Policarpo, ufficiale di scrittura

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Policarpo, ufficiale di scrittura
Policarpo ufficiale di scrittura.JPG
Policarpo De' Tappetti (Renato Rascel)
Titolo originale Policarpo, ufficiale di scrittura
Lingua originale italiano
Paese di produzione Italia, Spagna, Francia
Anno 1959
Durata 103 min
Colore colore
Audio sonoro
Genere commedia
Regia Mario Soldati
Soggetto Luigi Arnaldo Vassallo (dal libro La famiglia De' Tappetti)
Sceneggiatura Age & Scarpelli, Antonio Navarro Linares
Produttore Silvio Clementelli
Casa di produzione Titanus, Société Générale de Cinématographie, Hispanex Films
Distribuzione (Italia) Titanus
Fotografia Giuseppe Rotunno
Montaggio Mario Serandrei, Julio Peña
Musiche Angelo Francesco Lavagnino
Tema musicale "Il mondo cambia" di Renato Rascel & Guido Leoni
Scenografia Flavio Mogherini
Costumi Piero Tosi
Trucco Eligio Trani
Interpreti e personaggi
Doppiatori italiani
Premi

Policarpo, ufficiale di scrittura è un film del 1959 diretto da Mario Soldati.

Presentato in concorso al 12º Festival di Cannes, ha vinto il premio come miglior commedia.[1]

Trama[modifica | modifica sorgente]

Policarpo De' Tappetti è un modesto impiegato ministeriale della Roma umbertina. Egli è preciso e diligente, ma i suoi eccessi di zelo gli attirano l'antipatia del Cav. Pancarano, severo capo ufficio.

Le due famiglie si incontrano per caso passeggiando al Pincio, ed il figlio di Pancarano s'invaghisce di Celeste, la giovane e carina figlia di Policarpo. Di fronte alla corte che le fa Gegè, personaggio fatuo e superficiale, la ragazza si mostra piuttosto perplessa; ma accetta di findanzarsi con lui per l'insistenza dei genitori, che prevedono per lei un brillante matrimonio.

Il cavalier Pancarano tuttavia non vede di buon occhio il legame tra i due giovani poiché, ritenendosi di nobile lignaggio, vorrebbe vedere Gegè sposato ad una signorina del "gran mondo". Per distogliere il figlio dall'idea di sposare Celeste, il cavaliere avvicina Edelweiss, soubrette di café-chantant di cui Gegè era stato in precedenza innamorato, e la convince a farsi vedere in costume da bagno sulla spiaggia di Ostia, dove Gegé ha in programma di andare con la fidanzata. Ovviamente le cose vanno come previsto dal cav. Pancarano: Gegè lascia Celeste per correre dietro alla sua vecchia fiamma.

Nel frattempo Celeste si innamora di Mario, giovane meccanico serio ed onesto dal quale si fa insegnare a scrivere a macchina, e vorrebbe trovarsi un lavoro come dattilografa. Policarpo dapprima si oppone recisamente al corteggiamento della figlia da parte di Mario e all'idea che Celeste vada a lavorare, ma alla fine è costretto a cedere.

Celeste si fidanza quindi con Mario mentre Policarpo, calligrafo diplomato ed acerrimo nemico della macchina per scrivere, dovrà trasformarsi in dattilografo per ordine del Ministero, altrimenti perderà il posto. Farà quindi - con sorpresa di tutti - sfoggio di questa novità tecnica in occasione della visita del Ministro inaugurante il nuovo sistema di dattilografia, battendo rapidamente a macchina il celebre coro dal "Il Conte di Carmagnola" Alessandro Manzoni (S'ode a destra uno squillo di tromba....).

Al cavalier Pancarano intanto è giunta una sgradita notizia: Gegè, fuggito insieme ad Edelweiss, si è sposato con lei a Venezia. Subito dopo, inoltre, gli studiosi che per suo conto ricercavano documenti genealogici attestanti la sua presunta nobiltà, gli comunicano che uno suo avo era chiamato Biancamano non perché imparentato con la regnante dinastia dei Savoia, bensì in funzione della sua professione di... imbianchino!

Il film si chiude quindi con la famosa scena in cui un Carabiniere (Amedeo Nazzari) prende per le briglie e doma un cavallo imbizzarito.

Vale forse la pena sottolineare che il capo divisione crede di essere ricattato da Policarpo perché implicato in quella che sembra essere una storia di tangenti richieste al produttore delle macchine per scrivere. Credendo di essere stato scoperto da Policarpo (che invece voleva cogliere in flagrante la figlia col meccanico di macchine per scrivere) si reca a casa sua cercando di comprare il silenzio dell'impiegato, salvo poi bistrattarlo quando capisce che non ha nulla da temere....

Frasi Celebri[modifica | modifica sorgente]

Prima dell'esibizione alla macchina da scrivere di De Tappetti, fanno inaugurare la suddetta macchina al Ministro intervenuto che dice:

« Ma veramente savarià no che tast spingere »

allora uno dei collaboratori dice:

« "I" COME ITALIA!! »

al che il ministro esegue...

« Ma veramente quella è la "L" Ministro »
(Collaboratore)
« Ma le istess! Lumbardia!! »
(Risponde il Ministro)

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ (EN) Awards 1959, festival-cannes.fr. URL consultato il 10 giugno 2011.
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