Soviet Supremo

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Coat of arms of the Soviet Union.svg

Il Soviet Supremo dell'URSS (in russo: Верховный Совет СССР?, Verchovnyj Sovet SSSR) era il nome dato all'organo legislativo federale dell'Unione delle Repubbliche Socialiste Sovietiche (URSS).

Funzionamento[modifica | modifica wikitesto]

Il Soviet Supremo era articolato in due assemblee elettive a durata quadriennale:

  • Il Soviet dell'Unione, comprendente un deputato ogni 300 000 abitanti cui si aggiungeva un'integrazione di 791 deputati eletti a suffragio universale.
  • Il Soviet delle Nazionalità, composto da un numero variabile di membri: tra 625 e 750 deputati in rappresentanza delle Repubbliche federali e delle Repubbliche autonome, così come delle Regioni autonome e dei Distretti nazionali. Erano eletti 32 deputati per ciascuna Repubblica federale, 11 per ciascuna Repubblica autonoma, cinque per ciascuna Regione autonoma e uno per ciascun Distretto nazionale.

Entrambe le camere godevano di medesimi poteri e richiedevano la maggioranza semplice per legiferare. I conflitti tra i rami del Soviet Supremo erano risolti attraverso una Commissione Mista e, in caso di mancato accordo, era potere del Praesidium sciogliere il Soviet e convocare nuove elezioni. Quando il Soviet Supremo non era in sessione le sue attribuzioni passavano al Praesidium, che lo rappresentava e aveva il compito di informarlo sugli atti di governo. Presidente del Praesidium del Soviet Supremo dell'URSS era il titolo ufficiale utilizzato per designare il presidente dell'URSS.

Sistema elettorale[modifica | modifica wikitesto]

Dalla costituzione del '36, il sistema elettorale divenne a voto segreto, questo principalmente per evitare che vi fossero rappresaglie da parte di membri corrotti e per combattere la corruzione stessa. Al Soviet Supremo, poteva candidarsi chiunque. Le candidature cominciavano solitamente nei comitati operai o nelle rispettive sedi dei sindacati, collettivi o gruppi culturali. Ci si candidava all'interno del singolo comitato, distretto, per diventare candidati ufficiali e, passate le "preliminari" venivano candidati al Soviet Supremo.

Così racconta l'osservatore americano Sam Darcy, ciò che avvenne nelle prime elezioni con adozione della costituzione del 36 (Quella rispettiva del '77 si differenzia solo in alcuni aspetti) :

"Il Comitato Centrale decise di mettere alla prova la sua intera dirigenza per vedere se fosse veramente accettata dai membri. [..] I risultati furono sorprendenti. In alcuni distretti del Partito l'intera dirigenza fu cacciata. In altri ci furono dure critiche alla dirigenza da parte di un voto di opposizione numeroso nonostante in toto la dirigenza nazionale del Partito ricevette un appoggio risonante. [..]Guardando le elezioni da vicino mi stupì come in tutte le discussioni sulla Democrazia Sovietica e sul paragone con le pratiche democratiche degli altri paesi una persona raramente riuscisse ad avere un'immagine di come i canali dell'espressione democratica del popolo operassero nel loro nuovo processo elettorale. [..] Per iniziare, in Unione Sovietica la politica e le elezioni non sono doveri esclusivi di un partito politico. Se uno non comprende questo fatto cardinale qualunque cosa probabilmente non gli sarà chiara. Le candidature a una carica pubblica non sono fatte da un partito politico da solo. [..]In breve, le candidature alle cariche, che nel nostro paese(gli Stati Uniti ma qualunque altro paese democratico-borghese) vengono fatte solamente dai partiti politici, in Unione Sovietica vengono da ogni organizzazione popolare possibile.[..]La seconda cosa che dev'essere compresa sulle elezioni Sovietiche e che le rende di qualità democratica speciale è che la parte più importante della selezione dei candidati non sta nel voto finale ma nella scelta dei candidati."

Critiche[modifica | modifica wikitesto]

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

Distintivi da Deputato del Soviet Supremo