Sorelle Lumière

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Sorelle Lumière
Mina Sorelle Lumiere 1992.jpg

Artista Mina
Tipo album Studio
Pubblicazione 24 ottobre 1992
Durata 45 min : 05 s (CD1)
43 min: 49 sec (CD2)
Dischi 2
Tracce 20 (10 + 10)
Genere Folk
Pop
Etichetta PDU
Registrazione studi PDU di Lugano
Mina - cronologia
Album precedente
(1991)
Album successivo
(1993)
« Quando finisce una canzone / mi prende sempre la tristezza. / Chissà perché? / Non me lo spiego mai... »
(Quando finisce una canzone)

Sorelle Lumière, pubblicato nel 1992, è un album della cantante italiana Mina. Commercializzato anche in vinile nel formato di doppio LP.

Il disco[modifica | modifica wikitesto]

Per il layout dell'album, Mina si ispira al cinema, a partire dal titolo che rende omaggio ai fratelli Lumière. Così la copertina vede la cantante trasformarsi in «un proiettore cinematografico con due bobine al posto dei capelli, gli ingranaggi nel cervello e le immagini che le scaturiscono dagli occhi»[1], mentre nelle foto interne Mina si fa «tenebrosa»[2] e, guardandosi allo specchio, nota una "M" disegnata sulla sua schiena, citazione del film M - Il mostro di Düsseldorf di Fritz Lang. L'intero disco diventa così «un film che si dipana nella sua testa, un film lungo venti canzoni, [...] forse un vecchio melò, dalle tinte forti, una storia sentimentale senza lieto fine»[1]. «Se il primo volume è elegante, intenso»[2], «più vario e soffuso di atmosfere vellutate»[3], nell'album di inediti «le ampie melodie sono cariche di tristezze, di gemiti di donne disperate e amare»[3], «un fuoco d'artificio di capricci e invenzioni, [...] di storie complesse, contorte, di uomini che non capiscono, di donne che soffrono, si annoiano, sognano»[2]. Quasi tutti i pezzi rientrano in queste definizioni: Anima nera, in cui la Mina buona e consigliera di Anche un uomo lascia il posto ad una Mina arrabbiata e delusa («Mai sarai per lui la sola donna d'amare, mai. Anima nera, bugiarda, non cambia mai»); in Se poi, Carlo Marrale le fa cantare «soffro, bevo e mi rovino, lo so», perché «le eroine subiscono sempre»[3]; in Uomo ferito, Mina si fa più comprensiva e consolatrice - una specie di «crocerossina»[2] - e quell´«uomo ferito come un passero che non vola più» ritroverà la luce grazie all'amore della sua donna. E poi la conclusiva La follia, che «sfocia nel fogliettone di un torbido delitto»[3] («Ormai non sento più la voce sua da vile incantatore... Il mio pugnale è lì, piantato lì, al centro del suo cuore...») e che rappresenta l'«atto finale di questo nuovo capitolo dove Mina [...] si ritrae come un mostro, marcato dal segno M, e oggetto di feticismo da cinematografo»[4].

Immagine tratta dal libretto dell'album.
Immagine tratta dal libretto dell'album.

Curiosità[modifica | modifica wikitesto]

Il brano Neve, che si apre con un canto gregoriano, vede l'inizio della lunga e proficua collaborazione tra Mina e gli Audio2. Della canzone venne realizzato anche un breve video promozionale dove compariva anche una non ancora famosa Platinette nei panni di Rita Hayworth, versione Contessa di Shangai, che ripeteva la celebre scena dello sparo allo specchio.

Il Jacinto Pereira de Tazza che compare nei crediti come percussionista in realtà è uno pseudonimo di Massimiliano Pani.

Nell'album delle cover, compaiono tre brani - Come stai, Non avere te e Robinson - incisi da Massimiliano Pani nel suo album di debutto, L'occasione (1991). Come stai è stata rieseguita per l'occasione anche da Pani.

Uomo ferito porta la firma di Valgaut, pseudonimo della cantautrice Valentina Gautier.

Tracce[modifica | modifica wikitesto]

Disco 1 / CD 1

  1. Come mi vuoi – 5:40 (testo: Mariella Nava – musica: Edoardo De Crescenzo)
  2. Un nuovo amico / E poi... – 4:11
  3. Come stai? (feat. Massimiliano Pani) – 4:35 (testo: Massimiliano Pani, Giorgio Calabrese, Claudia Ferrandi – musica: Massimiliano Pani)
  4. Cry Me a River – 5:22 (Arthur Hamilton)
  5. Figlio unico (Trem das onze) – 3:51 (testo: João Rubinato, Riccardo Del Turco – musica: João Rubinato)
  6. Non avere te – 5:02 (Massimiliano Pani, Giorgio Calabrese, Massimo Bozzi)
  7. I ricordi della sera (È scesa malinconica la sera) – 3:03 (Tata Giacobetti, Virgilio Savona)
  8. Cigarettes and coffee – 4:30 (testo: Scialpi, Franco Migliacci – musica: Scialpi)
  9. I'll Fly for You / Oye Como Va / Black Magic Woman – 4:03 (testo: Elvis Presley – musica: Vera Matson)
  10. Robinson – 2:25 (testo: Giorgio Calabrese – musica: Massimiliano Pani)

Disco 2 / CD 2

  1. Anima nera – 4:35 (testo: Piero Cassano, Maurizio Morante – musica: Massimiliano Pani)
  2. Se poi – 5:43 (Carlo Marrale)
  3. Fuliggine – 4:05 (Maurizio Morante)
  4. Uomo ferito – 4:01 (Valgaut)
  5. Quando finisce una canzone – 4:23 (Maurizio Morante, Sergio Farina)
  6. Neve – 5:22 (Giovanni Donzelli, Vincenzo Leomporro)
  7. Amore, amore, amore mio – 5:00 (testo: Corrado Castellari, Giacinto De Mitri – musica: Corrado Castellari)
  8. Ancora un po' (feat. Roberto Costa) – 4:37 (Francesco Giardinazzo, Roberto Costa)
  9. Voli di risposte – 2:17 (Samuele Cerri)
  10. La follia – 3:38 (Maurizio Morante, Sergio Farina)

Versioni tracce[modifica | modifica wikitesto]

  • E poi...
versione originale, vedi Frutta e verdura
versione Live '78, vedi Mina Live '78
versione in spagnolo Y que?, vedi Colección latina
versione in tedesco Und dann, vedi Heisser Sand
versione in inglese Runaway, vedi Runaway/I Still Love You (Singolo inglese '74)
versione in francese Et puis ça sert à quoi vedi Mina (Album francese '76)
  • Come stai?
versione in spagnolo '07 ¿Cómo estás?, vedi Todavía
  • Neve
versione in spagnolo '07 Nieve, vedi Todavía

Musicisti[modifica | modifica wikitesto]

Artista[modifica | modifica wikitesto]

Arrangiamenti[modifica | modifica wikitesto]

Altri musicisti[modifica | modifica wikitesto]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ a b Alba Solaro, "Mina Lumière e i suoi film", l'Unità del 24 ottobre 1992
  2. ^ a b c d Mario Luzzatto Fegiz, "Torna M, il Mostro di Cremona", Corriere della Sera del 24 ottobre 1992
  3. ^ a b c d Marinella Venegoni, "Mina, le mie donne disperate", La Stampa del 24 ottobre 1992
  4. ^ Gino Castaldo, "Quelle brutte splendide canzoni della Signora M", La Repubblica del 24 ottobre 1992

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]