Jacques Ellul

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Jacques Ellul (Bordeaux, 6 gennaio 1912Pessac, 19 maggio 1994) è stato un sociologo e teologo francese, autore di svariati saggi sulla cosiddetta "società tecnologica", sul Cristianesimo e sulla politica; fu sostenitore dell'idea che l'anarchismo e il cristianesimo si prefiggono lo stesso obiettivo sociale; fu al contempo sostenitore di politiche ecologiche e tra i precursori dell'attuale idea di decrescita economica.

Biografia[modifica | modifica sorgente]

La famiglia in cui Ellul nacque aveva origini cosmopolite: il nonno paterno era maltese e quindi cittadino britannico, la nonna serba, il padre Joseph era nato a Trieste, ma aveva conservato la cittadinanza inglese e, messa da parte l'educazione religiosa cristiana-ortodossa impartitagli dalla madre, aveva assunto ferme convinzioni laiche, mentre la madre Marthe Mendes, di religione protestante, era una francese di origini portoghesi.

L'impronta paterna si rivelò nell'infanzia, quando Jacques prese parte nei giardini pubblici di Bordeaux a quei giochi di formazione che erano gli scontri fra opposti gruppi di ragazzi, lui schierato nella fazione dei «laici», contro quella opposta dei «cattolici». Ma anche l'influsso materno non tardò a manifestarsi, facendolo avvicinare al problema religioso fino ad avere, il 10 agosto 1930, la «rivelazione di Dio», come egli stesso disse senza però scendere in particolari.

Conseguita la maturità nel 1929, avrebbe voluto scegliere la carriera di ufficiale di marina, ma il padre gli impose gli studi di diritto nell'Università. Erano gli anni difficili della crisi economica mondiale, aggravati, nella famiglia Ellul, dalla disoccupazione del padre e dalle cattive condizioni di salute della madre.

Importante fu per Jacques l'amicizia con Bernard Charbonneau, con il quale aderì al personalismo, un movimento politico-culturale nel quale confluivano correnti anche molto diverse tra di loro: il gruppo raccolto intorno alla rivista «Esprit», fondata nel 1932 da Emmanuel Mounier, quello dell'«Ordre Nouveau», capeggiato da Alexandre Marc e la «Jeune Droite» vicina al movimento di estrema destra Action Française.

Charbonneau ed Ellul, che aderì al marxismo senza tuttavia iscriversi al Partito comunista, appartenevano alla corrente libertaria ed ecologista, propagandavano le loro idee in conferenze e nel 1935 pubblicarono un loro manifesto, le Directives pour un manifeste personnaliste. Furono vicini alla rivista Esprit e mantennero contatti con il gruppo dell'Ordre Nouveau, ma finirono per rompere con il gruppo dell'«Esprit», accusando il cattolico Mounier di autoritarismo.

Intanto, dopo aver frequentato i corsi di diritto all'Università di Bordeaux e poi in quella di Parigi, Ellul ottenne nel 1936 il dottorato in diritto con la tesi Etude sur l'évolution et la nature juridique du Mancipium.

Nel 1937 sposò Yvette Lensvelt, dalla quale ebbe quattro figli: Jean, Simon, Yves e Dominique. Nello stesso anno iniziò la sua carriera accademica come lettore di diritto all'Università di Montpellier e l'anno dopo in quella di Strasburgo, mentre collaborava alle riviste protestanti «Le Semeur» e «Foi et Vie»; nel 1939 passò ancora all'Università di Clermont-Ferrand ma l'anno dopo gli fu revocata la cattedra dal governo di Vichy, in applicazione della legge appena approvata a luglio, con la quale s'inibiva l'insegnamento pubblico agli stranieri e ai loro figli: suo padre Joseph, infatti, suddito britannico, non aveva mai preso la cittadinanza francese.

Per vivere, si trasferì allora con la famiglia a Martres, nella Gironda, improvvisandosi agricoltore; aderì alla Resistenza e, con la liberazione della Francia, nel 1944 fu nominato professore di diritto nell'Università di Bordeaux, dove rimase fino al pensionamento, avvenuto nel 1980.

Partecipò alla vita politica della nuova Francia: segretario generale del Mouvement de Libération Nationale, alleato dell'Organisation Civile et Militaire sotto la sigla di Union Démocratique et Socialiste de la Résistance si presentò candidato alle elezioni legislative del 21 ottobre 1945, con un programma che prevedeva la sostituzione del Senato con una "Camera dell'economia", il divieto dei monopoli e la nazionalizzazione delle aziende di interesse nazionale. Ma il risultato elettorale fu deludente e nessun candidato dell'Union venne eletto.

