Partita doppia

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La partita doppia è un metodo di scrittura contabile consistente nel registrare le operazioni aziendali simultaneamente in due serie di conti (principio della duplice rilevazione simultanea), allo scopo di determinare il reddito di un dato periodo amministrativo e di controllare i movimenti monetari-finanziari della gestione. Fu descritto, in maniera più approfondita rispetto ai suoi predecessori[1][2][3], dal frate matematico italiano Luca Pacioli, nel suo libro Summa de arithmetica, geometrica, proportioni et proportionalita (Venezia, 1494).

I fatti amministrativi vengono osservati sotto due aspetti: l'aspetto monetario-finanziario detto anche numerario e l'aspetto economico. La vendita di un bene, ad esempio, comporta per l'azienda il contemporaneo sorgere di un credito o di un incasso (aspetto numerario) e di un ricavo (aspetto economico) e pertanto la scrittura contabile eseguita con il metodo della partita doppia deve registrare tali aspetti.

I valori numerari sono quelli che esprimono una modifica degli elementi del patrimonio aziendale cioè della disponibilità di condizioni produttive monetarie. In pratica, sono valori numerari il denaro contante e ogni altro mezzo di regolamento ad esso assimilabile (debiti e crediti).

Si distinguono:

  • valori numerari certi: dati da entrate e uscite di cassa;
  • valori numerari assimilati: dati dall'aumento o diminuzione di crediti e debiti;
  • valori numerari presunti: dati da variazioni di debiti e crediti espressi in valuta diversa da quella di conto e il cui valore può subire modifiche al momento dell'effettivo incasso o pagamento, il valore contabilizzato al momento della registrazione è quindi presunto.

I valori non numerari sono quelli che esprimono una modifica nella disponibilità di condizioni produttive non monetarie. In pratica sono i componenti negativi e positivi del reddito, valori quindi che si riferiscono a costi, ricavi e valori di capitale. Si distinguono:

  • variazioni di esercizio: costi e ricavi direttamente correlati all'esercizio in corso (che concorrono quindi alla formazione del reddito di un solo esercizio);
  • elementi comuni a più esercizi: costi e ricavi che partecipano alla formazione del reddito di più esercizi e quindi, a fine periodo, necessitano di una suddivisione fra esercizi; essi costituiscono i ratei e i risconti;
  • crediti e debiti non numerari: valori relativi a crediti e debiti di finanziamento, acquisiti cioè dall'azienda come se fossero una merce, tipicamente finanziamenti bancari o emissione di obbligazioni;
  • variazioni dei mezzi propri: aumenti o diminuzioni del capitale proprio o di sue componenti.

Terminologia[modifica | modifica wikitesto]

La rilevazione delle due classi di valori avviene su prospetti a due sezioni detti "conti". Il bene, servizio o diritto le cui variazioni vengono rilevate nel conto è detto "oggetto del conto".

La moneta nelle quali sono espresse le variazioni è detta "moneta di conto" o "valuta di conto" (in Italia, per convenzione, la moneta di conto solitamente utilizzata è l'euro).

I conti possono essere rappresentati a sezioni contrapposte o in forma scalare.

Le due sezioni del conto sono contrassegnate dal segno + e dal segno - oppure dalla dicitura "dare" e "avere".

  • L'iscrizione del primo valore in un conto è detta talvolta "accensione" del conto.
  • L'iscrizione di un valore nella sezione "dare" è anche detta "addebitare" un conto.
  • L'iscrizione di un valore nella sezione "avere" è anche detta "accreditare" un conto.
  • L'iscrizione di un valore tale da azzerare il saldo è detta "spegnimento" del conto.

I conti possono essere:

  • monofase: quando ne viene movimentata una sola sezione (per esempio "Merci c/acquisti");
  • bifase: quando vengono movimentate entrambe le sezioni (per esempio "C/C bancario").

Metodologia[modifica | modifica wikitesto]

Il metodo della partita doppia prevede che:

  • le variazioni numerarie attive, ossia gli aumenti di valori numerari attivi o le diminuzioni di valori numerari passivi, vengano rilevate nella sezione "dare" dei conti accesi alle variazioni numerarie;
  • le variazioni numerarie passive, ossia le diminuzioni di valori numerari attivi o gli aumenti di valori numerari passivi, vengano rilevate nella sezione "avere" dei conti accesi alle variazioni numerarie;
  • tutti i costi (variazioni negative di esercizio, comuni a più esercizi o crediti non numerari) vengano rilevati nella sezione "dare" dei rispettivi conti;
  • tutti i ricavi (variazioni positive di esercizio o debiti non numerari) vengano rilevati nella sezione "avere" dei rispettivi conti;
  • le variazioni del capitale proprio si rilevino nella sezione avere se incrementative e dare se decrementative .


