura sul cartone, anche se in varie occasioni i produttori hanno chiesto a Matt Groening dei tagli prima della messa in onda dell'episodio.[69] Lo show ha subito censure anche in Gran Bretagna,[70] Venezuela,[71] Argentina,[72] ed è stato bandito in Russia[73] e Cina.[74] In Giappone, l'ultimo episodio della decima stagione, intitolato Da Tokyo con orrore (in originale "Thirty Seconds Over Tokyo") non è mai stato mandato in onda, a causa del ritratto comico di alcune icone e figure sacre, come l'Imperatore Akihito, e non è presente nell'edizione locale in DVD della decima stagione.[75]

In Italia, invece, a differenza di quanto accaduto ad altre serie animate americane, come South Park,[76] I Griffin,[77] ed American Dad e molti anime trasmessi dalle reti Mediaset,[78] la serie non ha subito censure di rilievo, anche se sono stati alleggeriti più dialoghi. L'unico caso da segnalare riguarda l'episodio L'erba di Homer che tratta tematiche riguardanti la marijuana e i suoi effetti, la cui visione è stata vietata ai minori di 14 anni negli Stati Uniti; in Italia è stato trasmesso solo in seconda serata, il 2 febbraio 2004, a differenza degli altri episodi della tredicesima stagione trasmessi durante la regolare programmazione pomeridiana nell'ottobre 2003 e riproposti più volte in replica sempre saltando l'episodio in questione.

I Simpson: Springfield[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi I Simpson: Springfield.

Impatto culturale[modifica | modifica wikitesto]

I Simpson hanno influenzato il mondo esterno tanto che nel 1998 la rivista TIME ha proclamato Bart la quarantaseiesima persona più influente del XX secolo. Inoltre era già apparso sulla copertina di tale rivista nell'edizione del 31 dicembre 1990. Bart si è anche classificato insieme a Lisa all'undicesimo posto nella classifica della rivista "TV Guide" de " I 50 migliori personaggi animati di tutti i tempi".

Influenza sulla televisione[modifica | modifica wikitesto]

Negli Stati Uniti I Simpson furono la prima serie animata ad essere programmata in prima serata dai tempi dei Flintstones. Questo perché durante gli anni ottanta si pensava che i cartoni fossero esclusivamente destinati ad un pubblico di bambini. Per giunta, era troppo costoso produrre cartoni dalla qualità sufficientemente alta per la prima serata. I Simpson cambiarono questa percezione.[79] L'uso degli studi di animazione coreani abbassò notevolmente i costi di produzione. Questo fatto portò al boom di serie animate da prima serata a partire da metà anni novanta come South Park, Futurama, King of the Hill e I Griffin.[79]

I Simpson hanno avuto una forte influenza anche su telefilm e sitcom: i creatori di serie come Malcolm[5], The Office[80] e La vita secondo Jim[81] hanno ammesso il loro "debito" con lo show. Alla fine del 2009 è iniziata la messa in onda di una nuova serie animata georgiana, I Samsonadze, la cui autrice, Shalva Ramishvilli, ha ammesso di essersi fortemente ispirata alla serie originaria; le somiglianze principali sono il colore giallo della pelle dei personaggi e il cognome Samsonadze è abbastanza diffuso in Georgia, come lo è Simpson negli Stati Uniti, ma a differenza della versione americana, i figli sono due invece che tre e non ci saranno riferimenti alla politica interna locale.[82]

Influenza sul linguaggio[modifica | modifica wikitesto]

Molti neologismi coniati ne I Simpson sono divenuti particolarmente popolari.[83] La più famosa è l'esclamazione di Homer («D'oh!»), tanto popolare da essere stata inserita nell'Oxford English Dictionary, ma senza l'apostrofo.[84]

Questa esclamazione non è stata ideata ne I Simpson, ma proviene da un copione del 1945 appartenente all'emittente BBC Radio nel quale era scritta la parola "dooh". Dan Castellaneta, doppiatore di Homer Simpson nella versione USA, ha detto di aver preso in prestito la parola da James Finlayson, un attore dei primi film di Stanlio & Ollio, che la pronunciava più lentamente e con un tono più piagnucoloso.[85] Il regista de I Simpson chiese successivamente a Castellaneta di accorciare la pronuncia, e il risultato fu la conosciutissima esclamazione.[85]

