Andrej Aleksandrovič Ždanov

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Andrej Aleksandrovič Ždanov
Andrej Aleksandrovič Ždanov

Andrej Aleksandrovič Ždanov (Андре́й Алекса́ндрович Жда́нов; Mariupol' , Ucraina26 febbraio secondo il calendario gregoriano, 14 febbraio secondo il calendario giuliano 1896 – 31 agosto 1948) è stato un politico sovietico.

Nel periodo staliniano fu l'arbitro della linea culturale del Partito Comunista dell'Unione Sovietica e Presidente del Presidio del Soviet Supremo dell'URSS (1945-1948). Morì nel 1948 in circostanze oscure e misteriose.

Ždanov fu inflessibile nell'imporre il cosiddetto realismo socialista e nel liquidare ogni fermento di libertà essendo promotore di una serie di azioni atte a censurare la produzione artistica e letteraria in Unione Sovietica. Le opere non ritenute conformi agli ideali del partito venivano accusate di "formalismo" e censurate; gli autori di queste "deviazioni" venivano ammoniti pubblicamente; l'opera Lady Macbeth del distretto di Mzensk, del celebre compositore Dmitrij Šostakovič venne pesantemente accusata nel gennaio del 1936 tramite un articolo apparso sulla Pravda, intitolato Caos anziché musica. Il triennio detto Ždanovščina ("Era di Ždanov", 1946-48) segna il culmine di questa situazione di controllo e repressione.

Solo dopo anni, con Nikita Khruščёv, si venne a sapere della tragica fine riservata a scrittori ed artisti che intesero difendere la libertà della cultura del regime.

Dal 1948 e fino al 1989 la sua città natale in suo onore ha preso il nome Ždanov.

[modifica] Bibliografia:

Rubens Tedeschi, Ždanov l'immortale. Sessant'anni di musica sovietica, Fiesole, Discanto Edizioni, 1980.

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