Anarchismo cristiano

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Il Consolatore, dipinto di Carl Heinrich Bloch

L'anarchismo cristiano è una corrente dell'anarchismo molto particolare, fondata sul rifiuto dell'autorità (ecclesiastica o statale), sul rapporto diretto con Dio e sull'egualitarismo.

Si parla di «anarchismo cristiano» in riferimento a persone o movimenti che, nella bimillenaria storia del Cristianesimo, hanno contestato radicalmente, in nome dell'autentico messaggio di pace e libertà individuale contenuto nel Vangelo, le violenze e le censure spesso operate dalle autorità, ecclesiastiche incluse, verso il progresso della vita civile. Gli anarchici cristiani si connotano quindi, oltre che per il loro pacifismo e libertarismo, anche per il loro antiautoritarismo e anticlericalismo. La parte relativa al messaggio sociale dei Vangeli, arriva a fondersi, alla luce delle dottrine egualitarie del XIX secolo, quali quelle anarchiche di connotazione non violenta, con paralleli valori in esse contenuti.

Vengono frequentemente ed altresì rivisti in questa luce comportamenti tipici della vita degli Apostoli, nonché aspetti sociali delle prime comunità cristiane, quali la condivisione dei beni, l'egualitarismo, il rifiuto del potere statale ed altri.

Indice

Alcuni anarchici cristiani:

I precursori dell'anarchismo cristiano [modifica]

Thomas Müntzer, precursore dell'anarchismo cristiano

La storicità di Gesù viene riconosciuta dagli studiosi anche se alcuni la riconducono all'elaborazione di un mito[senza fonte]. Comunque la si interpreti la figura di Gesù Cristo permise, inizialmente, lo sviluppo di pensieri "proto-anarco-cristiani" e, solo successivamente, quella corrente di pensiero molto particolare dell'anarchismo definito cristiano.

Durante il Medio Evo si riscontrano tracce di un proto-anarchismo cristiano all'interno dei movimenti eretici cristiani come il movimento del libero spirito che professava l'indipendenza dalle autorità ecclesiastiche, il movimento dei "bogomili" (Bulgaria del X secolo) che rifiutavano tutta la realtà materiale e denunciavano tutti i rappresentanti del potere mondano (denunciarono l'opulenza del clero e l'inutilità di certi riti religiosi), l'insurrezione degli Hussiti della Boemia che si opponevano ai privilegi feudali e della Chiesa cattolica e sono riscontrabili infine in individualità come Richard di Saint-Victor che criticavano la monarchia e i privilegi autoritari.

Il Rinascimento è caratterizzato dal diffondersi di movimenti religiosi eretici fortemente ostili all'autorità ecclesiastica. Per esempio il movimento cristiano dei Fratelli in Cristo (Brüder in Christo), storicamente noto come Battista, anche se in italiano è spesso denominato col termine percepito come peggiorativo di Anabattismo, fondava la propria religiosità sulla comunanza dei beni, il rifiuto dello Stato e di ogni istituzione. Nel biennio 1524-25 gruppi di rivoltosi anabattisti, al seguito di Thomas Müntzer, presero parte alla rivolta dei contadini tedeschi, nella convinzione che andare contro i poteri costituiti avrebbe affrettato la venuta del regno di Dio. L'esperimento politico-religioso anabattista fu subito messo al bando, col consenso di Lutero e dei Cattolici, dai Prìncipi tedeschi, culminando nel 1535 con una violenta repressione della frangia violenta del movimento anabattista guidata da Giovanni di Leida che aveva preso il controllo di Münster.

Anche Gerrard Winstaneley, eretico cristiano inglese del movimento dei Diggers ("zappatori"), attivo durante la guerra civile inglese, sosteneva la necessità di collettivizzare la terra, poiché questa apparteneva a tutti e nessun uomo poteva elevarsi al di sopra degli altri.

L'anarchismo cristiano in Russia [modifica]

Lev Tolstoj, capostipite dell'anarchismo cristiano
« La schiavitù degli uomini è la conseguenza delle leggi, e le leggi sono stabilite dai governi. Per liberare gli uomini non c'è che un mezzo: la distruzione dei governi. Ma come distruggerli? Tutti i tentativi fatti sinora in diversi paesi per rovesciare i governi colla violenza, non sono mai riusciti che a sostituire a quelli un nuovo governo, sovente più crudele del primo. »
(Lev Tolstoj, Anarchismo e non violenza)

La corrente anarchica vera e propria denominata «anarchismo cristiano» o «anarchismo religioso» si diffuse in Russia verso la fine dell'Ottocento e faceva capo allo scrittore Lev Tolstoj.

