Falco naumanni

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Falco grillaio
Male and female Lesser Kestrels.jpg
Maschio e due femmine di Falco naumanni
Stato di conservazione
Status iucn3.1 LC it.svg
Rischio minimo[1]
Classificazione scientifica
Dominio Eukaryota
Regno Animalia
Phylum Chordata
Classe Aves
Sottoclasse Neornithes
Superordine Neognathae
Ordine Falconiformes
Famiglia Falconidae
Genere Falco
Specie F. naumanni
Nomenclatura binomiale
Falco naumanni
J.G.Fleischer, 1818
Areale

Falco naumanni distribution.png

Il grillaio (Falco naumanni J.G.Fleischer, 1818) è un uccello rapace della famiglia dei Falconidi.[2]

L'epiteto specifico naumanni è un omaggio al naturalista tedesco Johann Andreas Naumann.

È una specie protetta inclusa nella Direttiva Habitat dell'Unione Europea.

Descrizione[3][modifica | modifica wikitesto]

Il grillaio è un piccolo falco, lungo 27–33 cm, con una apertura alare di circa 70 cm. È molto simile al gheppio, ma leggermente più piccolo.

Come il gheppio, il maschio adulto ha la parte superiore del corpo marrone chiaro, le parti superiori più esterne delle ali scure, un cappuccio grigio, la coda grigia dal bordo nero e le parti inferiori chiare. Si distingue dal gheppio, però, dalla presenza di una banda grigia sopra le ali tra la parte interna marrone e la parte esterna scura, dalla parte superiore del corpo marrone uniforme senza barre scure, dall'assenza di strie scure sotto e dietro l'occhio e dalle unghie chiare (nere nel gheppio).

La femmina e i giovani sono estremamente simili al gheppio: parti superiori marrone chiaro macchiate di scuro, estremità superiori delle ali scure, parti inferiori chiare macchiare di nero. L'unico carattere che permette di distinguere con certezza le specie ad un occhio non esperto è il colore delle unghie.

Peso: 90 - 200 gr[senza fonte]

Distribuzione e habitat[modifica | modifica wikitesto]

Il grillaio è una specie a corologia eurocentroasiatico-mediterranea. Nidifica nei paesi del Mediterraneo e dell'Asia centrale, e sverna in Africa subsahariana. I suoi habitat sono steppe, praterie e coltivazioni non intensive.[1]

In Italia, il grillaio risulta un migratore regolare, nidificante e parzialmente svernante. È nidificante dal livello del mare fino a 400-500 m s.l.m. in Basilicata e in Puglia, e fino a 1.000-1.100 m s.l.m. in Sicilia e in Sardegna. Il grillaio nidifica esclusivamente in Basilicata, Puglia[4] Sicilia, Lampedusa, Sardegna, Toscana, Emilia-Romagna, Calabria.

Biologia[modifica | modifica wikitesto]

Specie migratrice e coloniale. Arriva nelle aree di nidificazione tra febbraio e aprile e riparte in settembre.[1]

Questo piccolo rapace è molto più confidente del gheppio, infatti non è raro sostare sotto di lui mentre si liscia le penne o spolpa una qualche preda su di un palo, senza batter ciglio per la nostra presenza. A differenza del gheppio è solito vivere in comunità, quindi facilmente si possono individuare più soggetti insieme.

Alimentazione[modifica | modifica wikitesto]

Data la scarsa potenza del becco e degli artigli, si nutre principalmente di invertebrati come cavallette, coleotteri, grilli-talpa, insetti vari che coprono circa l'80% della sua alimentazione. Riesce comunque a predare con successo rettili come le lucertole e, occasionalmente, piccoli roditori terricoli. Cattura le sue vittime in prevalenza a terra, usando sia la tecnica di caccia all'agguato che il volo perlustrativo.

Riproduzione[modifica | modifica wikitesto]

Accoppiamento del grillaio

Dopo il ritorno dai luoghi caldi di svernamento, il grillaio incomincia la sua attività riproduttiva, quasi sempre in colonie più o meno numerose. Nidifica spesso nelle vicinanze di insediamenti umani[1], in anfratti e buchi di rocce, nelle cavità di grossi tronchi o sotto le tegole dei tetti. A fine aprile vengono deposte dalle 3 alle 5 uova che si schiudono dopo una cova di circa 28 giorni, effettuata prevalentemente dalla femmina. Nei primi giorni dalla nascita, la femmina rimane con i piccoli e il maschio procura il cibo. Successivamente, anche la femmina gli verrà in aiuto. L'involo dei giovani avviene a circa 4 settimane dalla nascita, che in Italia coincide con giugno-luglio. Già in agosto-settembre, giovani e adulti, in forma aggregata, intraprendono la migrazione autunnale. La prima nidificazione può verificarsi dopo il primo inverno.

