Ciudad Juárez

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Ciudad Juárez
comune
Ciudad Juárez – Stemma
Ciudad Juárez – Veduta
Localizzazione
Stato Messico Messico
Stato federato Flag of Chihuahua.svg Chihuahua
Territorio
Coordinate 31°44′22″N 106°29′13″W / 31.739444°N 106.486944°W31.739444; -106.486944 (Ciudad Juárez)Coordinate: 31°44′22″N 106°29′13″W / 31.739444°N 106.486944°W31.739444; -106.486944 (Ciudad Juárez)
Altitudine 1.120 m s.l.m.
Superficie 188 km²
Abitanti 1 219 338 (2012)
Densità 6 485,84 ab./km²
Altre informazioni
Fuso orario UTC-7
Nome abitanti Juarense
Cartografia
Mappa di localizzazione: Messico
Ciudad Juárez
Sito istituzionale

Ciudad Juárez, abbreviato in Cd. Juárez o semplicemente Juárez, è una città nello stato messicano del Chihuahua. Nel 2005 contava 1.400.891 abitanti.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Ciudad Juárez è stata fondata col nome di El Paso del Norte ("Il Passo del Nord") nel 1659 da esploratori spagnoli, che cercavano un percorso attraverso le Montagne Rocciose. La legna per il ponte sul Rio Grande fu fatta portare da Santa Fe nel Settecento. L'importanza della città, ed il motivo della sua fondazione, era data dal fatto che rappresentò per più di due secoli l'unico valico terrestre (ponte) sul fiume Rio Grande per accedere dal Messico al Texas.

Il Trattato di Guadalupe Hidalgo del 1848 stabilì che il Rio Grande sarebbe stato il confine fra Messico e Stati Uniti, separando le colonie a nord del fiume dal resto della città. La parte della città entrata a far parte degli Stati Uniti divenne successivamente El Paso. Durante l'intervento francese in Messico, El Paso del Norte ospitò le truppe fedeli al presidente Benito Juárez, il quale aveva formato un governo in esilio a Chihuahua. Nel 1882 la città venne raggiunta dalla ferrovia, ciò comportò l'apertura di banche, uffici postali, linee tramviarie e varie attività commerciali. Nel 1888 il toponimo venne mutato in Ciudad Juárez, in onore del presidente. A partire dagli anni anni '10 del XX secolo divenne la più importante città frontaliera del Messico e proprio per questo motivo, durante la rivoluzione messicana, venne conquistata due volte dagli uomini di Pancho Villa.

A partire dagli anni novanta Juárez è stata teatro di violenti omicidi seriali di donne. Il nome della città è stato spesso legato anche a quello della potente organizzazione criminale dedita al traffico di droga, alla tratta dei clandestini, all'estorsione ed ai rapimenti denominata Cartello di Juárez.

Geografia fisica[modifica | modifica wikitesto]

La città è situata sulle rive del Rio Grande di fronte alla città texana di El Paso. Le due città formano un'area metropolitana binazionale di circa due milioni e mezzo di persone, formando così la più grande area metropolitana binazionale sul confine fra Messico e Stati Uniti dopo quella di Tijuana-San Diego. È la quinta città più grande nel Messico ed anche un centro industriale con un forte sviluppo.

Criminalità[modifica | modifica wikitesto]

Secondo una statistica è considerata la città più pericolosa del mondo, davanti a Miami, Caracas e New Orleans.[1] Nel solo 2009 ci sono stati oltre 2500 omicidi.[2] La spirale di violenza è causata in massima parte dal narcotraffico, molto attivo nella frontiera con gli Stati Uniti. Ci sono 950 pandillas (bande armate) che operano a Ciudad Juárez, con decine di migliaia di operativi. Di questi circa 3000 sono considerati leader (cabecillas) di queste bande che hanno fatto del traffico di droga e dei delitti il loro modo di vivere.

Un’altra causa dell’aumento della violenza a Ciudad Juárez è dovuta alle centinaia di pandilleros di origine messicana provenienti dagli Stati Uniti d'America, da dove sono stati espulsi, che si uniscono a queste bande criminali senza scrupoli. La guerra del narcotraffico è cominciata nel 2004 quando il Cartello di Sinaloa, forse l’organizzazione mafiosa più potente del Messico (insieme agli ex militari Los Zetas), dopo aver vinto la guerra per Tijuana ed aver imposto la propria egemonia su quasi tutta la frontiera con gli Stati Uniti, ha puntato gli occhi sulla città di Juárez, a quel tempo saldamente nelle mani del Cartello di Juárez, o cartello di Vicente Carrillo Fuentes dal nome del capo.[3].