Riassumendo le varie tipologie di rilevazioni si ottiene il seguente schema:

D Conti numerari o finanziari A       D  Conti economici  A
  ________________________           ________________________
             |                                  |
             | (1) VNP               (1) Costo  | 
  (2) VNA    |                                  | (2) Ricavo
  (3) VNA    |                                  | (3) VIC
             | (4) VNP               (4) VDC    |
  (5) VNA    |                                  | (5) DNN
             | (6) VNP               (6) CNN    |

(NB gli esempi seguenti rappresentano delle ipersemplificazioni)

Acquisizione di condizioni produttive[modifica | modifica wikitesto]

L'acquisizione di condizioni produttive si rileva nella sezione "dare" del conto non numerario acceso ai costi (di esercizio o pluriennali), in "avere" del conto numerario si rileva la variazione numeraria passiva (l'esborso di denaro o l'aumento del debito nei confronti del fornitore)

Esempio:
Un acquisto di materie prime darà luogo alla seguente rilevazione

 D  DEBITI V/FORNITORI  A            D    MERCI C/ACQUISTI  A            D    IVA NS. CREDITO   A         
 ________________________            ________________________            ________________________
             |                                  |                                    | 
             | 120                         100  |                                20  |            

Risulterà quindi sul libro giornale la seguente scrittura:

                                                        DARE     AVERE
14/05 MERCI C/ACQUISTI  (ricevuta fattura n. 47)   |  100   |         |
IVA NS. CREDITO         (ricevuta fattura n. 47)   |   20   |         |
DEBITI V/FORNITORI      (ricevuta fattura n. 47)   |        |   120   |

Si rileva:

  • in dare del conto intestato alle materie prime (si può utilizzare un conto più specifico, come "Materie prime c/acquisti" oppure un conto più generico come "Merci c/acquisti") l'aumento della disponibilità delle stesse;
  • in avere del conto intestato al fornitore (solitamente è specifico per ogni fornitore: qui si è utilizzato un macro-conto generico "Debiti v/fornitori") l'aumento del debito nei suoi confronti.

Vendita di condizioni produttive[modifica | modifica wikitesto]

La vendita di condizioni produttive (il ricavo verrà denominato come "Merci c/vendite" nel mastrino) si rileva nella sezione "avere" del conto acceso ai ricavi di esercizio e nella sezione "dare" si rileva la corrispondente variazione positiva di valore numerario (l'aumento di disponibilità monetaria derivante dall'entrata di cassa o dall'aumento del credito nei confronti del cliente)

Esempio:
La vendita di qualsiasi tipo di merce darà luogo alla seguente rilevazione


  Crediti v/clienti                   Merci c/vendite                 Iva ns. Debito
________________________            ________________________        _________________
            |                                  |                             | 
       120  |                                  | 100                         |20    


Si rileva il ricavo nella sezione "avere" del conto acceso alle variazioni positive di reddito e il contestuale aumento di credito nei confronti del cliente.

Variazioni incrementative di capitale[modifica | modifica wikitesto]

Le variazioni incrementative del capitale si rilevano nella sezione "avere" del conto acceso al valore di capitale e nella sezione "dare" del conto numerario.

Esempio:
Un aumento di capitale dà luogo ad una rilevazione di questo tipo:

D        Banca         A            D  Capitale netto      A         
________________________            ________________________        
            |                                  |                     
       100  |                                  | 100             

Si rileva la variazione numeraria attiva data dall'aumento di disponibilità monetaria e l'aumento del capitale nella sezione avere del conto di capitale.

Variazioni decrementative di capitale[modifica | modifica wikitesto]

In modo analogo la diminuzione di capitale dà luogo ad una rilevazione di questo tipo:

D        Banca         A            D  Capitale netto      A         
________________________            ________________________        
            |                                  |                     
            |  100                       100   |

Debiti non numerari[modifica | modifica wikitesto]

I debiti non numerari (debiti di finanziamento) si rilevano nella sezione "avere" del conto acceso al debito e nella sezione dare del conto numerario acceso alla disponibilità monetaria corrispondente.

Esempio:
L'accensione di un mutuo darà luogo alla seguente rilevazione

D        Banca         A            D   Mutuo passivo      A         
________________________            ________________________        
            |                                  |                     
     100    |                                  |  100      

nella quale si rileva l'aumento di disponibilità monetaria sul conto numerario e il sorgere di un debito di finanziamento.