Anche altre espressioni sono divenute popolari: «Eccellente» pronunciata da Charles Montgomery Burns; il trionfante «Woohoo!» di Homer, il derisorio «Ha-ha!» di Nelson Muntz e «ciucciati il calzino» di Bart. La sbeffeggiante definizione dei francesi data dal giardiniere Willie di «arrendevoli scimmie mangia-formaggio»[86] è stata usata dal settimanale statunitense di stampo conservatore National Review quando, nel 2003, la Francia si oppose alla guerra in Iraq. Questa frase fu poi ripresa da altre testate.[87]

"Cromolento" ("Cromulent", in originale), una parola usata in Lisa l'iconoclasta è da allora apparsa nel "Webster’s New Millennium Dictionary of English".[88] "Kwyjibo", una parola inventata da Bart durante una partita a Scrabble nell'episodio Bart, il genio, è uno dei nomi con cui è identificato il creatore del worm "Melissa".[89] «Do il benvenuto ai nostri insetti signori supremi» (in originale «I, for one, welcome our new insect overlords»), frase pronunciata da Kent Brockman in Homer nello spazio profondo è stata usata più volte dai media Usa, come il magazine New Scientist,[90] per esprimere scherzosamente la più totale sottomissione a qualcuno.[91]

Merchandise[modifica | modifica wikitesto]

La Buzz-Cola, messa in commercio in America come parte della promozione per l'uscita del film

Il merchandising legato alla serie ha raggiunto un giro di affari di diversi miliardi di dollari.[20] I membri della famiglia e diversi personaggi secondari sono stati riprodotti in T-shirt (nella quale Bart è il più rappresentato), poster, pupazzi, ecc. La serie ha ispirato nuovi giochi (come il gioco di carte The Simpsons Trading Card Game)[92] o edizioni speciali di giochi da tavolo, come Monopoli, Cluedo e Scrabble.[93]

Inoltre, fin dal 1990 sono state vendute anche diverse collezioni di action figure raffiguranti i principali personaggi della serie, spesso corredate da accessori. Per esempio, Bart è dotato della sua caratteristica fionda, mentre Homer è venduto insieme alla riproduzione di una ciambella.[94]

Negli USA, in occasione dell'uscita del film, la catena di negozi 7-Eleven ha trasformato 12 propri negozi in Jet Market, in cui venivano venduti alcuni dei prodotti alimentari ideati nella serie (i cereali "Krusty-O" e "Slurp", la "Buzz-Cola" e la birra "Duff")[95]

Videogiochi[modifica | modifica wikitesto]

Le avventure dei Simpson sono state adattate in diversi videogiochi. Fra i primi usciti, vi sono l'arcade The Simpsons e The Simpsons: Bart vs. the Space Mutants, pubblicati rispettivamente dalla Konami e dalla Acclaim Entertainment nel 1991. Nel XXI secolo, citiamo The Simpsons Wrestling (2001), The Simpson Road Rage (2001), The Simpsons Skateboarding (2002), The Simpsons Hit & Run (2003), I Simpson - Il videogioco (2007), I Simpson - Fusione imminente (2007), The Simpsons: Itchy & Scratchy Land (2008) e I Simpson: Springfield (2012).

Musica[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Discografia dei Simpson.

Delle raccolte di musica originale nella serie sono state rilasciate negli album Songs in the Key of Springfield, Go Simpsonic with The Simpsons e The Simpsons: Testify. Diverse canzoni sono state registrate con lo scopo di un rilascio tramite singolo o album e non sono state presenti nella serie. L'album The Simpsons Sing the Blues fu rilasciato nel settembre 1990 e fu un successo, raggiungendo il terzo posto nella Billboard 200 e diventando disco di platino. Il primo singolo fu Do the Bartman, cantata da Nancy Cartwright e pubblicato il 20 novembre 1990. La canzone fu scritta da Michael Jackson, sebbene non ricevette nessun credito poiché la superstar era già sotto contratto con un'altra casa discografica all'epoca.

Il fumetto[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Simpsons Comics.

I Simpson sono anche un fumetto, Simpsons Comics, pubblicato in Usa da Bongo Comics ed in Italia da Panini Comics. I primi 32 numeri sono però stati pubblicati da Edizioni Macchia Nera, sotto il nome I Simpson, mentre i numeri dal 33 al 40 da Dino Comics. Sono state pubblicate, parallelamente alla serie principale, anche vari spin-off e numeri speciali. Alcune storie dei fumetti sono in parte inedite, invece le altre sono ispirate agli episodi.

Il 24 maggio 2007 è uscito il numero 100, dal titolo Il gigantesco numero 100.

