Carla Gravina

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
Carla Gravina nello sceneggiato televisivo Il segno del comando (1971).

Carla Gravina (Gemona del Friuli, 5 agosto 1941) è un'ex attrice e politica italiana.

on. Carla Gravina
Bandiera italiana
Parlamento italiano
Camera dei deputati
Luogo nascita Gemona del Friuli, provincia di Udine Italia Italia
Data nascita 5 agosto 1941
Professione Attrice
Partito Partito Comunista Italiano
Legislatura VIII Legislatura
Gruppo Partito Comunista Italiano
Circoscrizione Milano
Regione Lombardia
Incarichi parlamentari

Componente della II Commissione (Interni) dal 26 gennaio 1981 all'11 luglio 1983

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Figlia di un colonnello, esordisce al cinema quindicenne in Guendalina di Alberto Lattuada (1957) e, da allora, inizia una lunga carriera che la porterà a diventare una delle maggiori interpreti del cinema e del teatro italiano.

Ancora poco più che adolescente, nel 1958, figura fra gli interpreti di Padri e figli, sceneggiato televisivo diretto da Guglielmo Morandi. Nel 1959 è valletta nel programma TV "Il Musichiere", condotto da Mario Riva, facendo coppia con Patrizia Della Rovere.

A partire dagli anni sessanta inizia a lavorare in teatro. Debutta nel 1960 interpretando Giulietta a Verona nell'ambito del Festival Shakespeariano, insieme a Gian Maria Volonté, che diviene suo compagno di vita per molti anni, e con cui condivide anche un forte impegno politico.

Dopo anni di impegno teatrale, nel 1967 torna al cinema con ruoli più maturi, interpretando I sette fratelli Cervi di Gianni Puccini e, l'anno successivo, Banditi a Milano di Carlo Lizzani accanto a Volonté. Di tutt'altro genere il ruolo dell'indemoniata Ippolita Oderisi nel film L'anticristo (1974), di Alberto De Martino.

Nello stesso periodo è protagonista degli spot pubblicitari della gomma del ponte, girati a New York, terminanti con l'immagine del ponte di Brooklyn che venivano trasmessi nel programma televisivo carosello.

Nel 1971 è protagonista, con Jean-Louis Trintignant e Dominique Sanda, del film di Philippe Labro "Senza movente", thriller a sfondo psicologico ambientato a Nizza.

Oltre al teatro e al cinema, partecipa anche a diversi sceneggiati televisivi, tra i quali il famosissimo Il segno del comando del 1971. Nel 1980/81 è coprotagonista, con Gian Maria Volonté, della commedia di Arthur Schnitzler, Girotondo, per la regia dello stesso Volonté.

Convinta ormai che sia il cinema che la televisione non hanno più bisogno di attrici della sua età e del suo calibro[1], a partire dagli anni ottanta li abbandona sempre di più per dedicarsi principalmente al teatro, dove è diretta dai massimi registi italiani, tra cui Giorgio Strehler, Luca Ronconi e Giancarlo Cobelli. Tra le interpretazioni più significative spicca quella di Mirandolina ne La locandiera di Carlo Goldoni.

Conclude la carriera cinematografica nel 1993, con il film Il lungo silenzio, di Margarethe von Trotta e nel novembre 1998 fa parte, assieme ai registi Giuliano Montaldo, Mario Brenta, Ennio Marzocchini, e all'attore Massimo Ghini, della giuria della XIII edizione di France Cinema a Firenze.[2]

Abbandonato anche il teatro, si allontana dalle scene, ritirandosi a vita privata alla fine del secolo.

Nel dicembre 2012 dopo anni di silenzio, concede un'intervista, nella quale l'ex attrice parla delle scelte che l'hanno indotta a maturare la decisione di abbandonare le scene.[3]

Politica[modifica | modifica wikitesto]

Candidata per il PCI nel collegio di Milano alle elezioni politiche del 4 giugno 1979, subentra in qualità di prima dei non eletti al defunto Luigi Longo, sedendo tra i banchi della Camera dei deputati dal 23 ottobre 1980 all'11 luglio 1983.

Vita privata[modifica | modifica wikitesto]

Carla Gravina ha avuto una lunga relazione con l'attore Gian Maria Volonté, da cui è nata la figlia Giovanna Gravina (1961), che ha assunto il cognome della madre, poiché Volonté all'epoca era sposato con Tiziana Mischi e per legge non poteva riconoscere la figlia. Fu uno scandalo, tanto che la Gravina perse una serie di contratti per questo motivo.[4]

Premi e riconoscimenti[modifica | modifica wikitesto]

Filmografia parziale[modifica | modifica wikitesto]

Cinema[modifica | modifica wikitesto]

Televisione[modifica | modifica wikitesto]

Teatro (parziale)[modifica | modifica wikitesto]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Carla Gravina: <<Il cinema uccide le quarantenni>> - Intervista di Maria Grazia Gregori del Corriere della Sera, 1983
  2. ^ France Cinema, omaggi a Aimee e Clouzot - Corriere della Sera, 2 novembre 1998
  3. ^ Paola Milli, La scelta di Carla - "Ho voluto riprendermi la vita": il lungo addio della Gravina dalle scene non nasconde segreti né follie, solo “ascoltare” altre passioni e viverle., USITmedia, 23 dicembre 2012. URL consultato il 22 gennaio 2013.
  4. ^ Giovanna Gravina, figlia di Gian Maria Volonté: « Era dolcissimo, ma non faceva sconti» su Vanity Fair del 19 luglio 2010

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

Controllo di autorità VIAF: 119846588