Mina (cantante)

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Mina
Mina, durante un'esibizione nel programma televisivo della Rai Teatro 10 nel 1972
Mina, durante un'esibizione nel programma televisivo della Rai Teatro 10 nel 1972
Nazionalità Italia Italia
Svizzera Svizzera
(ha acquisito cittadinanza svizzera nel 1989)
Genere Pop[1]
Pop rock[1]
Rhythm and blues
Jazz
Swing
Musica latina
Canzone napoletana
Soul
Tango
Periodo di attività 1958 – in attività
Album pubblicati 115
Studio 71
Live 3
Colonne sonore 1
Raccolte 40
Gruppi e artisti correlati Ennio Morricone, Pino Presti, Gianni Ferrio, Augusto Martelli, Adriano Celentano, Lucio Battisti, Giorgio Gaber, Riccardo Cocciante, Aretha Franklin, Barbra Streisand, Seal, Franco Califano, Bruno Canfora
Sito web

Mina, nome d'arte di Mina Anna Maria Mazzini[2] (Busto Arsizio, 25 marzo 1940), è una cantante, conduttrice televisiva, attrice cinematografica, produttrice discografica italiana naturalizzata svizzera[3]. Dopo il matrimonio del 10 gennaio 2006 con Eugenio Quaini è diventata Mina Anna Maria Quaini secondo la consuetudine svizzera.

È nota per le qualità della sua voce che si possono definire di soprano drammatico d'agilità, pur non avendo l'impostazione accademica del soprano classico[4]. Il suo strumento, dal timbro caldo e personalissimo, subito riconoscibile, è dotato di grande ampiezza, estensione, agilità, capace di coniugare la potenza vocale con la duttilità, ed è sostenuto da una tecnica saldissima; Mina si distingue anche per le doti interpretative e l'ecletticità, che l'hanno portata ad affrontare con successo generi musicali spesso lontani tra loro.

Durante la sua carriera, iniziata alla fine degli anni cinquanta, Mina ha interpretato oltre 1 500 brani[5] e venduto più di 150 milioni di dischi[6] ricevendo premi e riconoscimenti, incluse due partecipazioni al Festival di Sanremo, tre alla Mostra Internazionale di Musica Leggera, e l'assegnazione dell'onorificenza di Grande Ufficiale al Merito della Repubblica Italiana. Sulla scena internazionale ha raccolto il plauso di artisti quali Frank Sinatra[7], Louis Armstrong[8], Michael Jackson[9], Aretha Franklin[10], Antony and the Johnsons[11], Jennifer Lopez[9], Mónica Naranjo[12], Céline Dion[10], Barbra Streisand[9][10], Liza Minnelli[13], Luciano Pavarotti[14].

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Infanzia e adolescenza[modifica | modifica wikitesto]

Mina nella sua casa a Cremona

Mina nasce a Busto Arsizio nel 1940, periodo in cui il padre Giacomo (Mino) Mazzini e la madre Regina (Gina) Zoni, originari cremonesi, vivevano temporaneamente nell'Altomilanese bustocco. Nel 1943, quando Mina ha tre anni, fanno ritorno a Cremona con residenza prima in Viale Po e successivamente in Corso Mazzini. Poco tempo dopo il trasferimento nasce Alfredo, fratello minore di Mina, che morirà in un incidente stradale nel 1965 a soli ventidue anni.

All'età di tredici anni il padre la iscrive alla Canottieri Baldesio, società sportiva frequentata dalla buona borghesia cremonese. Diventa una discreta nuotatrice, partecipa a diverse gare e in una competizione regionale si classifica seconda[15]. Proprio sul bordo della piscina, intorno ai sedici anni, conosce il suo primo ragazzo, Daniele Parolini, prestante terzino della Cremonese, che diventerà poi cronista sportivo al Corriere della Sera[15].

A infonderle l'amore per la musica è sua nonna Amelia, cantante lirica, che insiste affinché prenda lezioni di pianoforte, ma lo studio teorico non è fatto per lei[16]. Dopo aver concluso le scuole medie presso il collegio di suore della Beata Vergine, inizia a frequentare l'Istituto tecnico commerciale statale Beltrami, ma tale indirizzo non risponde alle sue inclinazioni e alla fine del quarto anno lascia la scuola, volgendosi a ciò che più la appassiona. Ha altri interessi, ama leggere, soprattutto libri di fantascienza, ma cantare è ciò a cui si dedica con più slancio e passione. Si esibisce già a scuola, su richiesta dei compagni, nei momenti di ricreazione[17].

Gli anni cinquanta[modifica | modifica wikitesto]

Gli esordi alla Bussola e con gli "Happy Boys"[modifica | modifica wikitesto]

Mina con Nino Donzelli

Una notte dell'estate del 1958, quando la famiglia Mazzini si trova come ogni anno per le vacanze a Forte dei Marmi, gli amici di Mina la sfidano scherzosamente a salire sul palco della Bussola di Marina di Pietrasanta, dopo che l'orchestra di Don Marino Barreto, cantante cubano molto noto in quegli anni, ha finito di suonare[18]. Lei accetta, si fa dare il microfono dallo stesso Barreto e si esibisce senza alcun imbarazzo. Il proprietario del locale, Sergio Bernardini, nelle sere successive dovrà frenarla dal salire continuamente sul palco per cantare[18].

Mina nel 1958 è descritta come una deliziosa ragazza, molto solitaria, apparentemente tranquilla e allo stesso tempo irrequieta, estremamente sensibile, piena di entusiasmo e simpatia, che celano in realtà una profonda timidezza e paura[19]. È dotata di una voce e di una musicalità fuori dal comune, coltivate dall'ascolto di "mostri sacri" americani quali Frank Sinatra, Sarah Vaughan, Ella Fitzgerald, Elvis Presley, e di una gestualità stravagante che si accompagna perfettamente all'innegabile e travolgente senso del ritmo[20].

Mina vocalizza con gli Happy Boys

In quegli anni a Cremona è presente un gruppo musicale che sta riscuotendo un certo successo: gli "Happy Boys"[21]. La band, fondata nel 1949 da Nino Donzelli, di cui fanno parte anche il fratello Renzo alla chitarra, il pianista Giorgio Levi, il cantante-bassista Giacomo "Micio" Masseroli e il batterista Fausto Coelli, diventa ben presto famosa nelle balere della zona cremonese, nonché a Mantova, Parma, Piacenza. In un afoso pomeriggio di fine agosto del 1958, il giorno dopo aver assistito a una loro esibizione al Circolo Filodrammatici di Cremona, e dopo una sola settimana dalla sua prima improvvisata esibizione alla Bussola, Mina si reca a casa di Nino e Renzo Donzelli proponendosi come cantante. Una rapidissima dimostrazione delle proprie doti vocali e i fratelli la accolgono subito nel gruppo, che aveva già in programma varie serate nelle balere della zona per i giorni successivi[21]. La ragazza, desiderosa di parteciparvi, prova per tutta la settimana e fa la sua prima apparizione con gli Happy Boys il 14 settembre del 1958 a Croce Santo Spirito, una frazione di Castelvetro Piacentino. Viene presentata con il nome di "Mina Georgi" e il pubblico ne rimane entusiasta[22].

Il debutto vero e proprio avviene tuttavia qualche giorno più tardi, il 23 settembre 1958 a Rivarolo del Re, comune del cremonese: gli Happy Boys devono esibirsi alla serata finale della rassegna insieme a due cantanti famosissimi in quel periodo, Natalino Otto e Flo Sandon's, interpreti di molti successi e reduci da una partecipazione al Festival di Sanremo[23]. L'esibizione di Mina è entusiasmante a tal punto che il pubblico chiede a gran voce il bis[24]. Tra gli organizzatori, se pur soddisfatti, c'è un certo imbarazzo, poiché il bis era previsto per Natalino Otto e Flo Sandon's, i quali se ne vanno un po' risentiti[25]. Alcuni anni dopo Flo Sandon's trovandosi ospite a Canzonissima e ricordando l'episodio con lei, allora presentatrice della trasmissione, ammise pubblicamente: «Quella volta tu, Mina, mi hai rovinato la serata». La stessa Mina ha ricordato quella prima volta a Rivarolo sul quotidiano La Stampa del 22 settembre 2008:

« Cinquant'anni spaccati fa, una lungagnona col vestito da cocktail sottratto di nascosto alla madre, saliva sul palco traballante di una balera lombarda. Si ricorda che l'abito era blu e bianco. Lucido. Si ricorda che dopo aver cantato la prima canzone, il titolo? no, è troppo, si arrabbiò perché la gente applaudiva. «Io canto per me. Cosa c'entrano loro?». Non aveva le idee chiare. O forse era troppo lucida. Si ricorda che alla fine di quella primissima esperienza scappò via perché i genitori non sapevano... non volevano. A diciott'anni era d'obbligo ubbidire. Ma non l'aveva fatto. E doveva correre a rimettere l'abito a posto il più in fretta possibile. Si ricorda che poco dopo, dietro le sue insistenze, il padre aveva convinto la madre a lasciarla fare: «Tanto, cosa vuoi, durerà qualche settimana questa follia. Lasciamola fare». La lungagnona, invece, è ancora qui che rompe le scatole con quel piccolo meccanismo misterioso che sono le canzoni. Che lei ama e rispetta. E... e... e la lungagnona non si ricorda altro. »
(Mina[26])

e sul settimanale Vanity Fair del 5 ottobre 2011, ricordando Flo Sandon's scrisse:

« Ho un dolcissimo ricordo di Flo Sandon’s che ho visto la primissima volta che sono salita su un palco. Lei e il marito, il grande Natalino Otto, erano le star della serata. Io, sconosciutissima, cantavo con un gruppo cremonese, per la prima volta, appunto. Eravamo in una classica balera lombarda. Alla fine ricordo che mi dissero: “Lei farà strada”. La prima cosa che mi stupì fu il fatto che mi dessero del lei e poi pensai: "...Questi due ..son matti…". »
(Mina[27])

Gli Happy Boys sono entusiasti di Mina e Nino Donzelli invita il titolare della Italdisc, Davide Matalon, ad assistere all'esibizione successiva prevista a Casteldidone[25].

"Baby Gate" e la Mina urlatrice[modifica | modifica wikitesto]

Mina e Davide Matalon, il suo primo discografico

Davide Matalon all'inizio è un po' titubante, ma viene convinto dal suo consulente musicale Giulio Libano, che dopo aver ascoltato Mina ne rimane colpito molto favorevolmente. Le fa quindi incidere quattro canzoni: Be Bop a Lula e When con l'etichetta Broadway e con il nome d'arte "Baby Gate"; Non partir e Malatia con l'etichetta Italdisc e il nome reale Mina. In attesa di capire quale delle due immagini artistiche avrebbe avuto maggior successo di pubblico, in questa primissima fase della carriera, Mina e il suo alter-ego Baby Gate convivono sul mercato[28].

Per saggiarne le potenzialità, Matalon la fa partecipare alla Sei giorni della canzone, competizione canora milanese ripresa dalla televisione. Il 1º dicembre 1958, Mina, con il brano Proteggimi, partecipa alla serata inaugurale al Teatro Smeraldo. Il presentatore è Corrado e l'ospite d'onore Mike Bongiorno. Arriva seconda (alle spalle di Wera Nepy con Chiamami autunno) e ottiene un successo travolgente[29].

Matalon offre agli Happy Boys l'occasione di una tournée in Turchia, ma c'è un imprevisto: i genitori di Mina si oppongono, soprattutto il padre non vuole che la figlia abbandoni definitivamente la scuola. Anche Fausto Coelli decide di non partire per ragioni familiari. Rimasti a Cremona, Mina e Fausto decidono di formare un nuovo gruppo e, insieme a Lino Pavesi al sax, Lamberto "Memo" Fieschi al piano, Ermanno Scolari al contrabbasso ed Enrico Grossi alla chitarra, fondano "i Solitari"[30].

