Melvyn Douglas

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Melvyn Douglas, pseudonimo di Melvyn Edouard Hesselberg (Macon, 5 aprile 1901New York, 4 agosto 1981), è stato un attore statunitense.

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Di origini russo tedesche[1], figlio di un pianista concertista, Melvyn Douglas crebbe in giro per il mondo e fece le sue prime esperienze come attore in giovanissima età[2]. A 17 anni fu richiamato sotto le armi e tornò a recitare solo dopo la fine della prima guerra mondiale, debuttando a Broadway nel dramma A Free Soul[2].

Mentre era impegnato nelle rappresentazioni della pièce Tonight or Never, fu notato dall'attrice Gloria Swanson, che lo volle come protagonista dell'omonima versione cinematografica dell'opera, diretta nel 1931 da Mervyn LeRoy[2].

con Greta Garbo nel film Ninotchka (1939)

Raffinato, spiritoso, dalle maniere eleganti[2], Douglas fu uno degli attori più affermati degli anni trenta, specializzato in ruoli romantici e leggeri accanto alle maggiori dive dell'epoca, come Marlene Dietrich in Angelo e Greta Garbo in Ninotchka, celebre commedia in cui l'attore interpretò il ruolo di Leon D'Algout, il sofisticato conte parigino di cui finisce per innamorarsi l'irreprensibile ispettrice russa Ninotchka (la Garbo). Famosa la scena al ristorante, durante la quale Douglas cade dalla sedia e suscita l'irrefrenabile ilarità della Garbo.

Douglas recitò con altre star femminili del grande schermo, come Claudette Colbert in Voglio essere amata (1935), Irene Dunne in L'adorabile nemica (1936), Jean Arthur in Troppi mariti (1940), Joan Crawford in Troppo amata (1936) e Volto di donna (1941), Norma Shearer in Maschere di lusso (1942).

Dopo essere stato richiamato durante la seconda guerra mondiale, tornò sugli schermi con altri personaggi affabili e brillanti, come l'avvocato Bill Cole nella commedia La casa dei nostri sogni (1948), e ruoli incisivi in film drammatici come Mare d'erba (1947) e Il grande peccatore (1949), specializzandosi via via in ruoli di interprete caratterista, in genere di eleganti gentiluomini di una certa età[2].

In veste di caratterista, vinse il premio Oscar al miglior attore non protagonista nel 1964 per l'interpretazione di Homer, il padre di Paul Newman in Hud il selvaggio, e nel 1980 per quella dell'anziano Benjamin Rand in Oltre il giardino.

L'ultima apparizione di Douglas sul grande schermo fu nell'horror Storie di fantasmi, girato nel 1981 accanto a Fred Astaire, Douglas Fairbanks Jr. e John Houseman, per la regia di John Irvin.

Filmografia parziale[modifica | modifica wikitesto]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Le Garzantine - Cinema, Garzanti, 2000, pag. 318
  2. ^ a b c d e Il chi è del cinema, Vol. I, De Agostini, 1984, pag. 152

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

Predecessore Oscar al miglior attore non protagonista Successore
Ed Begley
per La dolce ala della giovinezza
1964
per Hud il selvaggio
Peter Ustinov
per Topkapi
Predecessore Oscar al miglior attore non protagonista Successore
Christopher Walken
per Il cacciatore
1980
per Oltre il giardino
Timothy Hutton
per Gente comune

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