Crediti non numerari[modifica | modifica wikitesto]

Per i crediti non numerari la rilevazione sarà invertita rispetto alla precedente.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Vari sono i documenti proposti come i più antichi esempi superstiti di contabilità in partita doppia. Fra di essi i libri contabili di Amatino Manucci, un mercante fiorentino della fine del Duecento[4] ; ed inoltre il libro mastro della famiglia Farolfi del 1299-1300. I Farolfi erano una famiglia di mercanti e banchieri fiorentini che risiedevano a Nîmes, in particolare erano i banchieri dell'arcivescovo di Arles.[5]

La prima contabilità tenuta sicuramente in partita doppia, quella dei “massari” della Repubblica di Genova del 1340, ha gli importi registrati coi numeri romani. Le scritture del Comune di Genova sono relative alla gestione dei “massari” per l’anno 1340 e dei “maestri razionali” (1340-1357). Sorprendentemente questi registri sono tenuti in partita doppia e rappresentano la testimonianza più antica di applicazione del metodo. I Massari erano due e avevano il compito di curare le finanze del Comune, mentre i Maestri razionali pure in numero di due avevano il compito di controllare l’opera dei Massari e dei loro collaboratori.

Nel Quattrocento il metodo era ampiamente diffuso fra i mercanti ed i banchieri delle città italiane come Firenze, Genova, Venezia. Ed aveva preso piede anche a Lubecca.

Una trattazione maggiormente didattica della partita doppia, con un'impostazione più teorica rispetto alla bibliografia precedente[1], risale al 1494 quando Luca Pacioli, scrisse il "Tractatus XI - Particularis de computis et scripturis" descrivendo le tecniche contabili necessarie al mercante dell'epoca:

  • compilazione degli inventari;
  • apertura delle scritture;
  • tenuta dei libri contabili;
  • determinazione dei risultati della gestione;
  • redazione del bilancio di verifica;
  • correzione di errori;
  • tenuta della corrispondenza.

Le prime regole della partita doppia erano:

  1. Tutti i creditori si devono mettere al Libro dalla tua mano destra e tutti i debitori dalla mano sinistra.
  2. Tutte le partite che si mettono al Libro debbono essere doppie, cioè se tu fai uno creditore, devi farne uno debitore.
  3. Ciascuna partita, a debito o a credito, deve comprendere tre cose: il giorno dell’operazione, la somma e la causa.
  4. Il giorno in cui è scritto il debito deve essere il medesimo in cui è scritto il credito.
  5. Occorre che il Libro sia sempre tenuto con una stessa moneta, ma dentro le partite, si possono indicare tutte le monete che si presentano: ducati, fiorini, scudi, ecc.
  6. Con la moneta con cui hai cominciato il Libro, così bisogna terminarlo.

Precedentemente il metodo della partita doppia era stato già esposto nell’opera Della mercatura e del mercante perfetto del dalmata Benedetto Cotrugli di Ragusa, terminata di scrivere il 25 agosto 1458[3],e di cui nel 1988 è stato ritrovato a Malta un manoscritto datato 1475 (Libro de l'arte de la mercatura), di nove anni precedente alla copia del Cotrugli fino ad allora conosciuta. Questo manoscritto presenta un'appendice con un inventario di 266 entrate giornaliere, tutte datate Napoli 1475.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ a b Fra Luca Paciolo: origine e sviluppo della partita doppia , op. cit., p. 39
  2. ^ Origini della lingua dell'economia in Italia.Dal XIII al XVI secolo , op. cit., p. 75
  3. ^ a b Origini della lingua dell'economia in Italia.Dal XIII al XVI secolo, op. cit., p. 87
  4. ^ G. A. Lee (1977), "The Coming of Age of Double Entry: The Giovanni Farolfi Ledger of 1299-1300", Accounting Historians Journal, 4(2): 79-95
  5. ^ Lee, Geoffrey A., The Coming of Age of Double Entry: The Giovanni Farolfi Ledger of 1299-1300, Accounting Historians Journal, Vol. 4, No. 2, 1977 p.80 University of Mississippi

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Francesco Saporetti, Fra Luca Paciolo: origine e sviluppo della partita doppia, Livorno, S. Belforte & C., 1898.
  • Federigo Melis, Storia della Ragioneria, Bologna, C.Zuffi, 1950.
  • Carlo Antinori, Origini della partita doppia,Atti del VI Convegno Nazionale di Storia della Ragioneria, Roma, Istituti editoriali e poligrafici internazionali.
  • Roman Sosnowski, Origini della lingua dell'economia in Italia.Dal XIII al XVI secolo, Milano, Franco Angeli, 2006.
  • Cerbioni F, Cinquini L, Sostero U., Contabilità e bilancio, McGraw-Hill, 2011.
  • Marchi L., Introduzione alla Contabilità d'impresa, Torino, Giappichelli, 2011.

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