Mina e il padre Giacomo Mazzini, con il quale la cantante fonderà la propria casa discografica PDU nel 1967, a Lugano

Il nuovo complesso debutta l'11 gennaio 1959 nella tavernetta dell'Hotel Continental di Cremona e, forte della crescente popolarità di Mina, riceve subito una serie di richieste dai locali della zona, ma anche da fuori provincia, come il night club El Maroco di Milano e l'Hotel Moresco di Ischia[31]. Nel frattempo i due dischi di Mina editi dalla Italdisc superano tutte le aspettative e in un'epoca in cui vendere 70 000 copie è un'impresa eccezionale, i due 45 giri superano singolarmente la quota di 100 000[32]. Matalon le fa firmare un contratto di tre anni, fino al 1961, con l'impegno di incidere entro l'anno due 45 giri, ossia 4 canzoni. Come di consueto allora, i pezzi da incidere sono scelti tra le canzoni del Festival di Sanremo di quell'anno. La scelta cade su Nessuno, un brano melodico cantato da Wilma De Angelis. Mina con una verve straordinaria ne stravolge la linearità cantandola in maniera sincopata e in fortissimo[33]. La prima interpretazione pubblica di Nessuno nella nuova veste avviene al Festival del Rock and Roll, in un affollatissimo Palazzo del ghiaccio di Milano[34].

Matalon aveva tentato più volte di far partecipare artisti della sua casa discografica a programmi televisivi senza mai riuscirci, con Mina invece arriva tutto facilmente. Debutta in televisione il 1º marzo 1959, nella seguitissima trasmissione Lascia o raddoppia? condotta da Mike Bongiorno, con il brano Nessuno[35].

Proprio in quegli anni vanno affermandosi giovani cantanti come Adriano Celentano, Tony Dallara, Giorgio Gaber, Joe Sentieri, Little Tony e altri, che propongono in italiano la nuova musica americana: il rock and roll. La stampa conia per loro il termine di urlatori[36]. Il 4 aprile 1959 Mina viene chiamata a partecipare a una puntata de Il Musichiere di Mario Riva dedicata agli urlatori: al centro della scena un juke-box dal cui retro escono i cantanti; Mina canta ancora una volta il suo successo del momento, Nessuno[37].

L'ultimo 45 giri inciso come Baby Gate è Splish Splash, presentato il 29 agosto 1959 nel programma Buone vacanze. Successivamente lo pseudonimo viene abbandonato, vista l'esplosione del fenomeno-Mina. Con Nessuno partecipa anche a Canzonissima 1959, condotta da Delia Scala, Paolo Panelli e Nino Manfredi, in cui duetta tra gli altri con Wilma De Angelis, interprete originale della canzone, e successivamente con Tonina Torrielli nel brano Tua, presentato al Sanremo di quell'anno da una "scandalosa" Jula De Palma[38] e dalla stessa Torrielli. Sempre nel 1959 arrivano i primi riconoscimenti: il "Juke Box d'oro" e il "Microfono d'oro"[39][40].

Gli anni sessanta[modifica | modifica wikitesto]

La "Tigre di Cremona"[modifica | modifica wikitesto]

Il 16 gennaio 1960 con Tintarella di luna, canzone scritta da Franco Migliacci e Bruno De Filippi, Mina raggiunge per la prima volta la prima posizione in hit-parade[41]: il brano, dopo aver ottenuto un grandissimo successo anche all'estero, diventa un vero e proprio simbolo dell'epoca[42], e viene inserito nei film Urlatori alla sbarra e Juke-box, urli d'amore, tra i primi esempi di musicarelli. Presto le viene attribuito il soprannome con cui ancora oggi è nota anche fuori dai confini nazionali: "La Tigre di Cremona", coniato per lei dalla conterranea giornalista e amica Natalia Aspesi[43].

Mina a Sanremo nel 1960

Nel 1960 Mina partecipa alla decima edizione del Festival di Sanremo: il 28 gennaio presenta Non sei felice in doppia esecuzione con Betty Curtis; il 29 gennaio È vero in doppia esecuzione con Teddy Reno. Il 30 gennaio si ripresenta con È vero. La canzone si classifica al settimo posto ma per Mina è comunque un successo: per la richiesta dei suoi dischi, la Italdisc è costretta alla pubblicazione di due o tre nuovi 45 giri al mese[44]. Nello stesso anno è tra i protagonisti del film Urlatori alla sbarra, insieme ad Adriano Celentano, Brunetta, Chet Baker, Joe Sentieri e altri ancora.

In seguito esce Il cielo in una stanza, brano scritto da Gino Paoli arrangiato da Tony De Vita, che il 15 ottobre 1960 raggiunge la prima posizione per 14 settimane e diventa il 45 giri più venduto dell'anno, sfiorando nel tempo i 2 milioni di copie vendute[45]: entrerà in classifica anche in Spagna (Cielo en casa) e negli Stati Uniti (The World We Love in), dove raggiungerà la posizione numero 90 di Billboard[46][47]. Il cielo in una stanza rimane in assoluto uno dei suoi massimi successi, e può considerarsi una prima evoluzione nella carriera di Mina, che da urlatrice scanzonata (contemporaneamente usciva Una zebra a pois) è in grado di rivelarsi anche interprete matura e raffinata della canzone d'autore[48][49].

Partecipa come ospite fissa alle sei puntate del programma televisivo Sentimentale, dove presenta la già citata Una zebra a pois e Briciole di baci. Inoltre ritorna a Canzonissima, dove nel corso delle varie puntate propone alcune tra le sue incisioni più recenti (Tintarella di luna, Il cielo in una stanza, Folle banderuola ed È vero, in duetto con Umberto Bindi), unitamente a brani come Na sera 'e Maggio (con cui giunge alla finale), O Sarracino, Ma l'amore no e Violino tzigano (in duetto con Marino Marini); interpreta anche la sigla finale Due note[50][51].

Mina è ormai famosa[52] e in questo periodo inizia a conoscere anche i lati negativi della troppa notorietà, primo su tutti l'interesse spesso morboso della stampa, che inventa continuamente relazioni sentimentali su di lei, flirt che possano scandalizzare, e paparazzi in cerca di foto da copertina[53]. In questi anni e in quelli a venire, sarà la cantante più fotografata, inseguita e richiesta dai giornalisti. A tutt'oggi è uno dei personaggi a cui sono state dedicate più copertine dal settimanale TV Sorrisi e Canzoni: dalla prima nel 1959, alla più recente nel 2008, se ne contano in tutto 71[54].

Mina e l'ultima esperienza sanremese[modifica | modifica wikitesto]

Sanremo 1961: Mina mentre canta Le Mille bolle blu

Nel 1961 è in gara al Festival di Sanremo e in questa occasione ha luogo un atteggiamento inconsueto da parte della stampa e degli organi di comunicazione in generale, che la danno subito per vincente, adulandola, forse al fine di aumentare l'interesse verso l'evento musicale[55][56]. Tutto ciò è motivo di forte stress per la cantante, già provata dai due primi anni di carriera ininterrotta e da molti mesi di critiche e pesante invadenza mediatica. Il 26 gennaio si esibisce con Io amo tu ami in doppia esecuzione con Nelly Fioramonti. Da sempre molto incline a tonsilliti, il 27 gennaio, con una infiammazione alla gola, presenta Le mille bolle blu, in doppia esecuzione con Jenny Luna[57]. La canzone risulta però troppo moderna per il pubblico sanremese, e il suo gesto ormai celebre, delle dita che scivolano sulla bocca ad ogni ritornello, viene colto da una parte degli spettatori come uno sberleffo, una mancanza di rispetto nei loro confronti[55][58]. L'atmosfera si surriscalda quando i giornalisti raccolgono questo malcontento e contrappongono a Mina quella che diventò poi, per qualche tempo, la sua virtuale rivale: Milva[59]. Il 28 gennaio arriva in finale con entrambe le canzoni. Si classifica al quarto posto con Io amo tu ami e al quinto con Le mille bolle blu[60]. Le premesse della vigilia erano ben diverse e per Mina è emotivamente un brutto colpo; la cantante viene colta da crisi di pianto e dichiara di non volere più partecipare a gare canore, Festival di Sanremo compreso[57]. Una promessa fatta a se stessa e sempre mantenuta.

L'esperienza sanremese è una doccia fredda che la cambia profondamente[61], ma la sua popolarità non viene minimamente intaccata e Le mille bolle blu riscuote un notevole successo di vendite e di ascolti (in quegli anni infatti la misura del successo di un brano era evidenziata anche dalle "gettonature" nei juke-box)[62].

I trionfi all'estero[modifica | modifica wikitesto]

Nell'aprile del 1961 Mina, accompagnata dal suo impresario Elio Gigante, parte per la Spagna, dove viene accolta nel migliore dei modi[63] e nel mese di maggio, con al seguito anche il maestro Bruno Canfora, intraprende un tour in Giappone. Nel paese del Sol levante, infatti, canzoni come Tintarella di luna e Il cielo in una stanza sono già popolarissime. Per l'occasione Canfora compone la hit Anata to watashi (Tu ed io), che Mina interpreta in giapponese insieme ad altri successi[64]. In agosto debutta a Caracas, dove partecipa al popolarissimo Renny show, sul Canale 2 della tv venezuelana: anche qui riscuote un successo clamoroso[65].

Mina con Antonio Virgilio Savona (componente del Quartetto Cetra) nel 1961

Il rientro in Italia coincide con la messa in onda del programma tv Studio Uno[66], per la regia di Antonello Falqui: non è previsto un vero e proprio conduttore, ma vari personaggi che si avvicendano di volta in volta, come Don Lurio, il Quartetto Cetra, le Gemelle Kessler[67]. Mina si esibisce alternando brani del suo recente repertorio (Anata to watashi, Bum, ahi! Che colpo di luna di Lelio Luttazzi, Chi sarà, Sciummo, Moliendo café, Cubetti di ghiaccio, Un tale, Giochi d'ombre, ecc.) a fantasie musicali "a tema" (come la canzone napoletana) o dedicate a un singolo autore, come George Gershwin, del quale incide su disco una versione di Summertime dopo averla accennata in trasmissione[68][69]. Molte delle canzoni presentate a Studio Uno vengono incise nell'LP Moliendo café del 1962.

Agli inizi del 1962 Mina torna di nuovo in Spagna, dove appare anche in alcuni programmi televisivi[63]. Subito dopo si reca in Francia, dove si esibisce con successo nel tempio francese della musica: il Teatro Olympia di Parigi[63]. Gerhard Mendelson, produttore dell'etichetta discografica Polydor, le propone l'incisione di alcuni brani per il mercato tedesco: la cantante accetta inaugurando una felice collaborazione col Maestro Werner Scharfenberger. Insieme registrano a Vienna Wenn du an Wunder glaubst (versione tedesca de Il cielo in una stanza) e Heißer Sand, primo di una lunga serie di brani scritti per lei proprio dal Maestro. Sempre a Vienna, Mina registra un varietà televisivo incentrato su di lei[70]; ad affiancarla uno dei più popolari cantanti tedeschi dell'epoca: Peter Kraus, del quale Mina interpreta per l'occasione alcuni brani. Il 12 marzo 1962 appare anche alla tv tedesca nel programma Herzlichst Ihr Peter Kraus, dove presenta Heißer Sand. Gli elogi per la sue voce sono numerosi e in soli dieci giorni il disco vende 40 000 copie[71], attestandosi poi, grazie alle cospicue vendite, al primo posto delle classifiche tedesche, mantenendone il vertice per nove settimane[72]. Il successo di Heißer Sand porta alla realizzazione di numerose altre incisioni per il mercato tedesco[62] e sempre in Germania, entrano in classifica nel 1962 Fiesta brasiliana e Tabu, seguite nel 1963 da Capitano, Mister twist, Bis zum nächsten Mal, Ja, die Liebe lebe hoch e Fremdes Land. Fiesta brasiliana viene anche inserita nel film Das haben die Mädchen gern, sempre con Peter Kraus.

