Industrial Workers of the World

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Tessera del sindacato IWW

Gli Industrial Workers of the World (sigla: IWW) è un'associazione militante "radicale" del movimento operaio statunitense quando ai lavoratori erano riconosciuti pochissimi diritti, specialmente se immigrati.

A riprova dell'approccio degli statunitensi con gli immigrati, può essere utile citare un episodio accaduto nel 1908. Bingham, il capo della polizia di New York, dichiarò che gli ebrei formavano il 50% dei criminali della città. La pesante quanto ingiustificata accusa fece molto rumore in tutta la comunità: le organizzazioni ebraiche sdegnate presero posizioni ostili e svolsero grandi manifestazioni di protesta. Inoltre, la stampa yiddish iniziò una campagna denigratoria nei confronti di Bingham, ottenendo che il capo della polizia fosse costretto (dai politici locali) a ritrattare completamente l'accusa.

Il sindacato fu ideato il 2 gennaio del 1905 e fondato a Chicago nel giugno dello stesso anno, con la redazione dell'Industrial Union Manifesto. Formalmente, il sindacato esiste ancora, anche se la sua vera storia si fermò alle soglie degli anni Venti.

Le origini[modifica | modifica sorgente]

William Haywood
Elizabeth Gurley Flynn

Molte le individualità protagoniste dell'IWW.

"Le iniziatrici, gli iniziatori"[modifica | modifica sorgente]

  • Mother Jones, al secolo Mary Harris Jones, irlandese, inarrestabile agitatrice sindacale, cominciò la sua attività nel movimento laburista Knights of Labor, poi fu tra i sei fondatori dell'Industrial Workers of the World. I suoi oppositori la indicavano come la "donna più pericolosa d'America". I suoi sostenitori le avevano dato l'appellativo di "angelo dei minatori": Mother Jones interveniva ad organizzare tutti gli scioperi, come quello dei ferrovieri nel 1877 a Pittsburgh;
  • Eugene Victor Debs, oratore carismatico, che arricchiva i suoi discorsi con suggestive citazioni evangeliche. Durante lo sciopero contro i licenziamenti operati dalla Pullman Palace Car Company nel 1894, Debs fu arrestato e condannato a 6 mesi di prigione. Nel 1897, Debs aveva partecipato alla fondazione del Social Democratic Party (Partito Socialista Democratico), di cui divenne il Presidente nel 1900; il 29 giugno 1905 tenne il discorso di apertura alla convention per la fondazione dell'IWW a Chicago;
  • Lucy Ella Gonzales Parson (africana, già militante nell'organizzazione per i diritti razziali e le pari opportunità Working People's Association (IWPA), poi distintasi come attivista anarchica durante il caso Haymarket a Chicago nel 1886, e promotrice dell'IWW; morì nell'incendio di Chicago del 1946)
  • William «Big Bill» Haywood, fisico imponente (ma aveva perso un occhio in un incidente giovanile), ateo, oratore persuasivo e di temperamento sanguigno, più incline alla lotta violenta che alla negoziazione (non era un grande pensatore), inventò lo slogan Eight hours of work, eight hours of play, eight hours of sleep-- eight hours a day!. Lo Stato dell'Idaho incriminò e condannò "Big Bill" nel 1907 con l'accusa di aver organizzato l'assassinio del Governatore Frank Steunenberg, la cui casa era stata fatta esplodere con le bombe usate dai minatori nelle miniere d'argento dell'Idaho.
  • Elizabeth Gurley Flynn, definita "la Giovanna d'Arco dell'est", durante il suo attivismo sindacale fu arrestata dieci volte ma non fu mai condannata. Sostenne la campagna a favore di Sacco e Vanzetti, quella a favore del suffragio femminile. Nel 1948 fu arrestata per violazione della legge sull'immigrazione, e dopo un processo durato nove mesi fu condannata a due anni di carcere. Fu sepolta per sua volontà accanto alle tombe dei martiri di Haymarkets e Big Billy;
  • Ralph Chaplin, a sette anni fu testimone dei disordini accaduti nello sciopero della Pullman Palace Car Company. Fu promotore della campagna per «impedire, ostacolare e far ritardare l'esecuzione di undici Leggi del Congresso» riguardanti l'entrata in guerra degli USA, e per questo fu condannato per spionaggio a 20 anni di carcere e ad una multa di $20.000.

Gli “itineranti” Wobblies[modifica | modifica sorgente]

Wobblies è inteso sia nel senso di "itineranti" (coloro che attraversavano l'America per diffondere la cultura della lotta operaia e del sindacato), sia nel senso di "precari".

