Socialfascismo

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.

Socialfascismo è il termine usato dalla Terza Internazionale (Comintern), tra gli anni Venti e Trenta, per nominare spregiativamente i riformisti e i socialdemocratici, accusati di costituire non tanto "l'ala destra del proletariato", quanto "l'ala sinistra della borghesia", che usava (secondo i leninisti) alternatamente fascismo e socialdemocrazia come strumenti di politiche antipopolari e anticomuniste. In alcuni casi, per socialfascismo si intendeva poi il collaborazionismo nei confronti dei regimi nazifascisti nati in Italia, Austria, Germania e, più tardi, in Spagna. In questi paesi e in tutto il mondo industrializzato, secondo la dottrina uscita maggioritaria dal VI congresso del Comintern, i socialisti moderati avevano scoraggiato qualsiasi tentativo di rivoluzione. A sostegno della definizione, e della tesi che sottolineava la funzione antirivoluzionaria e revisionista della socialdemocrazia europea venivano portati numerosi esempi.

Il termine non va confuso con le politiche sociali intraprese dai paesi dell'Asse (vedi Sindacalismo fascista).

In Italia si sottolineava la critica negativa, da parte dell'ala "turatiana" dell'allora Partito Socialista Italiano, nei confronti del Biennio Rosso e delle occupazioni delle fabbriche guidate tra gli altri dagli ordinovisti di Antonio Gramsci. In Germania era ancor più marcata l'opposizione tra comunisti e socialdemocratici, che avevano avuto (nella figura del cancelliere, il socialdemocratico Friedrich Ebert) un ruolo centrale nella repressione dei moti spartachisti, all'interno della quale i Freikorps, per la verità non legati al Partito socialdemocratico tedesco, eliminarono fisicamente Rosa Luxemburg, Karl Liebknecht e centinaia di militanti.

La tesi del socialfascismo, già duramente criticata da Lev Trotsky, fu abbandonata dalla Terza Internazionale nel 1935, in seguito al Settimo congresso del Comintern, quando Georgi Dimitrov sottolineò l'importanza della nuova politica del Fronte popolare, nel suo discorso di apertura "Per l'unità della classe operaia contro il fascismo". La Terza Internazionale è stata portata a fare questo passo anche a causa dell'ascesa al potere di Hitler e del Nazismo in Germania nel 1933.

In un'intervista, Sandro Pertini ha dichiarato che, quando era confinato ad Ustica, incontrò lo stesso Gramsci al quale si rivolse dandogli del lei. Il comunista sardo invitò Pertini ad usare il tu, e questi, dopo aver detto che come presunto socialfascista non credeva di essere ben accetto da parte del suo interlocutore, si sentì rispondere che "quelle (le accuse di socialfascismo, nda) sono tutte sciocchezze". Secondo lo stesso Sandro Pertini quella frase era segno della divergenza di opinioni con i vertici del Comintern che Gramsci avrebbe poi espresso scrivendo dal carcere.[1]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Documentario "Gramsci, la forma della memoria". Intervista al Presidente della Repubblica Italiana Sandro Pertini