Chavismo

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Hugo Chávez raffigurato su un francobollo della Federazione Russa del 2014

Chavismo è un termine che identifica l'azione e l'ideologia politica del Presidente venezuelano e leader della Rivoluzione Bolivariana Hugo Chávez e di coloro che a lui si ispirano.

I suoi capisaldi sono il socialismo democratico - da intendere come un socialismo conforme alla partecipazione popolare attraverso gli istituti di democrazia diretta -, l'anti-imperialismo, il socialismo del XXI secolo di origine marxista e guevarista e il nazionalismo di sinistra. Il termine è uno sviluppo di quello di bolivarismo, vista l'efficace operazione che Chávez ha messo in atto ponendosi in continuità e legando fortemente il suo progetto e il suo pensiero alla figura del Padre della Patria Simón Bolívar. Altri punti del chavismo sono il femminismo, il patriottismo, un certo internazionalismo, l'integrazione dell'America latina, l'ambientalismo, la funzione sociale della proprietà privata, la nazionalizzazione delle imprese di pubblica utilità e un forte welfare state.[1][2][3][4][5][6][7]

Nascita e sviluppo[modifica | modifica wikitesto]

Il termine chavista, inizialmente coniato in senso dispregiativo dagli oppositori della Rivoluzione Bolivariana, il periodo venezuelano iniziato con la vittoria elettorale di Hugo Chávez alle elezioni presidenziali nel 1999, è stato presto rivendicato dai suoi sostenitori, divenendo un termine di uso comune nella vita politica venezuelana. In particolare dopo la morte di Chávez, il termine chavista è stato sdoganato e utilizzato regolarmente dai principali dirigenti della Rivoluzione Bolivariana, tra cui il nuovo presidente Nicolás Maduro.[1]

Tra i partiti politici venezuelani, quelli classificabili come chavisti sono quello fondato dallo stesso Chávez, il Partito Socialista Unito del Venezuela (nato su impulso del Movimento Quinta Repubblica, il primo soggetto politico del lìder bolivariano), e quelli che con esso costituiscono il Gran Polo Patriotico: il Partito Comunista del Venezuela, Patria Para Todos, il Movimiento Tupamaro, la Unidad Popular Venezolana, il Movimiento Electoral del Pueblo, Podemos e altri.[1]

Specie dopo che Chávez ha legato il suo progetto alla parola d'ordine del socialismo del XXI secolo, il chavismo è ormai associato, sia dai suoi sostenitori che dai suoi detrattori (che lo accusano di populismo, demagogia e caudillismo), anche al guevarismo e al castrismo, di cui è considerato la continuazione e l'attualizzazione.[1]

Fuori dal Venezuela[modifica | modifica wikitesto]

Su scala continentale il chavismo ha fortemente condizionato l'affermazione e lo sviluppo di processi politici e sociali quali quello guidati da Evo Morales in Bolivia, in Uruguay dall'ex tupamaro José Mujica e da Rafael Correa in Ecuador. Anche in alti paesi del mondo vi sono comunque partiti che si ispirano al socialismo del XXI secolo e indirettamente alla prassi e all'ideologia chavista, come il partito spagnolo (omonimo di quello venezuelano) denominato Podemos.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ a b c d Morsbach, Greg. Chavez opponents face tough times. BBC News (6 December 2005).
  2. ^ (ES) “El chavismo es el patriotismo” in Diario VEA, 25 giugno 2012. URL consultato il 3 febbraio 2014.
  3. ^ (ES) El internacionalismo de Hugo Chávez, Ola Bolivariana, 18 marzo 2013. URL consultato il 6 marzo 2014.
  4. ^ (ES) Elías Jaua, El chavismo, TeleSUR, 8 dicembre 2013. URL consultato il 3 febbraio 2014.
  5. ^ (ES) Chávez se declaró feminista in El Periodiquito, 6 luglio 2012. URL consultato il 6 marzo 2014.
  6. ^ Si el planeta quisiera acabar con el ser humano, ya lo hubiera hecho… ¿Podemos evitarlo?, 8 novembre 2012. URL consultato il 6 marzo 2014.
  7. ^ (ES) Farith Fraija, “El chavismo es un bien colectivo del pueblo, que ha demostrado defender a toda costa su continuidad” in Noticias24, 20 dicembre 2012. URL consultato il 3 febbraio 2014.

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]