Nel frattempo ritorna al vertice dell'hit-parade italiana con Renato, del sudamericano Antonio Cortez. Sul retro del 45 giri c'è Eclisse twist, colonna sonora del film L'eclisse di Michelangelo Antonioni (che segue scrupolosamente la realizzazione del brano). Contemporaneamente Mina, in veste di attrice, recita in Appuntamento in Riviera, film sulla falsariga del precedente Appuntamento ad Ischia, che riesce a ripeterne il grande successo[73]. Nello stesso periodo vanno in onda i caroselli registrati per l'Industria Italiana della Birra, in cui Mina veste i panni di celebri attrici: Marilyn Monroe, Rita Hayworth, Judy Garland, Joséphine Baker, Anna Magnani, e altre[74].

Mina e Corrado Pani nel camerino del teatro (1963)

Nel maggio del 1962 debutta a Buenos Aires, suscitando per l'ennesima volta clamore ed entusiasmo[75], mentre nel mese di luglio, da un referendum svoltosi tra gli appassionati di musica leggera in Germania, Austria e Svizzera tedesca, Mina risulta la cantante più popolare[76]; quasi certamente è la cantante più pagata del momento, in Europa[77]. Il 5 agosto 1962 partecipa al programma di Antonello Falqui Eva ed io, dove propone il nuovo 45 giri Chihuahua, che confluìsce insieme ad altri nel quinto LP Italdisc, intitolato Renato. Il 30 settembre si esibisce dal vivo nel programma tv Alta pressione, in cui presenta il fratello Alfredo che canta La gente ci guarda. Il 12 ottobre va nuovamente in onda Canzonissima e Mina partecipa a quattro delle dodici puntate, giungendo alla finale del 6 gennaio 1963 con Il cielo in una stanza. Inoltre Mina canta (senza apparire) la sigla finale Stringimi forte i polsi, scritta tra gli altri da Dario Fo, che con Franca Rame sarà sospeso dalla conduzione del programma per i forti toni della sua satira politica, e sostituito da Gino Bramieri e Sandra Mondaini.

La maternità e l'accanimento mediatico[modifica | modifica wikitesto]

Il 18 aprile 1963 nasce a Milano, alla Clinica Mangiagalli, il suo primo figlio Massimiliano, concepito in seguito all'unione con Corrado Pani, a quell'epoca ancora formalmente sposato con l'attrice Renata Monteduro. La maternità causa a Mina la "quarantena" da parte della Televisione di Stato, mentre una fetta della stampa continua ad additarla come peccatrice pubblica per la sua relazione illecita[78]. La maggior parte del pubblico le dimostra comunque affetto e, quando fa il suo rientro alla Bussola di Focette in Versilia, con alcuni concerti nell'agosto di quello stesso anno, il successo è enorme[79]. Durante tutto il 1963, le uniche apparizioni della cantante sul piccolo schermo sono alcuni caroselli dell'Industria Italiana della Birra girati alla fine del 1962, e messi in onda da aprile ad agosto. Nove anni dopo, Mina ricorderà questo periodo in un'intervista su Playboy:

« Il massimo è stata una foto su "Epoca" dove io ridevo con Corrado con il mio pancione, tranquilla, e sotto scritto "Cosa avrà da ridere?", guarda che è il massimo, me la ricorderò tutta la vita una cosa del genere. Per cui capisci tu l'atteggiamento della stampa: me ne hanno tirato addosso delle badilate e la gente non si è lasciata condizionare da questo fatto, l'ha superato. »
(Mina[80])

Oltre alla mera nota biografica, la vicenda di Mina contribuisce a una vera e propria evoluzione nel costume italiano: di fatto il pubblico non manca di esprimere la propria solidarietà, chiedendo e aspettando il suo ritorno alle scene[62]. A tal proposito, ancora Mina su Playboy:

« ...mai vista una serie così di regali da tutta Italia, di lettere, "Stai tranquilla", per la strada mi dicevano, "Non ti devi preoccupare". »
(Mina[80])

Dopo il successo estivo di Stessa spiaggia stesso mare (incisa anche da Piero Focaccia), nell'ottobre 1963 la Italdisc pubblica un omonimo album e un 45 giri contenente un twist dal titolo Vulcano, ma Mina è già passata alla Ri-Fi, fino ad allora media etichetta discografica, nonché l'unica a darle fiducia in questo periodo di ostracismo. Nel dicembre 1963 esce un disco tris composto da Città vuota/È inutile/Valentino vale: il 45 giri, grazie a Città vuota, una delle sue più celebri canzoni, scala immediatamente la hit-parade arrivando alla posizione numero 1 nell'aprile dell'anno successivo. Dopo la nascita di Massimiliano, la storia d'amore con Pani entra in crisi, come lui stesso ricorda: «Era fatale che finisse così, io lavoravo molto, lei quasi più di me. Eravamo costretti a vederci raramente. Il momento magico si era spento. Mina inoltre, aveva conosciuto Martelli, così io mi ritirai». Con Augusto Martelli Mina vivrà fino alla fine degli anni sessanta[81].

Il periodo Ri-Fi e il ritorno in televisione[modifica | modifica wikitesto]

Il 10 gennaio 1964 Mina ritorna ufficialmente in televisione nel programma di Mike Bongiorno La fiera dei sogni, dove presenta Città vuota ed È inutile[62]. Tre mesi dopo partecipa nuovamente al programma lanciando È l'uomo per me, con cui riconferma la sua leadership in hit-parade, rimanendo al primo posto per quattro settimane. Il 2 maggio la RAI manda in onda Alla ribalta 2 - Speciale per Mina, dove la cantante propone Prendi una matita, Munasterio 'e Santa Chiara ed È l'uomo per me[82]. Esegue poi una fantasia di successi di Gigliola Cinquetti, Rita Pavone e Ornella Vanoni, le colleghe più popolari del momento. Allo show partecipano ospiti come Adriano Celentano, Johnny Dorelli, Gorni Kramer, Lelio Luttazzi, Ugo Tognazzi, e altri. Alla fine del mese esce il nuovo 45 giri Un buco nella sabbia, un brano a tematica balneare, che ricalca lo stile della Mina prima maniera e che ottiene uno straordinario successo in Giappone: Suna ni kieta namida, la versione in lingua, giunge al primo posto in classifica. Alla fine dell'anno Mina viene eletta migliore artista internazionale proprio in Giappone[83].

Mina e Johnny Dorelli durante la trasmissione "Johnny 7" (1964)

Un buco nella sabbia viene cantato dal vivo assieme a È l'uomo per me nel programma di fine estate Teatro 10, diretto da Antonello Falqui e con Lelio Luttazzi. Gli applausi scroscianti del Teatro delle Vittorie dimostrano l'affetto e il sostegno del pubblico nei confronti di Mina, ormai definitivamente riesplosa dopo lo "scandalo". La cantante si esibisce seduta al pianoforte accanto a Luttazzi, in una fantasia di canzoni scritte dal musicista triestino: alcune come Bum, ahi che colpo di luna, Sentimentale e Una zebra a pois, portate al successo proprio da Mina qualche anno prima.

Esce inoltre il primo album per la Ri-Fi, intitolato Mina e quasi interamente composto da cover straniere: gli unici due brani in italiano sono E se domani e Non illuderti. E se domani era stato presentato da Fausto Cigliano e Gene Pitney al Festival di Sanremo di quell'anno, con un buon successo di pubblico e di critica, ma senza arrivare in finale; Carlo Alberto Rossi, autore ed editore del brano, convince Mina a recuperarlo e inserirlo nel suo album, di cui rimane uno dei brani di punta. Mina viene eletto "migliore album dell'anno" dalla critica specializzata, riconoscimento che vale alla cantante l'Oscar del disco '64. E se domani viene in seguito ricantato e proposto come retro di due singoli: Un anno d'amore, uscito alla fine del 1964, e Brava (1965). Il 45 giri Un anno d'amore costituisce il suo personale record di permanenza in classifica con tredici settimane consecutive al numero 1 dell'hit-parade: successo probabilmente dovuto all'accoppiata su un unico supporto di due delle sue canzoni più apprezzate. In settembre esce un 45 giri che comprende le canzoni Io sono quel che sono e Tu farai, presentate nel programma tv Il macchiettaro.

Gli anni di Studio Uno e Sabato sera[modifica | modifica wikitesto]

Mina e Alberto Sordi a Studio Uno nel celebre duetto (1966)

Nel 1965 Antonello Falqui riporta Mina in tv come conduttrice di Studio Uno[62]. La formula è più o meno la stessa precedentemente utilizzata: in ogni puntata Mina esegue brani del proprio repertorio come Brava (un divertissement ideato dal maestro Bruno Canfora, per mettere alla prova le sue straordinarie capacità vocali), e fantasie musicali a tema, per esempio tratte dall'ultimo Festival di Sanremo, di cui incise su 45 giri Se piangi, se ridi di Bobby Solo, canzone vincitrice. Nella rubrica L'uomo per me, Mina ospita Nino Manfredi, Vittorio Gassman, Totò, Walter Chiari, Alberto Sordi, Amedeo Nazzari, Marcello Mastroianni, Ugo Tognazzi, Enrico Maria Salerno, Peppino De Filippo, Adriano Celentano, Rossano Brazzi, duettando e interpretando sketch memorabili, da allora continuamente riproposti dalla RAI[62]. Al termine del programma, il cast al completo composto da Luciano Salce, le Gemelle Kessler, Paolo Panelli, Milly e Mina, propone una fantasia musicale abbinata a un quiz settimanale; la sigla finale cantata da Mina è Soli, di Antonio Amurri e del maestro Bruno Canfora, direttore d'orchestra di questa e delle successive edizioni del programma. Viene pubblicato l'album Studio Uno, una raccolta dei suoi singoli di maggior successo nel biennio '64/'65 (eccetto il successivo Ora o mai più): l'LP risulterà il più venduto dell'anno.

Inoltre, a partire da quest'anno, la cantante inizia a girare numerosi caroselli anche per la Barilla, diretta da registi come Piero Gherardi e Valerio Zurlini: gli spot realizzati sono in tutto una sessantina e vengono girati fino alla fine del 1970. Molti anni dopo saranno riproposti in VHS e DVD, dato l'immutato interesse per il personaggio, per la bellezza dei costumi, delle location e delle canzoni presentate. A luglio del 1965 Mina partecipa alla Mostra Internazionale di Musica Leggera di Venezia con la sua canzone per l'estate L'ultima occasione, già cantata senza successo da Tony Del Monaco (che l'aveva scritta assieme a Jimmy Fontana), e in seguito ripresa da Tom Jones. In autunno partecipa a due puntate de La prova del nove, dove fra l'altro ripropone il successo Due note, nuovamente arrangiato dal maestro Gianni Ferrio. La sigla finale de La prova del nove è la già citata Ora o mai più, ennesimo 45 giri che scala i vertici della hit-parade. Viene anche incluso come brano d'apertura nella raccolta Mina & Gaber: un'ora con loro, realizzata dalla Ri-Fi con le incisioni più recenti dei due artisti e amici, all'epoca compagni di scuderia.

