Siamo tutti inquilini

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Siamo tutti inquilini
Arena Ferrero.jpg
Maurizio Arena e Anna Maria Ferrero
Titolo originale Siamo tutti inquilini
Lingua originale Italiano
Paese di produzione Italia
Anno 1953
Durata 98 min
Colore B/N
Audio sonoro
Genere commedia
Regia Mario Mattoli
Soggetto Vittorio Calvino, Ruggero Maccari
Sceneggiatura Vittorio Calvino, Ruggero Maccari
Produttore Gianni Hecth Lucari
Casa di produzione Documento Film
Distribuzione (Italia) Rank Film
Fotografia Marco Scarpelli
Montaggio Giuliana Attenni
Musiche Pippo Barzizza
Scenografia Alberto Boccianti
Interpreti e personaggi
Doppiatori italiani

Siamo tutti inquilini è un film del 1953 diretto da Mario Mattoli.

Trama[modifica | modifica wikitesto]

Anna è stata la cameriera di una signora che le ha lasciato in eredità un appartamento in un palazzo nel centro di Roma; Augusto è il portiere del condominio che è sempre spalleggiato da Antonio, un suo conoscente che ama passare il tempo nella guardiola del palazzo.

Nel palazzo si intrecciano varie storie, prima fra tutte quella di Anna che deve una grossa somma di denaro all'amministratore a causa delle rate condominiali arretrate non pagate; a causa dell'eccessiva morosità, la ragazza si vede pressata nel disfarsi del lascito della sua ex datrice di lavoro, nonostante abbia trovato un altro lavoro come cameriera in un bar.

Il dottor Talloni, dentista e amministratore del palazzo, è un tipo severo, autoritario e infido, infatti mira a prendere possesso dell'appartamento che è stimato intorno ai 3.200.000 lire, mentre le rate arretrate ammontano a sole 415.000 lire; inoltre Talloni gioca sul fatto di prendere tutte le decisioni in completa autonomia - col sistema del - silenzio assenso - per via dell'assenza continua dei rispettivi condomini alle riunioni che puntualmente organizza nella propria abitazione.

Anna innamorata di Carlo, un operaio, vorrebbe sposarsi con lui e andare a vivere nel suo appartamento, ma a causa delle ristrettezze economiche, Anna sarà costretta ad affittarlo lavorando come cameriera per i suoi nuovi affittuari che si dimostreranno comprensivi quando verranno a conoscenza del suo stato finanziario e che pur di pagare le rate arretrate a coinvolto Augusto che si è spinto fino a domandare un finanziamento per tendere una mano di aiuto alla ragazza.

L'ultima possibilità che rimane ad Augusto per poter far conoscere a tutti i condomini la situazione di Anna e i loschi sotterfugi di Talloni, è quella di usare l'astuzia; con una manovra subdola, Augusto costringe tutti i residenti degli appartamenti a presentarsi all'ennesima riunione di condomino che vede come primo punto il licenziamento di Augusto e in secondo l'esproprio dell'appartamento di Anna.

Dopo aver radunato tutti i condomini a casa di Talloni, Augusto - come se fosse un'aula di tribunale - formula un arringa difensiva in cui spiega i suoi punti di vista e ammonisce duramente tutti coloro che fino a quel momento si sono sempre sottratti al dovere civico di partecipazione alle varie riunioni condominiali.

Alla fine, grazie all'intervento dell'avvocato Sassi e alla generosità collettiva, Augusto riesce a evitare il licenziamento e Anna lo sfratto esecutivo, cosicché la ragazza riesce finalmente a coronare il suo sogno d'amore con l'amato Carlo.

Critica[modifica | modifica wikitesto]

Morando Morandini, nel suo Dizionario dei film, ha commentato la pellicola con queste parole: «scampoli di neorealismo, scatti comici, bravi caratteristi».

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

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