Mario Riva

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Mario Riva

Mario Riva, pseudonimo di Mariuccio Bonavolontà (Roma, 26 gennaio 1913Verona, 1º settembre 1960), è stato un conduttore televisivo e attore italiano, che raggiunse vasta popolarità negli anni cinquanta.

Gli esordi[modifica | modifica wikitesto]

Figlio del compositore napoletano Giuseppe Bonavolontà e di Teresa Chinzari da Antrodoco[1], Riva fu uno dei pionieri della televisione italiana. Era attore di varietà, rivista, commedia musicale, cinema, e iniziò la sua carriera durante la seconda guerra mondiale, facendo spettacoli per le truppe.

In seguito, per una curiosa coincidenza, incontrò un altro famoso attore di varietà, Riccardo Billi, con il quale creò "Billi e Riva", una della coppie comiche più famose del suo tempo (in seguito altri seguirono il loro esempio come Tognazzi e Vianello e Franco e Ciccio).

Radio, palcoscenico e grande schermo[modifica | modifica wikitesto]

Dal 1938 partecipa, in parti secondarie, a diverse commedie e radiodrammi per l'EIAR, nella stagione 1942 1943 fa parte del cast di attori della popolare trasmissione settimanale Il Terziglio, con testi di Federico Fellini, Marcello Marchesi, Dino Falconi, Edoardo Anton, ed altri, reciterà accanto a giovani attori come Giulietta Masina, Miranda Bonansea, Gemma Griarotti, Nunzio Filogamo e Rocco D'Assunta.

Mario Riva intervista Mastroianni

Nel 1949 presentò alla radio Oplà, programma che in seguito agli impegni cinematografici del conduttore fu affidato all'esordiente Corrado, ritenuto suo erede.

Negli anni cinquanta avvenne l'incontro con i due giovani autori Garinei e Giovannini, con i quali, sempre assieme a Billi, interpretò alcune delle più famose e importanti riviste dell'epoca, assieme ad artisti come Wanda Osiris, Gino Bramieri, Walter Chiari, Carlo Campanini, Totò e Peppino De Filippo. Riva lavorò molto anche in campo cinematografico, comparve in più di cinquanta pellicole a fianco ad attori del calibro di Totò, Alberto Sordi, Vittorio De Sica, Walter Chiari, Aldo Fabrizi, ed altri grandi interpreti, compresa la sua compagna Diana Dei e il solito Billi, col quale nel 1955 fu protagonista del film di Lattuada Scuola elementare e con cui aveva partecipato un anno prima alla trasmissione televisiva di Ugo Tognazzi e Raimondo Vianello di varietà Un due tre.

Domenica è sempre domenica[modifica | modifica wikitesto]

La piastrella autografata da Mario Riva sul muretto di Alassio

Alla fine degli anni cinquanta, con l'avvento della neonata Televisione (allora in bianco e nero e con un solo canale), dopo un esordio nella trasmissione Duecento al secondo di Garinei e Giovannini, tentò un nuovo linguaggio di spettacolo (sempre con la collaborazione di Garinei e Giovannini, diventati la firma più prestigiosa del varietà italiano) con lo spettacolo musicale "Il Musichiere" (primo quiz musicale televisivo della storia della TV), trasmessa dal 7 dicembre 1957 fino al 1960 dalla RAI, con circa 90 puntate.

La trasmissione all'epoca registrava un ascolto di ben 19 milioni di ascoltatori, paralizzando di fatto l'Italia televisiva: si ricorda che nei cinema di Roma e Milano, i gestori dovettero mettere gli apparecchi TV per evitare che le sale in quel giorno e in quell'orario andassero deserte. Oltre a condurre la competizione tra i concorrenti, che si sfidavano per provare la loro conoscenza musicale, Mario Riva, che grazie a questa trasmissione può a buon diritto essere considerato il papà del sabato sera televisivo italiano, appariva al fianco degli ospiti d'onore, molto spesso celebrità internazionali, con i quali talvolta si produceva in inaspettati duetti (famoso quello con Josephine Baker).

Riva interpretava inoltre la sigla finale della trasmissione "Domenica è sempre domenica", che rimase per molto tempo una delle canzoni più popolari. Sue vallette nella trasmissione sono state attrici in seguito divenute famose quali Lorella De Luca, Alessandra Panaro, Carla Gravina, Patrizia Della Rovere, Marilù Tolo, Brunella Tocci.

