Ama il tuo nemico

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Ama il tuo nemico
Paese Italia
Anno 1999
Formato miniserie TV
Genere drammatico
Puntate 2
Durata 101 min e 29 sec. il 1° ep.
93 min. e 05 sec. il 2° ep.
194 min. e 34 sec. Totali
Lingua originale italiano
Caratteristiche tecniche
Aspect ratio
Colore colore
Audio sonoro
Crediti
Regia Damiano Damiani
Soggetto Sibilla Damiani, Damiano Damiani
Sceneggiatura Damiano Damiani, Graziano Diana
Interpreti e personaggi
Doppiatori e personaggi
Fotografia Sandro Grossi
Montaggio Claudio Cutrj
Musiche Riz Ortolani
Scenografia Umberto Turco
Produttore Tommaso Dazzi per Nauta Film s.r.l.
Casa di produzione Rai Cinemafiction
Zweites Deutsches Fernsehen (ZDF)
Prima visione
Prima TV Italia
Dal 1999
Al 1999
Rete televisiva Rai

Ama il tuo nemico è una miniserie TV in due puntate del 1999 diretta da Damiano Damiani.

Trama[modifica | modifica sorgente]

Fabrizio Caneba, è un giovane capobanda nel quartiere malfamato di Gaeta, una cittadina del sud, riceve dal potentissimo boss locale, Nisticò, l'incarico di uccidere Don Paolo Ditri, il parroco del quartiere, un prete scomodo, impegnato a combattere in prima persona la malavita organizzata. Tuttavia, prima di potersi macchiare del delitto, il giovane viene arrestato per le sue attività nel racket e nello spaccio di droga. In carcere ha modo di conoscere meglio Don Paolo che, come cappellano, visita e assiste i detenuti. Tra i due nasce un rapporto di profonda stima e confidenza, che continua anche quando Fabrizio esce di prigione. Viene ideato un agguato per uccidere Don Paolo e Fabrizio durante una passeggiata: tra i due a perdere la vita è solo Don Paolo che, dopo aver salvato Fabrizio, muore tra le sue braccia. Trascorrono sei anni e Fabrizio, nel frattempo diventato sacerdote, è viceparroco proprio nella chiesa di Don Paolo. Con l'aiuto di in gruppo di giovani parrocchiani combatte gli spacciatori e i taglieggiatori che operano nel quartiere. Un giorno il figlio di Nisticò fa saltare in aria la sua auto accanto alla quale si trova sfortunatamente il piccolo Salvino. La morte del bambino getta nello sconforto Don Fabrizio, già lacerato dal dramma di Rachele, una ragazza da sempre innamorata di lui che si è perduta in un giro di droga e prostituzione. Rachele ora, convinta da Nisticò, accusa Fabrizio di violenza carnale e sfruttamento. Calunniato e abbandonato da quasi tutti i parrocchiani, Don Fabrizio resiste e, convinto nonostante tutto dalla forza del perdono e della comprensione, dimostrerà che si può riuscire ad amare anche il proprio nemico.

Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]