Andrea Costa

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Andrea Costa
Stemma del Regno d'Italia Parlamento del Regno d'Italia
Camera del Regno d'Italia
Luogo nascita Imola
Data nascita 30 novembre 1851
Luogo morte Imola
Data morte 19 gennaio 1910
Legislatura XV, XVI, XVII, XVIII, XIX, XX, XXI, XXII, XXIII
Gruppo Partito Socialista Italiano
Andrea Costa

Andrea Costa (Imola, 30 novembre 1851Imola, 19 gennaio 1910) è stato un politico italiano, considerato tra i fondatori del socialismo in Italia.

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Di idee dapprima anarchiche[1], si avvicinò al socialismo anche grazie a Anna Kuliscioff, che fu sua compagna per alcuni anni e dalla quale ebbe una figlia, Andreina Costa, nata nel 1881. Tra i fondatori della sezione italiana della Lega Internazionale dei Lavoratori, nata su iniziativa di Bakunin nel 1867 e scioltasi dopo i moti di Bologna, Napoli e Benevento (1874). L'8 agosto 1874 fu arrestato a Imola per aver organizzato un'insurrezione di internazionalisti anarchici.

Fu condannato a due anni di prigione; nel 1879 Costa uscì dal carcere e si trasferì in Svizzera, a Lugano. Qui scrisse la lettera intitolata Ai miei amici di Romagna, in cui indicava la necessità di una svolta tattica del socialismo, che doveva passare dalla «propaganda per mezzo dei fatti» a un lavoro di diffusione di principii, che non avrebbe presentato risultati immediati, ma avrebbe ripagato sul medio periodo. La lettera fu pubblicata dall'organo della "Federazione Alta Italia dell'Associazione Internazionale dei Lavoratori", La Plebe.

Nell'agosto 1881 fondò a Rimini il «Partito Socialista Rivoluzionario di Romagna»[2]. Nello stesso anno partecipò alla fondazione del settimanale cesenate Avanti![3] Nel 1882 Costa si candidò alla Camera, nei collegi di Imola e di Ravenna. Fu eletto in quest'ultima città, diventando così il primo deputato di idee socialiste nel parlamento italiano. Nell'agosto 1883, per coordinare l'opposizione delle sinistre, fonda il Fascio della democrazia insieme a Giovanni Bovio e Felice Cavallotti. Iniziato Massone il 25 settembre 1883 nella Loggia Rienzi di Roma, ricoprì la carica di Grande Maestro Aggiunto del Grande Oriente d'Italia.

Il 5 aprile 1889 il Tribunale di Roma lo condannò a tre anni di reclusione per "ribellione alla forza pubblica", a seguito dei disordini scoppiati durante una manifestazione in memoria di Guglielmo Oberdan. Nel marzo 1890 fu nuovamente condannato per "ribellione", avendo partecipato a Roma alle agitazioni degli operai edili. Costa, alleato e contemporaneamente critico del Partito Operaio Italiano e di Filippo Turati, partecipò nel 1892 al Congresso di Genova, in cui tutte le forze socialiste si unificarono nel «Partito dei Lavoratori Italiani» (dal 1895 Partito Socialista Italiano).

Nel febbraio 1887, nel corso del vivace dibattito parlamentare seguito al massacro di Dogali, coniò la parola d'ordine "né un uomo né un soldo" per l'impresa africana. Nel 1898 fu tra i promotori della tragica protesta dello stomaco di Milano, repressa a cannonate da Bava Beccaris; arrestato con altri esponenti socialisti, la Camera dei deputati negò l'autorizzazione a procedere e venne liberato. Dal 1908 al 1910 fu vicepresidente della Camera dei deputati. Andrea Costa è sepolto nel cimitero monumentale di Imola. Sulla grande lapide è incisa l'epigrafe dettata dall'amico Giovanni Pascoli per la sua morte.

« 1851 - 1910
CENERE
È IN QUEST'URNA
DELL'INCENDIO D'AMORE
CHE DA QUANDO DUE SELCI LO DESTARONO
NELLE GELIDE SPELONCHE
ARDE INCONSUMABILE IN MEZZO AI TERRESTRI
SEMPRE, PIÙ FORTE, PIÙ VASTO, PIÙ ALTO
LIBERANDO DALLE GRAVI SCORIE PRIMIGENIE
LA SANTA UMANITÀ PURA
FIAMMA DI QUELL'INCENDIO
FU QUESTA CENERE
VIVA FIAMMA CHE SOPPRESSA E BATTUTA
DIVAMPÒ SEMPRE PlÙ BELLA AL VENTO
NOI LA CHIAMAMMO
ANDREA COSTA »
(Giovanni Pascoli)

Una lapide ricorda la sua casa natale in via Appia ad Imola. A Costa è intitolata anche la principale squadra di pallacanestro della città di Imola, l'Andrea Costa Imola Basket, militante nel campionato di Legadue.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Nazario Galassi: Vita di Andrea Costa, Milano, Feltrinelli, 1989
  • Renato Zangheri: Andrea Costa, in Dizionario biografico degli anarchici italiani, Pisa, BFS, 2003, vol. I, pp. 453-459
  • Carlo De Maria, Andrea Costa e il governo della città (brossura), 1ª ed., Reggio Emilia, Diabasis, aprile 2010, p. 192, ISBN 978-88-8103-707-0.
  • Antonio Carrannante:"Andrea Costa", in "Giornale di storia contemporanea", A.XIII, n. 1, giugno 2010, pp.240-249.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Nel settembre 1872 partecipa, all'Aja, al Congresso dell'Internazionale, aderendo all'Internazionale anarchica di Bakunin.
  2. ^ Successivamente la formazione fu ribattezzata Partito Socialista Rivoluzionario Italiano.
  3. ^ Non ha direttamente a che fare con l'Avanti!, storico organo del PSI, fondato a Roma nel 1896.

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