Ritchie Blackmore

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« Non ho mai sentito un chitarrista suonare come Ritchie Blackmore. »
(Bryan Adams[1])
Ritchie Blackmore
Ritchie nel 1970, durante un concerto con i Deep Purple
Ritchie nel 1970, durante un concerto con i Deep Purple
Nazionalità Regno Unito Regno Unito
Genere Hard rock[2]
Heavy metal[2]
Musica celtica[2]
Folk rock[2]
Musica rinascimentale[3]
Periodo di attività 1960 – in attività
Strumento Chitarra
Gruppo attuale Blackmore's Night
Gruppi precedenti Deep Purple
Rainbow

Ritchie Blackmore, nome completo Richard Hugh Blackmore (Weston-super-Mare, 14 aprile 1945), è un chitarrista inglese, fra i più celebri e influenti della storia del rock, ritenuto fra i più importanti per aver contribuito sotto diversi aspetti e/o generi musicali alla definizione della chitarra hard rock ed heavy metal. Ha militato nei Deep Purple e nei Rainbow, gruppo da lui fondato; dal 1997 è impegnato nel progetto Blackmore's Night, assieme alla moglie Candice Night.

Biografia[modifica | modifica sorgente]

Inizi[modifica | modifica sorgente]

Di origini gallesi per ramo paterno[4], a due anni si trasferisce a Heston nei pressi dell'Aeroporto di Heathrow, dove trascorre la sua infanzia ed adolescenza[5]. In questo periodo comincia ad appassionarsi alla musica, ascoltando Radio Luxembourg[6], attraverso la quale conosce brani come Rock Around the Clock di Bill Haley o Hound Dog di Elvis Presley, che sono tra i suoi primi dischi acquistati[6], ma soprattutto rimane folgorato da artisti come Buddy Holly e Duane Eddy, ovvero le sue prime influenze chitarristiche[6], anche se la visione di Tommy Steele nel programma televisivo della BBC Six-Five Special (1957-58[7]), a detta dello stesso Blackmore, fu decisiva per il suo approccio al Rock 'n' roll[8]. Intorno agli undici anni entra in possesso della sua prima chitarra, regalatagli dal padre[6], il quale gli impone di prendere lezioni da un'insegnante di musica classica, che frequenta per circa un anno[6]. Verso la fine degli anni cinquanta, come molti altri connazionali della sua generazione, viene influenzato dalla musica Skiffle[9], ed in particolare da artisti come Lonnie Donegan e Wally Whyton[9], tant'è che il primo complessino nel quale entra, ovvero il 2 I's Junior Skiffle Group[9], è specializzato in questo stile musicale; in questo gruppo tuttavia, per abbondanza di chitarristi nonché giudicato di talento inferiore dagli altri membri[9], è relegato a suonare "strumenti poveri" come la dog box o la washboard[9]. In quel periodo Blackmore però privilegia l'ascolto e lo studio di chitarristi come Jimmy Bryant e Speedy West o Scotty Moore e James Burton[10]; fondamentale per la sua formazione di musicista è pure la frequentazione del suo vicino di casa Big Jim Sullivan, al tempo uno dei più apprezzati chitarristi di studio del mondo discografico britannico[10], che perfeziona la sua conoscenza delle tecniche strumentali del rock 'n' roll[11]. Il gruppo preferito del giovane Ritchie all'epoca dei suoi quindici anni sono i Nero & the Gladiators[12], celebri per il loro singolo In the Hall of the Mountain King, nei quali milita il chitarrista Colin Green[12]; ma il giovane musicista non trascura lo studio di importanti figure "extra rock" quali Les Paul, Django Reinhardt o Wes Montgomery[13].

Prime esperienze professionali[modifica | modifica sorgente]

Dopo aver fatto parte di alcune band giovanili amatoriali come i Dominators[14], nel 1961 approda nei Mike Dee & the Jaywalkers, il suo primo complesso professionale[15], presto scritturato dall'agenzia George Cooper Organization[13]. Con questa formazione Blackmore registra il primo singolo Stolen Hours / My Blue Heaven per la Decca Records[16], che però rimarrà inedito[13], inoltre ha la possibilità di accompagnare Gene Vincent in tre concerti[17]. Nell'aprile del 1962, dopo un'intensa turnè, il gruppo si scioglie[18], ma dal maggio all'ottobre successivo[19] Blackmore sostituisce Bernie Watson negli Screaming Lord Sutch & the Savages[19]: ha quindi la prima grande occasione per mostrare il suo già notevole talento con una band di ottimi elementi[19]. Questa esperienza sarà fondamentale per la sua crescita come musicista nonché come uomo di spettacolo, in quanto dal leader del gruppo Ritchie apprende molti segreti del mestiere per tenere avvinta l'attenzione del pubblico[20]. Concluso il suo periodo con i Savages, il chitarrista entra subito negli Outlaws[21], al tempo ritenuti uno dei migliori gruppi rock britannici[21], coi quali rimarrà fino all'inizio del 1964[22]. Questa band, dal repertorio dapprima esclusivamente strumentale[23], effettua numerose turné sia da attrazione principale quanto collettive, dove ha tra l'altro occasione di fungere da band di supporto per solisti del calibro di Jerry Lee Lewis e Gene Vincent[24]. Gli Outlaws partecipano al film musicale Live It Up! (uscito nel dicembre del 1963[25]) oltre ad innumerevoli session d'incisione per la RGM Productions di Joe Meek[26], sia come artisti principali quanto come turnisti per diversi cantanti pop tra i quali Heinz Burt, Glenda Collins e Freddie Starr[26]; in alcune occasioni il solo Blackmore è impiegato dal produttore per alcune registrazioni, molte delle quali ad oggi ancora non pubblicate[27]. Prima di lasciare la band per formare i Wild Ones, ovvero il complesso fisso di Heinz Burt, il chitarrista fa in tempo ad incidere il singolo Keep A-Knocking / Shake With Me: secondo il celebre deejay britannico John Peel, il lato b del 45 giri rappresenta il primo esempio di heavy metal apparso su disco[28].