Il film[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi I Simpson - Il film.
Un negozio della catena 7-11 di Seattle trasformato in Jet Market come parte della promozione statunitense de I Simpson - Il film

Un film basato sulla serie, I Simpson – Il film (titolo originale: The Simpsons Movie) è uscito il 27 luglio 2007 in quasi tutto il mondo, mentre in Italia l'uscita è stata posticipata al 14 settembre 2007. Il lungometraggio, diretto dal produttore della serie David Silverman, è stato scritto dal gruppo di sceneggiatori della serie tv e dai creatori dello show, Groening e Brooks. La produzione del lungometraggio è avvenuta durante la lavorazione della serie televisiva, nonostante le affermazioni degli addetti ai lavori secondo cui il film sarebbe stato realizzato solo alla fine della messa in onda in tv.[96] In realtà, voci sulla realizzazione di un possibile lungometraggio basato su I Simpson circolavano fin dalle prime stagioni.

Brooks ha affermato che in origine la trama dell'episodio Kampeggio Krusty (primo episodio della quarta stagione) sarebbe dovuta sfociare in un film, ma i problemi riscontrati nella realizzazione della sceneggiatura hanno ostacolato il progetto.[97] Varie difficoltà, come la mancanza di una sceneggiatura adeguata ad un film, sono state la causa della posticipazione del progetto.[68]

Attraverso un concorso indetto dalla Fox Network e dal quotidiano USA Today, la première mondiale del film è avvenuta nella Springfield del Vermont.[38] Negli Stati Uniti, il film ha incassato nella prima settimana di programmazione un totale di 74 milioni di dollari.[98] Inoltre, I Simpson – Il Film ha sorpassato Mission Impossible II al primo posto nella classifica dei film di maggior successo tratti da una serie televisiva.[99] Fuori dagli Usa, il film ha incassato nella prima settimana di programmazione 96.000.000 di dollari; in particolare, 27.8 di questi solo nel Regno Unito.[100] In Italia, il film ha debuttato il 14 settembre al primo posto della classifica del box office con 5.900.000 euro incassati nella prima settimana di programmazione. I Simpson – Il Film ha occupato la prima posizione per altre due settimane, ed è uscito dalla top ten degli incassi dopo sei settimane. Al 12 dicembre 2007, il film ha incassato oltre 16.200.000 € in Italia, ed oltre 525.500.000 $ in tutto il mondo, di cui 183.000.000 $ in patria.[101]

Il primo episodio della 19ª stagione dei Simpson si apre con una sorta di sequel al film, con la città di Springfield, distrutta e in fase di ricostruzione, Bart che scrive alla lavagna Non aspetterò altri venti anni per fare un film, con i 5 protagonisti che ritornano alla loro casa in fase di ricostruzione e quando si recano in sala sul divano trovano il maiale di Homer e in sottofondo si sente la canzone Spiderman Theme Song.[102] Ma riguardo a un seguito per il cinema, Matt Groening ha detto di essere certo della sua futura realizzazione, ma di non avere nessuna indicazione sui tempi necessari per realizzarlo[103] e viste le tempistiche decennali con cui si è svolta la produzione concomitante con lo sviluppo degli episodi televisivi, i lavori per un seguito dovrebbero partire una volta conclusosi il ciclo della serie televisiva.[104]

Cortometraggio[modifica | modifica wikitesto]

