Nuraghe Losa

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Coordinate: 40°07′00.94″N 8°47′24.26″E / 40.116928°N 8.790071°E40.116928; 8.790071

Nuraghe Losa
Vista laterale del bastione
Vista laterale del bastione
Civiltà Civiltà nuragica
Utilizzo Abitativo
Localizzazione
Stato Italia Italia
Comune Abbasanta-Stemma.png Abbasanta
Nuraghe Losa, bastione di nord-est
Nuraghe Abbasanta
Nuraghe Losa

Il nuraghe Losa, situato nelle campagne del comune sardo di Abbasanta, è uno dei più importanti e meglio conservati monumenti nuragici.

Il mastio risale al XV - XIII secolo a.C., mentre il bastione, l'antemurale e la cinta muraria risalgono al XIII - fine XII.

Già nella prima età del Ferro i reperti evidenziano una frequentazione del sito in diminuzione che però non cadde del tutto in disuso.

Fu utilizzato anche per scopi funerari come attestano i reperti del VII-VIII secolo.

Contesto ambientale e collocazione geografica[modifica | modifica wikitesto]

Situato a 304 m s.l.m. su un altopiano di roccia basaltica non molto lontano dal centro abitato di Abbasanta, è ben visibile percorrendo la SS 131 Cagliari-Sassari presso l'innesto stradale per Nuoro-Olbia (SS 131 bis). Nelle vicinanze sono presenti anche i resti di una tomba dei giganti.

Descrizione[modifica | modifica wikitesto]

Struttura del nuraghe[modifica | modifica wikitesto]

Costruito interamente in roccia basaltica, il nuraghe Losa è costituito da un mastio centrale e da un bastione trilobato a sua volta circondato da un antemurale.

Tutto il complesso nuragico, compreso il villaggio, è circondato da una cinta muraria vagamente ellissoidale di 172 x 268 m.

Funzione del nuraghe[modifica | modifica wikitesto]

Gli scavi archeologici[modifica | modifica wikitesto]

Il nuraghe durante i primi scavi.

I primi scavi del sito vennero condotti da Leon Gouin negli anni ottanta del XIX secolo e poi da Filippo Vivanet, coadiuvato da Filippo Nissarda, dal 1890 e riguardarono il bastione.

Nel 1915, Antonio Taramelli condusse una nuova campagna di scavi riportando alla luce nuove strutture ed il villaggio circostante. Negli anni cinquanta Giovanni Lilliu esaminò i reperti rinvenuti dagli scavi precedenti.

Negli 'anni 70 Ferruccio Barreca condusse ulteriori scavi e interventi di restauro, rendendo così visitabile il monumento.

Dal 1989 al 1994 sono state condotte ulteriori indagini sul mastio ed il bastione.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • G. Pinza, Monumenti primitivi della Sardegna, in Monumenti Antichi dei Lincei, XI, 1901, coll. 222-223, tavv. VII-VIII, figg. 75-78;
  • A. Taramelli, Abbasanta - Ricerche nel nuraghe Losa, in Notizie degli Scavi, 1916, pp. 235-261;
  • G. Lilliu I nuraghi. Torri preistoriche della Sardegna, Cagliari, La Zattera, 1962, pp. 101-105;
  • G. Lilliu, Abbasanta (OR), località Nuraghe Losa, in I Sardi: la Sardegna dal paleolitico all'età romana, a cura di E. Anati, Milano, Jaca Book, 1984, pp. 141-143;
  • V. Santoni, Il nuraghe Losa di Abbasanta, collana Quaderni didattici, Soprintendenza Archeologica per le province di Cagliari e Oristano, 10, 1993;
  • G. Manca, Il nuraghe Losa, Ghilarza, 2004

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