Turi

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Turi
Turi - Stemma
Stato: bandiera Italia
Regione: Puglia
Provincia: stemma Bari
Coordinate: 40°55′0″N 17°1′0″E / 40.91667, 17.01667Coordinate: 40°55′0″N 17°1′0″E / 40.91667, 17.01667
Altitudine: 254 m s.l.m.
Superficie: 70 km²
Abitanti:
11.946 Maggio 2009
Densità: 161 ab./km²
Comuni contigui: Casamassima, Conversano, Gioia del Colle, Putignano, Rutigliano, Sammichele di Bari
CAP: 70010
Pref. telefonico: 080
Codice ISTAT: 072047
Codice catasto: L472 
Nome abitanti: Turesi 
Santo patrono: S.Oronzo 
Giorno festivo: 26 agosto 
Comune
Posizione del comune nell'Italia
Sito istituzionale
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Turi è un comune di 11.946 abitanti della provincia di Bari, situata a circa 30 km a sud-est di Bari, ad un’altitudine media di 250 m circa, sui primi contrafforti della Murgia, esteso altopiano calcareo che corre parallelamente alla costa adriatica. Il terreno è di natura carsica/calcarea e per questo ricco di doline, inghiottitoi, pozzi, grotte e un’ampia idrografia sotterranea da cui si alimentano numerosi pozzi.
Il territorio, quasi totalmente pianeggiante e ricco di vegetazione, favorisce inverni miti ed estati calde e siccitose, tipico clima delle aree mediterranee.

Indice

[modifica] Confini, territorio e viabilità

Il territorio di Turi si estende su una superficie di 70,75 km2 di cui oltre 65 km2 utilizzati a fini agricoli ed è sia in collina che in pianura: la parte settentrionale ( che confina con Rutigliano e Casamassima ) è prevalentemente pianeggiante, mentre il resto del territorio ( che confina con Putigano, Gioia del Colle, Sammichele, Castellana e Conversano ) è collinare. Nel territorio sono presenti dei boschi: Bosco Gonnella, Bosco Musacco, Bosco di Procida e Bosco di Monte Ferraro. Sono presenti anche dei " monti ": Monte Ferraro ( 280 m s.l.m. ), Monte Carbone ( 322 m s.l.m. ), Monte Zingaro ( 290 m s.l.m. ) e Monte Rotondo ( 398 m s.l.m. ) che è localizzato quasi al confine tra Turi e Gioia del Colle.

Turi confina con Casamassima, Castellana Grotte, Conversano, Gioia del Colle, Putignano, Rutigliano e Sammichele dove è anche sviluppato il settore agroindustriale.

Si giunge al centro abitato percorrendo la SS 172 dei Trulli che dallo svincolo all'altezza di Casamassima della SS 100 Bari-Taranto prosegue poi per Putignano e Alberobello. È, perciò, in una posizione privilegiata e strategica essendo di collegamento per numerosi importanti comuni. Dista circa 12 km dal casello autostradale più vicino che è quello dell’A14 di Acquaviva delle Fonti ed è a circa 20 km di distanza dal mare. Buoni sono i servizi (treni e bus) che lo collegano agli altri comuni e alla città di Bari.

Il paese, nonostante le sue dimensioni, è diviso in alcuni quartieri: " Paffndal " che occupa tutto il territorio dietro la Scuola Media Statale Raffaele Resta e la Scuola Elementare Pietro De Donato Giannini e tutta la parrocchia della Chiesa Santa Maria Ausiliatrice; " Pecora vecchia " che occupa tutto il territorio vicino al Palazzo Marchesale e il Comune ( Paese Vecchio, parte occidentale ); " Messina " che occupa tutto il territorio alle spalle della Chiesa Matrice ( o " Chiesa Madre " ) ( Paese Vecchio, parte orientale ) e "Porta Rossa" che è situato a Sud della città.