Nelle sale cinematografiche internazionali, prima della proiezione del film L'era glaciale 4 - Continenti alla deriva è stato proiettato un cortometraggio della durata di 4 minuti diretto sempre da David Silverman ed intitolato The Longest Daycare. Il corto, in 3D, ha per protagonista assoluta la piccola Maggie che, dopo essere stata bollata come "nulla di speciale" in seguito all'esame di un body scanner che prevede il futuro dei bambini, viene lasciata a sé stessa in un'area isolata dell'asilo.[105]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ (EN) The Simpsons Archive: Awards and Honours, The Simpsons Archive, 1º maggio 2006. URL consultato il 13 settembre 2007.
  2. ^ a b (EN) The Best Of The Century, TIME, 31 dicembre 1999. URL consultato il 28 luglio 2007.
  3. ^ a b (EN) David Bauder, TV Notes: 'Simpsons' breaks record with contract renewal, Pittsburgh Post-Gazette, 21 gennaio 2003.
  4. ^ a b Claire Folkard. Guinnes World Record 2006. Mondadori, 2005. ISBN 88-04-54933-5
  5. ^ a b (EN) The Simpsons: The world's favourite family, BBC News, 15 febbraio 2003. URL consultato il 6 ottobre 2007.
  6. ^ TV Guide Names Top 50 Shows, Associated Press, 26 aprile 2002. URL consultato il 9 agosto 2011.
  7. ^ La Fox dice sì alla 26ª stagione de I Simpson!
  8. ^ (EN) David Bianculli, Simpson's Creator Matt Groening (MP3), National Public Radio, 14 febbraio 2003. (Intervista mandata in onda il 22 aprile 1998 per il programma Fresh Air, WHYY-FM, Philadelphia)
  9. ^ a b The Simpsons: America's First Family, Special della BBC presente nel DVD della stagione 1 de I Simpson
  10. ^ Perché i Simpson sono gialli? Matt Selman risponde, MediasetOnLine. URL consultato il 14 ottobre 2007.
  11. ^ (EN) Dean Kuipers, 3rd Degree: Harry Shearer, Los Angeles: City Beat, 15 aprile 2005. URL consultato il 7 novembre 2007.
  12. ^ Ken Tucker, Toon Terrific in Entertainment Weekly, vol. 3, 12 marzo 1993, p. 48.
  13. ^ a b c Matt Groening, James L. Brooks, David Silverman. (2001). Commento audio per la stagione 1 de I Simpson [DVD]. 20th Century Fox.
  14. ^ Matt Groening. (2001). Commento audio per la stagione 1 de I Simpson all'episodio "Sola, senza amore" [DVD]. 20th Century Fox
  15. ^ a b (EN) TV Ratings: 1989-1990, Classictvhits.com. URL consultato il 7 novembre 2007.
  16. ^ (EN) Nathan Rabin, Matt Groening interview with The A.V. Club (page 1), A.V. Club, 26 aprile 2006. URL consultato il 13 settembre 2007.
  17. ^ Frank Spotnitz. "Eat my shorts!", Entertainment Weekly, 23-10-1992, pag. 28
  18. ^ Turner, 2004, p. 131.
  19. ^ (EN) Martin Rosenbaum, Is The Simpsons still subversive?, BBC News, 29 luglio 2007.
  20. ^ a b c d Nick Griffiths. "America's First Family", The Times Magazine, 2000, 4, 25 - 27/28
  21. ^ È il caso di Maude Flanders, la moglie di Ned Flanders. I Simpson: episodio 11x14, Di nuovo solo-solino-soletto (Alone Again, Natura-Diddily).
  22. ^ Un esempio è la morte del sassofonista Gengive Sanguinanti Murphy. I Simpson: episodio 06x22, Musica Maestro ('Round Springfield).
  23. ^ Vedi le pagine riguardanti i due personaggi.
  24. ^ Se si escludono le comparsate "mute", l'ultima apparizione dei due personaggi è avvenuta rispettivamente negli episodi Mamma Bart e La donna immobile.
  25. ^ Turner, 2004, p. 28.
  26. ^ Turner, 2004, p. 55.
  27. ^ Turner, 2004, p. 388.
  28. ^ Turner, 2004, pp. 221-222.
  29. ^ Turner, 2004, p. 24.
  30. ^ Turner, 2004, p. 223.
  31. ^ Turner, 2004, p. 29.
  32. ^ Mark Pinsky, The Gospel According to Homer in Orlando Sentinel, 15 agosto 1999.
  33. ^ I fan hanno provato invano a determinarlo, cercando riferimenti nelle caratteristiche della città, indizi nella geografia del luogo e delle zone vicine.
  34. ^ Turner, 2004, pp. 289-290.
  35. ^ (EN) Don Hamilton, Matt Groening’s Portland, The Portland Tribune, 19 luglio 2002.
  36. ^ (EN) Claudia De La Roca, Matt Groening Reveals the Location of the Real Springfield, smithsonianmag.com. URL consultato l'11 aprile 2012.
  37. ^ Turner, 2004, p. 30.
  38. ^ a b (EN) Simpsons launch hits Springfield, BBC News, 21 luglio 2007.
  39. ^ La stima è stata fatta dallo USDA, il Dipartimento Statunitense dell'Agricoltura.
  40. ^ I Simpson: episodio 04x01, Kampeggio Krusty (Kamp Krusty).
  41. ^ In particolare, rimangono quasi completamente "intatte" le scene delle frasi scritte sulla lavagna da Bart e del divano.
  42. ^ Le differenze maggiori sono una nuova vista aerea della città, una scenetta iniziale con Secco, Patata e Ralph Winchester, uscendo di scuola con lo skateboard Bart atterra sopra a Barney Gumble disteso a terra, nella centrale Lenny e Carl prendono il posto di Montgomery Burns e di Waylon Smithers, nella scena dell'automobile è presente anche nonno Abraham e Homer, prima di entrare in casa, viene investito da Marge con la sua macchina.
  43. ^ Turner, 2004, p. 31.
  44. ^ Turner, 2004, pp. 63-65.
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Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

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