Statalismo

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Lo statalismo è la tendenza ad attribuire allo Stato un ruolo forte nel possesso di aziende e nel controllo dell'economia nazionale, dove possiede la grande maggioranza delle aziende e non permette lo sviluppo dei liberi professionisti.

Il concetto[modifica | modifica sorgente]

La "statalizzazione" avviene di solito attraverso l'intervento dello Stato per aiutare aziende private in crisi, destinate altrimenti al fallimento o a un brusco ridimensionamento. Altre volte lo Stato interviene modificando quel naturale svilupparsi degli avvenimenti che vi sarebbe affidando l'economia alle sole leggi di mercato.

In Italia[modifica | modifica sorgente]

In un contesto d'impostazione liberalista/liberista, il primo approccio di una certa rilevanza in termini di intervento dello Stato in economia fu la nazionalizzazione delle Ferrovie operata nel 1905 dall'allora governo Giolitti.

In seguito, negli anni trenta è avvenuto il salvataggio di molte industrie e banche in crisi e lo Stato, attraverso lo strumento dell'IRI, ha portato tali imprese sotto il suo controllo. In questo caso non si trattava di un sistema ad economia pianificata quanto piuttosto di un sistema di economia concordata secondo il criterio enunciato nella carta del Lavoro all'articolo IX: «L'intervento dello Stato nella produzione economica ha luogo soltanto quando manchi o sia insufficiente la iniziativa privata o quando siano in gioco interessi politici dello Stato.»

Queste imprese pubbliche, tuttavia, sono state nel dopoguerra gestite troppo spesso secondo parametri di convenienza politica e clientelismo elettorale anziché di efficienza manageriale, come erano invece i criteri perseguiti strenuamente dalla gestione Beneduce[1]. Ciò ha comportato forti spese da parte dello Stato, alle quali non corrispondeva un adeguato beneficio economico. Da qui le privatizzazioni degli anni '80 e la vendita di molte imprese che appartenevano allo Stato, ai privati.

Attualmente la costituzione italiana prevede che lo Stato intervenga nell'economia in situazioni circoscritte: "in presenza di preminenti interessi a carattere generale". In tal caso "la legge può riservare o trasferire allo Stato determinate imprese o categorie di imprese" (art.43).

La pianificazione dell'economia[modifica | modifica sorgente]

Nei paesi dell'est europeo a economia pianificata il potere dello Stato nell'economia ha raggiunto i suoi massimi, creando un sistema economico assistenzialistico, senza averne le entrate necessarie date dal libero mercato che veicola risorse allo Stato stesso attraverso la tassazione degli utili d'azienda.

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ Mimmo Franzinelli, Marco Magnani, Beneduce, il finanziere di Mussolini, Mondadori 2009, pag. 138

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

  • Massimo Pini, I giorni dell'IRI - Storie e misfatti da Beneduce a Prodi, Arnoldo Mondadori Editore, 2004
  • Mimmo Franzinelli, Marco Magnani. Beneduce: il finanziere di Mussolini, Milano, Mondadori, 2009. ISBN 9788804585930.
  • Joseph Stiglitz, Il ruolo economico dello Stato, Il Mulino, Bologna, 1992

Voci correlate[modifica | modifica sorgente]

Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]