Mina nel 1970

Il 1966 si apre con la pubblicazione di un 45 giri che comprende due delle canzoni partecipanti a Sanremo di quell'anno: Una casa in cima al mondo (presentata da Pino Donaggio e Claudio Villa) e Se tu non fossi qui (di Carlo Alberto Rossi e della moglie Marisa Terzi, presentata da Peppino Gagliardi e Pat Boone). Come ormai d'abitudine, Mina recupera i brani "festivalieri" che le sembravano più adatti, facendoli divenire grandi successi personali. Dopo il clamoroso esito dell'anno precedente, nel 1966 Mina viene riconfermata come conduttrice di Studio Uno[62]. Inizialmente, lo show prevedeva dodici puntate, tutte con Mina. Ma la cantante non sembra intenzionata a prendere un impegno del genere per un tempo così lungo, quindi la trasmissione viene divisa in quattro cicli da cinque puntate ciascuno. Ogni ciclo viene affidato a una primadonna diversa: nei primi tre appaiono rispettivamente Sandra Milo, Ornella Vanoni e Rita Pavone; nell'ultimo la primadonna è Mina. L'accoglienza è talmente trionfale che si decide per i programmi successivi, di scegliere unicamente Mina. In ogni puntata la cantante è in compagnia di un ospite d'onore con cui duettare solamente, come Gilbert Bécaud o Romolo Valli, oppure di personaggi comici destinati anche a farle da spalla, come Paolo Panelli, Totò, Alberto Sordi, con i quali vengono messi in atto momenti comici, diventati poi spezzoni cult della televisione italiana. Ritornano inoltre le fantasie musicali, che quell'anno sono dedicate a Giovanni D'Anzi, Carlo Alberto Rossi, Gorni Kramer, Armando Trovajoli, e Bruno Canfora. Anche in questa nuova edizione di Studio Uno, Mina lancia le sue più recenti incisioni: nella prima puntata si presenta con Sono qui per te, scritta da Lina Wertmuller, co-autrice del programma, e prosegue con la celeberrima Se telefonando, scritta da Ennio Morricone su testo di Maurizio Costanzo e Ghigo De Chiara. Stranamente Se telefonando si fermerà all'ottavo posto in classifica, dove rimase per venti settimane, diventando però nel tempo un vero e proprio evergreen, una delle canzoni italiane più note in assoluto. Riconfermata tale anche di recente, tramite un sondaggio web dal quale si evince che questa canzone è la più amata, tra le tante conosciutissime di Mina[84].

Mina fu la prima artista in Italia a indossare la minigonna in spettacoli televisivi e nei concerti.

Nella seconda puntata Mina presenta Ta-ra-ta-ta, mentre nell'ultima (all'interno dello spazio dedicato ad Alberto Sordi) canta la famosa Breve amore (You Never Told Me), colonna sonora scritta da Piero Piccioni e dallo stesso Sordi per il film Fumo di Londra. Lo sketch di Sordi con Mina a Studio Uno '66 è uno dei più replicati della trasmissione nel corso degli anni, assieme a quelli con Totò, ospite d'onore in entrambe le edizioni. Il singolo contenente Ta-ra-ta-ta e Breve amore diviene il 45 giri di Mina più venduto del 1966. La sigla finale del programma è Mai così, scritta da Lina Wertmuller e Bruno Canfora: la canzone doveva essere pubblicata su 45 giri al posto di Breve amore; viene inserita invece, in una differente versione, nell'album Studio Uno 66, altra raccolta di singoli del periodo.

In estate ritira a Venezia, alla Mostra Internazionale di Musica Leggera, la "Gondola d'oro" per le vendite dell'anno precedente. Esce l'album Mina 2, che per scelta dei brani e stile interpretativo rimanda al precedente Mina: due lavori di grande spessore. In settembre la cantante lancia un altro dei suoi classici: Sono come tu mi vuoi, sigla della trasmissione radiofonica Gran varietà (alla prima edizione), condotto da Johnny Dorelli con la partecipazione della stessa Mina. Quarant'anni dopo, Sono come tu mi vuoi conoscerà una seconda giovinezza nella versione di Irene Grandi, senza però ottenere lo stesso successo dell'originale. Mi sei scoppiato dentro il cuore, altro brano scritto da Lina Wertmuller e Bruno Canfora, è presentato a Studio uno, ma esce come singolo solamente nel mese di dicembre.

Mina e Lola Falana a Sabato Sera (1967)
Mina e Adriano Celentano a Sabato Sera in una parodia de La coppia più bella del mondo (1967)
Mina a Sabato Sera con Enzo Tortora e Nino Benvenuti, che proprio quell'anno aveva vinto il titolo di campione del mondo dei pesi medi. (1967)

Nel febbraio 1967 viene pubblicato un altro 45 giri con due canzoni in gara alla diciassettesima edizione del Festival di Sanremo: sul lato A L'immensità, grande successo di Don Backy e Johnny Dorelli, sul lato B Canta ragazzina, sfortunato brano cantato da Bobby Solo e Connie Francis, riproposto nel 2008 come colonna sonora del film Il seme della discordia, su autorizzazione della stessa Mina.

In aprile inizia Sabato sera, riedizione di Studio Uno, diretto da Antonello Falqui. Mina, grazie al consenso di pubblico ottenuto l'anno precedente, è l'unica "padrona di casa", affiancata di volta in volta da un diverso co-conduttore ospite della trasmissione. Gli ospiti fissi del programma sono Lola Falana, Rocky Roberts e Franca Valeri. Di puntata in puntata, invece, si susseguono, tra gli altri, anche Gino Bramieri, Johnny Dorelli, Armando Trovajoli, Paolo Panelli, Bice Valori, Renato Rascel, Rita Pavone, Giancarlo Giannini, Adriano Celentano, Sandra Milo, Giorgio Albertazzi. Tante le canzoni presentate: alcune appena pubblicate (L'immensità, La banda di Chico Buarque de Hollanda, Se c'è una cosa che mi fa impazzire, Se tornasse caso mai, Sabati e domeniche, la sigla finale Conversazione, ecc.), altre nei molti numeri musicali proposti con i vari ospiti. Una delle differenze sostanziali rispetto alle precedenti edizioni (oltre al cast, la scenografia e l'esecuzione dei brani) è l'ambientazione esterna di alcuni momenti pre-registrati del programma. Storico lo sketch in cui Mina si esibisce con Severino Gazzelloni nella celebre Fuga a due voci in do minore di Bach. Inoltre invita i quattro presentatori più popolari della tv di allora, Mike Bongiorno, Corrado, Enzo Tortora e Pippo Baudo a cantare con lei una parodia del brano Quando dico che ti amo. Come di consueto, la Ri-Fi pubblica un nuovo LP intitolato Sabato sera - Studio Uno '67, in cui confluirono le sue più recenti incisioni su 45 giri, unitamente ad altri inediti incisi appositamente per l'album.

La fondazione della PDU a Lugano[modifica | modifica wikitesto]

La banda, grande successo dell'estate 1967, sarà l'ultimo singolo ufficiale inciso per la Ri-Fi. Stanca di discutere il proprio repertorio e di subire continuamente le pressioni dei discografici, che la vorrebbero ogni anno al Festival di Sanremo, il 1º dicembre 1967 Mina fonda insieme al padre, a Lugano, la PDU (acronimo di Platten Durcharbeitung Ultraphone), unica casa discografica per la quale da allora ha inciso, cambiando solamente distribuzione.

Il primo disco pubblicato dalla PDU è un 45 giri comprendente sul lato A il brano Trenodia, rilettura del famoso Concerto d'Aranjuez di Joaquín Rodrigo su testo di Giorgio Calabrese, e sul lato B I discorsi, testo firmato dalla stessa Mina su musica di Augusto Martelli, nuovo arrangiatore della cantante. In tre giorni il disco vende 25 000 copie, ma viene subito ritirato dal mercato poiché Joaquín Rodrigo non approva il lavoro di Martelli su Trenodia, vale a dire su Concerto d'Aranjuez: stessa sorte capita alle altre rivisitazioni del brano che in quel periodo erano state pubblicate da Richard Anthony e Fabrizio De André, mentre quella di Dalida (Aranjuez la tua voce) viene invece "risparmiata" dall'autore. Il 45 giri viene allora ristampato mantenendo invariato il lato B I discorsi (scelta come sigla dei nuovi appuntamenti radiofonici con la cantante, i famosi Pomeriggi con Mina) e inserendo una nuova facciata A, La canzone di Marinella dell'allora sconosciuto Fabrizio De André, che in seguito scriverà:

« Se una voce miracolosa non avesse interpretato nel 1967 "La canzone di Marinella", con tutta probabilità avrei terminato gli studi in legge per dedicarmi all'avvocatura. Ringrazio Mina per aver truccato le carte a mio favore e soprattutto a vantaggio dei miei virtuali assistiti. »
(Fabrizio De André[85])
Mina sulla copertina dell'album Dedicato a mio padre del 1967, primo LP pubblicato dalla PDU

I discorsi e La canzone di Marinella confluiscono anche nel primo LP edito dalla PDU e intitolato Dedicato a mio padre: l'album comprende classici come Johnny Guitar, Besame mucho, That Old Feelin', The Man That Got Away, tratti dal repertorio americano e sudamericano, come negli album Mina (1964) e Mina 2 (1966). Successivamente incide su 45 giri due canzoni presentate a Sanremo '68: sul lato A c'è Canzone per te, brano vincitore di Sergio Endrigo, cantato dall'autore e da Roberto Carlos nella doppia versione; sul lato B si trova Che vale per me di Carlo Alberto Rossi e Marisa Terzi (già autori di Se tu non fossi qui, incisa due anni prima da Mina), eliminata dalla gara nelle versioni di Eartha Kitt e Peppino Gagliardi. Le due canzoni saranno incise anche in spagnolo, all'interno del primo 45 giri esportato in Spagna dalla PDU (Canciòn para ti/De que servirà).

Nel frattempo la Ri-Fi continua a sfruttare materiale d'archivio: nel settembre 1967, a contratto già scaduto, l'etichetta milanese pubblica il 45 giri con gli inediti Tu non mi lascerai e Cartoline, incisi alcuni mesi prima (in realtà Cartoline era stata presentata dalla cantante in un carosello per la Barilla). Altro inedito Ri-Fi è Nel fondo del mio cuore: si tratta della seconda cover di Alberto Cortez nel repertorio della cantante, a cinque anni di distanza da Renato (1962), con testo italiano scritto dalla stessa Mina: il brano viene pubblicato per la prima volta all'interno della raccolta 4 anni di successi, edita poco prima del periodo natalizio a fine 1967, anticipando l'uscita dell'album Dedicato a mio padre (contenente fra l'altro una cover del celebre brano Johnny Guitar). Nel fondo del mio cuore esce su singolo nel febbraio 1968, ottenendo un discreto successo di vendite. Fino al 1969, la Ri-Fi continua a pubblicare altri 45 giri, spesso utilizzando brani precedentemente apparsi solo su album. Si ripete così quanto era già accaduto con la Italdisc, che dal 1964 al 1968 aveva immesso sul mercato una serie di 33 (20 successi di Mina, Mina n. 7, Mina interpretata da Mina, ecc.) e 45 giri (A volte, Rhapsodie, Il cielo in una stanza, Young at Love, Due note, ecc.), utilizzando materiale d'archivio edito e non, spesso per sfruttare di volta in volta le varie ondate di visibilità della cantante.

Dieci anni di carriera e il primo live dalla Bussola[modifica | modifica wikitesto]

Mina nel 1969

Per festeggiare i dieci anni di carriera, il 14 aprile 1968, Mina registra il suo primo album live alla Bussola di Marina di Pietrasanta. Il locale in cui Mina esordì è indissolubilmente legato alla cantante, che negli anni vi si è esibita ripetutamente, riscuotendo sempre le maggiori attenzioni da parte di pubblico e stampa, diventandone infine una vera e propria esclusiva: ospite fissa per intere stagioni in cui si registra con lei il tutto esaurito. Il progetto legato all'album Mina alla Bussola dal vivo (che risulta il più venduto dell'anno), rappresenta uno sforzo apprezzabile e particolarmente ambizioso, intento a celebrare dieci anni di straordinario, immutato successo[86].