Successo[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Deep Purple.

Nel 1968, ad appena 23 anni, fonda i Deep Purple insieme a Rod Evans (voce) Ian Paice (batteria), Jon Lord (tastiere) e Nick Simper al basso. La band è destinata a diventare insieme ai Led Zeppelin uno dei gruppi creatori dell'hard rock e con anche i Black Sabbath uno dei precursori dell'heavy metal. Blackmore vive lì il suo periodo di massima popolarità e contribuisce ad alcune delle opere più note del rock, come Deep Purple in Rock, Fireball o Machine Head, vere e proprie pietre miliari. Tra i famosi brani firmati Blackmore Smoke on the Water si distingue per il celeberrimo riff di chitarra entrato ben presto nell'immaginario collettivo. Ritchie diventa così uno dei chitarristi più importanti del periodo, a tutt'oggi difficilmente imitabile, e durante i concerti del gruppo può mostrare le sue impressionanti capacità di virtuoso. Sono famosi i diverbi tra Blackmore e lo storico cantante della Mark II, Ian Gillan. I due non si sono mai amati e la presenza dell'uno ha spesso allontanato l'altro dalla band per periodi più o meno lunghi.

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Rainbow (gruppo musicale) e Blackmore's Night.

Nel 1975, Blackmore abbandona i Deep Purple e crea il suo nuovo progetto: i Rainbow. Anche questo gruppo è destinato alla fortuna e ospiterà, tra i vari musicisti che vi militeranno, anche Ronnie James Dio. Nel 1984 i Deep Purple si riuniscono e Blackmore scioglie i Rainbow per ritornarvi. Il nuovo debutto sarà segnato da Perfect Strangers. Tuttavia, nel '94 sempre per una lite con Gillan si ritira definitivamente dalla band e ricrea i Rainbow. La reunion dura solo un anno ma porta all'album Stranger in Us All. Dal 1997 sino ad oggi si dedica insieme a Candice Night al gruppo dei Blackmore's Night, il cui nome deriva da un gioco di parole tra il suo cognome e quello della moglie.

Strumentazione[modifica | modifica sorgente]

La prima chitarra posseduta in assoluto da Blackmore era una Framus acustica regalatagli dal padre[29]. Dopo il periodo di studio classico, Blackmore decide di acquistare il suo primo set elettrico: una chitarra elettrica Hofner Club 50 collegata ad un amplificatore Watkins Dominator[30]. Successivamente passa a suonare una Gibson ES-335 rosso ciliegia di seconda mano (acquistatagli sempre dal padre)[31] che utilizzerà fino alle registrazioni dei primi album coi Deep Purple: un Fender Twin collegato ad un effetto Echo della Vox completano il suo equipaggiamento dell'epoca[31]. A partire dall'inizio degli anni '70, il "menestrello" riceve da Eric Clapton la sua prima Fender Stratocaster che sostituirà completamente la vecchia chitarra semiacustica e che diventerà un suo vero e proprio "marchio di fabbrica". Da quel momento inizierà a modificare le sue Stratocaster applicando una tastiera "scalloped", cioè incavata al fine di favorire i bending e i vibrato, e scollegando il single coil centrale. Per quanto riguarda gli amplificatori impiega un Vox AC30 durante le prime incisioni con i Deep Purple[32], fino alla fine degli anni sessanta quando lo sostituisce con un Marshall[32] sia per le registrazioni in studio che Live. Agli inizi del 1994 ha iniziato a utilizzare degli Engl completamente valvolari fino alla nascita del modello Engl Ritchie Blackmore Signature E650.

