Nazionalismo di sinistra
La sfera del nazionalismo di sinistra (o sinistra nazionale) rappresenta la posizione dei movimenti e partiti politici che si fanno promotori di una forma di nazionalismo coniugato con il posizionamento a sinistra nello spettro politico. Valori di base sono quindi quelli dell'uguaglianza sociale, del principio di sovranità popolare, e dell'autodeterminazione dei popoli.[1]
Le sue origini si basano nel giacobinismo della Rivoluzione francese.[1]
Il nazionalismo di sinistra differisce dal nazionalismo di destra in quanto non sostiene posizioni clericali o avverse nei confronti dell'immigrazione, e rifiuta il nazionalismo razzista e fascista (va detto che ciò non è sempre vero, esistendo infatti alcuni movimenti di sinistra nazionalista che comprendono tra le loro idee l'intolleranza e il pregiudizio razziale, come ad esempio l'Unione Nazionale Africana Zimbabwe - Fronte Patriottico di Robert Mugabe).[2]
I movimenti di sinistra nazionalista sono generalmente legati all'idea di anti-imperialismo[2][3] (spesso spinto a antisionismo, antiamericanismo, e antiglobalizzazione), e la maggior parte di loro si colloca all'interno del socialismo (spaziando dalla socialdemocrazia al comunismo), anche se ciò non è vero per tutti, come ad esempio il Congresso Nazionale Indiano che è considerato parte del liberalismo sociale.
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Rapporto tra socialismo e nazionalismo di sinistra [modifica]
Marx e Lenin definivano il nazionalismo nemico del socialismo, ritenendo che nelle guerre i borghesi cercassero di coinvolgere i proletari soltanto per i loro interessi personali e che dietro il patriottismo ed il nazionalismo si celassero in realtà interessi politici ed economici. Per questo incitavano il proletariato di tutto il mondo a rivoltarsi contro la borghesia senza fare distinzioni razziali o nazionali.
Tuttavia, alcune interpretazioni delle opere di Marx hanno sostenuto che, anche se Marx aveva respinto il nazionalismo come esito finale della lotta di classe internazionale, egli sostenesse invece tacitamente il nazionalismo proletario come un mezzo per raggiungere la dittatura del proletariato. Il marxismo ha quindi, in alcuni casi, sostenuto i movimenti nazionalisti che fossero nell'interesse della lotta di classe, respingendo invece altri movimenti nazionalisti che distraessero i lavoratori dall'obiettivo necessario della lotta contro la borghesia. Tali interpretazioni dell'opera di Marx furono fatte proprie da Stalin, che sosteneva una lotta patriottica di classe. In questo senso, durante la Guerra fredda, polarizzandosi lo scontro tra blocco socialista e blocco imperialista, l'Unione Sovietica sostenne le rivolte nazionalistico-patriottiche dei popoli del Terzo Mondo che, seppur non guidate da gruppi politici realmente rivoluzionari, erano positive in chiave anti-imperialista, poiché portavano i popoli all'autodeterminazione politica, necessaria poi per lo sviluppo e la crescita delle forze progressiste e del partito comunista, unica vera forza rivoluzionaria.
Per questo motivo oggi sono numerosissimi i partiti politici della sinistra comunista che appoggiano le resistenze dei popoli anche dichiaratamente anti-comuniste (come i Talebani afghani); parallelamente sono state numerose nel passato le esperienze di gruppi comunisti che hanno fuso le dottrine marxiste-leniniste con idee patriottiche e nazionaliste, solo apparentemente in contrasto con l'internazionalismo proletario marxista (l'esempio più importante è forse il panarabismo di Nasser).
Nazionalismo di sinistra nel fascismo [modifica]
Il fascismo italiano e lo stesso Mussolini si caratterizzarono inizialmente per un'ideologia di sinistra nazionalista. Tale legame venne meno però nel passaggio dal cosiddetto "fascismo-movimento" al "fascismo-regime", che assunse tratti più nettamente borghesi e conservatori.
La componente di sinistra continuò tuttavia a esistere, sebbene piuttosto emarginata per molti anni, tornando anzi maggioritaria nel periodo della Repubblica di Salò.[4] Sotto il regime i cosiddetti fascisti di sinistra si raccolserò intorno alla rivista L'Universale (edita tra il 1931 e il 1935), esprimendo la loro contrarietà alla filosofia di Giovanni Gentile legata ad una visione del mondo liberale, distinguendosi contro il pericolo d'imborghesimento del movimento fascista, esprimendo idee anticapitaliste, e richiamandosi alle origini rivoluzionarie del fascismo; tale idee si ritrovano nel Manifesto realista, pubblicato dalla rivista nel 1933.
Partiti nazionalisti di sinistra [modifica]
Gli esempi di partiti e movimenti politici nazionalisti di centrosinistra o sinistra nel mondo sono molteplici. Tra i più importanti, citiamo:
Europa [modifica]
Sinistra Repubblicana di Catalogna
Inuit Ataqatigiit
Irish National Liberation Army
Sinn Féin
Associazione Nazionale Italiana
Interventismo di sinistra
Partito Socialdemocratico del Montenegro
Batasuna
Solidarietà Basca
Sardigna Natzione
A Manca Pro S'Indipendèntzia
Partito Nazionale Scozzese
Medio Oriente [modifica]
Partito dei Lavoratori del Kurdistan
Partito Ba'th
Fronte Popolare per la Liberazione della Palestina
Fatah
Resto del mondo [modifica]
Federazione Rivoluzionaria Armena
Partito Comunista del Brasile
Blocco Avanzato
Congresso Nazionale Indiano
Kenya African National Union
Blocco del Québec
Parti Québécois
Fronte Sandinista di Liberazione Nazionale
Partito Indipendentista Portoricano
Fronte Polisario
Partito Socialista Unito del Venezuela
Unione Nazionale Africana Zimbabwe - Fronte Patriottico
Partito del Lavoro di Corea
Partito Comunista Cubano
Partito Comunista Maoista Nepalese
Note [modifica]
- ^ a b Anne Sa'adah, Contemporary France: a democratic education, Lanham, Rowman Littlefield & Publishers, 2003.
- ^ a b Angel Smith e Stefan Berger, Nationalism, labour and ethnicity 1870-1939, Manchester e New York, Manchester University Press, 1999.
- ^ Gerard Delanty e Krishan Kumar, The SAGE handbook of nations and nationalism, Thousand Oaks, SAGE Publications, 2006.
- ^ Paolo Buchignani, Fascisti rossi, Arnoldo Mondadori Editore, 1988.
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