Natalino Irti

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Natalino Irti (Avezzano, 5 aprile 1936) è un docente e avvocato italiano.

Professore ordinario dal 1968, allievo di Emilio Betti, ha insegnato nelle università di Sassari, Parma, Perugia, Torino, dove si è formato ulteriormente sotto il magistero di Mario Allara. Nel 1977 è chiamato alla facoltà di giurisprudenza dell'università di Roma La Sapienza, dove ha insegnato istituzioni di diritto privato, diritto civile e teoria generale del diritto.

Presidente dell'Istituto Italiano per gli Studi Storici, Direttore responsabile di "Diritto dell'Impresa", Membro della direzione di: Giustizia Civile; Le nuove leggi civili commentate; Diritto e Società; Quadrimestre; Tempo Presente. Avvocato già membro del Consiglio Nazionale Forense.

È accademico dei Lincei. Su indicazione del Partito Liberale, ha ricoperto vari incarichi in imprese di Stato ed è stato presidente del Credito Italiano, vicepresidente dell'Enel, membro del Cda Iri e del Comitato Privatizzazioni. Dal 1985 al 1987 è stato anche consigliere comunale di Roma, eletto proprio nelle liste del PLI.

Deve una grande fama alla sua opera "l'età della decodificazione". Oltre agli studi più strettamente aderenti al diritto civile - a tale riguardo, si consultino le opere dedicate al diritto delle successioni (1967) e alla riproduzione contrattuale (1970) - l'Autore ha legato il suo nome al tema della progressiva perdita della centralità del Codice civile nel diritto privato (1978), arrivando a teorizzare (e a dimostrare) la nascita e lo sviluppo di sotto-sistemi normativi, governati da principi propri.

Il suo articolato pensiero giuridico muove dall'analisi concettuale e formale degli istituti, da una strenua difesa della forma (ovvero delle procedure formali) come metodo di decisione nella governance privata e pubblica. Nelle sue ultime opere ha teorizzato il "nichilismo giuridico ontologico" come esito ineluttabile della post-modernità e della globalizzazione[1].

La sua analisi investe altresì il rapporto tra la codificazione e il ruolo del giurista: la crisi del sistema codice porta, secondo Irti, a una messa in discussione del ruolo del giurista, che non trova più alle sue spalle una stabilità normativa. Alla caduta del codice la certezza del diritto può essere garantita solo da un ruolo forte della dottrina. Al di fuori dei codici, che vengono prodotti ed emanati da un'autorità legislativa, esistono le leggi speciali, che sono invece frutto di una negoziazione tra gli operatori di settore e il potere politico; di conseguenza nascono al di fuori di schemi di legittimazione democratica ordinaria.

Da ultimo, la sua opera si è diretta verso il recupero delle ideologie politiche, oramai annientate dalla stretta della "tenaglia" costituita, da un lato, dal potere dell'economia - e, quindi, dalla "tecnocrazia" - e dall'altro dalla religione, ossia dalla "clerocrazia"

Nel 2003 si è pubblicata a Lima-Perù una versione in spagnolo della sua "Introduzione Critica allo Studio del Diritto Privato", corredata da note di diritto latinoamericano, a cura dei professori peruviani Leysser León Hilario e Rómulo Morales Hervias.

Nell'ultima opera, "Diritto senza verità" (2011),Irti porta a conclusione l'iter intrapreso con le opere "Nichilismo Giuridico" ed "Il Salvagente della forma", facendosi latore di un vero e proprio neopositivismo giuridico, in cui il fondamento del diritto viene ancorato alla mera volontà dell'individuo, senza alcun riferimento a presunti valori o verità teologiche, metastoriche o metafisiche.

Opere[modifica | modifica wikitesto]

  • L'uso giuridico della natura (Roma-Bari 2013)
  • Diritto senza verità (Roma-Bari 2011)
  • Destini dell'oggettività. Studi sul negozio giuridico (Milano, 2011)
  • La tenaglia. In difesa dell'ideologia politica (Roma-Bari 2008)
  • Il salvagente della forma (Roma-Bari 2007)
  • Il diritto nell'età della tecnica (Napoli 2007)
  • Nichilismo e concetti giuridici. Intorno all'aforisma 459 di «umano, troppo umano» (Napoli 2005)
  • Nichilismo giuridico (Roma-Bari, 2004)
  • L'ordine giuridico del mercato (Roma-Bari, II ed. 2004)
  • Norma e luoghi. Problemi di geo-diritto (Roma-Bari, III ed. 2004)
  • Codice civile e società politica (Roma-Bari, V ed. 2004)
  • Dialogo su diritto e tecnica (con Emanuele Severino, Roma-Bari, 2001)
  • Testo e contesto (Padova 1996)
  • Studi sul formalismo negoziale (Padova 1996)
  • Società civile (Milano 1992)
  • Letture bettiane sul negozio giuridico (Milano 1991)
  • La cultura del diritto civile (Torino 1990)
  • Idola libertatis (Milano 1985)
  • Norme e fatti (Milano 1984)
  • Scuole e figure del diritto civile (Milano 1982)
  • L'età della decodificazione (Milano 1978)
  • Introduzione allo studio del diritto privato (Padova 1973)
  • Due saggi sul dovere giuridico (Napoli 1972)
  • La ripetizione del negozio giuridico (Milano 1970)
  • Disposizione testamentaria rimessa all'arbitrio altrui (Milano 1967-rist. 1981)
  • Proprietà e impresa (Napoli 1965)
  • Il controllo della gestione nei contratti agrari di scambio (Milano 1963)
  • Dal diritto civile al diritto agrario (Milano 1962) ristampato

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ C.Magris-N.Irti, La legge e il nulla, in "Corriere della Sera"(6.4.2007, p. 47)
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