Discografia[modifica | modifica sorgente]

Pre Deep Purple[modifica | modifica sorgente]

  • 1963 Just Like Eddie (Heinz)
  • 1989 Rock Profile (Ritchie Blackmore)
  • 1991 Rock Profile Vol. 2 (Ritchie Blackmore)
  • 1991 The Derek Lawrence Sessions Take 1
  • 1992 The Derek Lawrence Sessions Take 3
  • 1994 Dreams Do Come True - The 45's Collection (Heinz)
  • 1994 Take It! Sessions 63/68 (Ritchie Blackmore )
  • 2005 Getaway - Groups & Sessions (Ritchie Blackmore )

Come ospite[modifica | modifica sorgente]

Con i Deep Purple[modifica | modifica sorgente]

Studio[modifica | modifica sorgente]

Live (parziale)[modifica | modifica sorgente]

Con i Rainbow[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Discografia dei Rainbow.

Studio[modifica | modifica sorgente]

Live[modifica | modifica sorgente]

Con i Blackmore's Night[modifica | modifica sorgente]

Studio[modifica | modifica sorgente]

Live[modifica | modifica sorgente]

Compilation[modifica | modifica sorgente]

Live VHS/DVDs[modifica | modifica sorgente]

Apparizioni in film[modifica | modifica sorgente]

  • 1991 Deep Purple - Heavy Metal Pioneers
  • 1995 Rock Family Trees - Deep Purple
  • 2002 Classic Albums - Deep Purple's Machine Head
  • 2006 Rainbow - In Their Own Words (archive footage)

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ Frase citata a pag.350 in Jerry Bloom, Ritchie Blackmore. La biografia non autorizzata, versione italiana pubblicata da Tsunami Edizioni con la traduzione di Eleonora Ossola, Iª Ediz. Milano Febbraio 2013 ISBN 978-88-96131-49-7.
  2. ^ a b c d allmusic.com - Ritchie Blackmore
  3. ^ Bloom, 2013, op. cit., pp. 317-321
  4. ^ pag.11 di Ritchie Blackmore - La biografia non autorizzata op. cit.
  5. ^ pag.12 di Ritchie Blackmore - La biografia non autorizzata, op. cit.
  6. ^ a b c d e pag.13 di Ritchie Blackmore - La biografia non autorizzata, op. cit.
  7. ^ scheda del programma tv Six-Five Special sul sito IMDb [1].
  8. ^ pag.14 di Ritchie Blackmore - La biografia non autorizzata, op. cit.
  9. ^ a b c d e pag.16 di Ritchie Blackmore - La biografia non autorizzata, op. cit.
  10. ^ a b pag.19 di Ritchie Blackmore - La biografia non autorizzata, op. cit.
  11. ^ pagg.19-20 di Ritchie Blackmore - La biografia non autorizzata, op. cit.
  12. ^ a b pag.23 di Ritchie Blackmore - La biografia non autorizzata, op. cit.
  13. ^ a b c pag.30 di Ritchie Blackmore - La biografia non autorizzata, op. cit.
  14. ^ pag.26 Ritchie Blackmore - La biografia non autorizzata, op. cit.
  15. ^ pag.28 di Ritchie Blackmore - La biografia non autorizzata, op. cit.
  16. ^ pag.32 di Ritchie Blackmore - La biografia non autorizzata, op. cit.
  17. ^ pagg.33-34 di Ritchie Blackmore - La biografia non autorizzata, op. cit.
  18. ^ pag.34 Ritchie Blackmore - La biografia non autorizzata, op. cit.
  19. ^ a b c pag.33 di Ritchie Blackmore - La biografia non autorizzata, op. cit.
  20. ^ pag.37 di Ritchie Blackmore - La biografia non autorizzata, op. cit.
  21. ^ a b pag.40 di Ritchie Blackmore - La biografia non autorizzata, op. cit.
  22. ^ pag.75 di Ritchie Blackmore - La biografia non autorizzata, op. cit.
  23. ^ pag.71 di Ritchie Blackmore - La biografia non autorizzata, op. cit.
  24. ^ pag.53 di Ritchie Blackmore - La biografia non autorizzata, op. cit.
  25. ^ pag.69 di Ritchie Blackmore - La biografia non autorizzata, op. cit.
  26. ^ a b pag.42-44 di Ritchie Blackmore - La biografia non autorizzata, op. cit.
  27. ^ per una lista dettagliata di supposte partecipazioni di R. Blackmore ad incisioni altrui (note come The Tea Chest Tapes), vd. pag.360 di Ritchie Blackmore - La biografia non autorizzata, op. cit.
  28. ^ pag.73 di Ritchie Blackmore - La biografia non autorizzata, op. cit., vd. nota 14.
  29. ^ Bloom, 2013, op. cit., p. 13
  30. ^ pag.21 di Ritchie Blackmore op. cit.
  31. ^ a b pag.30 di Ritchie Blackmore, op. cit.
  32. ^ a b dati ricavati dal sito Woody Tone.com [2].

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

Altri progetti[modifica | modifica sorgente]

Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]

Controllo di autorità VIAF: 24794790 LCCN: n87149149