Mercantilismo

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Il mercantilismo fu una politica economica che prevalse in Europa dal XVI al XVIII secolo, basata sul concetto che la potenza di una nazione sia accresciuta dalla prevalenza delle esportazioni sulle importazioni. Nelle società europee di quei secoli, dietro gli aspetti di uniformità del mercantilismo, furono attuate differenti politiche a seconda della specializzazione economica naturale (agricola, manifatturiera, commerciale) e all'idea di ricchezza (oro, popolazione, bilancia commerciale).

Descrizione[modifica | modifica sorgente]

Benché la battaglia intellettuale sia stata vinta dal liberismo già nella prima metà del XIX secolo, il mercantilismo si è dimostrato una forza persistente nel campo della politica economica, anche sotto il nome di protezionismo. Infatti, nonostante una retorica di facciata liberista, tuttora i comportamenti concreti dei paesi economicamente più sviluppati sono decisamente mercantilisti[1]. Più precisamente, la conformazione attuale del capitalismo si avvicina nella pratica molto di più al mercantilismo corporativistico che al liberalismo economico classico. Ciò è vero in particolar modo per la politica ufficiale statunitense[2][3]. Specularmente, alcune critiche no-global (o più precisamente new-global) sono di fatto più anti-mercantiliste che anti-liberiste.

La riflessione economica dei mercantilisti[modifica | modifica sorgente]

Il mercante, svincolata la propria condotta dalla [morale] comune, opera nel mondo secondo criteri razionali e consapevoli, dimostrando le proprie funzioni di commerciante, imprenditore, banchiere. L'attività del mercante si esplica in società fondate economicamente sul sistema agricolo ma in cui c'è una stretta connessione tra attività economica e Stato; i mercanti operano accrescendo la ricchezza e il prestigio propri e dello Stato, mentre quest'ultimo garantisce la stabilità, l'ordine pubblico, l'allargamento del mercato attraverso la politica di conquiste coloniali. L'economia è dunque finalizzata all'interesse dello Stato, il quale a sua volta rappresenta un mezzo a disposizione dell'economia mercantile, grazie alle politiche di crescita economica e di espansione promosse e alla capacità del mercante di inserirsi in questo contesto.

Mercantilisti[modifica | modifica sorgente]

Gli economisti mercantilisti furono pensatori non sistematici, ragione non ultima della vittoria intellettuale dei successivi economisti liberisti, che attribuirono loro questo nome. Fra i principali pensatori del mercantilismo, diffuso in tutta Europa, si ricordano:

Il mercantilismo tedesco trattò soprattutto problemi fiscali e amministrativi ed è noto anche sotto il nome di cameralismo.

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ Paul Bairoch, Economics and World History: Myths and Paradoxes, Chicago: University of Chicago Press, 1993, p. 32. Quest'eminente storico dell'economia descrive gli Stati Uniti come "la madrepatria e il bastione del protezionismo moderno".
  2. ^ Intervista a Noam Chomsky su anarchismo, democrazia, marxismo e leninismo, capitalismo e il futuro. Si veda in particolare la voce "capitalismo" http://www.tmcrew.org/archiviochomsky/anarchismo_marxismo.html
  3. ^ Si veda N. Chomsky, Capire il potere, Il Saggiatore, Milano 2002, pag. 319-323.

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