Il rossetto

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Il rossetto
Damiano Damiani - Il rossetto - 1960.JPG
La protagonista del film Laura Vivaldi (Silvana), in una sequenza iniziale del film
Titolo originale Il rossetto
Lingua originale italiano
Paese di produzione Italia, Francia
Anno 1960
Durata 94 min
Colore B/N
Audio sonoro
Genere drammatico
Regia Damiano Damiani
Soggetto Damiano Damiani
Sceneggiatura Cesare Zavattini, Damiano Damiani
Produttore Giovanni Solito per Europa Cinematografica - Explorer Film - CFPC
Distribuzione (Italia) Cino Del Duca
Fotografia Pier Ludovico Pavoni
Montaggio Fernando Cerchio
Musiche Giovanni Fusco
Scenografia Sergio Baldacchini
Interpreti e personaggi
Doppiatori italiani
Premi

Il rossetto è un film del 1960 diretto da Damiano Damiani.

Trama[modifica | modifica sorgente]

Silvana (Laura Vivaldi), una bambina tredicenne, si è innamorata di un uomo più grande di lei, Gino (Pierre Brice), rappresentante di commercio, segretamente fidanzato di Lorella (Giorgia Moll). La bambina tenta in tutti i modi di attrarre l’attenzione del giovanotto, e alla fine i suoi sforzi sembrano coronati dal successo quand’ella un giorno ferma Gino per dirgli di averlo visto uscire dalla casa dove è stata uccisa una donna che “faceva la vita”, e gli domanda maggiori particolari sul fatto, di cui tutti parlano. L’atteggiamento del giovanotto nei riguardi della bambina cambia improvvisamente: egli si fa tutto gentile ed alla fine si fa promettere da Silvana che non dirà a nessuno di averlo visto uscire da quella casa. Ma Silvana non si accontenta delle gentilezze di Gino, e gli fa continue scenate di ingenua gelosia, soprattutto quando scopre che il giovanotto è fidanzato e sta per sposarsi. Alla fine Gino, turbato ed esasperato dai continui ricatti di Silvana, durante un interrogatorio della polizia a cui viene sottoposto, in quanto l’appartamento della vittima si trovava sullo stesso pianerottolo della casa in cui stava a pensione, fa presente alla polizia la strana situazione che si è creata nei suoi rapporti con la bambina. Il commissario Fioresi (Pietro Germi) interroga Silvana e dalle sue risposte ritrae l’impressione ch’ella dica la verità; ma un suo collaboratore richiama la sua attenzione sul contegno frivolo e spregiudicato della bambina, che tra l’altro, malgrado l’età infantile, si tinge le labbra. Fioresi si lascia persuadere, rilascia Gino e fa una paterna ramanzina a Silvana. Questa, affidata dalla madre ad un collegio di suore, tenta di uccidersi tagliandosi le vene e lascia un biglietto indirizzato a Gino. Dopo un nuovo colloquio con la bambina, Fioresi è più che mai convinto della colpevolezza di Gino. Lo raggiunge in casa della fidanzata, alla vigilia delle nozze, accompagnato dalla testimonianza di una ragazzina sedicenne precedentemente sedotta, lo induce a confessare di essere l’assassino.

Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]

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