Onnivoro

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
Esemplare di Periplaneta americana: le blatte sono un classico esempio di animali largamente onnivori.

Per onnivoro si intende in biologia un organismo che si nutre di una ampia varietà di alimenti; altri sinonimi utilizzati sono polifago[1], eurifago[2] e pantofago[3].

Definizioni[modifica | modifica sorgente]

Polifago può essere inteso (in contrapposizione a monofago, che si nutre di una sola specie o alimento, e oligofago o stenofago , che si nutre di poche specie o alimenti) come un organismo che si nutre, in analogia ad organismi ad esso affini, di diverse specie, animali o vegetali, a seconda della tipologia della dieta, quindi non di un misto di animali e vegetali.
Ad esempio, tra gli emitteri, C. ciliata, il tingide del platano, specie fitofaga (erbivora) e polifaga, viene predata da O. laticollis, specie entomofaga (predatrice insettivora) altrettanto polifaga, ma entrambe polifaghe entro le rispettive classi di dieta, attualmente tendenzialmente monofaghe sul territorio italiano (platano e tingide rispettivamente). Al contrario la B. orientalis, lo scarafaggio comune, è da considerarsi polifago in senso ampio, comprendendo una vastissima tipologia alimentare all'interno della propria dieta. Polifago viene spesso utilizzato nell'ambito delle specie parassite, parassitanti diverse specie ospiti.

Spesso si utilizzano i termini intendendo una categorizzazione dei cibi in sostanze vegetali e sostanze animali; in questo caso il rapporto percentuale fra le due componenti della dieta può essere anche molto differente a seconda della specie presa in considerazione.

Etimologia[modifica | modifica sorgente]

Il nome "onnivoro" deriva dall'unione delle parole latine omnis (tutto) e vorare (mangiare), quindi significa "colui che si nutre di tutto".

Caratteristiche[modifica | modifica sorgente]

L'apparato digerente degli onnivori è in grado di elaborare diverse composizioni della dieta: questa duplice capacità di elaborazione di sostanze nutritive offre agli onnivori maggiori possibilità di assimilazione di nutrienti, maggiore scelta nella ricerca del cibo e consente un maggiore adattamento ai cambiamenti climatici. La maggiore varietà e più alta qualità della dieta, perciò, garantiscono all'organismo onnivoro una maggiore probabilità di sopravvivenza. Tra i componenti animali le proteine hanno in genere la prevalenza, mentre tra quelli vegetali i glucidi e tra questi l'amido e la cellulosa, che non viene comunque digerita dalla gran parte degli organismi, ma viene invece eliminata con le feci, costituiscono spesso la frazione dominante.

Elenco di specie considerabili onnivore[modifica | modifica sorgente]

Sebbene vi siano casi sporadici in cui degli animali erbivori si nutrono di sostanze animali (ad esempio la lepre artica, che a volte mangia le carcasse degli animali presi nelle tagliole), così come di animali prettamente carnivori che si nutrono di sostanze vegetali (come lupi e gatti, che spesso mangiano steli d'erba per facilitare la digestione), la classificazione della dieta di un animale come "onnivora" non si basa sull'assunzione sporadica di sostanze diverse da quelle presenti abitualmente nella dieta.

Sono, tra i vertebrati, onnivori molti pesci, mammiferi ed uccelli:

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ Polifago in Vocabolario – Treccani
  2. ^ Eurifago in Vocabolario – Treccani
  3. ^ Pantofago: definizioni, etimologia e citazioni nel Vocabolario Treccani
  4. ^ Seattle Audubon Society, Family Corvidae (Crows/Ravens), BirdWeb.org. URL consultato il 31 dicembre 2007.
  5. ^ Brent Huffman, Family Suidae (Pigs), UltimateUngulate.com. URL consultato il 29 dicembre 2007.
  6. ^ Adapted from a talk by John McArdle, Ph.D, Humans are Omnivores, Vegetarian Resource Group. URL consultato il 29 dicembre 2007.
  7. ^ Squam Lakes Natural Science Center, NatureWorks, New Hampshire Public Television. URL consultato il 24 marzo 2009.

Voci correlate[modifica | modifica sorgente]

Altri progetti[modifica | modifica sorgente]