Ciudad Juárez
| Ciudad Juárez | |||||||||
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| Stato: | |||||||||
| Stato federato: | Chihuahua | ||||||||
| Coordinate: | 31°44′22″N 106°29′13″W / 31.73944°N 106.48694°OCoordinate: 31°44′22″N 106°29′13″W / 31.73944°N 106.48694°O | ||||||||
| Altitudine: | 1.120 m s.l.m. | ||||||||
| Superficie: | 188 km² | ||||||||
| Abitanti : | 1.400.891 (2005) | ||||||||
| Densità: | 7.452 ab./km² | ||||||||
| Nome abitanti: | Juarense | ||||||||
| Sindaco: | José Reyes Ferriz | ||||||||
| Sito istituzionale | |||||||||
Ciudad Juárez, o semplicemente Juárez, è una città nello stato messicano del Chihuahua. Nel 2005 contava 1.400.891 abitanti.
Indice |
[modifica] Geografia fisica
La città è situata sulle rive del Río Grande di fronte alla città texana di El Paso. Le due città formano un'area metropolitana binazionale di circa due milioni e mezzo di persone, formando così la più grande area metropolitana binazionale sul confine fra Messico e Stati Uniti. È la quinta città più grande nel Messico ed anche un centro industriale con un forte sviluppo.
[modifica] Storia
Ciudad Juárez è stata fondata col nome di El Paso del Norte ("Il Passo del Nord") nel 1659 da esploratori spagnoli, che cercavano un percorso attraverso le Montagne Rocciose.
La legna per il ponte sul Rio Grande fu fatta portare da Santa Fe nel Settecento.
Il Trattato di Guadalupe Hidalgo del 1848 stabilì che il Rio Grande sarebbe stato il confine fra Messico e Stati Uniti, separando le colonie a nord del fiume dal resto della città. La parte della città entrata a far parte degli Stati Uniti divenne successivamente El Paso.
[modifica] Criminalità
Secondo una statistica è considerata la città più pericolosa del mondo, davanti a Caracas e a New Orleans[1]. Nel solo 2009 ci sono stati oltre 2500 omicidi.[2]. La spirale di violenza è causata in massima parte dal narcotraffico, molto attivo nella frontiera con gli Stati Uniti. La media è di 16 morti ammazzati al giorno.
Dal 1993 la città messicana è diventata tristemente famosa a causa degli innumerevoli omicidi perpetrati ai danni di giovani donne, generalmente di umile estrazione sociale e impiegate nelle numerose "maquiladoras", fabbriche in cui si producono i beni d'esportazione destinati al primo mondo. La signora Yaretzi racconta: "noi donne lo facciamo per il denaro. Mi misi ad uccidere diventando sicario a tempo pieno insieme a ragazze così belle e con unghie grandi e affilate come coltelli che ispiravano pensieri inverecondi »[3].
Si stima che siano avvenuti circa 5000 assassinii di donne, contando sia cadaveri rinvenuti nel deserto che ragazze scomparse e non ritrovate. Quasi tutte le vittime hanno caratteristiche comuni: in genere sono di corporatura minuta, con i capelli lunghi e scuri; l'età media è compresa tra i 14 e i 40 anni, anche con casi di ritrovamenti di bambine di 10 anni.
Tutte le vittime subiscono lo stesso trattamento: rapite sulla strada del lavoro oppure mentre tornano a casa, vengono violentate, torturate, mutilate e uccise. Infatti nella maggior parte dei casi i cadaveri portano i segni delle estreme violenze subite: stupro, morsi ai seni, segni di strangolamento, crani fracassati, pugnalate, percosse. Spesso il viso appare irriconoscibile e il corpo bruciato.
Una delle cause di questo femminicidio è soprattutto la coltre di omertà che circonda la città messicana e che coinvolge magistrati, giudici, politici e poliziotti, molti dei quali legati al narcotraffico.
La pesantissima situazione della città è aggravata dal fatto che lo scontro tra i narcos avviene quasi sempre con armi da guerra (bazooka, mitragliatrici, fucili d'assalto) provenienti dagli USA.
Il sindaco della città nel 2009 è fuggito negli USA insieme a gran parte della giunta affermando: "Non ci sono condizioni di vita tranquilla per nessuno e dico nessun abitante di questa città; o muori o emigri". Ciudad Juarez si trova dunque attualmente senza sindaco e senza organi istituzionali. Da ricordare inoltre che negli ultimi anni gli organismi federali messicani hanno cambiato 108 comandanti di polizia della città (comprendendo anche i 27 che si sono suicidati).
Una macabra particolarità della Ciudad Juarez è che a causa delle giornaliere sparatorie che avvengono tra le strade della città i negozi si trovano solo ai piani alti degli edifici.
È stato girato un film di denuncia sul femminicidio di Ciudad Juàrez con Jennifer Lopez e Antonio Banderas intitolato Bordertown (2006), sostenuto dalla campagna di Amnesty International contro i delitti della città messicana. Altro film che tratta la realtà di Ciudad Juàrez, l'immigrazione clandestina attraverso la frontiera di El Paso e i suoi aspetti collegati alla malavita locale è Frontiera (1982), con Jack Nicholson e Elpidia Carrillo.
Sono stati scritti molti libri sull'argomento, tra i quali "Huesos en el desierto" ("Ossa nel deserto") di Sergio González Rodríguez.[4]
Una delle principali associazioni in difesa delle donne di Juárez è "Nuestras Hijas de Regreso a Casa", che ha come fondatrici Marisela Ortiz Rivera (maestra di Lilia Alejandra Andrade) e Norma Andrade (mamma di Lilia Alejandra) che dal 2001 si battono contro il femminicidio di Ciudad Juárez.
[modifica] Sport
La città è rappresentata nella Primera División de México dal club Indios de Ciudad Juárez.
[modifica] Personalità legate a Ciudad Juarez
- Vanessa Guzmán, attrice
- Liliana Dominguez, modella
- Francesca Natividad, attrice pornografica
- Eddie Guerrero, wrestler
- Manuel Valdes, commediante
- Paulo Quevedo, modello
- Lolita de La Vega, giornalista
- Elizabeth Alvarez, attrice
[modifica] Note
- ^ http://www.repubblica.it/esteri/2010/01/31/news/messico-morte-2145997/
- ^ http://www.tgcom.mediaset.it/mondo/articoli/articolo472707.shtml
- ^ http://www.corriere.it/esteri/speciali/2010/i-reportage-di-ettore-mo/notizie/ciudad-juarez_480905ee-c7de-11e0-9dd1-bf930586114f.shtml. Le donne di Ciudad Juárez. Vittime, madri e sicarie
- ^ Sergio González Rodríguez. Ossa nel deserto, Adelphi, 2006. ISBN 978-88-459-2043-1
[modifica] Bibliografia
- Silvia Giletti Benso, Laura Silvestri. Ciudad Juarez. La violenza sulle donne in America Latina, l'impunità, la resistenza delle Madri, FrancoAngeli, pp. 192, 1ª edizione, 2010. ISBN 9788856816877.
[modifica] Altri progetti
Wikimedia Commons contiene file multimediali su Ciudad Juárez
[modifica] Collegamenti esterni
- (ES) Sito ufficiale
- Amnesty International, "Ciudad Juarez: 14 anni di omicidi di donne insoluti"
- (ES) "mujeresdejuarez"
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