[modifica] Clima

Il clima è mediterraneo con inverni miti, con giornate rigide e piovose ( nevica abbondantemente almeno una o un po' piu volte l' anno ) , ed estati calde e afose. Essendo situata a 254 m. di altitudine sul livello del mare, è più fredda di Bari in inverno ( ci sono in media da uno a tre gradi in meno, ma alcune volte anche molti di più )e più calda in estate ( solo di giorno, mentre di notte si rinfresca ). Gradi di differenza tra i vari paesi confinanti ( in media ): Es.: Turi-Bari: -1.7°C ( circa )=( Se a Bari ci sono 20°C, a Turi ci saranno " 20°C-1.7°C=18.3°C " in media ); Turi-Putigano: +0.7°C ( circa )=( Se a Putignano ci sono 20°C, a Turi ci saranno " 20°C+0.7°C=20.7°C " in media ).

Turi-Putigano: +0.7°C ( circa ) / Turi-Gioia del Colle: +0.7°C ( circa ) / Turi-Casamassima: -0.2°C ( circa ) / Turi-Bari: -1.7°C ( circa ) / Turi-Rutigliano: -0.8°C ( circa ) / Turi-Conversano: -0.2°C ( circa ) / Turi-Castellana Grotte: +0.2°C ( circa ).

[modifica] Stemma

"D'azzurro terrazzato, di verde alla quercia naturale col bove nero passante davanti ". Esso è diventato lo stemma di Turi, perchè la leggenda dice che i superstiti provenienti della mitica "Thuriae", che si trovava nei pressi di "Monte Sannace" Gioia del Colle, videro nei pressi di Largo Pozzi un bove sotto una quercia, dove decisero di fondare il loro nuovo villaggio.

Bassorilievo su chianca dello stemma sito in Piazza Silvio Orlandi

[modifica] Economia

Turi è inserita in un contesto territoriale che fa dell’enogastronomia e della tipicità dei sui prodotti punti di forza per la propria valorizzazione. Turi è un centro agricolo di primaria importanza nel panorama economico provinciale. Il sistema economico produttivo del paese rivela, in taluni casi esaltandole, le caratteristiche tipiche dell’intera provincia di Bari e della Puglia in generale. Frutteti, vigneti a tendone e vigneti da vino sono le coltivazioni maggiormente impiantate e garantiscono una notevole produzione, rilevante dal punto di vista economico.

Le coltivazioni predominanti sono: ciliegio, olivo, mandorlo, percoco e vite da tavola e da vino da cui si ottiene il famoso Primitivo Doc. Minori, ma comunque consistenti, sono le coltivazioni di albicocco, percoco, susino, cotogno e anche kiwi, fico e fico d'India.

Ma è la coltivazione della ciliegia il vero asse portante dell'economia paesana. Turi infatti è leader nella produzione della qualità ciliegia Ferrovia, una varietà particolarmente apprezzata all'estero per il suo ottimo sapore e per le sue doti di "durezza" che la rendono esportabile anche a lunga distanza. Il secondo fine settimana di giugno si celebra "La Sagra della Ciliegia Ferrovia" una manifestazione volta a promuovere e a valorizzare "L'oro rosso di Turi", con stand, mostre e manifestazioni culturali.

Ma Turi è anche conosciuta per il suo carcere che, negli anni del fascismo, ha "ospitato" due personalità illustri: Antonio Gramsci dal 1928 al 1933, dove scrisse le Lettere dal carcere e Sandro Pertini dal 1930 al 1932.

[modifica] Storia

[modifica] Preistoria

Nel territorio di Turi la presenza dell’uomo è documentata sin dal Neolitico: a questo periodo si devono riferire alcuni manufatti litici rinvenuti in prossimità dell’attuale abitato. Si tratta di reperti sporadici, che possono essere riferiti alla presenza di un abitato o alla frequentazione dell’area da parte di comunità neolitiche portatrici di un’economia di tipo produttivo.

All'Eneolitico o età del Rame si riferisce invece un importante insediamento scoperto in località Lama Rossa, verso Rutigliano, mentre all'età del Bronzo si possono ricondurre alcune testimonianze scoperte in prossimità di via la Quacquera, a sud dell'attuale abitato; in località Trisore, in prossimità di Masseria Moretto e a Frassineto, vicino alle Masserie Annunziatella e Ospedale.