Nel maggio del 1968, compare nella parodia western musicale per la televisione: Non cantare, spara, nei panni di Wilhelmina, una capricciosa cantante da saloon, cantando Un uomo col cappello sugli occhi (Leo ChiossoGianni Ferrio) accompagnata al pianoforte da Enrico Simonetti. Fra la primavera e l'estate escono, editi dalla PDU, i singoli Un colpo al cuore/Allegria e Regolarmente/Fantasia: Mina è alla ricerca di un brano che possa riportarla nelle primissime posizioni della hit-parade, cosa che al momento non sta accadendo, malgrado la massiccia promozione televisiva. Nel mese di giugno esce Le più belle canzoni italiane interpretate da Mina, un allegato per gli abbonati delle riviste Amica, La Domenica del Corriere e La Tribuna illustrata: le dodici canzoni comprese nell'album erano state scelte dai lettori delle tre riviste, che dovevano indicare quali canzoni avrebbe dovuto incidere Mina, da una rosa di ottanta brani fra i più popolari della musica leggera italiana. L'LP diverrà uno dei più ricercati in assoluto dai collezionisti. Fra le riletture più famose di quest'album, vi è La voce del silenzio, brano composto dal maestro Elio Isola e presentato a Sanremo '68 da Tony Del Monaco e Dionne Warwick, divenuto del tempo uno dei grandi classici della musica italiana, grazie all'interpretazione di Mina. La voce del silenzio è la prima canzone incisa da Mina firmata da Paolo Limiti (che ha scritto il testo), amico e autore di fiducia della cantante a cavallo degli anni sessanta e settanta. Nel mese di luglio, Mina partecipa per la prima volta a Senza Rete, programma registrato all'Auditorium RAI di Napoli, in cui canta una selezione dei suoi grandi successi, unitamente ad altri brani da lei recentemente incisi (Cry, Se stasera sono qui, Deborah, Un colpo al cuore). Inoltre esegue Amore, amore, amore, amore accompagnata da Piero Piccioni al pianoforte, e duetta in Goganga con Giorgio Gaber.

Dal 28 settembre Mina conduce Canzonissima con Walter Chiari e Paolo Panelli; il 21 dicembre la sigla finale del programma, Vorrei che fosse amore (composta ancora da Bruno Canfora), riporta la cantante nelle zone alte della hit-parade, dopo gli esiti lusinghieri, ma non esaltanti dei singoli Zum zum zum (famosissima sigla di quella Canzonissima), Quand'ero piccola (colonna sonora del poliziesco A qualsiasi prezzo, di Emilio P. Miraglia) e Né come, né perché. Esce anche l'LP Canzonissima '68, con tutti i brani lanciati da Mina nel corso della trasmissione, e altre sue recenti incisioni su 45 giri. Vorrei che fosse amore viene esportata dalla PDU anche in Spagna e in Francia, paesi dove Mina è ospite in trasmissioni televisive di punta. In Francia, Vorrei che fosse amore diventa Si, pubblicata su 45 giri assieme a Moi, je te regarde (Io innamorata). Esiste anche una versione inglese di Vorrei che fosse amore intitolata More Than Strangers. Durante una puntata di Canzonissima, il regista Federico Fellini, in collegamento con lo studio dal set di Satyricon, si complimenta con la cantante sperando in una futura collaborazione con lei, che si potrebbe concretizzare nel film (peraltro mai realizzato) Il viaggio di G. Mastorna, con Mina nel ruolo d'attrice protagonista[87].

Da Non credere a Bugiardo e incosciente[modifica | modifica wikitesto]

Mina e Lelio Luttazzi a Ieri e oggi (1969)

Nel 1969, Mina pubblica l'ultimo 45 giri "sanremese" della sua discografia (Ma che freddo fa/Un'ora fa). Nel mese di marzo esce l'LP I discorsi, versione commercializzabile del precedente Le più belle canzoni italiane interpretate da Mina, che non era uscito nei negozi poiché legato a un concorso per i lettori delle riviste Rusconi. Rispetto al precedente album, I discorsi annovera due brani (La canzone di Marinella e la stessa I discorsi) in sostituzione di E se domani e La musica è finita, quest'ultima rimasta inspiegabilmente fuori catalogo per ben trentasei anni. Il 45 giri primaverile comprende sul lato A Non credere (rifiutata, tra gli altri, da Iva Zanicchi) e sul lato B Dai dai domani (la brasiliana A praça di Carlos Imperial, tradotta in italiano da Paolo Limiti). Non credere, che piace subito moltissimo a Mina, diviene un grande successo ed è promosso in moltissime trasmissioni radiofoniche e televisive (il telequiz-spettacolo A che gioco giochiamo?, ma anche in show tradizionali come Doppia coppia, È domenica ma senza impegno, Ieri e oggi, ecc.).

Nel mese di giugno, Mina registra una seconda puntata di Senza Rete, affiancata ancora una volta da Giorgio Gaber (che l'accompagnò anche in tournée[88]) e dove presenta i due brani dell'ultimo 45 giri, dinanzi all'entusiasmo della platea. Non credere rimane per tutta la stagione estiva ai vertici dell'hit-parade, rivelandosi uno dei grandissimi successi dell'anno (3º posto tra i singoli più venduti), nonché il primo vero exploit commerciale della PDU con oltre 600 000 copie vendute. Nel mese di luglio esce Mina for You, album in inglese prodotto da James Nebb: cinque dei dodici brani erano già comparsi su Dedicato a mio padre, mentre gli altri vengono pubblicati per la prima volta in Italia su quest'album, che è strettamente legato ai due LP Mina e More than strangers, già prodotti dallo stesso James Nebb per il mercato anglosassone. Nebb è anche autore dell'evergreen No Arms Can Ever Hold You (in Italia Nessuno al mondo), che Mina interpreta per l'occasione in versione originale. Successivamente esce la raccolta Incontro con Mina, che attinge soprattutto dall'LP I discorsi e dalla produzione a 45 giri del 1968. Nel mese di novembre escono su singolo Un'ombra e I problemi del cuore: entrambe le canzoni vengono inserite (in una versione differente) anche nel nuovo LP ...bugiardo più che mai... più incosciente che mai..., edito sempre alla fine dell'anno. Il titolo rimanda al brano principale dell'album, Bugiardo e incosciente, cover de La tieta di Joan Manuel Serrat, tradotta da Paolo Limiti: si tratta di una delle più importanti incisioni di Mina, che segna l'inizio di un evidente progresso interpretativo della cantante.

Mina e Giorgio Gaber a Teatro 10 (1972)
Mina e Lucio Battisti durante le prove a Teatro 10 (1972)

Sono di questo periodo le prime richieste da parte di Frank Sinatra per una collaborazione con Mina in una serie di spettacoli dal vivo (con la presenza anche di Dean Martin), che ne avrebbe sancito il suo lancio nello show business statunitense, lancio mai avvenuto per la rinuncia della stessa cantante. I motivi di questa decisione non sono mai stati chiariti del tutto da Mina, ma si sono fatte varie ipotesi nel corso degli anni, tra cui una improvvisa fobia del volare in aereo, problemi di salute, il non volersi distaccare dai propri cari e la paura di uno star system molto più articolato, ampio e impegnativo rispetto a quello italiano[89][90].

Augusto Martelli, arrangiatore di molte sue canzoni, è considerato il compagno di Mina da diversi anni. Il loro matrimonio viene annunciato varie volte dalle riviste di gossip, ma non sarà mai celebrato. I due convissero fino alla fine degli anni sessanta[62].

Gli anni settanta[modifica | modifica wikitesto]

Grande, grande, grande e ispiratrice di Mogol / Battisti[modifica | modifica wikitesto]

Nel 1971 Mina sceglie come arrangiatore e direttore d'orchestra Pino Presti, da tempo suo bassista. Diverrà il suo inseparabile arrangiatore e collaboratore musicale di quegli anni e lavorerà con lei fino agli ultimi concerti del 1978[91][92].

Il frutto della nuova collaborazione è immediato: i successi Grande grande grande (1972) ed E poi... (1973), raggiungono la posizione numero 1 in Hit Parade, mantenendola saldamente per più settimane. Mostrano una Mina in splendida forma, languida, sensuale, accattivante[93], tanto da diventare la principale musa ispiratrice del celeberrimo duo di autori Mogol/Lucio Battisti, che le affidano i successi Insieme (1970), Io e te da soli, Amor mio (1971) e La mente torna (1972). Nel 1972 è nuovamente protagonista a Teatro 10 con Alberto Lupo[94], con cui canta, in un'interpretazione divenuta celebre, la sigla finale Parole parole, una delle sue più grandi hit, contenuta nell'album Cinquemilaquarantatre. D'estate, ancora alla Bussola di Bernardini, a Le Focette, tiene una serie di concerti dal vivo che diventeranno poi disco e "special" televisivo[95]. A fine anno esce il primo doppio album, dal titolo 1+1, contenente: Dalla Bussola (secondo live della cantante) e Altro. La pubblicazione dei "doppi album" diventerà una consuetudine per molti anni.

Gli ultimi show televisivi[modifica | modifica wikitesto]

Mina e Raffaella Carrà a Milleluci (1974)

L'addio alle scene era già stato annunciato da Mina nel 1972, anno in cui per tutta l'estate aveva tenuto una serie di concerti accompagnata da una grande orchestra composta da eccellenti musicisti (tra i quali Gianni Basso e Oscar Valdambrini). Proprio alla Bussola di Marina di Pietrasanta (nella serata del 16 settembre) viene registrato il video-live Dalla Bussola, e di fatto questo rimane l'unico concerto di Mina di cui esiste una ripresa filmata ufficiale[94]. Nel 1973 esce il doppio album Frutta e verdura/Amanti di valore, il primo costituito da inediti (ad eccezione de La pioggia di marzo, brano composto da Antônio Carlos Jobim), il secondo "a tema", con brani scritti da Carlo Pes su testi di Franco Califano. Il successo arriva subito, il disco scala infatti tutte le classifiche di vendita a pochi giorni dalla pubblicazione, e in seguito, quando i due album verranno separati, Frutta e verdura risulterà, con 1 000 000 di copie vendute, uno dei dischi di maggior successo incisi dalla cantante. Nello stesso anno Mina riappare nei caroselli per la Cedrata Tassoni, e fa un'unica apparizione televisiva in Hai visto mai?, dove presenta il singolo Lamento d'amore. Nello stesso anno, si verifica un evento tragico per la vita privata della cantante: Virgilio Crocco, suo ex-marito e padre di Benedetta, rimasto un grande amico in ottimi rapporti con Mina, muore l'8 ottobre investito da un'auto a La Crosse, nel Wisconsin, mentre rientra in albergo in compagnia di un amico. Le circostanze della vicenda non vennero mai chiarite, si ipotizzò che fosse stato un pirata della strada alla guida della vettura, o addirittura un gesto intenzionale in quanto il giornalista in quel periodo stava indagando riguardo alcuni fatti scottanti. Mina non parlò mai in alcun modo pubblicamente dell'accaduto.

Nel 1974 esce Baby Gate (abbinato a Mina®), che ripropone nel titolo il nome della "prima Mina"; il disco raccoglie una selezione di brani degli anni cinquanta per la più parte americani, da sempre amati dalla cantante. Particolare cura viene riservata agli arrangiamenti, allo scopo di mantenere intatte le atmosfere e le sonorità d'epoca. Grandi vendite anche per questo album, che raggiungerà quota 600 000.

Il 1974 è anche l'anno del suo ultimo show televisivo, Milleluci, condotto con al fianco una allora emergente Raffaella Carrà. Poco tempo prima della trasmissione Mina aveva dichiarato in un'intervista: «Sono stata molto male, dopo Milleluci non canterò più», infatti sua è la sigla finale Non gioco più, nel cui testo sembra esserci un presagio al suo imminente ritiro. L'addio televisivo avviene in grande stile, infatti questo programma può essere definito l'ultimo grande show della televisione italiana. Il ritiro dal video appare definitivo, anche se la radio la vede ancora partecipare a Gran Varietà nel 1979[96].

Nel 1975 Mina incide un brano considerato a tutt'oggi tra i più rappresentativi della sua discografia: L'importante è finire. Quando viene pubblicato ha la "vita difficile", a causa del testo scritto del cantautore Cristiano Malgioglio, ritenuto troppo osé dai dirigenti della Rai che lo censurano per qualche tempo[97].

Nel 1976, in diretta da uno studio di registrazione di Roma, presenta Colpa mia nel corso della trasmissione della Svizzera Italiana Dal Ticino con simpatia[98].

