Ruralismo

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Il ruralismo è un'ideologia propria dei partiti e movimenti agrari e/o contadini.

Il ruralismo, collocabile nel filone del pensiero filosofico tradizionalista, non è un movimento politico-culturale omogeneo. Ruralisti, infatti, sono partiti politici sia progressisti, che conservatori.

I partiti agrari sono, pertanto, di difficile collocazione ideologica. Spesso hanno rappresentato l'opposizione ai partiti marxisti nei paesi dell'Europa centro-orientale (ad es., il Partito Rurale Croato) in quanto sostenitori della proprietà privata. In altri casi, invece, (Partito agrario di Russia) sono nati come derivazioni dei partiti comunisti al potere, che volevano consolidare la propria presenza nelle masse contadine. Il ruralismo si lega spesso anche all'ispirazione religiosa (es. Partito Popolare Polacco), e da questa trae molti valori (es. tutela della famiglia tradizionale). Il ruralismo ha molti punti di contatto anche con i partiti populisti, e con quelli regionalisti ed autonomisti.

Il ruralismo è chiaramente condizionato dalla presenza nel Paese di una parte consistente di operatori del Settore primario (pesca, allevamento, agricoltura). Non è un caso, che, soprattutto in Europa, i partiti agrari hanno avuto una forte diffusione fino agli anni '30/'40 (es. Partito dei Contadini (Irlanda); Lega dei Contadini Bavaresi), fino a quando, cioè, l'industrializzazione non ha cominciato a prendere piede in modo massiccio. Dagli anni '80 in poi, molti partiti agrari sono entrati a far parte di partiti conservatori (Centro nazionale degli Indipendenti e dei Contadini, confluito nell'UMP francese e poi nell'UDI) o socialisti, o hanno cambiato la propria denominazione (es. l'Unione agraria finlandese ora Partito Centrista; Partito agrario norvegese ora Partito di centro), assumendo spesso posizioni moderate e centriste. Non mancano partiti agrari che si sono avvicinati alle posizioni ambientaliste (es. Partito Agrario Ambientalista albanese o l'Unione agrari e verdi lituani).

Definizione[modifica | modifica sorgente]

Nell'introduzione del libro Ruralismo nella letteratura americana di M. Thomas Inge, l'autore definisce il Ruralismo attraverso i seguenti principi fondamentali:[1]

  • La coltivazione del suolo permette un contatto diretto con la natura; attraverso il contatto con la natura, il rurale acquista le virtù di "onore, virilità, autostima, coraggio, integrità morale ed ospitalità", e segue l'esempio di Dio quando creò l'ordine dal caos.
  • Il coltivatore "ha un senso d'identità, un senso di tradizione storica e religiosa, un sentimento d'appartenenzaa ad una famiglia, ad un luogo e ad una regione concreti, i quali sono psicologicamente e culturalmente benefici." L'armonia nella sua vita controlla le intrusioni della società moderna, frammentaria ed alienata, che si è sviluppata in una scala disumana.
  • In contrasto, l'agricoltura offre maggiore indipendenza ed autosufficienza. Essa ha una posizione solida e stabile nell'ordine mondiale. Ma la vita urbana, il capitalismo e la tecnologia distruggono l'indipendenza e la dignità, mentre incoraggiano il vizio e la debolezza. La comunità agricola può provvedere a controllare e bilanciare gli squilibri della società moderna attraverso l'unione del lavoro e della cooperazione con gli altri agricoltori, i quali seguono i ritmi della natura.

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ Introduzione a M. Thomas Inge, Agrarianism in American literature , Odyssey Press, 1969.

Voci correlate[modifica | modifica sorgente]

Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]