Nel corso della prima età del Ferro si svilupparono a Turi piccoli villaggi di capanne che, a seguito di una crescita demografica, avvenuta tra il VII-VI secolo a.C., cominciarono ad evolversi in un grande abitato peuceta, esteso su una superficie di circa 25 ettari. L’abitato peuceta, circondato da diverse cerchie murarie, era formato da un’acropoli, dove erano ubicati gli edifici pubblici e di culto e dove risiedeva l’aristocrazia locale, e dall’abitato vero e proprio, dove risiedeva gran parte della popolazione. L'abitato peuceta è da identificare verosimilmente con la Thuriae citata da Tito Livio. Dell’abitato peuceta e delle relative necropoli sono giunte testimonianze di grande interesse, custodite nei Musei di Bari, Taranto e Conversano, e resti strutturali di antiche abitazioni, visibili in via Castellana Grotta. Nel Museo Archeologico di Bari si possono ammirare alcuni importanti corredi tombali ed un pregevole cratere attico a figure nere, rinvenuto nel 1932 in via Fiume. Altri reperti sono esposti nel Museo Civico di Conversano. Nel territorio di Turi sono inoltre documentati altri piccoli insediamenti peuceti in località Trisore, presso masseria Moretto e a Frassineto, vicino alla Masseria Ospedale.

[modifica] Età romana

In età romana, l'importante abitato peuceta di Turi risulta abbandonato e resterà disabitato per circa un millennio. Il territorio di Turi ha tuttavia restituito alcune preziose testimonianze di età romana. Di particolare interesse è l’iscrizione sepolcrale della liberta Philona, scoperta a Turi alla fine del ‘700 sulla via per Putignano. L’iscrizione appartenuta ad una liberta degli imperatori flavi attesta la presenza a Turi di possedimenti imperiali. In località Trisore è stata recentemente individuata una grande villa urbano-rustica abitata ininterrottamente dall'età repubblicana alla tarda età romana. Una fattoria di piccole dimensioni è inoltre documentata, in prossimità di Masseria Parco la Chiesa.

[modifica] Medioevo e periodo successivo

Nel corso del Medioevo, in prossimità dell’antico abitato peuceta di Turi, fu costruita una chiesetta rupestre a doppia cupola, dedicata nel 1505 a S. Rocco. L'impianto del nuovo abitato risale verosimilmente all'inizio del basso medioevo, come attestano diversi reperti di età Bizantina rinvenuti nel corso dei lavori di restauro del Palazzo Marchesale. Sono reperti che anticipano di qualche secolo la costruzione del Castello normanno, fatto erigere, con molta probabilità, da Tommaso da Frassineto, primo signore di Turi. Dell’antico Castello normanno, risalente al XII secolo, restano in piedi due torri e un paramento murario con due monofore. Il Castello, ampliato dai Moles nel corso del Cinquecento, è oggi inglobato nell’attuale Palazzo Marchesale fatto costruire nel corso Settecento dai Venusio, che lo trasformarono nel sontuoso palazzo riportato all'antico splendore, a seguito dei recenti restauri(foto in basso) .

[modifica] Beni architettonici

Palazzo Marchesale di Turi, Veduta dalla piazza interna

Palazzo Marchesale Presenta alcuni elementi di architettura normanna, risalenti ai tempi di Goffredo, nipote di Roberto il Guiscardo. È stato sicuramente un castello medievale per la sua posizione al margine dell'abitato, e per il grande fornice d'accesso alla piazza interna ed è situato a più di 270 m. sul livello del mare. Durante i lavori di ristrutturazione, i Moles trasformarono la corte interna in piazza. L'attuale struttura presenta tutti gli elementi che caratterizzavano le costruzioni settecentesche. Ha due corpi laterali, appena accennati, e un'altra zona basamentale in blocchi di pietra. Il piano nobile presenta ampie finestre aperte su balconi corredati da ringhiere in ferro battuto. Il maestoso portone presenta lateralmente delle paraste e, sulla trabeazione uno stemma con fregio.- Al cortile interno, di notevole decoro, si accede da un grande androne.