La sigla finale del programma Mille e una luce (estate 1978), in cui Mina canta Ancora ancora ancora in modo particolarmente ammiccante (anche in questa occasione interviene la censura, con la riduzione dei particolari sulla bocca), è ufficialmente la sua ultima apparizione televisiva. L'importante è finire e Ancora ancora ancora, scritte per lei da Cristiano Malgioglio, vengono quindi portate al successo da una Mina sempre meno visibile sui teleschermi, ma sempre più libera, audace nelle proprie scelte musicali e nella gestione della sua carriera di cantante.

L'addio definitivo alle scene[modifica | modifica wikitesto]

Mina durante il suo ultimo concerto dal vivo alla Bussola nel 1978
« Mina di nuovo alla Bussola, anzi a Bussoladomani. Questo era l'evento dell'anno, perché Mina tornava alle esibizioni dal vivo dopo qualche tempo e quando Mina sale sul palco e prende il microfono, inizia lo spettacolo che non puoi perdere. E ad ogni concerto... è un trionfo»
(Rete4, da Vite Straordinarie)

Il 1978 fu l'anno del clamoroso ritorno di Mina alle esibizioni dal vivo. I concerti si svolsero a Bussoladomani in Versilia, introdotti ogni sera da monologhi di differenti attori comici, tra cui Walter Chiari, Gino Bramieri e il trio La Smorfia (Massimo Troisi, Enzo Decaro e Lello Arena); gli spettacoli previsti erano quindici e avrebbero coperto tutta la stagione estiva: in realtà furono soltanto undici a causa di un'infezione polmonare che colpì la cantante prima della conclusione del tour, che comunque riscosse un successo enorme in termini di coinvolgimento popolare[99][78].

Pino Presti, bassista, arrangiatore e leader della band che accompagnava Mina durante i concerti, definita dalla stampa «un'orchestra da grande show di Las Vegas»[99].

L'ultimo di questi concerti prevedeva una ripresa televisiva e la registrazione di un terzo disco dal vivo, poi ugualmente ricavato da una prova audio che il tecnico Nuccio Rinaldis (in accordo con il direttore d'orchestra Pino Presti) aveva predisposto proprio la sera dell'ultimo suo concerto in assoluto, il 23 agosto 1978. Il disco sarà intitolato semplicemente Mina Live '78. In quell'occasione rilascia quella che risulta essere la sua ultima intervista[100]. L'intervistatrice è Rita Madaro, dell'emittente privata Radio Taranto. Tale conversazione è difficilmente reperibile poiché l'artista, poche ore dopo averla pubblicata, chiese come favore personale a Rita Madaro che non fosse trasmessa in radio, almeno non interamente, rispettando quel senso di privacy e riservatezza che, da quel momento, ha contraddistinto la cantante per tutto il suo futuro[101].

Sul finire degli anni settanta Mina si lega sentimentalmente al cardiochirurgo Eugenio Quaini, anch'egli cremonese, amico da sempre della cantante. Il 10 gennaio 2006 si sposano a Lugano e la stessa Mina in un articolo su Vanity Fair ne dà la notizia.

Gli anni ottanta e novanta[modifica | modifica wikitesto]

Nonostante il ritiro dalle scene, anche in seguito molte delle sue canzoni diventano grandi successi, tra cui Anche un uomo (1979), sigla della riedizione del quiz Lascia o raddoppia?; Morirò per te, che nel 1982 entra tra i primi 100 singoli della classifica dance americana di Billboard; Rose su rose, scritta dal figlio Massimiliano Pani (1984); Questione di feeling (1985), duetto con Riccardo Cocciante; Via di qua (1986), duetto con Fausto Leali; Lui, lui, lui (1988); Neve (1992); Amore (1994), secondo duetto con Riccardo Cocciante; Volami nel cuore (1996); nonché tutto il disco Mina Celentano, realizzato nel 1998 con Adriano Celentano. Fino alle più recenti Grande amore (1999), Oggi sono io (2001), Vai e vai e vai, Portati via (2005), Mogol-Battisti (2006), duetto con Andrea Mingardi e Adesso è facile (2009), con gli Afterhours, quest'ultimo uno dei pochissimi brani, insieme a Volami nel cuore, Che t'aggia dì e Alibi ad avere il supporto di un videoclip promozionale, questa volta eccezionalmente realizzato con persone reali (la protagonista è infatti Benedetta Mazzini); i precedenti erano stati realizzati nel primo caso con immagini di repertorio, nel secondo sotto forma di cartoni animati e nel terzo completamente al computer. Il tema della canzone Canto largo, contenuta nell'album Olio, è stata la sigla tv della soap opera di Canale 5 Vivere.

Sono del 1983, 1984, 1985 e 1986 i quattro doppi album con le sigle del programma tv di Rai 1 30 anni della nostra storia, (con arrangiamenti di Victor Bach); in seguito, fino al 1995, verrà pubblicato un doppio disco all'anno, alternando cover e brani inediti. A partire dal 1992 inizia una lunga e fruttuosa collaborazione con gli Audio2, band lanciata da Massimiliano Pani in veste di produttore discografico attraverso la PDU. Da loro sono firmati alcuni del brani di maggiore successo della cantante fino al 2003.

Nel 1996, dopo Pappa di latte (doppio album in cui duetta, tra gli altri, con i propri figli Massimiliano e Benedetta rispettivamente nelle canzoni If I Fell dei Beatles e More Than Words degli Extreme)[102], Mina ritorna alle pubblicazioni singole con un album di grande successo commerciale, Cremona, significativo omaggio alla sua città d'origine[103]. Da questo momento la sua produzione si diversifica alternando album di brani inediti a monografie dedicate a generi musicali (canzone napoletana, musica sacra) o autori e artisti celebri (Beatles, Frank Sinatra, Lucio Battisti, Domenico Modugno, Renato Zero)[104][105]. Intanto chiude la lunga, proficua collaborazione con l'art director Luciano Tallarini e per le copertine si affida a Mauro Balletti, creatore di immagini spesso molto stravaganti.

Nel 1996 la musica "colta" rende omaggio a Mina: il maestro Adriano Guarnieri, uno dei più significativi compositori contemporanei, presenta al Maggio Musicale Fiorentino una sua composizione, Omaggio a Mina, sei canzoni per voce leggera, soprano e orchestra, su un testo di Euripide.

Mina fece una breve apparizione radiofonica nel 1998, con una telefonata a "Radiothon", programma condotto dalla figlia Benedetta Mazzini e da Marco Biondi.

Gli anni duemila[modifica | modifica wikitesto]

Solo nel 2001 la cantante riappare in pubblico, anche se virtualmente, attraverso Internet, sul portale Wind, dove vengono trasmesse le riprese di alcune sessioni di registrazione. Dalle riprese viene tratto il DVD Mina in studio, con vendite record che supererano le 50 000 copie (in un periodo in cui la media dei DVD è di 3 000 copie vendute per titolo). L'evento, con un record di 20 milioni di contatti, è stato tra i più seguiti di tutti i tempi in Italia[106].

Nel 2004 esce The Platinum Collection, tripla raccolta di successi che ottiene risultati superiori alle più ottimistiche previsioni, in un momento in cui l'industria discografica comincia a lamentare una sensibile flessione delle vendite dei CD: supera le 600 000 copie vendute, comparendo regolarmente in classifica anche negli anni successivi.

Il 31 gennaio 2005, esce Bula Bula, con i due singoli (Vai e vai e vai e Portati via), e la ghost-track Fever, sigla di apertura della trasmissione sportiva Quelli che il calcio. L'11 novembre è la volta di un album-tributo a Frank Sinatra intitolato L'allieva nel quale, ancora una volta, Mina dimostra la sua attitudine verso un genere musicale di non facile lettura come il jazz. Nello stesso anno concede di campionare la sua voce (questo è un fatto unico, senza precedenti) per il remake, in chiave house, di Amante Amore (contenuta in Mina con bignè e Mina Live '78). La nuova versione, dal titolo Feel Like a Woman, di Gardner, è ideata da Pino Presti, autore dell'originale con Cristiano Malgioglio, e realizzata in più tracce, dalla electro-dance al nu-brazil, con la collaborazione di Stefano Colombo.

Nel 2006 pubblica l'album di inediti Bau, anticipato dal singolo Mogol-Battisti (un omaggio alla celebre coppia della musica pop italiana), cantato in duetto con Andrea Mingardi, autore di numerose canzoni del disco.

Nel 2007, in occasione dell'uscita del CD di Miguel Bosè Papito, celebrativo per il trentennale di carriera, duetta con lui rivisitando in lingua spagnola una delle proprie canzoni più famose: Acqua e sale (Agua y sal), precedentemente cantata con Adriano Celentano. Il 21 settembre esce un nuovo album di Mina, Todavía, che contiene 14 tracce il lingua spagnola, 12 delle quali sono versioni di alcuni singoli più recenti, eccetto le storiche Un año de amor, Cuestion de feeling duetto con Tiziano Ferro, Parole parole, quest'ultima cantata con Javier Zanetti, terzino e capitano argentino dell'Inter, da sempre la squadra preferita dalla cantante. Il disco debutta direttamente al numero 1 della classifica degli album più venduti. A novembre esce un duetto con Giorgia, Poche parole, brano contenuto all'interno di Stonata, album della cantante romana. L'avvenimento risulta essere molto importante per Giorgia, prima interprete italiana ad aver avuto l'opportunità di duettare con Mina. In seguito la stessa Mina lo include nel suo disco Caramella.

Sulla tua bocca lo dirò, album di musica classica di Mina del 2009, con arrangiamenti di Gianni Ferrio.

Il 24 giugno 2008 La Repubblica riporta la notizia che Mina e Ornella Vanoni avevano inciso insieme un brano inedito, scritto da Andrea Mingardi: Amiche mai, che costituisce la prima collaborazione tra le due note cantanti[107]. Per i cinquant'anni di carriera, la RAI realizza una collana di 10 DVD (Mina - Gli anni Rai) col meglio delle sue apparizioni televisive, dagli esordi al 1978.

Il 17 febbraio 2009 Mina torna sui teleschermi con un video (collage della sua apparizione nel 2001), come sigla di apertura e poi di chiusura del 59º Festival di Sanremo. Il video vuole rappresentare l'evoluzione della musica italiana nel corso degli anni ed è accompagnato dalla voce di Mina che interpreta il Nessun dorma dalla Turandot di Giacomo Puccini. La romanza fa parte dell'album di arie classiche uscito il 20 febbraio 2009 dal titolo Sulla tua bocca lo dirò. L'album viene pubblicato in tutto il mondo su etichetta Sony Classical. Il 30 ottobre esce il nuovo album di inediti Facile, anticipato dal singolo Il frutto che vuoi, scritto da Axel Pani, nipote di Mina. Nell'album è contenuto anche il brano Carne Viva che segna il ritorno di Cristiano Malgioglio tra gli autori delle canzoni della Tigre. Sempre nel 2009, dopo quasi quarant'anni, ritorna testimonial per la nuova campagna pubblicitaria Barilla, prestando la sua voce ai nuovi spot televisivi. Collabora inoltre con settanta colleghi al nuovo doppio album di Claudio Baglioni, Q.P.G.A., in cui canta il brano L'arcobaleno.

Dal febbraio 2000 al febbraio 2011 è presente nella prima pagina di La Stampa in qualità di opinionista. Dall'ottobre del 2003 mantiene una rubrica sul settimanale Vanity Fair in cui risponde a numerose mail dei lettori.

