Franco Cerri

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Franco Cerri
Fotografia di Franco Cerri
Nazionalità Italia Italia
Genere Jazz
Periodo di attività 1945 – in attività
Etichetta Columbia, CGD, Dire, Ricordi, Ariston, Blue Serge
Album pubblicati 35
Gruppi e artisti correlati Stéphane Grappelli, Stefano Cerri, Gorni Kramer, Enrico Intra, Pino Presti, Tullio De Piscopo, Shirley Bunnie Foy, Renato Carosone, Nicola Arigliano
Sito web

Franco Cerri (Milano, 29 gennaio 1926) è un chitarrista italiano.

Biografia[modifica | modifica sorgente]

Attualmente è considerato il chitarrista italiano più autorevole nel campo del jazz; la sua simpatia innata ha fatto sì che molti spettatori, vedendo le sue partecipazioni in tv (specialmente negli anni sessanta), si avvicinassero al jazz e allo studio della chitarra.

Molto apprezzato a livello internazionale, ha lavorato al fianco di artisti del calibro di Django Reinhardt, Gorni Kramer, Chet Baker, Gerry Mulligan, Billie Holiday, Stéphane Grappelli, Lee Konitz, Dizzy Gillespie, Tullio De Piscopo, Pino Presti, Jean Luc Ponty.

È uno dei tre chitarristi jazz italiani con una voce inserita nell'Enciclopedia Treccani (gli altri due sono Carlo Pes e Lanfranco Malaguti).

Gli inizi[modifica | modifica sorgente]

Riceve la sua prima chitarra (costata 78 lire) in regalo dal padre a diciassette anni, ed inizia ad imparare a suonare da autodidatta; inizia nel frattempo a lavorare dapprima come muratore e poi come ascensorista presso la Montecatini, guadagnando undici lire al giorno.

Il riferimento per l'apprendimento della chitarra è il noto chitarrista Michele Ortuso, di cui studia la tecnica.

Durante la Seconda guerra mondiale si esibisce in spettacoli per i lavoratori nei dopolavoro, insieme con alcune orchestrine, riuscendo a farsi notare per la sua notevole tecnica; in questo periodo ha la sua prima esibizione radiofonica a "Radio Tevere, voce di Roma libera"[1]. Un programma radiofonico molto innovativo che scosse la monotonia della RSI divenendo il programma più seguito nel nord Italia, anche da molti antifascisti[2]. La Radio, appoggiata dallo stesso Mussolini, fingeva di trasmettere da una stazione clandestina di Roma, mentre in realtà trasmetteva da Milano, sfuggendo alla censura e ottenendo così la massima libertà nelle scelte redazionali come la messa in onda di musica Jazz[3] o la diffusione di radiogiornali con notizie molto precise e realistiche[4].

Con Gorni Kramer[modifica | modifica sorgente]

La sua attività professionale come chitarrista inizia nel 1945 con l'ingresso nell'orchestra di Gorni Kramer, a cui viene presentato dai componenti del Quartetto Cetra, che lo hanno ascoltato dal vivo: il suo debutto avviene nello spettacolo Vento del nord, in cui suona insieme a Bruno Martelli, Franco Mojoli, Carlo Zeme ed ovviamente lo stesso Kramer (alla fisarmonica).

Una delle prime canzoni che registra è La classe degli asini, per Natalino Otto: durante l'incisione il cantante genovese gli chiese a tradimento: "Cominciamo con l'interrogare il più intelligente. Tu Franco Cerri, sai dirmi dove si trovano i Pirenei?"; il giovane chitarrista improvvisa una risposta, imitando la voce di Gilberto Govi, e risponde: "I Pirenei...I Pirenei si trovano, se si cercano. Ma, se non si cercano, no!".

Kramer decide di lasciare la battuta (con il coro di disapprovazione degli altri musicisti) nel disco, ed è rimasta anche in tutte le ristampe successive, fino a quelle su CD.

Sempre con la formazione di Kramer ha le prime sessioni di registrazione nei dischi incisi dai Cetra; nello stesso periodo suona anche nell'orchestra di Giampiero Boneschi.

