Quién sabe?

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Quién sabe?
Quien-Volonté.jpg
El Chuncho durante la rapina al treno
Titolo originale Quién sabe?
Paese di produzione Italia
Anno 1966
Durata 135 min[1]
Colore colore
Audio sonoro
Genere western, politico
Regia Damiano Damiani
Soggetto Salvatore Laurani
Sceneggiatura Salvatore Laurani, Franco Solinas
Produttore Bianco Manini
Fotografia Tony Secchi
Montaggio Renato Cinquini
Musiche Luis Enríquez Bacalov (supervisione di Ennio Morricone)
Scenografia Sergio Canevari
Costumi Marilù Carteny
Interpreti e personaggi
Doppiatori italiani

Quién sabe? è un film del 1966, diretto da Damiano Damiani.

Secondo certa critica, sarebbe il primo spaghetti western che ha come protagonisti assoluti dei ribelli messicani, oltre ad avere un profondo significato politico[senza fonte]. Ma questa definizione non è mai piaciuta a Damiani, il quale ha anzi sempre sostenuto che il film fosse uno sguardo sulla rivoluzione messicana, erroneamente e superficialmente collocato nel filone degli "Zapata western", a cui appartengono pellicole quali Tepepa, Vamos a matar, compañeros e il celebre di Sergio Leone Giù la testa.

Trama[modifica | modifica wikitesto]

Messico, 1917. Bill Tate finge di essere un ricercato americano e si unisce a una banda di rivoluzionari messicani capeggiati da El Chuncho, dove viene subito ribattezzato Niño. L'attività principale della banda è quella di rubare le armi all'esercito, per poi rivenderle all'esercito ribelle del generale Elías. El Chuncho non è solo un bandito, e non combatte per arricchirsi, ma con la convinzione di poter liberare il popolo messicano.

Durante l'ennesimo assalto per rubare le armi, i ribelli del Chuncho vengono a sapere che la città di San Miguel si è liberata e ci sarà una festa: così si recano tutti lì, ma il Niño ha altri piani. Arrivati in città infatti, si rende conto che presto ci sarà un'offensiva dell'esercito, e convince tutti i ribelli della banda del Chuncho a prendersi la propria parte di armi e a lasciare il Chuncho con suo fratello El Santo soli con i contadini della città.

El Chuncho decide di rimanere lì, a difendere el pueblo, e decide di usare la sua parte di armi per armare i contadini. Presto però si rende conto che si tratta di un'impresa disperata. I contadini non riescono a capire neppure il funzionamento dei semplici Mauser, ma El Chunco confida in una mitragliatrice pesante, trovata in città, che avrebbe potuto capovolgere l'esito del conflitto. A sera però, viene avvisato che la mitragliatrice è stata rubata: gli altri compañeros andando via l'hanno portata con loro. Allora El Chuncho decide di partire per raggiungere i suoi vecchi compagni, promettendo al fratello di tornare. Quando raggiunge gli altri, però, si rende conto di non poter convincerli a tornare e che, comunque, anche tutti insieme non avrebbero potuto contrastare l'esercito; perciò li guida nel luogo di incontro in cui normalmente consegna le armi agli emissari del generale Elías. Arrivati sul posto, però, l'emissario dei ribelli li raggiunge inseguito da un manipolo di soldati e, nell'aspro scontro che ne segue, muoiono tutti gli uomini del Chuncho, tranne il Niño, che, non visto, uccide il messo di Elías e butta via il denaro che questi aveva con sé.

Quando El Chuncho si rende conto che il ribelle non aveva l'oro per pagare le armi decide di raggiungere il generale Elías in persona, per essere pagato. Sulla strada il Niño si ammala di malaria e il Chuncho, anziché abbandonarlo, rallenta il viaggio per curare il suo amico. Quando il Niño si riprende, colpito dalla bontà d'animo del suo amico, gli dice che, semmai un giorno dovessero dividersi, deve andare all'albergo Morelos di Ciudad Juarez.

Giunti nel nascondiglio del generale Elías, tra le montagne, il generale in persona manda a chiamare El Chuncho. Qui lo accusa di aver lasciato da solo il paese di San Miguel, che è stato interamente sterminato, soltanto per la sua fame di denaro. El Chuncho, rendendosi conto del suo comportamento vigliacco, chiede la morte e suo fratello El Santo, evidentemente scampato dalla carneficina, si offre di ucciderlo. Ma all'improvviso il generale viene assassinato. Il Niño infatti, salito su una collina con un fucile di precisione, uccide prima il generale poi El Santo che, a sua volta, stava per uccidere El Chuncho, e scappa via.

Dopo una settimana El Chuncho raggiunge l'albergo Morelos, come gli aveva detto il Niño, deciso a ucciderlo. Qui il Niño però, divide con lui metà della taglia che gli era stata data per l'assassinio di Elías, rendendo di fatto El Chuncho un uomo ricco. El Chuncho è confuso ma accetta l'offerta di denaro, insieme alla promessa di una vita migliore in America. Così il Niño lo porta da un parrucchiere, da un sarto e a lezione di ballo, ma proprio il giorno della partenza El Chuncho ha un ripensamento: vede la prepotenza del Niño che passa davanti alla fila per il biglietto del treno e la povertà di un lustrascarpe che gli chiede pochi spiccioli. Lui glieli dà e gli dice di comprarsi del pane. A questo punto stanno per salire sul treno, ma El Chuncho prende la sua pistola e dice al Niño che ha ugualmente deciso di ucciderlo. Alla domanda insistente del Niño: "Perché? Perché???", El Chuncho non riesce a spiegare l'imperativo dettato dalla sua coscienza e risponde soltanto: "Quien sabe?" (chi lo sa?) e lo uccide. In preda a una crisi di nervi, ride sguaiatamente e getta all'aria la sua valigia piena di monete d'oro. Il lustrascarpe di prima la raccoglie e El Chuncho gli urla:

« E tu, non comprarti il pane con esto dinero, hombre! Compra dinamite! Dinamite!!! »

si libera dalla presa di uomini che lo avevano afferrato e scappa tra i treni.

Produzione[modifica | modifica wikitesto]

Il film venne girato in Spagna[1].

Colonna sonora[modifica | modifica wikitesto]

  1. Ya Me Voy
  2. En La Sierra
  3. La Fusilacion
  4. Peones
  5. Fiesta En San Miguel
  6. Quien Sabe
  7. Al Tren!
  8. Quien Sabe (guitar)
  9. Ya Me Voy (Final)

Titoli per l'estero[modifica | modifica wikitesto]

Il film uscì negli Stati Uniti come A Bullet for the General, in Francia come El Chuncho, in Brasile come Uma Bala Para o General e in Spagna come Yo soy la revolución.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ a b (EN) A bullet for the general, The American Film Institute Catalog of Motion Pictures

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

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