Chiesa San Rocco foto Ha forme proto-romaniche (XII sec), con influenza bizantina. È un esemplare di chiesa a due cupole. ha una sola navata rettangolare che consta di due ambienti, ciascuno coperto da una cupoletta semisferica. La porta originaria ha un architrave litica con un' epigrafe. Nel tardo Rinascimento subì trasformazioni e si arricchì di un piccolo campanile a vela, cuspidato, tutt'ora esistente.

Chiesa Madre Dedicata a Santa Maria Assunta, risale quasi certamente, al XII secolo. Alcuni documenti attestano che nel 1407, era collegiata. Ha facciata neoclassica, in cui quattro paraste doriche sostengono una trabeazione. A tre navate, con presbiterio rialzato, conserva il maestoso altare maggiore e le cappelle originali. la semplicità dell'esterno contrasta con la ricchezza di decorazioni dell'interno, che conserva manufatti lignei come il pulpito e l'organo, e opere di rilevante importanza artistica, quali le sculture dell'artista Stefano da Putignano XVI secolo,la tela della Cena di Emmaus di Giuseppe Demattia ,tele di De Filippis, Gliri, D'Elia. Il fonte battesimale, di epoca rinascimentale, è costituito da una vasca circolare collocata su di un toro stiloforo di età basso medievale da riferire verosimilmente alla chiesa più antica. Il campanile risale al 1730.

Chiesa Santa Chiara Fu costruita nel 1623. È un ambiente rettangolare. Le cappelle laterali, affiancate, sono segnate da paraste con capitelli e trabeazione, alla cui altezza corrisponde il piedritto degli archi del matroneo. Sull'ultima parasta di sinistra c'è una grande corona in legno dorato. La volta è a botte lunettata. Sull'altare maggiore un'imponente tela di Carlo Amalfi. È adiacente ad una struttura monasteriale il cui primo nucleo, risalente agli ultimi del XVI secolo, occupava le case adiacenti all'attuale chiesa.Con l'incremento del numero delle suore, il primitivo cenobio si ampliò, accorpò altre case e nel 1623, raggiunse l'attuale fisionomia. Con bolla pontificia di Urbano VIII, luglio 1623, il monastero fu eretto a clausura. Soppresse le comunità monastiche, fu incamerato dal demanio.

Chiesa e Convento di San Giovanni Battista La chiesa fu costruita adiacente al convento dei francescani. Presenta navata unica, cappelle sul lato destro ed altari sul lato sinistro. L'interno custodisce un crocifisso, probabile fattura di fra Angelo da Pietrafitta, tele di Donato Paolo Conversi, Gaspare de Populo e Alonso de Corduba. In seguito alla soppressione degli ordini religiosi, la chiesa divenne prima rettoria, e poi parrocchia.

Chiesa Madonna delle Grazie La facciata presenta un ampio portale. una delle due fasce piatte e parallele gira sul fianco e sullo spigolo del prospetto. La copertura è piana e la volta è bassa. Il piccolo campanile a vela è ad un solo fornice, arcuato.

Chiesa di San Domenico Fu costruita nel 1644. Si presenta ad aula con cappelle laterali. nel fastoso interno si può ammirare il maestoso altare che raggiunge la volta. Sullo sfondo, si nota la tela che rappresenta San Domenico in adorazione della Vergine con colonne laterali. Ai lati, preziosi armadi pensili custodiscono le reliquie. le pareti ai lati dell'altare hanno dei pannelli ovali dipinti e cornici ricche di decorazioni in stucco. Al margine dello spazio presbiteriale c'è una grande corona pensile. Il pulpito, in legno intagliato, è policromo e dorato. Una grande tela, sul terzo altare, è stata attribuita ad Angelo Solimena(XVIII secolo. Di altissimo valore artistico sono le statue, di San Rocco, e San Pompilio Maria Pirotti. Era la chiesa del collegio dei Padri Scolopi che, nel XVIII secolo si impegnarono per debellare l'analfabetismo. È qui che studiò San Pompilio Maria Pirrotti. Il collegio oggi è la sede del Municipio del Paese.

