Himantopus himantopus

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Cavaliere d'Italia
Himantopus himantopus P4223200.jpg
Cavaliere d'Italia (Himantopus himantopus)
Stato di conservazione
Status iucn3.1 LC it.svg
Rischio minimo
Classificazione scientifica
Dominio Eukaryota
Regno Animalia
Phylum Chordata
Classe Aves
Sottoclasse Neornithes
Ordine Charadriiformes
Sottordine Charadrii
Famiglia Recurvirostridae
Genere Himantopus
Specie H. himantopus
Nomenclatura binomiale
Himantopus himantopus
Linnaeus, 1758

Il cavaliere d'Italia (Himantopus himantopus, Linnaeus 1758) è un uccello di palude della famiglia dei Recurvirostridi.

Indice

[modifica] Sistematica

La tassonomia di quest'uccello è ancora oggetto di discussione: alcune fonti attribuiscono le 5 sottospecie a H. himantopus; altre dividono il genere Himantopus in 3 specie (H. himantopus, H. mexicanus e H. melanurus) altre considerano tutte e 5 le sottospecie specie a sè stanti. Vengono attualmente considerate sottospecie:

[modifica] Aspetti morfologici

Gli adulti sono lunghi dai 33 ai 40 cm e possono pesare anche 200 g.
Rispetto alla mole, questo uccello ha le zampe più lunghe di tutta l'avifauna: possono raggiungere anche i 30 cm di lunghezza. Durante il volo, il battito delle ali si alterna a brevi planate e le zampe escono dalla lunghezza del corpo, dando al cavaliere d'Italia un aspetto elegante. Hanno un becco lungo, nero e sottile; il corpo ha le parti superiori nere che contrastano con le parti inferiori bianco splendente. L'occhio ha un'iride rossa, con una pupilla molto grande: il ciò fa assomigliare l'occhio del cavaliere d'Italia a quello di un cucciolo di mammifero.
Il maschio si differenzia dalla femmina, in primavera ed estate, per la parte posteriore del capo nera.

[modifica] Distribuzione e habitat

Gli habitat del cavaliere d'Italia sono le paludi e le lagune poco profonde con sponde sabbiose e sassose. Si adattano facilmente anche ad ambienti artificiali, come risaie e saline.

[modifica] Biologia

[modifica] Cibo e alimentazione

Cavaliere d'Italia che si nutre

I cavalieri d'Italia si nutrono di insetti, crostacei, molluschi, vermi e altri invertebrati. A volte mangiano anche dei girini. Raccolgono il loro cibo direttamente dalla sabbia e dall'acqua; per cacciare utilizza vista e tatto: infatti, muove il becco nell'acqua intercettando le prede. Cacciano anche di notte, riuscendo a vedere bene anche al buio.

[modifica] Riproduzione

Il cavaliere d'Italia nidifica sulle sponde dei laghi salmastri e delle zone umide. Il nido è una depressione scavata con le zampe e modellata dalla pressione del corpo, in un sito aperto e asciutto o tra la vegetazione vassa, foderata di pochi steli e foglie, su un ciuffo d'erba dove può essere rapidamente aggiunto materiale se il livello dell'acqua cresce. Ad aprile il maschio corteggia la femmina con danze molto complicate ed eleganti. La femmina depone tra fine aprile e inizio giugno 3-4 uova di colore giallo-verde, macchiate di bruno scuro. L'incubazione dura 25-26 giorni e, insieme all'allevamento della prole (che dura circa un mese) viene effettuata da entrambi i genitori. Questi uccelli nidificano spesso in piccoli gruppi, a volte insieme alle avocette o alle sterne.

I piccoli cavalieri sono nidifughi: abbandonano, cioè, il nido molto presto. Imparano a volare circa un mese dopo la schiusa. Le femmine dei cavalieri d'Italia (come succede anche per le avocette), se si avvicina un predatore al nido, simulano di avere un'ala rotta, spiegandola e facendo molto rumore per farsi sentire. In questo modo, al predatore viene istintivo attaccare l'uccello "ferito", lasciando stare il nido. Se il cavaliere d'Italia, però, capisce che un eventuale predatore non ha cattive intenzioni (come un birdwatcher che osserva la situazione), in caso qualche minuto dopo torni, non farà ancora questa messa in scena.

[modifica] Status e conservazione

In Italia, è specie particolarmente protetta ai sensi della legge 157/92[1]. Agli inizi degli anni 80, la specie era molto a rischio, ma negli ultimi decenni la popolazione è molto aumentatata grazie alla protezione delle zone umide dove il cavaliere d'Italia si riproduce e grazie anche alla protezione della specie stessa nei paesi dove sverna in inverno. La popolazione sembra stabile.

[modifica] Galleria fotografica

[modifica] Bibliografia

[modifica] Altri progetti

[modifica] Note

  1. ^ Legge 11 febbraio 1992, n. 157 - Norme per la protezione della fauna selvatica omeoterma e per il prelievo venatorio

[modifica] Collegamenti esterni

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