Gli anni dieci[modifica | modifica wikitesto]

Nel 2010, in occasione del settantesimo compleanno di Mina, sono molte le emittenti tv e web che la celebrano e le dedicano trasmissioni e omaggi. A marzo va in onda uno spot Barilla, diffuso anche in Germania, in cui Mina accenna alla canzone Nel blu dipinto di blu di Domenico Modugno. Il gruppo Finelco, a cui aderiscono diverse radio, organizza Mina ieri, oggi, domani, una web radio attiva 24 ore su 24 (temporanea dal 19 al 31 marzo, ma poi prorogata a tempo indeterminato), con una programmazione esclusiva riguardante le canzoni di Mina, dai più grandi successi alle meno conosciute. Il 29 marzo Paolo Limiti conduce Minissima 2010, trasmissione-tributo alla cantante cremonese, in cui vengono riproposte alcune tra le più amate interpretazioni di Mina con filmati di repertorio.

Copertina dell'album Caramella (2010)

Il 25 maggio, a distanza di pochi mesi dall'uscita di Facile, viene pubblicato un nuovo album di inediti, Caramella, prodotto da Massimiliano Pani e a cui collabora tra gli altri (come già in Bau e Facile) il primo nipote di Mina, Axel Pani, dando la possibilità alla cantante di allargare le collaborazioni "in famiglia". Il disco comprende quattordici tracce, tra le quali You Get Me, scelto come brano di punta per il lancio radiofonico, in cui l'artista si cimenta in un duetto a distanza con il cantante anglo-nigeriano Seal. Tre delle quattordici tracce erano già state registrate da Mina nel corso dell'ultimo decennio: Così così (già inserita nel 2001 nell'album D'improvviso del contrabbassista Massimo Morriconi), Amore disperato, duetto con Lucio Dalla (inserito nell'album Lucio del 2003) e Poche parole, duetto con Giorgia (già incluso nel suo album Stonata del 2007).

Il 10 novembre 2010, durante la puntata finale di Ti lascio una canzone, Mina riceve un omaggio alla carriera come segno d'affetto: il microfono con cui in occasione di Senza Rete, il 21 giugno di quarant'anni prima, si era esibita dal vivo per l'ultima volta all'Auditorium Rai di Napoli, lo stesso in cui ha luogo la trasmissione in corso. Per l'occasione viene diffuso un filmato di repertorio del famoso show del 1970, nel quale la cantante interpretava il brano Non credere scritto da Mogol e Roberto Soffici. Massimiliano Pani, giudice di Ti lascio una canzone, facendo le veci della madre, ritira l'omaggio per recapitarglielo. Il 30 novembre, come seguito dell'album Caramella, esce il CD Piccola strenna, contenente quattro brani appositamente interpretati da Mina per le imminenti festività natalizie e preceduto dal singolo Mele Kalikimaka, cover del singolo di Bing Crosby e delle Andrews Sisters del 1950 e pubblicato il 20 novembre 2010. Le stesse canzoni fanno da colonna sonora al film La banda dei Babbi Natale, film natalizio del 2010 del trio Aldo Giovanni e Giacomo. Il secondo e ultimo singolo, pubblicato il 21 gennaio 2011 è Walking the Town.

Copertina dell'album Piccolino del 2011

Il 17 ottobre 2011, Mina mette in rete il brano Questa canzone, che anticipava il suo album di inediti Piccolino uscito il 22 novembre. Secondo quanto scritto in un comunicato, il brano si basa su un demo inviatole in forma anonima e viene quindi affidato al web affinché chi lo aveva composto potesse riconoscerlo e farsi vivo[108]. Qualche giorno dopo, sulla rivista Vanity Fair, viene rivelata l'identità degli autori del brano, che risalirebbe addirittura al 1971: Mario Nobile (musica) e Paolo Limiti (testo)[109]. Alcuni opinionisti avanzano tuttavia il sospetto che si sia trattato di un'operazione commerciale per pubblicizzare il nuovo disco e la pagina facebook dell'artista[110][111]. L'8 novembre 2011 viene resa nota la nuova canzone scritta da Enzo Iacchetti, Buon Natale, in cui Mina canta insieme a Claudio Baglioni, Lucio Dalla, Enrico Ruggeri e Roberto Vecchioni per sostenere l'Amref nella realizzazione di una diga in Kenya[112].

Il 3 aprile 2012 viene pubblicato un altro album: Dalla Bussola, seguito il 4 dicembre da 12 (american song book). Il disco, composto da dodici standard della canzone americana, viene offerto con dodici copertine differenti, una per traccia[113].

Il 7 novembre 2013 in prima serata su Rai 2 va in onda Unici - Mina – D’altro canto, nuovo speciale su Mina con interviste a Placido Domingo, Giorgio Faletti, Josè Feliciano, Luca Ronconi, Piero Pelù, Zucchero, Miguel Bosè, Marco Mengoni, Emma Marrone, Aldo, Giovanni e Giacomo, il giornalista Fernando Fratarcangeli, Giuliano Sangiorgi e tanti altri.[114]

Il 19 novembre 2013 esce Christmas Song Book, un album che per le scelte stilistiche e le sonorità può essere considerato il gemello di 12 American Song Book dell'anno precedente, differenziandosi da quest'ultimo per l'unicità della tematica, quella natalizia. A sole due settimane dall'uscita il nuovo concept natalizio è certificato disco d'oro, proprio come il precedente.

A febbraio 2014 esce su la piattaforma digitale iTunes Itaca, un nuovo brano della cantante, che è diventato singolo. Il brano è presentato per la prima volta sul programma televisivo The Voice of Italy, dov'è portato in scena con la coreografia della compagnia Kitonb.[115]

Il 10 giugno 2014[116], a tre anni dall'ultimo album di inediti, la cantante pubblica Selfie, disco composto da 13 nuove tracce, tra cui La palla è rotonda, brano scelto dalla RAI come sigla ufficiale per le sue trasmissioni sul Campionato mondiale di calcio 2014[117]. Per la seconda volta nella sua carriera, la cantante sceglie di mettere in copertina una scimmia (un macaco, per l'esattezza), come era già successo nel 1971 per l'album Mina.

Vita privata[modifica | modifica wikitesto]

Mina tiene tra le braccia un piccolo Massimiliano Pani (1966)

Mina ha sempre suscitato grande curiosità ed interesse non solo per la sua carriera, ma anche per le vicende che hanno caratterizzato la sua vita privata[118].

Nell'estate del 1962 conosce Corrado Pani, attore di teatro di grande talento, con esperienze anche nel cinema con Luchino Visconti in Rocco e i suoi fratelli, e voce nota della radio, seguito e ammirato in particolar modo dal mondo femminile milanese e romano. Allora il divorzio in Italia non esisteva e Pani era sposato dal 1959 con l'attrice Renata Monteduro; i due sono separati di fatto da diverso tempo quando inizia la relazione con Mina, che ben presto, date le circostanze, diventa di pubblico dominio. I media si appropriano della notizia e continuano a lungo ad aggiungere scoop, dettagli e supposizioni alla relazione dei due in chiave critica e negativa. Perfino padre Virginio Rotondi, noto al pubblico radiofonico per le sue trasmissioni sulla fede, s'interessò alla vicenda attraverso uno scambio di lettere con Mina e il tutto venne pubblicato sui giornali[81]. Il 18 aprile 1963 nasce a Milano, alla Clinica Mangiagalli, il suo primo figlio Massimiliano, chiamato affettuosamente "Paciughino", ma in seguito alla sua nascita la storia con Corrado entra in crisi, complici gli impegni lavorativi di entrambi e i conseguenti lunghi periodi di lontananza fra i due. Presto ha una nuova relazione con il compositore Augusto Martelli, con cui convive per diversi anni[119]. Nel 1965 il fratello della cantante, Alfredo, muore in un incidente stradale a soli ventidue anni. Anch'egli aveva intrapreso la carriera di cantante, soprannominato dalla stessa Mina "Geronimo", per via del naso aquilino che lo rendeva somigliante all'omonimo capo indiano.

Risale al 1970 il primo incontro con il giornalista romano Virgilio Crocco. I due si erano conosciuti nel camerino della cantante dopo un'esibizione a Terni ed era scattato subito in loro il classico colpo di fulmine, soprattutto per i modi garbati ed eleganti di Crocco. Le nozze arrivano improvvise il 25 febbraio 1970 a Trevignano Romano, sul lago di Bracciano, ma gli impegni professionali dividono subito gli sposi. I due, probabilmente proprio per motivi lavorativi, non vivono insieme, e dopo non molti mesi il matrimonio naufraga; erano già separati quando l'11 novembre 1971, alla clinica Mangiagalli di Milano, Mina dà alla luce, con circa tre settimane di anticipo, la sua secondogenita Benedetta. La cantante rimane in buoni rapporti con suo marito, fino alla morte dello stesso, avvenuta l'8 ottobre del 1973 a La Crosse, nel Wisconsin, investito da un'automobile in circostanze mai chiarite.

Dopo la nascita della figlia, inizia a frequentare Alfredo Cerruti, discografico napoletano e membro del gruppo satirico-demenziale degli Squallor. La loro relazione dura circa tre anni. Sul finire degli anni settanta reincontra un amico di vecchia data, Eugenio Quaini, cardiochirurgo cremonese di diversi anni più giovane; con lui inizia una nuova e lunga relazione. Nel frattempo la cantante aveva acquisito nel 1989 la cittadinanza svizzera[120], pur mantenendo quella italiana, e quando il 10 gennaio 2006 lei e Quaini si sposano, prende il cognome del marito, secondo le consuetudini elvetiche[121][122]. Mina rimane comunque legata al suo cognome da nubile, come dimostrato anche dalla scelta del nome del suo sito ufficiale.

In seguito al matrimonio rimane a vivere a Lugano. È nonna di due nipoti avuti dal primogenito Massimiliano: Axel ed Edoardo, nati rispettivamente nel 1986 e nel 2004.

Collaborazioni artistiche[modifica | modifica wikitesto]

Case discografiche[modifica | modifica wikitesto]

Dopo l'accordo per la distribuzione con la EMI vennero stretti accordi con l'etichetta argentina Fermata Records, anch'essa legata al medesimo distributore, per le pubblicazioni in America latina: Argentina, Brasile, e paesi limitrofi.

Arrangiatori e direttori d'orchestra[modifica | modifica wikitesto]

Mina ha avuto al suo fianco, nel corso degli anni, un buon numero di arrangiatori e direttori d'orchestra. Quattro l'hanno accompagnata in più occasioni al posto dei singoli più venduti nella Hit Parade italiana:

Riconoscimenti ed eredità culturale[modifica | modifica wikitesto]

È l'interprete più presente in assoluto nelle classifiche di vendita italiane. Decise di lasciare le scene alla fine del 1978, ritirandosi a vita privata e scegliendo di non far apparire più in pubblico la sua immagine. Il suo percorso professionale prosegue, da quel momento, quasi esclusivamente attraverso il manifestarsi della sua voce. L'artista continua infatti a incidere dischi con cadenza annuale, a condurre programmi radiofonici, a collaborare con alcune riviste e quotidiani in qualità di opinionista e a prestare la sua voce in alcuni spot pubblicitari.

Solo nel 2001 si è fatta eccezionalmente riprendere nel suo studio di registrazione di Lugano (GSU), permettendo al pubblico di assistere alla nascita di un suo disco. Il filmato, diffuso in streaming, ha registrato un record di contatti, con oltre 50 milioni di connessioni[123]. Nello stesso anno è stata insignita dell'onorificenza di Grande Ufficiale al Merito della Repubblica dal presidente Carlo Azeglio Ciampi[124][125].

Nel corso della sua lunga carriera ha inciso più di 1 500 brani e venduto oltre 150 milioni di dischi[6]. Dagli esordi nel 1958, il 2004 e il 2008 sono stati gli unici anni in cui Mina non ha pubblicato nessun nuovo brano. Il suo album finora più venduto è stato Mina Celentano con 2 000 000 copie, cantato appunto in duo col "Molleggiato"[126]. A seguire, la raccolta Del mio meglio (1970), che ha superato il milione di copie. Gli album di inediti più venduti sono stati Frutta e verdura (1973) , Attila (1979), il primo doppio album pubblicato dopo il suo ritiro dalle scene, che vede il debutto del figlio Massimiliano, allora sedicenne, e Cremona (1996).

