Volto di donna

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Volto di donna
Osa Massen in A Woman's Face trailer.jpg
Osa Massen nel trailer del film
Titolo originale A Woman's Face
Paese di produzione USA
Anno 1941
Durata 106 min
Colore B/N
Audio sonoro
Genere drammatico
Regia George Cukor
Soggetto dal dramma di Francis de Croisset
Sceneggiatura Donald Ogden Stewart, Elliot Paul, Christopher Isherwood e altri
Produttore Victor Saville per la MGM
Fotografia Robert Planck
Musiche Bronislau Kaper
Scenografia Cedric Gibbons, Edwin B. Willis
Costumi Gilbert Adrian
Interpreti e personaggi

Volto di donna (A Woman's Face) è un film del 1941 diretto da George Cukor.

Il soggetto del film è tratto dal dramma Il était une fois di Francis de Croisset (1932).

Dallo stesso dramma nel 1937, anno della morte di de Croisset, lo svedese Gustav Molander aveva ricavato già un film intitolato En Kvinnas Ansikt, letteralmente "volto di donna", interpretato da una giovane Ingrid Bergman.

Trama[modifica | modifica sorgente]

Anna Holm è una giovane donna col viso orribilmente deturpato. Quan'era bambina è rimasta vittima di un incendio, appiccato alla casa dal padre ubriaco; e le fiamme l'hanno sfigurata nella parte destra del viso. Lo sfregio l'ha segnata non solo in volto, ma anche nel carattere: Anna è una donna dura, determinata, che disprezza il mondo e gli uomini. Sola e chiusa nel suo odio, ha trovato motivo di riscatto e di affermazione personale guidando una banda di ricattatori. Ma l'amore le manca immensamente, tanto quanto detesta la bellezza nelle altre donne.

Arrestata per i suoi crimini, viene processata. Il racconto della sua storia inizia proprio qui, e si compone - attraverso la tecnica del flashback - delle testimonianze di chi, avendola conosciuta (i complici, le vittime, i conoscenti,...) è chiamato in aula a dare il suo contributo alla ricerca della verità.

L'ultima e fatale vittima dei ricatti di Anna è Vera Segert, bella e infedele moglie del dottor Gustav Segert. La banda entra in possesso di alcune lettere del suo amante, indirizzate a lei, e la ricatta. Anna ha un motivo in più per chiedere un prezzo alto: odia Vera perché ha un bel viso e piace agli uomini. Andata personalmente a riscuotere la contropartita (in gioielli), viene sorpresa dal marito. Vera riesce ad evitare che lui chiami la polizia (diversamente il suo tradimento sarebbe emerso) ed è pronta a lasciar andare Anna senza ulteriori complicazioni. Ironia della sorte, il dottor Segert è un abile chirurgo plastico; vede lo sfregio sul volto di Anna e si offre di operarla.

Questa linea narrativa si intreccia con quella della relazione fra Anna ed Erik Barring (Torsten nell'edizione originale). Erik è un uomo di belle maniere, che frequenta l'alta società, ma è spiantato e vive d'espedienti. Egli, a differenza degli altri uomini, fin dal primo incontro non respinge Anna a causa del suo aspetto; anzi, pare apprezzarla così com'è. E Anna se ne innamora, pur essendo trattenuta dalla profonda vergogna che prova per il suo viso deturpato. Comprensibilmente, la prospettiva apertale dal dottor Segert di tornare alla bellezza di prima e di poter davvero piacere a Erik le cambia la vita. E così Anna decide di sottoporsi a ben dodici operazioni di chirurgia ricostruttiva, in Svizzera. Il risultato è sorprendente: la scienza le restituisce il suo vero volto.

Raggiante, Anna va da Erik e si mostra a viso aperto. In quella stessa serata, cementata la loro unione, apprende che Erik è nipote di un ricco zio console, oramai vecchio, che ha come primo erede il nipote, un gracile bambino di quattro anni. Insieme, concepiscono l'atroce piano di uccidere il piccolo per mettere le mani sull'eredità: Anna si farà assumere, sotto falso nome, come baby-sitter; e il bambino scivolerà per accidente dalle cascate che si trovano vicino alla casa di montagna in cui vive.

Anna dunque diventa la nuova tata del piccolo Asterio, col nome di Mrs. Polsen; e si trasferisce nella bella magione di montagna dove il bimbo vive assieme al nonno e alla governante. Anna non vorrebbe affezionarsi ad Asterio, ma lui la conquista. E anche la vita agiata di campagna le porta una imprevista serenità, al punto che quando Erik va a trovare lo zio e la incontra, lei appare turbata: inizia a vivere il conflitto tra la fedeltà al suo uomo e al suo piano omicida e l'amore per il bambino e per una vita normale. Erik le fa molta pressione. Il caso vuole che allo stesso ricevimento arrivi, ospite, il dottor Segert, che si rallegra con Anna per il suo promettente cambiamento di vita. Al tempo stesso, però, Segert inizia a covare qualche sospetto sul legame tra Anna e Erik e sulle intenzioni criminali dei due.

Il mattino dopo, Segert segue a distanza Anna, che va a vedere le cascate col piccolo Asterio, in funivia. La donna prova a dar corso ai suoi propositi, buttando il piccolo di sotto, ma alla fine non ci riesce.

Anna è sempre più lacerata tra l'amore per Erik (sempre più ambizioso, demoniaco quasi, con i suoi foschi propositi e la capacità di manipolare le persone), che la vuole trascinare sulla strada della perdizione; e l'attrazione per il dottor Segert (il quale, apprendiamo, ha deciso di divorziare dalla moglie), che invece la vuole salvare.

La mattina dopo viene organizzata una corsa con le slitte. Anna va col dottor Segert, ma il piccolo Asterio è affidato a Erik, determinato ad ucciderlo. Quando Anna si rende conto che Erik sta andando alla cascata, capisce quanto sia pazzo e cattivo: pentita, confessa tutto al dottore e gli chiede di correre dietro alla slitta di Erik per salvare il piccolo. Non riuscendo a raggiungerlo, Anna tira fuori dalla borsetta una pistola e spara all'uomo, uccidendolo.

La corte non è convinta che Anna sia innocente: e se avesse voluto sbarazzarsi di un complice pericoloso? Ma la testimonianza decisiva della governante la scagiona, facendo luce sulle sue reali intenzioni. Ed Anna viene assolta. Contestualmente, il dottor Segert, lasciata la moglie, si avvicina ad Anna, la quale trova il coraggio di dichiarare il suo amore per lui.

Note[modifica | modifica sorgente]

L'edizione italiana del film presenta voci con accenti e/o intonazioni alquanto singolari. Con tutta probabilità, il film fa parte di quel gruppo di titoli doppiati in America, tra il 1943 e il 1946 con il ricorso ad attori/doppiatori del luogo, e che furono importati da noi frettolosamente a partire dalla liberazione.

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