Nel 2011 c'è stato un calo degli omicidi del 32% (da 3042 a 2086), portando il coefficiente di assassinio dal 229 al 171 (ogni 100.000 abitanti). Nella classifica delle città con più omicidi al mondo, Ciudad Juárez sembrava aver perso il primato dopo 3 anni consecutivi a discapito della città honduregna di San Pedro Sula che ha registrato un tasso di omicidi pari al 158,87 per 100.000 abitanti) fino a quando non si è scoperto che i residenti erano calati di ancora di 112.000[4]/, probabilmente molti di questi esasperati dalle continue violenze (in 4 anni di drug war la città ha perso 212.000 abitanti, circa il 18% della popolazione).

Dal 1993 la città messicana è diventata tristemente famosa per le 4.500 donne scomparse e a causa degli oltre 400 omicidi perpetrati ai danni di giovani donne,[5][6]generalmente di umile estrazione sociale, di corporatura simile e impiegate nelle numerose maquiladora, fabbriche in cui si producono i beni d'esportazione destinati al primo mondo.[7][8][9]

È stato girato un film di denuncia sul femminicidio di Ciudad Juárez con Jennifer Lopez e Antonio Banderas intitolato Bordertown (2006), sostenuto dalla campagna di Amnesty International contro i delitti della città messicana. Altro film che tratta la realtà di Ciudad Juárez, l'immigrazione clandestina attraverso la frontiera di El Paso e i suoi aspetti collegati alla malavita locale è Frontiera (1982), con Jack Nicholson e Elpidia Carrillo. Sono stati scritti molti libri sull'argomento, tra i quali "Huesos en el desierto" ("Ossa nel deserto") di Sergio González Rodríguez.[10] Una delle principali associazioni in difesa delle donne di Juárez è "Nuestras Hijas de Regreso a Casa", che ha come fondatrici Marisela Ortiz Rivera (maestra di Lilia Alejandra Andrade) e Norma Andrade (mamma di Lilia Alejandra) che dal 2001 si battono contro il femminicidio di Ciudad Juárez.

Roberto Bolaño nel romanzo 2666, e, in particolare ne La parte dei delitti, racconta la tragedia delle morti seriali di donne nella città messicano di Ciudad Juárez che, nel romanzo, si chiama "Santa Teresa".

Sport[modifica | modifica wikitesto]

Persone legate a Ciudad Juarez[modifica | modifica wikitesto]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Sparatoria a una festa massacrati 13 studenti - Repubblica.it
  2. ^ Messico, 13 studenti uccisi a festa. Il massacro a Ciudad Juarez - mondo -Tgcom - pagina 1
  3. ^ Borderland Beat - Juarez Cartel's Strength Further Undermined
  4. ^ Juárez, Todavía La Más Violenta Del Mundo – Juarez Dialoga
  5. ^ Alessandra Farkas, Jennifer indaga sulla strage delle donne in Corriere dalla Sera, 6 ottobre 2005. URL consultato il 25 marzo 2012.
  6. ^ Perché si chiama femminicidio | La ventisettesima ora
  7. ^ Omero Ciai, Messico, il segreto della frontiera trecento donne uccise nel deserto in la Repubblica, 27 luglio 2003. URL consultato il 25 marzo 2012.
  8. ^ Messico: 10 condanne per gli omicidi di donne in Corriere dalla Sera, 8 gennaio 2005. URL consultato il 25 marzo 2012.
  9. ^ PeaceReporter - La città della morte
  10. ^ Sergio González Rodríguez. Ossa nel deserto, Adelphi, 2006. ISBN 978-88-459-2043-1

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Silvia Giletti Benso, Laura Silvestri. Ciudad Juarez. La violenza sulle donne in America Latina, l'impunità, la resistenza delle Madri, FrancoAngeli, pp. 192, 1ª edizione, 2010. ISBN 978-88-568-1687-7.

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Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

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