Faroaldo I

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Estensione del regno longobardo in Italia dopo la morte di Alboino (572).

Faroaldo I [1] (... – 591 o 592) è stato un duca longobardo, primo duca di Spoleto.

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Le uniche notizie certe su di lui sono quelle riportate da Paolo Diacono nella sua Historia Langobardorum che, pertanto, sono posteriori di circa due secoli ai fatti cui si riferiscono e sono inoltre prive sia di una precisa datazione cronologica sia di altre fonti a supporto. Stando dunque a Paolo Diacono e alla tradizione longobarda cui egli si rifà, Faroaldo I sarebbe stato il fondatore del ducato di Spoleto, dove governò per circa un ventennio sul finire del VI secolo, e per un certo periodo avrebbe anche comandato truppe bizantine prima di abbandonare l'imperatore per avviare una propria politica di potenza nell'Italia centrale.

Intorno a queste limitate informazioni, gli studiosi hanno elaborato varie ricostruzioni storiche relative al primo dux (duca) spoletino. Se alcuni tendono a collocare gli insediamenti longobardi nell'Italia centrale e meridionale già nel 569, la storiografia moderna[2] ritiene che solo dopo la morte di Clefi (574 o 575), successore di Alboino, Faroaldo I abbia sfruttato il periodo di interregno che ne seguì, con la connessa libertà d'azione per ciascun dux, e sia sceso con i longobardi da lui comandati nel centro della penisola italiana, mentre Zottone conduceva i suoi più a sud a fondare il ducato di Benevento. All'epoca Faroaldo, come molti altri comandanti longobardi, si sarebbe posto al servizio dell'Esarcato di Ravenna ma, dopo il disastroso fallimento della controffensiva bizantina guidata dal generale Baduario contro i longobardi (575-576), si sarebbe mosso in piena autonomia occupando vasti territori, o semplici piazzeforti, nel Piceno, nel Sannio e nell'Umbria meridionale. Costituì in tal modo un proprio dominio (ducatus) incentrato su Spoleto, da dove avrebbe poi guidato (forse nel 579)[3] il saccheggio di Classe, il porto di Ravenna.

(LA)
« Hac etiam tempestate Faroald, primus Spolitanorum dux, cum Langobardorum exercitu Classem invadens, opulentam urbem spoliatam cunctis divitiis nudam reliquit. »
(IT)
« Pure in questo periodo Faroaldo, primo duca degli Spoletini, invasa Classe con un esercito di Longobardi, lasciò nuda l'opulenta città, spogliata di tutte le ricchezze. »
(Paolo Diacono, Historia Langobardorum, III, 13)

Successivamente, tra il 584 ed il 588, Classe venne ripresa da Droctulfo, dux longobardo rimasto fedele ai bizantini.

(LA)
« ...Drocton... vastator genti adfuit ipse suae... hanc patriam reputans esse, Ravenna, suam... Inde etiam, retinet dum Classem fraude Faroaldus, vindicet ut Classem, classibus arma parat. Puppibus exiguis decertans amne Badrino, Bardorum innumeras vicit et ipse manus. »
(IT)
« ...Droctulfo... divenne sterminatore della propria gente... ritenendo che qua fosse la sua patria, a Ravenna... Poi, mentre Faroaldo tiene Classe illegalmente, prepara anche le armi con le navi per liberare Classe. Combattendo con poche barche sul fiume Badrino,[4] sconfisse le numerose schiere dei Longobardi. »
(Paolo Diacono, Historia Langobardorum, III, 19)

Nel 591 o 592 a Faroaldo I succedette Ariulfo ma, alla morte di quest'ultimo, i figli di Faroaldo I combatterono per il ducato e nel 602 Teudelapio risultò vittorioso.

(LA)
« Igitur mortuo Ariulfo, duo filii Faroald superioris ducis inter se propter ducatum decertantes, unus ex ipsis, qui cum victoriam coronatus est, nomine Teudelapius, ducatum suscepit. »
(IT)
« Morto quindi Ariulfo, due figli del precedente duca Faroaldo combatterono fra loro per il ducato e uno di essi, quello coronato dalla vittoria, di nome Teudelapio, prese il ducato. »
(Paolo Diacono, Historia Langobardorum, IV, 16)

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ È attestata anche la variante Feroaldo, poco diffusa; cfr. Amico Ricci, Memorie storiche delle arti e degli artisti della Marca di Ancona, Macerata, Alessandro Mancini, 1834, 1º vol., p. 9 (consultabile anche su Google libri).
  2. ^ Si vedano in particolare le tesi di Gian Piero Bognetti, op. cit.
  3. ^ La datazione dell'avvenimento spazia però dal 576 al 584. Cfr. Andrea Augenti ed Enrico Cirelli, "Classe: un osservatorio privilegiato per il commercio della tarda antichità", in Simonetta Menchelli, Sara Santoro, Marinella Pasquinucci e Gabriella Guiducci (a cura di), Late roman coarse wares, cooking wares and amphorae in the Mediterranean, Oxford, Archaeopress, 2010, 2º vol, p. 606. ISBN 978-1-4073-0734-3.
  4. ^ Ramo del Po che sfociava presso il porto di Classe, poi chiamato Padoreno, Padorino o Badareno.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]