Cappellone di Sant'Oronzo Nel 1727 fu costruita, all'ingresso della grotta di Sant'Oronzo, in cui esiste ancora un altare, una cappella, detta del Lucernario. Successivamente, sempre nel XVIII secolo, fu edificata una chiesa che fu restaurata nel 1925, e attualmente ne 2000.

[modifica] Folklore e feste religiose

[modifica] Il Santo Patrono: Sant'Oronzo

La Festa patronale di Sant'Oronzo si svolge tra il 24 ed il 30 agosto.

La sera del 25 una suggestiva ed imponente processione di fedeli accompagna pregando, con candele votive, il busto del Santo Vescovo, dalla Chiesa Madre alla periferica Chiesa di Sant'Oronzo alla Grotta, attraversando in piena notte senza illuminazione il viale di cipressi del cimitero comunale.
La mattina del 26, alle prime luci dell'alba, molti pellegrini, raggiungono a piedi la grotta, per assistere alla messa votiva. Nella chiesa madre il Vescovo celebra la sonenne Messa, e segue la Processione di gala del Santo per le vie del Paese. Alla partecipazione vi partecipano, cavalcate in abiti storici Turesi, seguita da sbandieratori, dalle antichissime confraternite cittadine, dall'immagine del Santo e dalle autorità, civili e militari. Il Busto del Santo portato il 25 alla grotta, viene eretto sulla torre lignea tutta decorata da maestri ebanisti locali F.lli Albano. La sera del 26 agosto il Carro Trionfale rientra in paese trainato da sei muli, tra ali di folla festante. In piazza il carro viene accolto da luminarie, lanci di fiori, palloncini, fuochi d'artificio e la musica delle Bande (quella di Turi, sul Carro, quella ospite sulla cassa armonica) che si danno "battaglia" a suon di note. Il 27 agosto avviene la discesa del santo dal Carro Trionfale con il rientro all'interno della chiesa Matrice. La sera del 28 agosto in conclusione dei festeggiamenti in onore di Sant'Oronzo vi è una gara di fuochi pirotecnici, con l'assegnazione della migliore bomba d'apertura ed il miglior fuoco pirotecnico. Infine, per concludere i festeggiamenti la sera del 30 agosto si svolge un concerto di musica leggera.

[modifica] Il passa passe

Si svolge il 25 aprile, nei pressi della Chiesa San Rocco, rinsalda il rapporto d'amicizia fra due famiglie, facendo benedire il bambino dell'una ed il padrino dell'altra. Si compiono tre giri di processione intorno alla chiesetta stesa, seguendo l'immagine dell'Annunciazione di Maria che viene festeggiata a Turi, il 25 aprile.

[modifica] Evoluzione demografica

Abitanti censiti


[modifica] Testate Giornalistiche

  • Fax settimanale di attualità, politica, cultura e sport. Ogni sabato in edicola. Edito dalla Converprint srl. Direttore responsabile Giovanni Magistà.
  • http://www.turiweb.it, il quotidiano d'informazione online della città di Turi. Portale del network "LaVoceDelPaese.it". Direttore responsabile Nicola Teofilo. Amministratore Fabrizio Lerede.
  • il paese, periodico turese di informazione e cultura fondato nel 1988, edito dall'Associazione culturale "Il Paese", pres. Pietro Catucci, direttore responsabile: Raffaele Valentini, vicedirettore: Lia Daddato.

[modifica] Personalità legate a Turi

[modifica] Cittadini Onorari

  • Sandro Pertini (1896-1990) Politico, antifascista partigiano, Presidente della Repubblica Italiana.
  • S.E. mons. Vito De Grisantis, vescovo di Ugento e SM di Leuca

[modifica] Amministrazione comunale

Sindaco: Vincenzo Gigantelli (lista civica centrodestra) dal 29/05/2007
Centralino del comune: 080 4514217
Posta elettronica: urp@comune.turi.ba.it

[modifica] Bibliografia

  • Turi. Dalle origini all'età ellenistica, Donato Labate, Ed. Schena (1995)

[modifica] Collegamenti esterni

  • Puglia Portale Puglia: accedi alle voci di Wikipedia che trattano di Puglia
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