Gente comune (film)

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
Gente comune
Gente comune.png
I protagonisti
Titolo originale Ordinary People
Paese di produzione Stati Uniti d'America
Anno 1980
Durata 124 min
Colore colore
Audio sonoro
Rapporto 1,85:1
Genere drammatico
Regia Robert Redford
Soggetto Judith Guest
Sceneggiatura Alvin Sargent
Produttore Ronald L. Schwary
Fotografia John Bailey
Montaggio Jeff Kanew
Musiche Marvin Hamlisch, Johann Pachelbel
Interpreti e personaggi
Doppiatori italiani

Gente comune (Ordinary People) è un film del 1980 diretto da Robert Redford, che rappresenta il suo debutto nella regia cinematografica. È tratto dal romanzo Gente senza storia di Judith Guest del 1979.

La colonna sonora del film si basa sul celebre Canone di Pachelbel.

Trama[modifica | modifica wikitesto]

I Jarret, una famiglia borghese nella periferia di Chicago, tentano di tornare alla vita normale dopo la morte del primogenito Buck e il tentativo di suicidio del secondo figlio Conrad (Timothy Hutton). Conrad è reduce della permanenza di quattro mesi in un ospedale psichiatrico. Si sente alienato dai suoi amici e parenti e si decide a visitare uno psichiatra, il dottor Berger (Judd Hirsch). Quest’ultimo apprende che Conrad fu coinvolto in un incidente in barca a vela nel quale Buck, il fratello maggiore idolatrato da tutti, morì. Questi fatti procurano a Conrad un disturbo post-traumatico da stress e la sindrome del sopravvissuto.

Calvin, il padre di Conrad (Donald Sutherland) tenta maldestramente di ricreare un rapporto armonico con il figlio sopravvissuto e, parallelamente, di comprendere sua moglie. Quest’ultima (Mary Tyler Moore) nega la perdita del figlio tentando di mantenere la propria compostezza nella vana speranza di riportare la serenità in famiglia. Pare che amasse maggiormente il figlio primogenito, probabilmente idealizzandolo; il tentativo di suicidio di Conrad ha raggelato i sentimenti nei suoi confronti. È determinata nel mantenere saldamente un’apparenza di perfezione e normalità. Conrad comincia a lavorare su di sé con il dottor Berger, imparando ad affrontare, piuttosto che controllare, le proprie emozioni. Comincia a uscire con Jeannine, una compagna di scuola (Elizabeth McGovern), che lo aiuta a riguadagnare un senso di ottimismo. Nonostante ciò, Conrad fatica ancora a comunicare e ristabilire una relazione normale con i genitori e i compagni di scuola, compreso Stillman (Adam Baldwin), con cui ha una colluttazione. Non sembra permettere a nessuno di avvicinarsi a lui, in particolar modo alla madre; nonostante tenti forzatamente di ricreare con lui una parvenza di normalità, il figlio seguita a respingerla.

Madre e figlio s’imbattono in animate discussioni che il padre tenta di moderare, stando in genere dalla parte di Conrad per timore di spingerlo nuovamente oltre il baratro. Il culmine di questi litigi avviene poco prima di Natale, quando Conrad s’infuria con la madre perché esita nel fare una foto con lui, nonostante la vana insistenza del padre, finendo per imprecare malamente contro di lei in presenza dei nonni. In seguito, Beth scopre che Conrad ha abbandonato la squadra di nuoto a cui era iscritto, mentendo sistematicamente sulle sue uscite nel doposcuola; ciò provoca una discussione infiammata fra i due, in cui Conrad rinfaccia alla madre di non avergli fatto mai visita all’ospedale, sostenendo che se fosse stato Buck ad essere in ospedale, sarebbe andato a trovarlo. Beth risponde seccamente dicendogli che Buck non sarebbe mai stato in ospedale. Beth e Calvin si concedono quindi una breve vacanza a Houston dal fratello di Beth; durante la permanenza Calvin incalza Beth, criticandola per il suo atteggiamento evasivo. Nello sfogo di Beth, emerge la gravità della sofferenza di una persona repressa come lei.

Conrad viene colpito da un’improvvisa ricaduta quando apprende che Karen (Dinah Manoff), un’amica conosciuta all’ospedale psichiatrico, si è appena suicidata. Una seduta decisiva e catartica con il dottor Berger permette a Conrad di smettere d’incolparsi della morte del fratello e di accettare le fragilità della madre. Calvin, dal canto suo, si confronta emotivamente con Beth un’ultima volta: in una notte insonne mette in discussione il loro amore e le chiede se sia più in grado di amare veramente qualcuno. Beth, sconvolta, piuttosto di affrontare le proprie emozioni decide di abbandonare la propria famiglia. Sul far del giorno, trovando il padre riflettere immobile nel giardino sulla nuova situazione familiare, Conrad ha una discussione che segna la rinascita di un rapporto autentico e nel quale il padre gli ricorda che alcuni avvenimenti sfuggono al proprio controllo, ma che di questo non deve biasimarsi.

Riconoscimenti[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

cinema Portale Cinema: accedi alle voci di Wikipedia che trattano di cinema