Anarco-comunismo

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Un emblema degli anarco-comunisti francesi

L'anarco-comunismo, definito anche anarchismo comunista, combina due termini, uno dei quali, l'anarchismo, definisce il movimento libertario[1] che vuole la libertà politica (autogestione dei lavoratori, federalismo, democrazia diretta) e l'altro, il comunismo, secondo l'aforisma di Louis Blanc «da ciascuno secondo le sue capacità, a ciascuno secondo i suoi bisogni», postula la libertà economica a partire dalla necessità degli individui (per aree, comuni, per quartieri, imprese e per vari altri mezzi federativi), di organizzare la produzione e soddisfare le esigenze individuate o stimate, senza altra limitazione che le capacità e le esigenze dei soggetti interessati (che hanno propri bisogni e capacità di condividere e partecipare). Questo aspetto costituisce una fase di progressione dal collettivismo, che permeava tutti i movimenti proto anarchici, in senso storico, all'egualitarismo di stampo libertario portato inizialmente avanti in parte da Bakunin, che viene comunque più associato ad una visione collettivista, e poi, più compiutamente da Pëtr Kropotkin. In Italia, fautori della teoria furono in senso storico Errico Malatesta e Luigi Fabbri.

Questa visione è priva del centralismo economico o politico, come nel collettivismo marxista, in quanto la forma di organizzazione è libero-associativa, il federalismo, senz'altra limitazione che bisogni e disponibilità dei singoli e possibilità di revoca dei mandati.

Storia[modifica | modifica sorgente]

Le Libertaire, Journal du Mouvement sociale fu pubblicato a New York dal 1858 al 1861 dal rivoluzionario anarcocomunista Joseph Dejacque. L'uso del termine comunismo libertario è da datarsi al novembre del 1880, quando venne adottato da un congresso anarchico francese.

La Conquista del Pane di Kropotkin è uno dei primi libri che presenta degli esempi di economia anarco-comunista

L'uso del termine libertario da parte degli anarchici divenne più popolare dal 1890 in poi, dopo che si cominciò a usarlo in Francia nel tentativo di ostacolare leggi antianarchiche e per evitare le associazioni negative della parola anarchia nella cultura popolare: difatti Sebastien Faure e Louise Michel nel 1895 pubblicarono Le Libertaire in Francia. Da allora, specialmente fuori dall'America, il termine è stato associato sempre con le idee e i movimenti anarchici. Facendo un esempio più recente, negli USA gli anarchici fondarono nel luglio 1954, su princìpi anarco-sindacalisti, la Lega Libertaria, che durò sino il 1965. Attualmente in Italia è attiva dal 1986 la Federazione dei Comunisti Anarchici (FdCA).

« Il nostro ideale rivoluzionario è molto semplice: si compone, come quello di tutti i nostri predecessori, di questi due termini: libertà ed eguaglianza. Vi è solo una piccola differenza.

Ammaestrati dall'esperienza degli inganni commessi dai reazionari di ogni tipo e in ogni tempo per mezzo delle parole libertà ed eguaglianza, abbiamo ritenuto opportuno mettere a fianco di questi due termini l'espressione del loro esatto valore. Queste due monete preziose sono state falsificate tanto sovente che noi vogliamo in via definitiva conoscerne e misurarne esattamente il valore.

Affianchiamo dunque a questi due termini, libertà ed eguaglianza, due equivalenti, il cui significato preciso non può dar luogo a equivoci e diciamo: “Vogliamo la libertà, cioè l'anarchia, e l'eguaglianza, cioè il comunismo”. L'anarchia, oggi, è l'attacco; è la guerra a ogni autorità, a ogni potere, a ogni Stato. Nella società futura, l'anarchia sarà la difesa, la barriera contro la restaurazione di qualsiasi autorità, di qualsiasi potere, di qualsiasi Stato: libertà piena e completa dell'individuo, che liberamente e spinto soltanto dai propri bisogni, gusti e simpatie, si unisce ad altri individui nel gruppo o nell'associazione; libero sviluppo dell'associazione che si federa con altre nel comune o nel quartiere; libero sviluppo dei comuni che si uniscono in federazione nella regione e così via, delle regioni nella nazione, delle nazioni nell'umanità.

Il comunismo, il problema che oggi ci interessa maggiormente, è il secondo termine del nostro ideale rivoluzionario. Il comunismo attualmente è ancora l'attacco; non è la distruzione dell'autorità, ma la presa di possesso in nome di tutta l'umanità di ogni ricchezza esistente sulla terra. Nella società futura il comunismo sarà il godimento di tutta la ricchezza esistente da parte di tutti gli uomini, secondo il principio: da ciascuno secondo le sue facoltà, a ciascuno secondo i suoi bisogni, vale a dire: da ciascuno e a ciascuno secondo la sua volontà »

(Carlo Cafiero Rivoluzione: Anarchia e Comunismo, 1880)

Il rappresentante più conosciuto tedesco è stato il poeta, scrittore, attivista e membro delle Repubblica dei Consigli della Baviera Erich Mühsam.

Tra i francesi, oltre ai nomi già citati, lo storico Daniel Guérin e il sindacalista Pierre Monatte.

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ George Woodcock, L'anarchia: storia delle idee e dei movimenti libertari, Feltrinelli Editore, 1966.

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

  • Erich Mühsam, La liberazione della società dallo stato, 1932.

Voci correlate[modifica | modifica sorgente]

Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]