Egli non ammise mai di essere anarchico, perché riservava questo nome a coloro che volevano trasformare la società con mezzi violenti; difatti scrisse:

« Mi considerano anarchico, ma io non sono anarchico, sono cristiano. Il mio anarchismo è solo l'applicazione del cristianesimo ai rapporti fra gli uomini. »
(dai Diari, 24 agosto 1906[4])

Tuttavia Tolstoj viene considerato uno dei padri fondatori dell'anarchismo.[5] Espose la sua dottrina in molti saggi e articoli, pubblicati svariate volte ed editi in numerose lingue; fra tutti si possono ricordare Il regno di Dio è in voi, La mia religione e La guerra e il servizio militare obbligatorio. Nel primo di questi testi, argomentò fra l'altro:

« Il cristianesimo nel suo vero significato distrugge lo stato. Esso fu compreso così fin dal principio ed è per ciò che il Cristo fu crocifisso. È stato compreso così in ogni tempo dagli uomini non legati dalla necessità di giustificare lo stato cristiano. Solo quando i capi dello stato accettarono il cristianesimo nominale esterno, si cominciarono ad inventare le teorie sottili secondo le quali il cristianesimo si può conciliare con lo stato.

Ma, per ogni uomo sincero del tempo nostro, non può non essere evidente che il vero cristianesimo — la dottrina della rassegnazione, del perdono, dell'amore — non può conciliarsi con lo stato, col suo dispotismo, con la sua violenza, con la sua giustizia crudele e con le sue guerre. Non solo il vero cristianesimo non permette di riconoscere lo stato, ma ne distrugge i principî stessi.[6] »

L'anarchismo tolstoiano, come il suo cristianesimo razionale, fu il risultato di esperienze sempre maggiori, dalla militanza nell'esercito fino al contatto con i popoli primitivi del Caucaso. In tutti i suoi romanzi ricorre il tema e il desiderio dell'universale fratellanza umana e dell'esaltazione di ogni tipo di vita del contadino, semplice ed a contatto con la natura.

Il suo anarchismo è un aspetto esterno del cristianesimo, l'assenza di conflitto fra questi due aspetti è dovuta al fatto che la sua è una fede indipendente dalla religione [7], infatti, fonda le sue convinzioni sul Vangelo e non sui dogmi o sul potere religioso terreno. Tolstoj rende in questo modo la religione “umanizzata”, e continua sostenendo che il regno di Dio bisogna cercarlo non fuori di noi, ma dentro noi stessi.

Tolstoj, inoltre, concorda con l'anarchismo classico circa l'illogicità e la dannosità del potere, ma ritiene che l'unico modo per liberarsi del potere umano consiste nell'accettare la legge divina, perché solamente questa è comune a tutti gli uomini e dunque veramente universale e pacificatrice.

Perché soltanto la religione cristiana, come da lui intesa, produce la completa libertà ed uguaglianza di tutti gli uomini. Perché tutti gli uomini sanno che le leggi sono false ed ingiuste, però ubbidiscono ugualmente, quindi bisogna spingere l'uomo ad uscire da questa incoerenza e liberarsi cercando di pervenire ad un nuovo ordine retto soltanto dalla ragione.

Il suo pensiero libertario, addirittura sotto alcuni aspetti è molto più radicale di quello tradizionale, dal momento che il rifiuto di obbedire all'autorità investe ogni comando umano. Di conseguenza la concezione anarchica tolstoiana poggia sul rifiuto della proprietà privata e dello stato.

La prima viene respinta perché è oppressiva, perché chi è proprietario predomina su chi non lo è, ed inoltre, essa si perpetua con la violenza e con la forza. Lo stato invece va respinto poiché significa violenza, e la sua esistenza, che si fonda sul concetto di potere e gerarchia, è contraddittoria nei confronti della predicazione pacifica del cristianesimo. Lo stato ostacola la libertà dell'individuo, lo inganna, lo sfrutta e soprattutto infierisce su di lui, avvalendosi delle prigioni, delle esecuzioni e del servizio militare coattivo.

In Russia, il desiderio di un ritorno al cristianesimo delle origini, antiautoritario e non-violento, portò alla nascita di numerose comunità tolstoiane e alla pubblicazione del primo manifesto dell'anarchismo mistico, redatto a Mosca dal poeta anarchico Georges Tchoulkov nel 1906.

Indicazioni bibliografiche [modifica]

Note [modifica]

  1. ^ George Woodcock, Cap VIII: Il profeta in L'anarchia: storia delle idee e dei movimenti libertari, Milano, Feltrinelli Editore [1966].
  2. ^ Simone Weil, Réflexions sur les causes de la liberté et de l'oppression sociale (in fr), Paris, Gallimard [1955].
  3. ^ Jim Forest, L'anarchica di Dio, Milano, Paoline [1989].
  4. ^ Citato in Gloria Gazzeri, Sintesi del testo, in L. Tolstoi, Il regno di Dio è in voi, Publiprint - Manca Editrice, Trento - Genova, 1988, p. XIV.
  5. ^ Cfr. Gloria Gazzeri, Sintesi del testo, in L. Tolstoi, Il regno di Dio è in voi, op. cit. , p. XIII.
  6. ^ L. Tolstoi, Il regno di Dio è in voi, op. cit. , cap. X, p. 254.
  7. ^ Alberto Maggi, Come leggere il Vangelo senza perdere la Fede, Cittadella, 2006.
  8. ^ Scheda libro "Anarchia e cristianesimo"
  9. ^ Scheda libro "Scritti Anarcocristiani"

Voci correlate [modifica]

Collegamenti esterni [modifica]