Gli antagonisti[modifica | modifica sorgente]

Avversari storici dell'IWW furono Samuel Gompers e l'American Federation of Labor (AFL).
Mentre l'IWW si batteva per il cosiddetto «sindacalismo d'industria» (industrial unionism, che mirava a ricondurre tutti i lavoratori di un'industria in un sindacato solo), l'AFL propugnava il «sindacalismo di mestiere» (craft unionism, che raccoglieva nelle sue file i lavoratori più umili e meno specializzati, come i braccianti senza posto fisso dell'Ovest e i tessili dell'Est).

Ideologia dei Wobblies[modifica | modifica sorgente]

  • Capacità di organizzare gli immigrati non qualificati, superando le barriere linguistiche (i volantini erano scritti in più lingue)
  • Capacità di spazzare via il diaframma che li separava dai media dell'epoca grazie alle "free speech fights", cioè le lotte per la libertà di parola. Il 2 novembre 1909, il governo municipale di Spokane (Washington) arrestò alcuni wobblies dell'IWW che tenevano comizi per le vie della città. L'organizzazione decise di combattere per conquistare il diritto alla libertà di parola. La lotta durò fino al 1º marzo 1910, con esiti vittoriosi: il prezzo pagato fu alto (4 morti durante i pestaggi delle autorità, più di 500 uomini e donne incarcerati, 200 attuarono lo sciopero della fame che durò anche 13 giorni, seguito da uno sciopero di 45 giorni a pane e acqua).

La IWW perseguiva l'obiettivo della proprietà operaia dell'industria e considerava ogni sciopero come preparativo alla rivoluzione. Non cercava un rapporto contrattuale con i datori di salario ma preferiva la via del boicottaggio e del sabotaggio, ai quali le autorità rispondevano con brutali e feroci repressioni.

Il contesto storico di riferimento[modifica | modifica sorgente]

Il regime statunitense di Woodrow Wilson tentava di stroncare il fortissimo movimento operaio che ne contrastava l’opera di sfruttamento delle masse povere, considerate pura e semplice forza lavoro, senza diritti né dignità.
Alla base della struttura sociale statunitense vi era un sentimento oligarchico, di classe, anche razzista, fondato su un patto tra proprietari terrieri e industriali, dal quale i lavoratori erano esclusi.
In questa situazione, i compratori di forza-lavoro, con pochissime eccezioni, avversavano i sindacati e tenevano i venditori di forza-lavoro sotto controllo trattando con ciascuno singolarmente. Quando si affacciò sulla scena politica l'IWW, i compratori di forza-lavoro e il governo stesso cercò di esercitare lo stesso potere di controllo anche sul sindacato.
A questo si piegò la American Federation of Labor, accettando di opporsi agli scioperi e di tenere a freno le pretese dei lavoratori (fornendo anche dei crumiri tra i suoi membri, ove necessario), in cambio del diritto di organizzarsi nelle fabbriche senza correre il rischio che i suoi iscritti venissero licenziati.
l'IWW avvertì la necessità di rivendicare i diritti negati e lottare, se necessario anche con mezzi illegali, per ottenerne almeno una parte. Gli Industrial Workers of The World furono (e sono) un sindacato conflittuale, compatto, e soprattutto determinato. Si è trattato di un fenomeno unico nella storia del movimento operaio.

I grandi scioperi organizzati dall'IWW[modifica | modifica sorgente]

Sciopero dell'IWW a New York

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

  • Peppino Ortoleva Industrial workers of the World Firenze La nuova Italia 19..
  • Kenneth Allsop Ribelli vagabondi nell'America dell'ultima frontiera Laterza Bari 1969
  • Patrick Renshaw Il sindacalismo rivoluzionario negli Stati Uniti Laterza Bari 1970
  • Vincent Saint John L'IWW. La sua storia, struttura e metodi (in lingua italiana:1914.. New York USA ristampa anastatica) Calusca Editrice Milano 1971 (dopo..)
  • Elizabet Gurley Flynn La ribelle La Salamandra Milano 1973
  • Gibbs Morgan Smith Joe Hill La Salamandra Milano 1973
  • Renato Musto Gli IWW e il movimento operaio americano thélème Napoli 1975
  • William Dudley Haywood La storia di Big Bill Iskra Milano 1977
  • Mary Mother Jones L'autobiografia di Mamma Jones Einaudi Torino 1977
  • Giuseppe Chiappetta IWW. Storia e considerazioni critiche Filorosso Milano 1978
  • William Dudley Haywood Big Bill. L'autobiografia di un rivoluzionario americano degli IWW Manifestolibri Roma 2004
  • Filippo Manganaro Senza patto né legge. Antagonismo operaio negli Stati Uniti Odradek Roma 2004
  • Bruno Cartosio Wobbly! L'Industrial Workers of the World e il suo tempo Shake Milano 2007
  • John Reed Red America. Lotta di classe negli Stati Uniti Nova Delhi Libri Roma 2012

Bibliografia Letteraria[modifica | modifica sorgente]

Voci correlate[modifica | modifica sorgente]

Altri progetti[modifica | modifica sorgente]

Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]