Cristiano della Chiesa Riformata di Francia, fu consulente per il Consiglio Ecumenico delle Chiese francesi. Partecipò anche alla vita politica cittadina e fu vicesindaco di Bordeaux.

Stato Moderno[modifica | modifica sorgente]

Jacques Ellul definì, nel libro Storia delle Istituzioni, lo Stato Moderno.

Lo stato moderno è una particolare organizzazione del potere che si afferma in Europa tra il XII e il XVII secolo. È un fenomeno di lunga durata.

Ellul elabora tre indicatori che, se presenti in una nazione, la qualificano in termini di stato moderno:

  • Accentramento
  • Territorialità
  • Concezione patrimoniale dinastica.

Ellul individua dei laboratori di stato moderno. I modelli di stato moderno sono fondamentalmente due:

Anarchia e Cristianesimo[modifica | modifica sorgente]

Nella sua opera Anarchie et Christianisme (1988), Ellul cerca di trovare punti di contatto tra Anarchia e Cristianesimo, rifacendosi al processo a Gesù (in cui analizza il suo atteggiamento di opposizione alle autorità costituite)[1] e all'idea generale di ostilità al potere nella Chiesa delle origini[2]. Al fatto che le grandi confessioni cristiane (in complicità con i poteri politici) siano riuscite a ribaltare il messaggio evangelico nel suo opposto, Ellul oppone la sua idea di corrente di religiosità sotterranea, una sorta di chiesa invisibile che sostiene la verità della parola di Cristo dall'esterno e dall'interno delle stesse istituzioni religiose ufficiali, parallelamente al loro "tradimento".[3]

« Io invece sostengo di non essere il solo a dire queste cose, ma che vi è sempre stata una fedele "corrente di religiosità sotterranea" (tanto più invisibile quanto più era fedele!). E sostengo inoltre che ciò corrisponde alla parola biblica.[4] »

Opere[modifica | modifica sorgente]

  • La tecnica. Rischio del secolo, Giuffré, Milano, 1969 (La technique ou l'enjeu du siècle, Paris: Armand Colin, 1954).
  • L'uomo e il denaro, Roma, Editrice AVE, 1969 (L'homme et l'argent, Paris, 1954).
  • Storia delle istituzioni, vol. 1 : L'antichità, Milano, Mursia, 1972
  • Metamorfosi del borghese, Milano, Giuffrè, 1972 (Métamorphose du bourgeois, Paris, 1967)
  • Propaganda: Plasmare l'atteggiamento degli uomini, New York: Vintage Books, 1973 (L'espérance oubliée, Paris, 1962)
  • Autopsia della rivoluzione, Torino, SEI, 1974 (Autopsie de la révolution, Paris, 1967)
  • La speranza dimenticata, Queriniana, 1975 (La Propagande, Paris: Gallimard, 1972).
  • Storia delle istituzioni, vol. 2 : Il Medioevo, Milano, Mursia, 1976
  • Storia delle istituzioni, vol. 3 : Età moderna e contemporanea dal XVI al XIX secolo, Milano, Mursia, 1976
  • Il tradimento dell'Occidente, Giuffrè, Milano, 1977 (Trahison de l'Occident, Paris: Calmann-Lévy, 1975).
  • Storia della propaganda, Edizioni scientifiche italiane, Napoli, 1983 (Histoire de la propagande, Paris: P.U.F., 1967, 1976).
  • Anarchia e cristianesimo, Elèuthera, Milano, 1993 (Anarchie et christianisme, Lyon: Atelier de Création Libertaire, 1988).
  • Islam e cristianesimo. Una parentela impossibile, Lindau, 2006 (Islam et judéo-christianisme, Presses universitaires de France, 2004).
  • Il sistema tecnico, Editoriale Jaca Book, Milano, 2009 (Le Système technicien, Calmann-Lévy, 1977).
  • La sovversione del cristianesimo, Edizioni Fondazione Centro Studi Campostrini, Verona, 2012 (La subversion du christianisme, Editions du Seuil, 1984)
  • La ragione d'essere. Meditazioni sull'Ecclesiaste, Edizioni Fondazione Centro Studi Campostrini, Verona, 2013 (La raison d'être, méditation sur l'Ecclésiaste, Editions du Seuil, 1987)

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ J.Ellul, Anarchia... cit., pp.93-96
  2. ^ ibidem, p.99
  3. ^ ibidem, pp.32-33
  4. ^ ibidem, p.32

Voci correlate[modifica | modifica sorgente]

Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]

Controllo di autorità VIAF: 56609314 LCCN: n80021739