Mascolinismo

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Con il termine mascolinismo si identifica una delle correnti del "movimento degli uomini", è la traduzione dei termini in lingua inglese masculism e masculinism (i movimenti maschili hanno mosso i primi passi nei paesi anglofoni, dove il termine è largamente usato) ed è usato per sottolineare la distanza dall'accezione negativa che, invece, il termine maschilismo ha nella nostra lingua. Difatti in inglese, la parola maschilismo corrisponde a male chauvinism, cioè sciovinismo maschilista, il che sottolinea l'aspetto sessista del termine.


Indice

[modifica] Critiche

Alcuni teorici interni o vicini al "movimento degli uomini" criticano alcune delle istanze mascoliniste[1], pur riconoscendo che molte delle istanze del movimento derivano da legittime, e spesso misconosciute, rivendicazioni maschili, purtuttavia si dichiarano in disaccordo con l'approccio generale assunto per sostenere queste stesse istanze, e fanno notare come spesso i mascolinisti indirizzino le proprie iniziative in modo puramente antagonistico rispetto ad altri movimenti, in particolare contro il femminismo. Ad esempio, mentre molti mascolinisti sottolineano il fatto che la maggioranza delle vittime di omicidi sono uomini, i critici del mascolinismo rimarcano che ci si dimentica di rilevare come anche gli stessi esecutori degli omicidi sono prevalentemente uomini, oppure fanno notare come, per ogni madre con figli a carico che si trova in condizioni socialmemente precarie, esiste molto spesso un padre che potrebbe contribuire al sostentamento economico della donna. Un altro argomento controverso è quello dell'assistenza sanitaria. Ad esempio, mentre i mascolinisti denunciano una generale carenza di fondi stanziati per la cura di malattie tipicamente maschili, altri fanno notare che le compagnie di assicurazione si rifiutano di erogare rimborsi per la contraccezione, rimborsi che invece vengono erogati per l'acquisto di farmaci come il Viagra, e sostengono che i dottori e le case farmaceutiche sono sempre ben disposti a venire incontro alle richieste degli uomini, quando queste sono manifestate con sufficiente forza.
Però i mascolinisti fanno notare che farmaci come il viagra non sono affatto prodotti volti ad aiutare gli uomini, ma anzi tendono a distorcere i veri e genuini rapporti degli uomini col proprio corpo e la propria sessualità nonché con l'altro sesso, spesso deresponsabilizzando le donne e iperresponsabilizzando gli uomini.

Spesso viene citato l'esempio della pillola contraccettiva, disponibile anche per gli uomini in versione adattata all'organismo maschile (così come le pillole abortive e contraccettive sono adattate all'organismo femminile). Alcuni critici del mascolinismo sostengono che le case farmaceutiche sono poco propense ad investire denaro per la ricerca e la promozione sul mercato di questi prodotti a causa del pregiudizio maschile secondo cui "fanno perdere la virilità". I mascolinisti esprimono spesso preoccupazione per il minor numero di programmi sociali e di organismi di tutela delle istanze maschili rispetto a quelli esistenti a tutela delle istanze femminili. A questo riguardo, tuttavia, i critici del mascolinismo fanno notare che le organizzazioni femministe si assumono in prima persona l'onere ed il rischio di promuovere iniziative, di investire molto più tempo, denaro e lavoro, ed ottenere così anche finanziamenti pubblici. In altre parole sostengono che i gruppi femministi compiono, a proprie spese, un maggior sforzo al fine di ottenere una grande visibilità pubblica e promuovere così la propria causa per le presenti e future generazioni. Quello che i mascolinisti spesso contestano è una più o meno scoperta censura di tutti i punti di vista non allineati con l'ideologia femminista, oppure pro-femminista, mentre i critici del mascolinismo negano che questa sorta di pregiudizio esista, ed affermano che nulla e nessuno può considerarsi immune da critiche, non importa quali idee professi.
Ma a queste critiche i mascolinisti fanno però notare che le organizzazioni femministe e femminili che in vari paesi ricevono finanziamenti governativi, e pertanto dai contribuenti, non sono affatto poche.

I critici asseriscono che alcune rivendicazioni dei mascolinisti di avere poco potere derivano dal fatto che essi si rendono conto di avere perso potere rispetto al passato, oppure di non essere in grado di operare con perseveranza per conseguire questo potere.
Ma i mascolinisti fanno però notare che molta parte di potere acquisito dalle donne non è stato conquistato e ottenuto con le forze delle donne, ma con leggi sessiste volte a favorirle in quanto donne.
Inoltre sottolineano le conseguenze negative derivanti dal fatto che il potere maschile ha sempre imposto agli uomini di equiparare la mascolinità al machismo, ed anche il fatto che una società basata fondamentalmente sulla competizione fra maschi porta inevitabilmente a favorire la divisione della società in classi al fine di mantenere e consolidare il potere dei maschi.
Ma anche qui i mascolinisti forniscono non pochi esempi che dimostrano quanto lo spirito di competizione e di prevaricazione sia comune a entrambi i sessi e non un istinto tipicamente maschile.
Mentre i mascolinisti citano spesso il fatto che un estraneo è più portato a venire in soccorso ad una donna in difficoltà piuttosto che ad un uomo come dimostrazione della minore attenzione che si pensa di dover dedicare agli uomini in generale, altri invece attribuiscono il motivo di questa differenza ai modelli comportamentali inculcati fin dalla nascita, in base ai quali si deve presupporre che un uomo è sempre autosufficiente e deve essere in grado di badare a sé stesso. Per esempio, un ragazzo che è caduto e si è ferito viene, a differenza di una ragazza, incoraggiato ed esortato a rialzarsi da solo.

[modifica] Note

  1. ^ Vedere gli articoli di Michael Flood, ad es. "Responding to men's rights groups" pubblicato nel sito gestito insieme a Gerry Orkin "xyonline" (dove si trova una vasta bibliografia sul "movimento degli uomini" e gli argomenti ad esso vicini).

[modifica] Bibliografia

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