La morte in palcoscenico[modifica | modifica wikitesto]

Mario Riva dopo la caduta al Festival del Musichiere, che lo portò alla morte

Nel 1960 Mario Riva era all'apice della sua carriera. Il 21 agosto di quell'anno era impegnato nella serata finale de Il Festival de Il Musichiere, all'Arena di Verona. Come anche dettagliatamente riportato in un articolo a pagina 5 del quotidiano l'Unità del 23 agosto 1960, il presentatore, percorrendo un praticabile del retroscena dell’alto palcoscenico eretto nel centro dell’anfiteatro, inciampando nell’oscurità (ingannato peraltro da una striscia di tela di sacco[2] [3]che celava uno spazio vuoto sottostante), precipitò rovinosamente dall’altezza di tre metri riportando la frattura della sesta vertebra dorsale, la frattura della quarta e quinta costola di destra, la frattura della quinta costola di sinistra, la sospetta frattura dello scafoide carpale destro ed una ferita lacero contusa al cuoio capelluto.

L’incidente avvenne alle 21,15 circa. Riva aveva appena dato istruzioni al numeroso pubblico che gremiva oltre metà dell’Arena di Verona sul modo di comportarsi onde permettere il regolare svolgimento della ripresa televisiva e si era ritirato nel retroscena. Scomparso alla vista del pubblico, il direttore Gorni Kramer aveva dato il segnale d’attacco alla sua orchestra e lo spettacolo iniziava regolarmente senza che nessuno degli spettatori si avvedesse del trambusto che invece avveniva dietro le quinte. Il presentatore, che era atteso in scena mentre brandiva una torcia che sembrasse quella olimpica, rimase semiaccecato dalle fortissime lampade del proscenio e cadde malamente fra assi ed attrezzi.

Prontamente ricoverato in ospedale fu sottoposto alle cure più urgenti (tra le quali l'infusione di un antibiotico fino ad allora utilizzato solo nelle broncopolmoniti infantili, la Polimixina B, consigliato dal prof. Campanacci di Bologna), ma sopraggiunte complicazioni polmonari (broncopolmonite da trauma) e cardiache concorsero ad aggravare il quadro clinico, ponendo fine prematuramente alla sua vita il 1º settembre: aveva solo 47 anni.

La notizia della sua morte destò commozione e sconcerto in tutta Italia. Il giorno del suo funerale, a Roma, fuori dalla basilica del Sacro Cuore di Maria a Piazza Euclide[4] si raccolsero 250.000 persone. Con lui scomparve una delle figure più familiari dello spettacolo, singolare per la bonomia e l'arguzia che lo contraddistinguevano. Ad un detrattore che diceva che lui aveva "gli occhi storti" replicava: "Gli occhi storti ce l'hanno tanti, ma io ho lo strabismo di Venere". È sepolto al Cimitero del Verano a Roma.

Curiosità[modifica | modifica wikitesto]

  • Mario Riva è stato un grande tifoso della Lazio, nonché consigliere onorario della società biancoceleste.[5]
  • Durante il secondo conflitto mondiale era di stanza a Zara nel Corpo dei Bersaglieri, per cui la di lui bara fu portata da soldati di questa specialità.

Filmografia[modifica | modifica wikitesto]

con Lina Landi e Riccardo Billi in Abracadabra

Prosa radiofonica EIAR[modifica | modifica wikitesto]

Programmi radio[modifica | modifica wikitesto]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Mario Riva. URL consultato il 26 luglio 2013.
  2. ^ Redazione online de Il Tempo, Erano le 21,11 del 21 agosto 1960., 23 Agosto 2010.
  3. ^ Giancarlo Governi, Gianni Borgna, Storie Sospette - Mario Riva - La caduta, Rai Storia.
  4. ^ Cinquant'anni fa moriva Mario Riva il suo "Musichiere" nella storia della tv, la Repubblica, 28 Agosto 2010.
  5. ^ Mario Riva cuore biancoceleste. URL consultato il 18 marzo 2011.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

Controllo di autorità VIAF: 90385129 SBN: IT\ICCU\UBOV\556443