Luigi Maggi

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Luigi Maggi (Torino, 21 dicembre 1867Torino, 22 agosto 1947) è stato un attore e regista italiano del cinema muto, uno dei pionieri del cinema nazionale.

Indice

Biografia[modifica]

Cominciò a lavorare prima come tipografo all'UTET[1], poi come attore presso il teatro Piémont, e divenne capo di una filodrammatica dialettale alla Camera del Lavoro della sua città[2]. Nel 1906 conobbe Arturo Ambrosio, che lo assunse presso la casa cinematografica da egli fondata, la Ambrosio Film, a 100 lire al mese[3], e nella compagnia, Maggi svolse il lavoro di attore, regista, sceneggiatore e direttore artistico.

L'esordio avvenne nel 1907, ma il successo arrivò l'anno seguente con il film Gli ultimi giorni di Pompei, diretto insieme ad Ambrosio, a cui fecero seguito altre pellicole dello stesso genere come Nerone e Luigi XI, re di Francia, entrambi del 1909. In molti suoi film comparve anche nel ruolo di attore come in Nozze d'oro del 1911.

Dal 1914 lavorò anche per varie case cinematografiche nazionali tra le quali vi furono la Leonardo Film, la Itala Film, la Film d'Arte Italiana, la Rosa Film e la Caesar Film. In queste compagnie girò film anche come attore diretto da altri registi, come avvenne in Maciste alpino (1916) e Lasciate fare a Niniche (1919).

Suo ultimo film da regista e di successo fu girato nel 1925 dal titolo La bambola vivente, e da allora si ritirò dal cinema dedicandosi all'attività teatrale e alla realizzazione di commedie in ambito radiofonico.

Filmografia parziale[modifica]

Attore[modifica]

Regista[modifica]

Prosa radiofonica EIAR[modifica]

Bibliografia[modifica]

  • G. Canova - Enciclopedia del cinema - Garzanti Libri, 2009, ISBN 8811505283.
Per approfondimenti

Note[modifica]

  1. ^ pag. 33 del libro Un secolo di cinema italiano di P.J. Benghozi del 2000, ed. Il castoro
  2. ^ pag. 99 del libro Cinema muto italiano: Industria e organizzazione dello spettacolo, 1905-1909 di A. Bernardini del 1980, ed. Laterza
  3. ^ pag. 70 del libro Il Vesuvio - un vulcano nella letteratura e nella cultura di Mag. Verena Lindtner del 2008, ed. GRIN Verlag

Collegamenti esterni[modifica]