Voce[modifica | modifica wikitesto]

La voce è composta da krii striduli molto ravvicinati da sembrare quasi il rumore di un grillo, per questo motivo[senza fonte] prende il nome di grillaio.

Conservazione[modifica | modifica wikitesto]

Questo piccolo falco è stato riconosciuto dall'Unione Europea come "specie prioritaria ai fini di conservazione", ai sensi della direttiva 79/409. Nella Lista rossa IUCN[1] internazionale e italiana era in precedenza classificato come "vulnerabile", ma a seguito di un aumento della sua popolazione globale è stato riclassificato come "a rischio minimo".

Le popolazioni apulo-lucane sono considerate fondamentali per la conservazione di questo rapace a livello europeo; negli ultimi due lustri questa popolazione è in espansione malgrado la riduzione di habitat.[senza fonte] Attualmente sono in corso due progetti LIFE Natura per la tutela del grillaio, uno denominato LIFE "Rapaci Lucani" e un secondo progetto denominato "Rapaci del Gargano"[5] che ha lo scopo di ricreare nuove colonie di questo raro falchetto in provincia di Foggia.

La colonia di Matera[modifica | modifica wikitesto]

Il falco grillaio è specie da proteggere poiché le sue popolazioni in Europa occidentale hanno subito un notevole declino dal 1950. Tra le 25 e le 42 migliaia sono le coppie presenti in tutta Europa.[1]

Alcune colonie più piccole si trovano a Montescaglioso, Altamura e Gravina in Puglia e comunque in gran parte del territorio murgiano. Tra 400 e 500 coppie nidificano in Sicilia. Tra 100 e 200 coppie nidificano in Sardegna[6], e a Matera si trova la colonia più imponente. Secondo recenti censimenti ci sono un minimo di 700 coppie nidificanti, e nel periodo pre-riproduttivo si possono contare 3.000 esemplari.[6]

In controtendenza con quello che succede in molte zone dell'areale spagnolo e greco, il territorio della murgia materana è immutato da secoli, un tavolato calcareo coperto da grandi pascoli aridi. A Matera risulta evidente la caratteristica formazione di colonie del grillaio in un punto ben preciso: un pino domestico situato quasi al centro della città. I piccoli falchi utilizzano questo pino come dormitorio e sembrano del tutto indifferenti al traffico cittadino (in quel punto della città particolarmente concentrato). Durante il periodo precedente alla riproduzione, al calare del sole è possibile vedere centinaia di uccelli che si affollano in volo attorno al pino (proprio questo comportamento ha reso possibile censimenti accurati). Durante il periodo riproduttivo spicca un'altra particolarità del grillaio e cioè il fatto che nidifica praticamente ovunque: in nicchie sui monumenti, sotto le tegole, in qualsiasi buco o fessura delle mura (sono stati visti alcuni uccelli nidificare in vasi sui balconi).

Durante il periodo della mietitura nei dintorni di Matera è facile vedere grillai in volo sui campi, pronti a catturare tutti quegli insetti che vengono disturbati dall'attività dell'uomo. La città ha adottato questo splendido uccello e per questo motivo si è incentivato l'utilizzo delle cassette nido, che sono di aiuto alla nidificazione, in quanto compensano la perdita dei luoghi di nidificazione a seguito del restauro delle vecchie abitazioni.

Sul palazzo della Provincia sono state collocate circa 50 cassette nido. Quasi il 22% delle cassette collocate a Matera nel 2008 è stato utilizzato.

Curiosità[modifica | modifica wikitesto]

  • Il campanile della cattedrale di Siviglia, "La Giralda" è abitato da una colonia di falchi grillai famosa in tutta Europa e diventata una delle attrattive "naturalistiche" dell'Andalusia.
  • Il falco grillaio è il simbolo del Parco della Murgia Materana.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ a b c d e f (EN) BirdLife International 2013, Falco naumanni in IUCN Red List of Threatened Species, Versione 2014.3, IUCN, 2014.
  2. ^ (EN) Gill F. and Donsker D. (eds), Family Falconidae in IOC World Bird Names (ver 4.4), International Ornithologists’ Union, 2014. URL consultato il 10 maggio 2014.
  3. ^ Lars Svensson, Guida degli uccelli d'Europa, nord Africa e vicino oriente, Roma, Ricca editore, 2012, p. 116.
  4. ^ Nelle province di Bari e Foggia, fonte: Centro Studi Naturalistici Onlus.
  5. ^ Progetto "Rapaci del Gargano"
  6. ^ a b Sandro Bassi, National Geographic, novembre 2009

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

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Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

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