Negli anni seguenti ha modo di esibirsi insieme a molti grandi nomi del jazz, tra i quali, nel 1949, Django Reinhardt, che è stato uno dei musicisti che lo hanno influenzato musicalmente, e con cui suona per due settimane al night club milanese Astoria, in trio con il violinista Stéphane Grappelli.

Da solista[modifica | modifica sorgente]

Nel 1950 conosce il sassofonista Flavio Ambrosetti, con cui decide di formare un gruppo autonomo, il Franco Cerri Quintet, con cui inizia ad incidere i primi dischi e ad esibirsi in tutta Europa, continuando a suonare con molti dei più grandi nomi del jazz mondiale, come Wes Montgomery, Chet Baker, Gerry Mulligan, Lee Konitz, Dizzy Gillespie, per citarne alcuni.

Con Chet Baker nel 1962

Con Billie Holiday ha l'occasione di suonare nel 1958, quando la cantante, durante un'esibizione al Teatro Smeraldo di Milano viene fischiata da un pubblico di giovani e militari; viene quindi organizzato da alcuni uomini di cultura della città un concerto "riparatore" al Teatro Gerolamo, in cui la Holiday si esibisce con il suo pianista Mal Waldron, con Gene Victory alla batteria e Cerri, in questa occasione, al contrabbasso.

Nel 1954 ha una parentesi nella sua carriera come attore e ballerino, lavorando con Renato Rascel nella commedia musicale Tobia, candida spia.

La Rai lo chiama inoltre come conduttore di alcuni programmi divulgativi sul jazz per la neonata televisione italiana: ricordiamo tra gli altri Di jazz in jazz, Jazz primo amore, Il jazz in Italia e Il jazz in Europa, ed è proprio in queste occasioni che si mette in luce come showman oltre che come musicista, al punto da essere chiamato spesso come ospite in Il Musichiere e in Buone vacanze.

Ha nuovamente un'esperienza come contrabbassista, suonando nel 1959 nel quartetto del clarinettista Aurelio Ciarallo (completato da Sal Martirano al pianoforte e da Gil Cuppini alla batteria); tra le altre esperienze con questo strumento quelle con Lee Konitz e quella, sempre nel 1959, con Chet Baker.

Nell'ottobre del 1966 debutta negli Stati Uniti esibendosi al 'Lincoln Center' di New York, ottenendo notevoli consensi anche presso i jazzisti americani.

Session man e compositore[modifica | modifica sorgente]

Franco Cerri ha portato avanti, oltre alla sua carriera come jazzista, anche quella di turnista in sala d'incisione, lavorando con molti degli artisti più rappresentativi della musica italiana.

Già nel 1950 suona con Bruno Martino, e negli anni seguenti lavora tra gli altri con Renato Carosone, Nuccia Bongiovanni, Flo Sandon's, Nicola Arigliano, Peter Van Wood e Johnny Dorelli.

Franco Cerri con Nicola Arigliano nel 1959

Negli anni successivi lavorerà con Mina e Roberto Vecchioni.

Si è dedicato inoltre alla composizione di canzoni, scrivendo tra le tante Mister Jackson per il Quartetto Cetra, Se mi vuoi e Stazione Termini per Bruno Martino, La riconoscerei tra mille e Passavo di qui per Nicola Arigliano; ha anche composto alcune musiche per spot pubblicitari.

Gli anni settanta ed il proseguimento dell'attività[modifica | modifica sorgente]

Negli anni settanta si prestò come attore in uno spot TV che pubblicizzava il noto detersivo per il bucato Bio Presto: Cerri compariva in piedi, inquadrato a mezzo busto, immerso in una vasca di vetro piena d'acqua fino al collo: divenne famoso come "l'uomo in ammollo".

Tra i vari gruppi jazz da lui guidati in questo periodo è da ricordare il Franco Cerri quartet, in cui suonano anche, tra gli altri, Tullio De Piscopo, Angelo Arienti, Franco Bombino e Giorgio Azzolini.

