Disobbedienza civile (saggio)

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Disobbedienza civile
Titolo originale Civil Disobedience
Autore Henry David Thoreau
1ª ed. originale 1849
Genere saggio
Lingua originale inglese

Disobbedienza civile (Civil Disobedience) è il titolo di un famoso saggio di Henry David Thoreau.

Presentato per la prima volta nel 1848 e pubblicato nel 1849 all'interno dell'Aesthetic Papers di Elizabeth Peabody con il titolo di Resistenza al governo Civile (Resistance to Civil Government). Diventò famoso con il titolo di Civil Disobedience solo dopo la morte dell'autore.

Contenuti[modifica | modifica wikitesto]

« È così che la massa degli uomini serve lo Stato, non come uomini coraggiosi ma come macchine, con il loro corpo. Sono l'esercito permanente, la milizia volontaria, i secondini, i poliziotti, il posse comitatus ecc. Nella maggioranza dei casi non c'è nessun libero esercizio del giudizio e del senso morale, sono al livello del legno, della terra, delle pietre. Suppongo che se facessimo degli uomini di legno sarebbero altrettanto utili. È un tipo d'uomo che non richiede maggior rispetto che se fosse fatto di paglia o di un impacco di sterco. Ha lo stesso valore dei cani e dei cavalli. E tuttavia, normalmente, quegli uomini sono considerati buoni cittadini. Altri - come la maggioranza dei legislatori, dei politicanti, degli avvocati, dei preti e dei tenutari di cariche - servono lo Stato soprattutto in base a ragionamenti astratti; e poiché fanno assai di rado distinzioni morali, hanno la stessa probabilità di servire Dio che, senza volerlo, di servire il diavolo. »
(Henry David Thoreau, Disobbedienza civile)

In questo saggio Thoreau condanna apertamente le scelte del governo statunitense, in particolare la permissione della schiavitù e la guerra espansionistica contro il Messico; per questi motivi egli si rifiutò di pagare le tasse, tentando di boicottare la politica del governo e di non contribuire al rafforzamento dello schiavismo nel Sud, ma presto venne incarcerato (probabilmente solo per una notte, poiché una sua zia pagò per lui la tassa in questione). Proprio da quest'esperienza nasce Disobbedienza Civile, in cui egli spiega i motivi del suo arresto ingiusto, sostenendo che è ammissibile non rispettare le leggi quando esse vanno contro la coscienza e i diritti dell'uomo; Thoreau fonda così i primi movimenti di protesta e resistenza nonviolenta, che verranno successivamente rappresentati da Martin Luther King e Gandhi.

Quando infatti Thoreau scrive che è necessario disubbidire a leggi ingiuste, o perlomeno attuare una sorta di "resistenza" a esse, egli non pensa a una rivolta violenta, a una rivoluzione armata, ma semplicemente a una non collaborazione col governo che le ha imposte.

Una delle idee principali del saggio è che qualsiasi forma di governo limita drasticamente la singolarità di ogni individuo, perché significa far decidere ciò che è giusto e ciò che è sbagliato unicamente a coloro che sono al potere, non tenendo conto del parere e delle esigenze del popolo; la legge non rende perciò l'uomo giusto, lo rende anzi ingiusto quando egli, fedele ai suoi valori ed alla sua libertà, non la rispetta. Più che "il governo migliore è quello che governa meno", Thoreau sostiene quindi l'idea che "il governo migliore è quello che non governa affatto".

« Di fatto, non è dovere di un individuo dedicarsi all'estirpazione del male, anche del più grande; giustamente, egli potrebbe avere altre faccende che lo occupano; ma è suo dovere, almeno, tenersene fuori e, se non vi pensa oltre, non dargli il suo supporto praticamente. »
(Henry David Thoreau, Disobbedienza civile)

Con Disobbedienza civile non possiamo però considerare Thoreau propriamente un anarchico: l'aspirazione che viene enunciata non è quella dell'immediata abolizione del governo quanto l'immediata istituzione di un governo migliore nell'attesa che gli uomini siano pronti per l'assenza di esso.[1]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Disobbedienza civile di Henry David Thoreau

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Henry David Thoreau, Disobbedienza civile, Piano B, Prato 2008