Peter Van Wood

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Peter Van Wood
Peter Van Wood nel 1955
Peter Van Wood nel 1955
Nazionalità Paesi Bassi Paesi Bassi
Genere Musica leggera
Rock and roll
Jazz
Swing
Periodo di attività 1946 – 2010
Etichetta Pathé, Fonit
Album pubblicati 8

Pieter van Houten, noto con lo pseudonimo di Peter Van Wood[1] (L'Aia, 19 settembre 1927Roma, 10 marzo 2010), è stato un chitarrista e astrologo olandese.

Biografia[modifica | modifica sorgente]

Cominciò a suonare la chitarra a quattordici anni, studiando al conservatorio; contemporaneamente ascolta i grandi chitarristi jazz ed inizia a suonare in piccole formazioni in Olanda e all'estero, esibendosi anche al Palladium di Londra nel 1946.

Sulla chitarra elettrica fu tra i primi in quegli anni in Europa a usare effetti come eco e riverbero, e tra il 1947 e il 1948 si esibì in tutto il mondo, con concerti anche all'Olympia di Parigi e alla Carnegie Hall di New York.

Nel 1949 si stabilì in Italia: dopo una serie di spettacoli a Napoli, venne contattato per formare un trio da Renato Carosone e Gegè Di Giacomo, e incise con loro vari dischi per la Pathé.

Il quartetto nel 1955

Nel 1954 decise di darsi alla carriera solista: forma un suo quartetto, firma per la Fonit ed incide molti dischi di successo, esibendosi nel contempo nei night club più esclusivi.

Della sua carriera musicale si ricordano canzoni quali: Butta la chiave, rimasta famosa per via del dialogo tra Van Wood e la chitarra (a cui fa interpretare le risposte di una ragazza che non vuole farlo entrare in casa), Via Montenapoleone, Tre numeri al lotto, Mia cara Carolina e Capriccio.

Dagli anni sessanta si dedicò seriamente all'astrologia, con le rubriche di oroscopi per conto di giornali e riviste, pur continuando ad incidere dischi; aprì anche un locale a Milano (la città dove si stabilisce trasferendosi da Napoli), l'Amsterdam 19, in Galleria Passarella, dove spesso si esibì come cantante chitarrista.

Nel 1974, realizzò un album interamente strumentale per la Vedette -Phase 6, in cui sono messe in evidenza le sue doti di chitarrista Guitar magic.

Nel 1982 incise la sigla del programma televisivo La Domenica Sportiva.

È tornato alla ribalta nel mondo televisivo italiano con la partecipazione alla trasmissione Quelli che il calcio, condotta all'epoca da Fabio Fazio. Sulla falsariga del suo cognome, in senso ironico, venne creata una squadra calcistica chiamata Atletico Van Goof.

Nell'ottobre 2007 chiese un milione di euro di risarcimento al gruppo dei Coldplay, sostenendo che la canzone Clocks fosse plagiata dalla sua Caviar and Champagne.

È deceduto all'alba del 10 marzo 2010 al Policlinico Gemelli di Roma dopo una lunga malattia[2]

Visse gli ultimi anni della sua vita a Castelnuovo di Porto (Rm) ed è sepolto nel piccolo cimitero del paese.

Discografia parziale - Come Trio Carosone[modifica | modifica sorgente]

78 giri[modifica | modifica sorgente]

Discografia parziale - Solista[modifica | modifica sorgente]

33 giri[modifica | modifica sorgente]

EP[modifica | modifica sorgente]

45 giri[modifica | modifica sorgente]

Varietà televisivi[modifica | modifica sorgente]

Filmografia[modifica | modifica sorgente]

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ I Tre giorni (del freddo) Music: Filibello, pseud. of Filippo Bellobuono, words: Mario Panzeri & Giancarlo Testoni, arr. Gualtiero Malgoni part 6 - song, music - Copyright Inf...
  2. ^ Notizia della morte su Repubblica

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

  • Autori Vari (a cura di Gino Castaldo), Dizionario della canzone italiana, ed. Curcio, 1990; alla voce Van Wood, Peter di Fabrizio Zampa, pag. 1690
  • Il Radiocorriere, n° 23-24-25-26-27/1955.
  • Maurizio Maiotti (con la collaborazione di Armando Buscema), "1944-1963: i complessi musicali italiani", Maiotti Editore, 2010, alla voce: Van Wood Quartet, pp. 104-107.

Voci correlate[modifica | modifica sorgente]

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Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]

Controllo di autorità VIAF: 88027366