Molti suoi pezzi si collocano all'interno della classifica all time dei brani più venduti in Italia, stilata dal sito Hitparadeitalia.it. In particolare E poi, Grande grande grande e Il cielo in una stanza, occupano rispettivamente la quinta, la sesta e la decima posizione[127].

Mina ha cantato in italiano, napoletano, spagnolo, inglese, tedesco, francese, portoghese, catalano, turco e giapponese (Mina in the world, 2000).

Nonostante i vari musicarelli interpretati a inizio carriera, Mina non ha mai voluto abbracciare seriamente la carriera cinematografica sebbene non le siano mancate proposte di indubbio valore: le più celebri sono certamente quelle di Federico Fellini per i film Satyricon e Il viaggio di G. Mastorna, che non fu mai realizzato proprio per il rifiuto della stessa cantante[128], e quella di Francis Ford Coppola per Il padrino, nel ruolo che poi andò a Diane Keaton[129].

Premi, candidature ed onorificenze[modifica | modifica wikitesto]

1958

1959

1960

  • Partecipazione al Festival di Sanremo con i brani Non sei felice ed E' vero (7° posto)
  • Partecipazione alla gara di Canzonissima con i brani Tintarella di luna (che si aggiudica la finale), Il cielo in una stanza, Folle banderuola, E' vero, Na sera 'e maggio (che si aggiudica la finale), O Sarracino, Ma l'amore no, Violino tzigan e Due note

1961

  • Partecipazione al Festival di Sanremo con i brani Io amo tu ami (4° posto) e Le mille bolle blu (5° posto)

1963

  • Partecipazione alla gara di Canzonissima con i brani Il cielo in una stanza (che si aggiudica la finale), Stringimi forte i polsi

1964

  • Premio Migliore artista internazionale, assegnatole in Giappone
  • Premio della critica musicale specializzata nella categoria Migliore album dell'anno per l'album Mina
  • Premio della critica musicale specializzata Oscar del disco '64 per l'album Mina

1965

1966

1968

2001

Grande Ufficiale Ordine al Merito della Repubblica Italiana - nastrino per uniforme ordinaria Grande Ufficiale Ordine al Merito della Repubblica Italiana
— 1º giugno 2001. Per iniziativa del Presidente della Repubblica Carlo Azeglio Ciampi.

2010

Copertina del disco Mina Celentano - con 2.000.000 copie, l'album più venduto in assoluto della cantante (di fatto accreditato a «Mina & Adriano Celentano»).

Discografia[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Discografia di Mina e Discografia di Mina fuori dall'Italia.

DVD[modifica | modifica wikitesto]

Varietà televisivi[modifica | modifica wikitesto]

Varietà radiofonici Rai[modifica | modifica wikitesto]

Filmografia[modifica | modifica wikitesto]

Cinema[modifica | modifica wikitesto]

Televisione[modifica | modifica wikitesto]

Videoclip[modifica | modifica wikitesto]

  • 1996 - Volami nel cuore
  • 1996 - Che t'aggia dì
  • 2007 - Alibi
  • 2009 - Adesso è facile
  • 2011 - Questa canzone

Galleria fotografica[modifica | modifica wikitesto]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ a b (EN) Mina, Allmusic.com. URL consultato il 24 dicembre 2009.
  2. ^ SIAE
  3. ^ Mina, Treccani. URL consultato il 18 aprile 2013.
  4. ^ Tanti auguri a Mina, regina «in esilio» della musica leggera, Il Sole 24 ORE, 17 marzo 2010. URL consultato il 18 aprile 2013.
  5. ^ Citazione di Massimiliano Pani durante la puntata del 24 settembre 2011 di Ti lascio una canzone
  6. ^ a b Gino Castaldo, "E Mamma Mina cestinò i complimenti dei Beatles", La Repubblica, 25 marzo 2010. URL consultato il 26 aprile 2013.
  7. ^ Dario Salvatori, Mina, l'ultima imperatrice, Il Tempo, 14 marzo 2010. URL consultato il 26 aprile 2013.
  8. ^ Artista - Mina, Radioitalia.it. URL consultato il 30 aprile 2013.
  9. ^ a b c Malgioglio: "Per i 70 anni di Mina si sono scatenate tutte le più grandi star mondiali", Adnkronos.com, 24 marzo 2010. URL consultato il 26 aprile 2013.
  10. ^ a b c Mario Luzzatto Fegiz, Aretha Franklin e Celine Dion su Mina, Il Corriere della Sera, 21 marzo 2010. URL consultato il 26 aprile 2013.
  11. ^ Paolo Giordano, Amo la vostra Mina, Il Giornale, 15 febbraio 2013. URL consultato il 18 giugno 2013.
  12. ^ Monica Naranjo - Minage Audio CD, Cduniverse.com. URL consultato il 26 aprile 2013.
  13. ^ Liza Minnelli a Roma:"Mina è la più grande", America Oggi, 3 ottobre 2008. URL consultato il 26 aprile 2013.
  14. ^ Claudia Provvedini, Pavarotti: «Il mio sogno è un duetto con Mina», Il Corriere della Sera, 5 maggio 2003. URL consultato il 26 aprile 2013.
  15. ^ a b Crotti, Bassi, pag. 73
  16. ^ Romano, pag. 4
  17. ^ Alfredo Pigna, Una Mina a sorpresa, Domenica del Corriere, 15 novembre 1960. URL consultato il 30 aprile 2013.
  18. ^ a b Sergio Bernardini, Non ho mai perso la bussola, Garzanti, 1987, ISBN 978-88-11-93230-7.
  19. ^ Crotti, Bassi
  20. ^ Belluso, Merkel, pag. 12
  21. ^ a b Crotti, Bassi, pag. 10
  22. ^ Crotti, Bassi, pag. 49
  23. ^ Crotti, Bassi, pag. 53
  24. ^ La Provincia, La Provincia, 24 settembre 1958. URL consultato il 30 aprile 2013.
  25. ^ a b Crotti, Bassi, pag. 57
  26. ^ Quando rubai il vestito a mamma, La Stampa, 22 settembre 2008. URL consultato il 17 aprile 2013.
  27. ^ Mina, Il navigante tra le dive del passato, Vanity Fair, 4 ottobre 2011. URL consultato il 17 aprile 2013.
  28. ^ Claudio Del Frate, «Stregato da quella voce Così ho lanciato Mina», Il Corriere della Sera, 5 aprile 2003. URL consultato il 14 maggio 2013.
  29. ^ Trionfante finale della sei giorni, Corriere Lombardo, 9 dicembre 1958. URL consultato il 19 aprile 2013.
  30. ^ Giorgio Mottola, Mina la diciannovenne d'assalto dei juke box, Sorrisi e Canzoni, 26 luglio 1958. URL consultato il 23 aprile 2013.
  31. ^ Franco Moccagatta, La Mina mezza matta, Il Musichiere, 9 aprile 1959. URL consultato il 23 aprile 2013.
  32. ^ Giannetti, pag. 14
  33. ^ Bufacchi, pag. 13
  34. ^ Crotti, Bassi, pag. 64
  35. ^ Giovanni Vallon, Mina urla col permesso dei genitori, Settimo giorno, 17 settembre 1959. URL consultato il 19 aprile 2013.
  36. ^ Giuseppe Piazzi, La ragioniera che si è fatta un nome con gli urli, Oggi, 27 agosto 1959. URL consultato il 19 aprile 2013.
  37. ^ Nessuno - In TV esplode Mina, galleriadellacanzone.it. URL consultato il 16 maggio 2013.
  38. ^ Massimo Emanuelli, Storia radiotv Jula De Palma. URL consultato il 21 maggio 2013.
  39. ^ a b  Mina e Tonye i juke box d'oro. cubovision.it. URL consultato in data 14-05-2013.
  40. ^ a b Mina e Joe Sentieri mostrano il premio del 'Microfono d'oro', tra loro un uomo - piano americano, Cinecittà Luce, 1º novembre 1959. URL consultato il 14 maggio 2013.
  41. ^ R. Orlando, Tintarella di luna, hitparadeitalia.it. URL consultato il 30 aprile 2013.
  42. ^ Javier Valenzuela, Pronto, sono Mina, mi dica, italiadallestero.info, 15 giugno 2012. URL consultato il 16 maggio 2013.
  43. ^ Mina, la giovane Holden italiana, 9colonne.it. URL consultato il 14 maggio 2013.
  44. ^ Bufacchi, pag. 14
  45. ^ Come dichiarato dalla stessa Mina in un'intervista a RadioMontecarlo diversi anni dopo.
  46. ^ Franco Gàbici, Il cielo in una stanza, hitparadeitalia.it. URL consultato il 15 maggio 2013.
  47. ^ Mina, catalog-of-cool.com. URL consultato il 21 novembre 2007 (archiviato dall'url originale il 21 novembre 2007).
  48. ^ Lacrime negli occhi di Mina "La Tigre", Corriere Lombardo, 21 ottobre 1960. URL consultato il 28 aprile 2013.
  49. ^ L'urlo è in declino, Settimo Giorno, 6 novembre 1960. URL consultato il 28 aprile 2013.
  50. ^ Riccardo Mangano, Primi piani di Canzonissima: MINA, Corriere di Sicilia, 20 novembre 1960. URL consultato il 30 aprile 2013.
  51. ^ La Tigre cremonese è sempre in testa alle graduatorie, Juke Box, 1º dicembre 1960. URL consultato il 30 aprile 2013.
  52. ^ Regina del juke-box, Il Giorno, 10 ottobre 1960. URL consultato il 28 aprile 2013.
  53. ^ Alfredo Panicucci, La tigre di Cremona, Grazia, 16 ottobre 1960. URL consultato il 28 aprile 2013.
  54. ^ Tanti auguri Mina! Guarda tutte le sue copertine di sorrisi dal 1959, TV Sorrisi e Canzoni, 25 marzo 2013. URL consultato il 19 aprile 2013.
  55. ^ a b Intervista a Carlo Alberto Rossi, Minamazzini.com, 9 luglio 2003. URL consultato il 27 aprile 2013.
  56. ^ La Mina esploderà a Sanremo, Giornale del Mattino, 22 gennaio 1961. URL consultato il 30 aprile 2013.
  57. ^ a b Festival duro per Mina, Novella, 9 febbraio 1961. URL consultato il 30 aprile 2013.
  58. ^ La cantante ha deluso, Il Messaggero, 29 gennaio 1961. URL consultato il 30 aprile 2013.
  59. ^ Alfredo Pigna, Com'è nata la rivoluzione contro Mina, La Domenica del Corriere, 12 febbraio 1961. URL consultato il 30 aprile 2013.
  60. ^ Sanremo 1961 - Classifica del Festival di Sanremo, festivaldisanremo.com. URL consultato il 15 maggio 2013.
  61. ^ AA.VV., Mina - Le immagini e la storia di un mito, Eden, 1992, pp. 14-18.
  62. ^ a b c d e f g h Michela Tulli, Mina, Vogue. URL consultato il 26 maggio 2013.
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  64. ^ Banzai Mina! Bentornata Mina!, Musica e dischi, 25 giugno 1961. URL consultato il 19 aprile 2013.
  65. ^ Mina ha stregato il Venezuela, Gente, 25 agosto 1961. URL consultato il 19 aprile 2013.
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  67. ^ Studio 1, Bolero Film, 5 novembre 1961. URL consultato il 30 aprile 2013.
  68. ^ Secondo successo per "Studio 1", L'Unità, 29 ottobre 1961. URL consultato il 30 aprile 2013.
  69. ^ TV: IN CERCA DI IDEE "Studio Uno" si dà a Gershwin, Il Corriere della Sera, 12 novembre 1961. URL consultato il 30 aprile 2013.
  70. ^ Mina-Show a Vienna, Il Tempo, 24 febbraio 1962. URL consultato il 19 aprile 2013.
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  73. ^ Mina gira "Accadde in Riviera", Bolero Film, 20 maggio 1962. URL consultato il 5 maggio 2013.
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Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

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