Nel 1973 rinuncia al vecchio quartetto e, per dare nuova linfa alla sua musica,[5]) forma un nuovo complesso costituito da Nando De Luca al pianoforte, Pino Presti al basso elettrico, Giorgio Baiocco al sax e flauto, tenendo della vecchia formazione solo il batterista Tullio De Piscopo. Con questi musicisti si esibirà in molte città italiane e sarà al fianco del violinista jazz Stéphane Grappelli per una serie di concerti al Jazz Power di Milano (Aprile 1973).[6]

Per la Fratelli Fabbri Editori realizza, in collaborazione con il chitarrista classico Mario Gangi, un corso in sessanta lezioni, che verrà ristampato per quattro edizioni.

Nel 1975 conduce, insieme a Renato Sellani e al figlio Stefano Cerri la trasmissione Angeli e Cornacchie, tre puntate per la regia di Enzo Trapani.

Dal 1977 al 1979 è ospite fisso, insieme a Nicola Arigliano, nella trasmissione televisiva di cabaret Non stop.

Forma poi nel 1980 un duo con il pianista Enrico Intra, con il quale realizza numerose incisioni; non abbandona però la musica leggera, e nel 1990 suona nell'album A briglia sciolta di Caterina Valente, mentre nel 2005 torna al Festival di Sanremo 2005 accompagnando Nicola Arigliano insieme ad Antonello Vannucchi, tastierista dei Marc 4.

Il 15 febbraio 2013 è Guest al Festival di Sanremo, al fianco di Simona Molinari e Peter Cincotti, nell'esecuzione di Tua, canzone divenuta celebre grazie all'interpretazione di Jula De Palma al Festival del 1959.

Il figlio Stefano Cerri era un noto bassista e contrabbassista.

Onorificenze[modifica | modifica sorgente]

Commendatore Ordine al Merito della Repubblica Italiana - nastrino per uniforme ordinaria Commendatore Ordine al Merito della Repubblica Italiana
— Roma, 18 novembre 2005. Di iniziativa del Presidente della Repubblica.[7]

Honorary Award 2009 per la 3ª edizione degli Italian Jazz Awards.

Discografia[modifica | modifica sorgente]

Album[modifica | modifica sorgente]

45 giri[modifica | modifica sorgente]

Dischi di altri artisti in cui ha suonato Franco Cerri[modifica | modifica sorgente]

Televisione[modifica | modifica sorgente]

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ Silvio Bertoldi, Salò, BUR, 2005, p. 297
  2. ^ Silvio Bertoldi, Salò, BUR, 2005, p. 306
  3. ^ Silvio Bertoldi, Salò, BUR, 2005, p. 309
  4. ^ Silvio Bertoldi, Salò, BUR, 2005, p. 306
  5. ^ Vittorio Franchini, Stéphane Grappelli, a Milano mostro sacro del Jazz, pubblicato su Corriere della Sera del 27 aprile 1973
  6. ^ Vittorio Franchini, Stéphane Grappelli, a Milano mostro sacro del Jazz, pubblicato su Corriere della Sera del 27 aprile 1973
  7. ^ Commendatore Ordine al Merito della Repubblica Italiana Sig. Franco Cerri

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

  • Autori Vari (a cura di Gino Castaldo), Il dizionario della canzone italiana, editore Armando Curcio (1990); alla voce Cerri Franco, di Enzo Giannelli, pagg. 351-354
  • Maurizio Maiotti (con la collaborazione di Armando Buscema), "1944-1963: i complessi musicali italiani. La loro storia attraverso le immagini.", Maiotti Editore, 2010, alla voce Franco Cerri e il suo Complesso pagine=184-191, ISBN 88-901228-6-2. [1]
  • Maurizio Franco, Franco Cerri, pubblicato su Musica jazz n° 5, maggio 2012, pagg. 12-33
  • Antonio Ongarello, " La chitarra alla Cerri!" Ed.Zanibon 1991
  • Antonio Ongarello, " Franco Cerri" Ed. Carisch con CD allegato 2008

Altri progetti[modifica | modifica sorgente]

Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]

Controllo di autorità VIAF: 60770116 LCCN: n94019774