Il viaggio di G. Mastorna, detto Fernet

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Il Viaggio di G. Mastorna di Federico Fellini è, secondo le parole di Vincenzo Mollica, "il film non realizzato più famoso della storia del cinema". Più e più volte il suo autore avrebbe voluto realizzarlo ed era stato sul punto di farlo, ma una serie di contrattempi, personali e non, ne hanno sempre bloccato il compimento.

La storia nasce nel 1965, quando lo stesso Fellini ne scrive il primo copione cinematografico. Il regista aveva in mente parecchi attori a cui affidare la parte (tra i quali anche Totò, mai assegnatogli per causa delle complicazioni salutari del regista riminese), e ad un certo punto sembrò quasi certo che essa spettasse a Marcello Mastroianni (da sempre suo attore-feticcio), ma infine il film venne bloccato: solo quando il regista lo riprese, si convinse che Paolo Villaggio era il più adatto al ruolo, tanto da realizzare con lui una sessione fotografica. Fellini realizzò anche lo storyboard di tutta la prima parte, che sarà poi alla base del fumetto omonimo pubblicato nel 1992 e disegnato dal fumettista Milo Manara. Secondo i progetti del regista anche la cantante Mina avrebbe dovuto ricoprire un ruolo nel film.

Trama e sviluppo del fumetto di Milo Manara[modifica | modifica sorgente]

Giuseppe Mastorna detto Fernet è un famoso clown, il cui numero consiste nel suonare il violino o il violoncello. Egli ha girato il mondo, e si trova in un'imprecisata capitale nordeuropea coperta di neve quando sale su un aereo, pronto a ripartire per l'ennesima tappa del suo tour. Sennonché, a causa della persistente tempesta di neve, l'aereo è costretto a un atterraggio di emergenza nella piazza di una grande città, davanti a un'imponente cattedrale gotica. Da qui, con uno slittino, Mastorna viene portato in un grande albergo in una foresta, dove viene accolto a lume di candela e dove ha luogo lo spettacolo di una conturbante danzatrice del ventre che, al culmine dello spettacolo, è colta dalle doglie e partorisce in mezzo alla sala, tra la gioia degli astanti. A questo punto, Mastorna si ritira nella sua stanza, ma prima di dormire accende la televisione: l'annunciatrice del telegiornale annuncia un disastro aereo sulle montagne che non ha lasciato superstiti, però parla in tedesco, e Mastorna non capisce.

Qui s'interrompe la storia. Fellini non ha saputo (e quindi potuto) completarla, ma s'intuisce che il disastro aereo di cui parla il tg riguardi ovviamente l'aereo di Mastorna, e che quindi egli non sia altro che un morto che ha appena iniziato il viaggio nell'Aldilà.

La storia comparve sulla rivista "Il Grifo" nel 1992, e le restanti due parti avrebbero dovuto raccontare il viaggio, ma tutto finì perché, una mattina, Fellini ricevette una telefonata dell'amico scrittore Ermanno Cavazzoni, che si complimentava entusiasta della storia, aggiungendo che trovava il finale davvero sorprendente e perfetto. Per via di una svista di stampa, alla fine della puntata era comparsa la parola "fine", e non "continua" : e, dato il valore scaramantico che Fellini prestava per certi "indizi", ma anche per una serie di disguidi, ritardi o impegni vari, il film (di cui erano state montate anche le scenografie a Cinecittà) non fu mai portato a termine.

Tramite Vincenzo Mollica, Fellini conobbe Milo Manara nel 1984, e ne rimase amico fino alla morte. Il comune gusto per il fantastico, per i sogni e la passione per la visionarietà, fecero sì che i tre realizzassero una prima storia: Viaggio a Tulum, scritto e sceneggiato da Fellini e Mollica e realizzato da Manara.

Fellini si decise a realizzare anche il Mastorna, fornendo a Manara lo storyboard che egli stesso aveva realizzato, e che il disegnatore tradusse in tavole disegnate ad inchiostro a china in bianco e nero, con l'uso di mezzetinte per sottolineare l'atmosfera surreale e onirica. Ma l'episodio di cui sopra con Cavazzoni, ed altri decostruttivi lo fecero desistere dall'impresa; la sua morte, il 31 ottobre del 1993, ha messo la parola fine ad ogni possibile "ritorno di fiamma".

Curiosità[modifica | modifica sorgente]

  • Prima che a Paolo Villaggio, Fellini per il ruolo di Mastorna aveva pensato a Totò prima, e a Mastroianni.
  • La cattedrale gotica del fumetto è quella di Colonia.
  • Paolo Villaggio sarà "riutilizzato" da Fellini nel suo ultimo film, La voce della Luna, dove reciterà insieme a Roberto Benigni.
  • Le scenografie montate per il film a Cinecittà, prima di essere demolite, rimasero inutilizzate per alcuni anni, e furono riprese in vari documentari.