Milazzismo
Il termine Milazzismo, nel gergo politico italiano, indica la convergenza di due schieramenti politici diversi (destra e sinistra) per sconfiggere quello di centro, al fine di far eleggere un determinato candidato o di costituire una maggioranza di governo alternativa.
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[modifica] Il primo governo
Il termine prende il nome dall'operazione politica, nota come "operazione Milazzo", avvenuta in Sicilia il 30 ottobre 1958 quando Silvio Milazzo della DC venne eletto presidente della Regione Siciliana con i voti, all'Assemblea regionale siciliana, dei partiti di destra e di sinistra, contro il candidato ufficiale del suo partito. Nel suo primo governo ci furono insieme esponenti del PCI e del MSI, alleati "in nome dei superiori interessi dei siciliani", dissero il segretario regionale del PCI Emanuele Macaluso e il capogruppo all'Ars del MSI Dino Grammatico [1] .
Silvio Milazzo, fu subito espulso dalla DC, dando poi vita con un gruppo di deputati regionali ad un nuovo partito politico, l'Unione Siciliana Cristiano Sociale (USCS), che ottenne 10 deputati all'Ars nelle elezioni regionali del 1959. Grammatico nelle sue memorie definì quella prima fase del milazzismo come una "Rivolta siciliana", che non avrebbe più avuto nella seconda fase [2].
[modifica] Secondo governo e crisi
Milazzo, dopo le elezioni, il 12 agosto 1959 formò un secondo governo, dove però non entrò più il MSI. Questo secondo governo ebbe allora un sostegno variegato, dalle sinistre, ai monarchici, ai vertici di Sicindustria, allora guidata da Domenico La Cavera, fino ad esponenti vicini alla mafia. Ideologi in quella fase furono Ludovico Corrao e il deputato nazionale Francesco Pignatone [3] .
L'esperimento di Milazzo, dopo un altro breve governo, entrò in crisi nel febbraio 1960, quando un suo esponente, Benedetto Majorana della Nicchiara, fu convinto dai maggiorenti DC ad accettare la carica di presidente della Regione. Crisi dovuta anche a uno scandalo, con un tentativo di corruzione da parte di due deputati uno del PCI e uno del USCS, denunciato da un deputato DC, Carmelo Santalco, cui furono promessi 100 milioni per votare a favore del governo, conversazione che lui registrò [4].
Milazzo nel 1962 si dimise pure da deputato regionale. L'USCS si sciolse dopo le elezioni regionali del 1963, dove non ottenne alcun eletto.
[modifica] Note
- ^ [1]
- ^ cifr. La rivolta siciliana del 1958. Il primo governo Milazzo, Sellerio editore, 1996
- ^ [2]
- ^ [3]
[modifica] Bibliografia
- Dino Grammatico, La rivolta siciliana del 1958. Il primo governo Milazzo, Sellerio, 1996.
- Pasquale Hamel, Dalla crisi del centrismo alla esperienza milazzista, Vittorietti, 1978.
- Pasquale Hamel, Da Nazione a Regione, Sciscia, 1984.
- Emanuele Macaluso, Cinquant'anni nel PCI, Rubettino, 2003.
- AA.VV. Il Milazzismo, Istituto socialista di studi storici, Messina, 1980.